{"id":71532,"date":"2018-11-04T10:26:18","date_gmt":"2018-11-04T09:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71532"},"modified":"2018-11-04T12:01:23","modified_gmt":"2018-11-04T11:01:23","slug":"usa-politica-mediorientale-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-politica-mediorientale-trump\/","title":{"rendered":"Usa: politica mediorientale, le radici delle scelte di Trump"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo anno la <strong>politica mediorientale<\/strong> dell\u2019Amministrazione Trump ha preso forma anche grazie a decisioni storiche e controverse come lo spostamento dell\u2019ambasciata degli <strong>Usa<\/strong> in Israele a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-annuncio-trump-storia-diritto\/\"><strong>Gerusalemme<\/strong><\/a>, l\u2019uscita dall&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-trump-scelta\/\">I<strong>ran<\/strong><\/a> e, pi\u00f9 recentemente, il taglio dei fondi all&#8217;Autorit\u00e0 palestinese e all\u2019Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per i rifugiati palestinesi. A dispetto di questo, delle dichiarazioni talvolta roboanti del presidente americano e dei timori di numerosi esperti, a due anni dalla vittoria elettorale di Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, e nell&#8217;imminenza del voto di midterm, la politica mediorientale degli Stati Uniti non ha subito, a mio avviso, sconvolgimenti notevoli. Al contrario, la stessa si \u00e8 inserita in una linea di continuit\u00e0 con il passato che lascia trasparire chiaramente i suoi legami con la particolare cultura politico-strategica americana. Muovendosi dal macro al micro, infatti, \u00e8 possibile collocare le radici della politica mediorientale dell\u2019Amministrazione Trump innanzitutto proprio nella pi\u00f9 ampia tradizione americana; secondariamente, nelle idee promosse dal Partito repubblicano negli ultimi decenni; infine, nella visione propria di Trump che talvolta \u00e8 in linea con i due punti appena citati, talaltra se ne differenzia.<\/p>\n<p><strong>La tradizione americana<br \/>\n<\/strong>L\u2019approccio trumpiano, infatti, \u00e8 molto pi\u00f9 tradizionalista rispetto a come il modo con cui lo presenta potrebbe far apparire. Trump \u00e8 un presidente <em>jacksoniano<\/em>, ossia incarna quella forma di nazionalismo tipica dell\u2019esperimento americano ed espressa iconicamente dal settimo presidente degli Stati Uniti Andrew Jackson. Le fondamenta di essa sono lo Stato-nazione, la potenza militare e lo scetticismo verso le organizzazioni e gli accordi internazionali \u2013 visti come strumenti per ingabbiare gli Stati Uniti e limitarne la sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Il <em>jacksoniano<\/em> non crede nell&#8217;esportazione del modello democratico; allo stesso tempo, \u00e8 pronto a colpire con durezza chiunque minacci la sua <em>folk community <\/em>e i valori da essa incarnati. Questa \u00e8 una delle ragioni per cui l\u2019amministrazione Trump ha aumentato gli sforzi nella lotta al sedicente Stato islamico, l\u2019Isis, ma, allo stesso tempo, ha smesso di sostenere i ribelli siriani. Ed \u00e8 una delle ragioni per cui Trump ha profondamente criticato la decisione dell\u2019amministrazione Bush di invadere l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019approccio di Bush, soprattutto nel secondo mandato, era <em>anche<\/em> volto a diffondere un ideale universale \u2013 <em>wilsoniano<\/em>, anche se attraverso strumenti <em>jacksoniani<\/em> \u2013, Trump torna a un approccio pi\u00f9 vicino all\u2019America delle origini. La decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostarvi l\u2019ambasciata americana ben si riflette in quanto appena detto. Come ricordato da Walter Russell Mead, infatti, il <em>jacksonismo<\/em> \u00e8 la scuola di politica estera americana che pi\u00f9 sostiene Israele, Paese profondamente ammirato per la sua capacit\u00e0 di resistere per decenni in un ambiente ostile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019influenza del Partito repubblicano<br \/>\n<\/strong>In seconda istanza, Trump sta attuando una politica mediorientale in linea con molte delle posizioni assunte negli scorsi anni dal Partito repubblicano. Il sostegno a Israele \u2013 e, al contrario, la critica verso le organizzazioni internazionali percepite come ostili allo Stato ebraico \u2013 e la postura pi\u00f9 dura tenuta verso l\u2019Iran e il terrorismo di matrice islamica, ad esempio, sono posizioni tradizionalmente legate al partito che rappresenta.<\/p>\n<p>Per alcuni aspetti l\u2019approccio dell\u2019amministrazione Trump non si differenzia particolarmente da quello dell\u2019Amministrazione di George W. Bush: era stato proprio quest\u2019ultimo, ad esempio, a inserire l\u2019Iran nel suo Asse del Male e ad adottare una retorica dura nei confronti dei movimenti estremisti islamici.<\/p>\n<p>Il duplice bombardamento sulla Siria, poi, atto a far rispettare le linee rosse sull\u2019uso di armi chimiche, si inserisce bene anche nel filone conservatore internazionalista, pi\u00f9 attento ai diritti umani e alla promozione dei valori americani nel mondo.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 proprio qui che l\u2019Amministrazione Trump si differenzia di pi\u00f9 rispetto ai predecessori sulla politica mediorientale, in quanto ha messo in disparte la retorica dell\u2019esportazione del sistema valoriale americano adottata dai repubblicani durante gli anni di Bush Jr. A ben vedere, per\u00f2, non assistiamo a un abbandono della tradizione conservatrice americana ma, piuttosto, a un recupero delle sue radici pi\u00f9 profonde. E Trump non \u00e8 che un collettore di istanze in riemersione da almeno un decennio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019approccio trumpiano<br \/>\n<\/strong>A i due punti appena visti si aggiunge l\u2019approccio peculiare al 45\u00b0 presidente degli Stati Uniti. Molte scelte, infatti, possono essere meglio comprese solo facendo riferimento allo stile imprenditoriale trumpiano, delineato pi\u00f9 di trent\u2019anni fa nel best-seller &#8216;The Art of the Deal&#8217;. Ad esempio, \u00e8 possibile collocare i tagli dei fondi all\u2019Autorit\u00e0 Palestinese e all\u2019Unrwa in uno schema di pressione crescente volto a raggiungere &#8216;l\u2019accordo del secolo&#8217;, ossia il piano di pace tra Israele e Palestina alla quale l\u2019Amministrazione americana sta lavorando.<\/p>\n<p>Ancora, Trump ha criticato innumerevoli volte la classe politica americana per essere &#8220;all talk, no action&#8221;. Ecco che il continuo riferimento del presidente al fatto che i suoi predecessori \u2013 Clinton, Bush, Obama \u2013 abbiano tutti promesso di rispettare la volont\u00e0 del Congresso di spostare l\u2019ambasciata a Gerusalemme ma mai dato seguito acquista un senso pi\u00f9 profondo. La decisione non \u00e8 soltanto l\u2019espressione di una valutazione qualitativa a s\u00e9 stante, \u00e8 anche la manifestazione della volont\u00e0 di dare un taglio netto rispetto a un approccio politico ritenuto inadeguato. Trump vuole apparire come un presidente che mantiene le promesse fatte, anche in politica estera \u2013 e lo stesso discorso vale, ad esempio, per l\u2019uscita dall&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;Iran -.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ci aspetta<br \/>\n<\/strong>La presidenza Trump \u00e8 il risultato di un mutamento che sta avvenendo sia nel sistema internazionale, sempre pi\u00f9 lontano dal sogno della fine della storia, sia in America, che oramai da un decennio assiste al risveglio di istanze sopite da tempo e al ritorno di un approccio legato a un\u2019America profonda che sembrava oramai relegata alla storia.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, Trump alimenta tale cambiamento, sia internamente agli Stati Uniti che esternamente. Queste tendenze si fanno sentire, come visto, anche in Medio Oriente ed \u00e8 probabile che un simile riassestamento della politica estera americana continuer\u00e0 a influenzare l\u2019approccio di Washington verso l\u2019area \u2013 e verso il sistema internazionale \u2013 anche negli anni a venire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo anno la politica mediorientale dell\u2019Amministrazione Trump ha preso forma anche grazie a decisioni storiche e controverse come lo spostamento dell\u2019ambasciata degli Usa in Israele a Gerusalemme, l\u2019uscita dall&#8217;accordo sul nucleare con l&#8217;Iran e, pi\u00f9 recentemente, il taglio dei fondi all&#8217;Autorit\u00e0 palestinese e all\u2019Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per i rifugiati palestinesi. 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