{"id":71610,"date":"2018-11-12T13:08:04","date_gmt":"2018-11-12T12:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71610"},"modified":"2018-11-15T15:17:23","modified_gmt":"2018-11-15T14:17:23","slug":"algeria-bouteflika-candidato-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/algeria-bouteflika-candidato-elezioni\/","title":{"rendered":"Algeria: Bouteflika candidato a succedersi per l&#8217;ultima volta"},"content":{"rendered":"<p>Oramai \u00e8 ufficiale. A sei mesi dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/algeria-sistema-stabile-fiducia-calo\/\"><strong>elezioni<\/strong><\/a> presidenziali, l\u2019attuale presidente dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/africa-algeria-speranze-incognite\/\"><strong>Algeria<\/strong><\/a>, Abdelaziz <strong>Bouteflika<\/strong>, \u00e8 il candidato ufficiale del Fronte di Liberazione nazionale (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/lalgeria-da-il-benvenuto-ad-hamas\/\"><strong>Fln<\/strong><\/a>), lo storico partito che ha guidato il Paese all&#8217;indipendenza dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/sahel-francia-passato-futuro\/\"><strong>Francia<\/strong><\/a>. &#8220;E&#8217; una decisione sostenuta da tutti i membri del partito a livello nazionale&#8221;, ha dichiarato la settimana scorsa Djamel Ould Abbes, segretario dell&#8217;Fnl, durante una seduta del Parlamento dove il partito ha la maggioranza. Il presidente, che \u00e8 ininterrottamente alla guida del Paese dal 1999, non ha ancora confermato la sua candidatura, anche se, per il momento, essa \u00e8 pi\u00f9 che probabile: l\u2019unico vero ostacolo a una sua possibile rielezione sembrerebbe il suo stato di salute.<\/p>\n<p><strong>Preoccupazioni e contestazioni pi\u00f9 per la salute che per l&#8217;et\u00e0<\/strong><br \/>\nA preoccupare gli algerini non \u00e8 tanto l\u2019et\u00e0 (in confronto al novantunenne Ca\u00efd <strong>Essebsi<\/strong>, presidente della <strong>Tunisia<\/strong>, Bouteflika, che di anni ne ha 81, \u00e8 un giovinetto), n\u00e9 tanto meno che si ricandidi per un quinto mandato dal momento che la Costituzione glielo permette \u2013 anche se per l\u2019ultima volta -. \u00a0Ci\u00f2 che preoccupa gli algerini \u00e8 il fatto che il presidente sia gravemente malato a causa di un ictus che lo ha colpito nel 2013, costringendolo, da quel momento, a stare su una sedia a rotelle e ad eclissarsi completamente dalla vita pubblica.<\/p>\n<p>&#8220;Nessuna mente che possiede una minima capacit\u00e0 di discernere e di ragionare e che \u00e8 nutrita da un briciolo di patriottismo verso un Paese che \u00e8 riuscito a emanciparsi, a un prezzo altissimo, dal colonialismo, pu\u00f2 accettare che Abdelaziz Bouteflika, nel suo stato di salute, possa ancora essere a capo del destino dell\u2019Algeria&#8221;, ha scritto El Watan, il principale giornale francofono del Paese.<\/p>\n<p>Zoubida Assoul, magistrato e leader del movimento d\u2019opposizione laico <em>al Mouwatana<\/em> (in arabo, cittadinanza), ha invece spiegato a <em>Affari Internazionali<\/em> che &#8220;un quinto mandato sarebbe profondamente irresponsabile. Il quarto mandato \u00e8 andato in bianco. A causa della sua malattia, il Paese \u00e8 completamente bloccato: non ci sono pi\u00f9 Consigli dei Ministri e l\u2019Algeria \u00e8 sparita dalla scena internazionale. E tutto questo accade con un presidente che \u00e8 costituzionalmente sempre pi\u00f9 forte: dal 2016, per esempio, \u00e8 anche il capo dei servizi segreti. La sua presenza mette oramai in pericolo le istituzioni dello Stato: oggi \u00e8 palesemente un\u2019usurpazione delle sue funzioni e dei suoi poteri. Non sappiamo chi ci sia dietro, ma sicuramente non \u00e8 pi\u00f9 lui che ha in mano le redini del potere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Candidato per mancanza di accordo su un&#8217;alternativa<\/strong><br \/>\nPer molti analisti infatti, la ricandidatura di Bouteflika non \u00e8 altro che l\u2019espressione dell\u2019inerzia e dell\u2019incapacit\u00e0 dei vari gruppi di potere \u2013 partiti filo-governativi, esercito ed \u00e9lite economica &#8211; di trovare un successore che sia in grado di cambiare tutto senza cambiare nulla. &#8220;In Algeria, l\u2019uomo onnipotente non esiste \u2013 spiega ad\u00a0<em>Affari Internazionali<\/em> un intellettuale che preferisce mantenere l&#8217;anonimato -. \u00c8 il sistema che fa gli uomini e non il contrario. Il quinto mandato di Bouteflika mira a salvaguardare una certa stabilit\u00e0 politica e securitaria e a preparare una transizione nel medio termine che non scombussoli le basi del sistema&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio del quinto mandato non ha sorpreso nessuno. Nei mesi scorsi, i partiti filo-governativi hanno chiesto ripetutamente al presidente di ricandidarsi: &#8220;La continuit\u00e0 \u00e8 l\u2019unica garanzia per la stabilit\u00e0 e quindi la sicurezza di tutto il Paese&#8221;, aveva spiegato a inizio settembre il segretario dell&#8217;Fln durante un raduno di 16 partiti \u2013 tra cui il Rassemblement National Democratique (Rnd), altro partito di maggioranza, e il partito islamico Raduno per la speranza dell\u2019Algeria (Taj). Per loro si tratterebbe di una questione di vita o di morte per un Paese che si trova in una regione destabilizzata costantemente dalla minaccia jihadista. Poco dopo il raduno dei partiti politici, \u00e8 stata la volta degli imprenditori: Elie Haddad, a capo del Forum degli imprenditori (la nostra Confindustria in poche parole), ha chiesto ufficialmente a Bouteflika di ricandidarsi, testimoniando l\u2019alleanza strettissima che c\u2019\u00e8 tra il capo dello Stato e gli uomini d\u2019affari.<\/p>\n<p><strong>Fermenti nelle forze armate<\/strong><br \/>\nPraticamente inesistente \u00e8 stato invece il sostegno dell\u2019esercito che, dall&#8217;inizio dell\u2019estate, sta subendo uno dei pi\u00f9 ampi rimpasti dalla fine del regime unico. Da luglio, una ventina di generali e colonnelli sono stati cacciati dai loro posti, obbligati ad andare in pensione o messi sotto inchiesta. Altri ancora sono stati addirittura messi in stato di fermo: un inedito nella storia del Paese. Il mega-rimpasto, voluto da Bouteflika, \u00e8 coinciso con uno scandalo di narco-traffico, scoppiato in estate dopo il sequestro di un carico di 701 chili di cocaina nel porto di Orano.<\/p>\n<p>All\u2019inizio, il primo indagato \u00e8 stato &#8216;il Macellaio&#8217;, ovvero un <em>businessman<\/em> algerino che opera nel settore della carne. Ma dopo qualche settimana lo scandalo si \u00e8 trasformato in un mega affare di corruzione, trasferimento illegale di soldi e operazioni fraudolente nel settore dell\u2019immobiliare. Insieme a generali e colonnelli, sono stati interrogati anche decine di giudici, magistrati, sindaci, procuratori, immobiliaristi e figli di politici noti.<\/p>\n<p>Secondo alcuni analisti, l\u2019operazione \u2013 che \u00e8 stata battezzata in maniera a noi nota, &#8216;Mani pulite&#8217; &#8211; esprimerebbe la volont\u00e0 del presidente e della sua cerchia di distinguersi rispetto al resto della cricca, in un Paese dove la corruzione \u00e8 imperante. Per altri invece l\u2019operazione va ben oltre: dietro ci sarebbe la volont\u00e0 di Bouteflika di trasformare il regime algerino da militare a civile. Appena eletto, Bouteflika ha chiarito che voleva ridimensionare il potere dei generali che, durante la guerra civile, avevano tenuto le redini del Paese. E quella di adesso sarebbe forse la resa dei conti finale di una sorta di &#8216;guerra dei Vent\u2019anni&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oramai \u00e8 ufficiale. A sei mesi dalle elezioni presidenziali, l\u2019attuale presidente dell\u2019Algeria, Abdelaziz Bouteflika, \u00e8 il candidato ufficiale del Fronte di Liberazione nazionale (Fln), lo storico partito che ha guidato il Paese all&#8217;indipendenza dalla Francia. &#8220;E&#8217; una decisione sostenuta da tutti i membri del partito a livello nazionale&#8221;, ha dichiarato la settimana scorsa Djamel Ould [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71611,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[177,1404,85,1405,87],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71610"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71610"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71610\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71612,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71610\/revisions\/71612"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}