{"id":71590,"date":"2018-11-09T07:27:39","date_gmt":"2018-11-09T06:27:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71590"},"modified":"2018-11-13T07:29:44","modified_gmt":"2018-11-13T06:29:44","slug":"usa-midterm-campagna-pareggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-midterm-campagna-pareggio\/","title":{"rendered":"Usa: midterm, pareggio apre lunga campagna verso 2020"},"content":{"rendered":"<p>730 giorni di campagna elettorale, due anni: tanti ce ne aspettano, negli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-midterm-trump-esame\/\"><strong>Stati Uniti<\/strong><\/a>, di qui a marted\u00ec 3 novembre 2020, l\u2019Election Day. \u201cMa come?, dir\u00e0 qualcuno, c\u2019\u00e8 appena stato il voto di <strong>midterm<\/strong>. Adesso, avremo il rimpasto di governo, che \u00e8 gi\u00e0 cominciato; a gennaio, s\u2019insedier\u00e0 il Congresso appena eletto; poi, un anno di schermaglie tra i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/usa-midterm-trump-prova\/\"><strong>democratici<\/strong><\/a> e il presidente, magari con prove d\u2019impeachment; e, infine, a gennaio del 2020, inizier\u00e0 la stagione delle primarie, che sar\u00e0 soprattutto democratica, e, in estate, dopo le convention, la campagna elettorale vera e propria\u201d.<\/p>\n<p>Fidatevi!, sar\u00e0 un\u2019unica lunga campagna elettorale. Perch\u00e9 Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, in fondo, quello sa fare davvero bene: il candidato, pi\u00f9 del presidente. L\u2019abbiamo capito noi e l\u2019ha capito pure lui. E perch\u00e9 i democratici partono da (troppo?) lontano: non hanno un leader conosciuto a livello nazionale, tranne gli impresentabili, a diverso titolo, Clinton (lui e lei) e Obama, e hanno decine di aspiranti alla nomination, che devono farsi una visibilit\u00e0 prima di darsi battaglia nelle primarie.<\/p>\n<p><strong>A partire dai risultati del midterm<\/strong><br \/>\nTutto ci\u00f2 a partire dai risultati del midterm: 1 a 1, Camera ai democratici e Senato ai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/usa-midterm-voto-incerto\/\"><strong>repubblicani<\/strong><\/a>; \u00e8 un pareggio. Ma, poich\u00e9 sotto sotto i democratici speravano nel 2 a 0, e i repubblicani lo temevano, l\u2019impressione \u00e8 che Trump abbia fatto il colpaccio in una partita che pareva persa, prima che lui scendesse in campo.<\/p>\n<p>Con il voto di midterm, rispetto alle presidenziali del 2016, l\u2019America della speranza non \u00e8 tornata: resta una Trumpland impaurita, incattivita, chiusa in se stessa. Dalle urne, escono, per\u00f2, frammenti di speranza, come l\u2019affluenza molto alta: 113 milioni di votanti, il 49% degli aventi diritto &#8211; mai sopra i cento milioni in passato, a parte le presidenziali -.<\/p>\n<p>E come i successi della diversit\u00e0. Il numero record di donne candidate \u2013 237 alla Camera \u2013 produce il record delle elette &#8211; oltre cento saranno deputate: il primato era 84 -, fra cui le prime musulmane al Congresso, la prima nativa americana, la pi\u00f9 giovane mai eletta. Passa pure, in Colorado, il primo governatore apertamente gay, mentre viene sconfitta, nel Vermont, la prima candidata governatore transgender. Fra le icone di sinistra alternative all\u2019establishment democratico sono confermati Bernie Sanders nel Vermont ed Elizabeth Warren, la sceriffa di Wall Street, nel Massachussetts.<\/p>\n<p>I seggi non sono stati ancora tutti attribuiti: ci saranno dei ballottaggi, qualche riconta. Alla Camera, i democratici ne avranno oltre 230 \u2013 la maggioranza \u00e8 2018 \u2013 e i repubblicani intorno ai 200, avendone persi pi\u00f9 di 30. Al Senato, i repubblicani ne guadagnano almeno due e arrivano di sicuro a 54 su 100. La mappa dei governatori s\u2019\u00e8 nettamente riequilibrata a vantaggio dei democratici: con tre Stati da assegnare, i democratici ne hanno 22 \u2013 sette in pi\u00f9 \u2013 e i repubblicani 25.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Tsunami, onda, marea, increspatura<\/strong><br \/>\nCon il midterm, i democratici riconquistano la Camera dopo otto anni, ma la loro avanzata non \u00e8 uno tsunami e neppure quella \u2018onda blu\u2019 ripetutamente annunciata nei proclami della vigilia; al massimo, una modesta marea, un\u2019 \u201cincrespatura\u201d dice ironica la portavoce della Casa Bianca Sara Huckabee Sanders. I democratici perdono tre corse simbolo, dove sono impegnati loro astri nascenti: in Texas, Beto O\u2019Rourke viene sconfitto dal senatore in carica Ted Cruz, che nel 2016 contese la nomination a Trump; Andrew Gillum in Florida e Stacey Abrams in Georgia falliscono l\u2019obiettivo di diventare governatori, i primi neri nei rispettivi Stati.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 pure chi riesce in una \u2018missione impossibile\u2019: il collegio 7 della Virginia, che \u00e8 Richmond, la capitale, era appannaggio dei repubblicani dal 1970, ma l&#8217;ex agente Cia Abigail Spanberger riesce a infiammare gli elettori progressisti e batte di pochissimo il repubblicano in carica David Brat.<\/p>\n<p>Trump, prima di spegnere la Fox e andare a dormire, marted\u00ec notte, twitta: \u201cGrandissimo successo, grazie a tutti\u201d. Non \u00e8 vero, \u00e8 un\u2019esagerazione, come tutto quel che il magnate dice o fa. Il presidente fa persino una telefonata non dovuta di congratulazioni alla leader dei democratici alla Camera, Nancy Pelosi, che s\u2019affanna a difendere la sua leadership nel suo partito: prove di dialogo?, o presa in giro? Quando si risveglia, Trump \u00e8 in buona: \u201cHo vinto io, ho fermato l\u2019onda blu, contro i media e i miei consiglieri, che volevano parlassi di economia, mentre io parlavo d\u2019immigrazione. Ma ora collaboriamo\u201d; e, ovviamente, attacca i media, che ai suoi sostenitori piace sempre.<\/p>\n<p>Fra i volti simbolo di questo midterm, e della nuova mappa del potere americana, ci sono quattro donne democratiche \u2013 tutte alla Camera &#8211; e un governatore repubblicano. Alessandria Ocasio-Cortez diventa, a 29 anni, la donna pi\u00f9 giovane mai eletta al Congresso \u2013 sta ancora pagandosi il prestito per l\u2019Universit\u00e0 -: per lei, il difficile era stato vincere le primarie, contro un deputato ben quotato, Joseph Crowley; il voto \u00e8 una formalit\u00e0, perch\u00e9 il Bronx \u00e8 democratico. Esce dall\u2019avventura 2016 \u2018sanderista\u2019 e ha un futuro, ma, per lei, il 2020 arriva troppo presto.<\/p>\n<p>+Sharice Davids, avvocato, 38 anni, strappa un seggio in Kansas ai repubblicani e diventa la prima nativa americana Lgbt eletta al Congresso. Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, eletta nel Michigan, e Ilhan Omar, di origini somale, eletta nel Minnesota, sono le prime due musulmane sul Campidoglio: Ilhan \u00e8 una rifugiata africana, intende indossare l&#8217;hijab al Congresso e diventare &#8220;il peggior incubo di Donald Trump&#8221;.<\/p>\n<p>Brian Kemp, 55 anni, il nuovo governatore della Georgia, battendo la Abrams, \u00e8, invece, un cocco del presidente: ce l\u2019ha coi migranti e fa spot che paiono estratti da Mississippi Burning.<\/p>\n<p><strong>La strada verso il 2020: muro contro muro e\/o collaborazione<\/strong><br \/>\nQualche ragione per essere su di giri, il presidente Trump ce l\u2019ha: per lui e per i repubblicani, il voto di midterm \u00e8 andato bene, \u201cal di l\u00e0 di ogni previsione\u201d, meglio di quanto non era andato a Clinton nel 1994 e ad Obama nel 2010 \u2013 Bush ne era uscito bene solo perch\u00e9 c\u2019era stato l\u201911 Settembre -. Cos\u00ec, il presidente apre al dialogo con i democratici, che sono ora maggioranza alla Camera, ma li ammonisce pure: &#8220;Possono giocare al gioco delle indagini, ma noi sappiamo giocare meglio, io sono pi\u00f9 bravo&#8221;.<\/p>\n<p>Barack Obama \u00e8 invece pi\u00f9 cauto, nonostante i democratici siano avanti di 9 punti sui repubblicani nel voto popolare: un dato che il Washington Post mette in evidenza, perch\u00e9 \u00e8 molto alto, ma che, nella prospettiva presidenziale di Usa 2020, non suona garanzia: la distanza tra progressisti e conservatori \u00e8 tutta scavata nelle miniere di voti democratiche del New England e della California.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro lavoro ora va avanti \u2013 dice Obama -: il cambiamento non pu\u00f2 venire da una sola elezione, ma questo \u00e8 un punto di partenza \u2026 Spero si torni ai valori dell&#8217;onest\u00e0 e del compromesso e che si guardi a un Paese non diviso dalle sue differenze, ma legato da un comune credo&#8221;. Parole che fanno magari fischiare le orecchie a Trump, che \u00e8 il campione della divisione dell\u2019America, ma che sono anche monito per i democratici, perch\u00e9 non affrontino la seconda met\u00e0 del mandato presidenziale votati alla contrapposizione frontale e al muro contro muro.<\/p>\n<p>Trump avr\u00e0 a che fare con un Congresso spaccato, con una Camera che gli far\u00e0 la guerra, che potr\u00e0 rallentare l\u2019iniziativa legislativa della Casa Bianca e che potrebbe pensare d\u2019avviare l\u2019impeachment o di istituire commissioni d\u2019inchieste su tutti i fronti di comportamento presidenziale discusso e discutibile, Russiagate, conflitti d\u2019interessi, elusioni fiscali, comportamenti personali. O che potrebbe invece cercare, o accettare, il dialogo.<\/p>\n<p>Le parole a caldo di Nancy Pelosi, leader dei democratici alla Camera, e di Trump fanno presagire una fase di studio, dopo l\u2019insediamento a gennaio del nuovo Congresso. Ma non c\u2019\u00e8 da illudersi che il magnate presidente smetta di fare, nei prossimi due anni, quello che sa fare meglio e che in fondo non smette mai di fare: il candidato in campagna.<\/p>\n<p>La gestione dell\u2019Amministrazione e la ricerca di compromessi in Congresso li lascer\u00e0 al suo team, che vuole rinnovare in profondit\u00e0, a partire dal segretario alla Giustizia James Sessions, gi\u00e0 sostituito, per ora provvisoriamente, da Matthew Whitaker, uno che cercher\u00e0 di tenere al guinzaglio il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller.<\/p>\n<p>Qualcosa ai democratici Trump dovr\u00e0 concedere sui fronti interni ed economici, mentre l\u2019avere dalla sua il Senato \u2013 i nuovi eletti sono pi\u00f9 \u2018trumpiani\u2019 che repubblicani &#8211; gli consente di muoversi senza grossi imbarazzi in politica estera.<\/p>\n<p>Il presidente potr\u00e0 pure cercare di trarre profitto dell\u2019incertezza che serpeggia fra i democratici dopo il midterm: non hanno un leader e neppure un candidato, anzi ne hanno troppi in pectore, addirittura decine, e tutti ancora privi di notoriet\u00e0 nazionale; e non hanno neppure una linea. Assecondare la polarizzazione, continuando a puntare su personalit\u00e0 \u2018socialiste\u2019, \u2018liberal\u2019, alternative, espressione delle minoranze, oppure cercare di tornare al centro, l\u00e0 dove, prima di Trump, si vincevano le elezioni?<\/p>\n<p>Beto O\u2019Rourke, sconfitto in Texas da Ted Cruz e probabilmente messo fuori gioco per il 2000, ha, sul centro, un\u2019idea precisa: \u201cSulle strade del Texas, al centro ci sono solo gli armadilli morti\u201d. Politicamente, O\u2019Rourke trasforma in cadaveri i Clinton e pure Obama. Ma ai lati delle strade, lungo i fossi, anche nel Texas crescono solo papaveri rossi, non futuri presidenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>730 giorni di campagna elettorale, due anni: tanti ce ne aspettano, negli Stati Uniti, di qui a marted\u00ec 3 novembre 2020, l\u2019Election Day. \u201cMa come?, dir\u00e0 qualcuno, c\u2019\u00e8 appena stato il voto di midterm. 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