{"id":71649,"date":"2018-11-15T18:18:54","date_gmt":"2018-11-15T17:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71649"},"modified":"2018-11-18T09:48:35","modified_gmt":"2018-11-18T08:48:35","slug":"usa-democratici-midterm-pareggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-democratici-midterm-pareggio\/","title":{"rendered":"Usa: midterm, democratici, un pari che sa di vittoria"},"content":{"rendered":"<p>A dieci giorni di distanza \u00e8 possibile fare un bilancio pi\u00f9 obiettivo dei risultati ottenuti dai <strong>d<\/strong><strong>emocratici<\/strong>, il partito d\u2019opposizione al presidente Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-midterm-trump-esame\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trump<\/strong><\/a><strong>,\u00a0<\/strong>nelle elezioni di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/usa-midterm-campagna-pareggio\/\"><strong><em>midterm<\/em><\/strong><\/a> \u2013 cio\u00e8 di met\u00e0 mandato \u2013 negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Partiamo dai dati. Ogni due anni \u2013 quindi anche a met\u00e0 del mandato quadriennale del presidente, da cui il nome di <em>midterm<\/em> \u2013 gli elettori americani sono chiamati a rinnovare per intero la Camera e un terzo dei cento seggi in Senato \u2013 rispettivamente la Camera bassa (espressione della popolazione nel suo complesso) e la Camera alta (espressione dei cinquanta Stati federati) del Congresso degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>In termini di Camere, l\u2019elezione si \u00e8 conclusa con un <a href=\"https:\/\/fivethirtyeight.com\/live-blog\/2018-election-results-coverage\/\">pareggio<\/a>. I <strong>r<\/strong><strong>epubblicani<\/strong> hanno mantenuto la maggioranza al Senato, che anzi potrebbero portare da 51 a 53 seggi se Florida e Mississippi, che ancora devono produrre un risultato finale, vedessero i candidati conservatori prevalere. I democratici per\u00f2 hanno strappato ai repubblicani la maggioranza della Camera, guadagnando per lo meno 32 seggi (dieci sono ancora da assegnare), quasi il doppio di pi\u00f9 di quanti ne avevano bisogno per ottenere la maggioranza (218 seggi su un totale di 435).<\/p>\n<p>I democratici hanno guadagnato terreno anche nella corsa per i governatori dei singoli Stati, riducendo il divario coi repubblicani da 16 a 34 (a favore di questi ultimi) a 23 a 26 (in Georgia \u00e8 in corso un riconteggio dei voti).<\/p>\n<p><strong>I democratici beneficiano dell&#8217;alta affluenza, i repubblicani del\u00a0 <em>gerrymandering<\/em><\/strong><br \/>\nPoliticamente per\u00f2 quella subita dal partito di Trump \u00e8 una sconfitta. Il presidente ha trasformato le elezioni in un referendum sul suo operato, facendo campagna su temi altamente divisivi, come l\u2019immigrazione. Il Paese non sembra averla presa tanto bene. L\u2019affluenza \u00e8 stata quasi <a href=\"http:\/\/fortune.com\/2018\/11\/07\/voter-turnout-2018-midterms\/\">senza precedenti<\/a>, soprattutto tra l\u2019elettorato dei democratici. Questi ultimi hanno vinto il voto popolare (che non conta nulla in termini di seggi, ma che dice pur sempre qualcosa sulla popolarit\u00e0 del presidente) di oltre sette punti percentuali.<\/p>\n<p>I democratici hanno aumentato i loro voti un po\u2019 dappertutto, e spesso in maniera considerevole, ma sono svantaggiati dal fatto che nel sistema federale americano tutti gli Stati, a prescindere dalla popolazione, hanno diritto a due senatori ciascuno, e che anche alla Camera, che invece riflette pi\u00f9 da vicino l\u2019opinione della popolazione in generale, i repubblicani continuano a beneficiare degli effetti del <em><strong>gerrymandering<\/strong>,<\/em> il famigerato sistema che consente di disperdere il voto della parte avversaria ridisegnando i collegi elettorali in maniera artificiosa. Pur essendo una pratica comune a entrambi i partiti, i repubblicani ne hanno abusato grazie al fatto che la maggioranza dei governatori degli Stati \u00e8 repubblicana, e che il ridisegno dei collegi elettorali \u00e8 competenza degli Stati. Per questo le sette vittorie dei democratici nelle corse governatoriali sono tanto importanti. Nel 2020, quando i collegi verranno ridisegnati in base al nuovo censo, avranno pi\u00f9 voce in capitolo.<\/p>\n<p><strong>Il voto delle minoranze<\/strong><br \/>\nUn altro dato incoraggiante per i democratici \u00e8 che hanno guadagnato voti in <a href=\"https:\/\/www.brookings.edu\/blog\/the-avenue\/2018\/11\/08\/2018-exit-polls-show-greater-white-support-for-democrats\/\">settori chiave<\/a> dell\u2019elettorato americano. Le minoranze hanno votato per i democratici in massa: il margine di vantaggio sui repubblicani \u00e8 dell\u201981% tra i neri, del 54% tra gli asiatici e del 40% tra gli ispanici. Ancora pi\u00f9 rilevante per\u00f2 \u00e8 che i democratici hanno ridotto lo svantaggio rispetto ai repubblicani anche nel \u2018gruppo\u2019 elettorale pi\u00f9 ampio, quello dei bianchi (che sono anche quelli che tendono a votare con pi\u00f9 frequenza).<\/p>\n<p>Il margine di vantaggio dei democratici sui repubblicani tra le donne bianche con titolo di laurea \u00e8 cresciuto dal 7% del 2016 al 20% del 2018. Anche i bianchi sotto i 29 anni hanno votato pi\u00f9 a sinistra che a destra (il gap \u00e8 di 13 punti percentuali). In conclusione, i repubblicani mantengono un vantaggio statisticamente rilevante sui democratici solo tra i bianchi (maschi e femmine) senza laurea.<\/p>\n<p><strong>Una nuova narrativa per il Partito democratico<\/strong><br \/>\nChe lezioni possono trarre dalle <em>midterm\u00a0<\/em>i democratici in vista della madre di tutte le battaglie, la sfida alla rielezione di Trump nel 2020? In queste elezioni di <em>midterm<\/em> si sono <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/11\/12\/opinion\/democrats-midterms-progressives.html?rref=collection%2Fsectioncollection%2Fopinion\">viste cose interessanti<\/a>: il fatto che la riforma sanitaria di Barack Obama sia ora diventata largamente popolare e che si sia dimostrata una carta elettorale vincente; il fatto che questioni sociali come istruzione e salario minimo riscuotano consenso; e che candidati che sono espressione di minoranze, ma che non fanno della loro appartenenza a una minoranza la cifra della loro campagna elettorale, abbiano raccolto enorme seguito in Stati che oscillano tra destra e sinistra, come la Florida, o che sono addirittura a forte trazione repubblicana, come la Georgia.<\/p>\n<p>Particolarmente interessante \u00e8 il caso di <strong>Beto O\u2019Rourke<\/strong>, che \u00e8 andato <a href=\"https:\/\/www.realclearpolitics.com\/elections\/live_results\/2018\/state\/tx\/senate\/\">molto vicino<\/a> a vincere il seggio senatoriale di <strong>Ted Cruz<\/strong> (uno dei volti pi\u00f9 famosi del Senato) in Texas (dove i repubblicani sono tradizionalmente molto forti). Quello che \u00e8 interessante \u00e8 che O\u2019Rourke ha abbracciato il <strong>tema dell\u2019identit\u00e0<\/strong>, cos\u00ec caro a Trump, ma ne ha rovesciato i contenuti: la vera America, dice O\u2019Rourke, \u00e8 aperta all&#8217;immigrazione e al mondo e celebra la critica dell\u2019autorit\u00e0 e non il culto della nazione. \u00c8 come se O\u2019Rourke dicesse che la \u2018grande America\u2019 di cui parla Trump \u00e8 in realt\u00e0 un\u2019America piccola, gretta, il contrario di quello che \u00e8 autenticamente americano. Questa potrebbe essere la storia che i democratici racconteranno nel 2020. In questo caso le presidenziali del 2020 \u2013 che restano apertissime \u2013 diventerebbero un confronto\/scontro non solo o non tanto sulle politiche del governo, ma sull&#8217;identit\u00e0 dell\u2019America.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A dieci giorni di distanza \u00e8 possibile fare un bilancio pi\u00f9 obiettivo dei risultati ottenuti dai democratici, il partito d\u2019opposizione al presidente Donald Trump,\u00a0nelle elezioni di midterm \u2013 cio\u00e8 di met\u00e0 mandato \u2013 negli Stati Uniti. Partiamo dai dati. 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