{"id":71666,"date":"2018-11-16T00:49:38","date_gmt":"2018-11-15T23:49:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71666"},"modified":"2018-11-16T00:54:05","modified_gmt":"2018-11-15T23:54:05","slug":"ungheria-ucraina-ombra-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ungheria-ucraina-ombra-russia\/","title":{"rendered":"Ungheria\/Ucraina: l\u2019ombra della Russia dietro le tensioni"},"content":{"rendered":"<p>Non sembra stemperarsi la spirale di tensione tra Kiev e Budapest, innescata di recente da un crescendo di accuse reciproche. L\u2019<strong>Ungheria<\/strong> promette di bloccare l\u2019integrazione euro-atlantica dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, mentre Kiev ha da poco espulso il console magiaro. Anche se la diplomazia \u00e8 costantemente al lavoro, la retorica nazionalista del premier <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> da una parte e del presidente Petro Poroshenko dall\u2019altra sta allontanando i due Paesi.<\/p>\n<p>Le relazioni tra i due vicini che condividono circa 140 chilometri di confine lungo il fiume Tibisco, affluente del Danubio, sono state caratterizzate negli ultimi trent\u2019anni da rispetto e sostegno reciproco; ma la questione della minoranza ungherese in Ucraina, oltre alle numerose controversie territoriali che affondano le radici nel passato, sono stati sempre temi ricorrenti sull&#8217;asse Kiev-Budapest. In Ucraina, infatti, vivono pi\u00f9 di <strong>150 mila ungheresi<\/strong>, prevalentemente nella regione della <strong>Transcarpazia<\/strong>, ed \u00e8 proprio intorno a questa minoranza che le relazioni sono diventate gelide.<\/p>\n<p><strong>Le origini della contesa tra i banchi di scuola<\/strong><br \/>\nAnche se l\u2019Ungheria \u00e8 stato il primo Paese a riconoscere l\u2019Ucraina indipendente e a stabilire relazioni diplomatiche con Kiev, la sua posizione nei confronti del vicino \u00e8 rimasta piuttosto ambigua negli ultimi anni. Nonostante il pieno supporto alle aspirazioni europee espresse durante e dopo le proteste di <strong>piazza Maidan<\/strong>, non vanno dimenticate le buone relazioni tra Orb\u00e1n e il deposto presidente ucraino Viktor Yanukovich, la preoccupazione a pi\u00f9 riprese espressa da Budapest per il ruolo dei movimenti nazionalisti nell&#8217;Ucraina post-2014 e le ambigue relazioni tra il leader ungherese e Mosca. La questione della minoranza ungherese in Transcarpazia, e pi\u00f9 precisamente la garanzia della sua autonomia all&#8217;interno dell\u2019Ucraina, \u00e8 rimasta cos\u00ec il vero ago della bilancia nelle relazioni bilaterali.<\/p>\n<p>Il fatto che i problemi latenti si siano riacutizzati nel 2017 non \u00e8 per\u00f2 una sorpresa. Nel settembre di quell&#8217;anno, infatti, il Parlamento ucraino ha approvato una nuova <strong>legge sull&#8217;istruzione<\/strong> che promuove, tra le altre cose, la graduale \u201cucrainizzazione\u201d del sistema educativo. A farne le spese sono le minoranze linguistiche che, ad oggi, possono ancora accedere all&#8217;insegnamento in una lingua diversa dall&#8217;ucraino. La legge ha provocato una dura reazione del governo Orb\u00e1n, che da allora ha minacciato a pi\u00f9 riprese di bloccare le prospettive di integrazione euro-atlantica dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Alle critiche pervenute anche da altri Paesi vicini \u2013 tra cui Polonia, Romania e Moldavia -, Kiev ha fatto spallucce. La legge sull&#8217;istruzione rientra, infatti, in un pi\u00f9 ampio tentativo di ucrainizzazione portato avanti da Poroshenko e sostenuto dalle frange nazionaliste. Percepito come uno strumento per affrancarsi dall&#8217;influenza russa, la <strong>questione linguistica<\/strong> ha dominato il dibattito interno dopo l\u2019<strong>annessione della Crimea<\/strong> e lo scoppio della guerra nel Donbass.<\/p>\n<p>Quote restrittive sull&#8217;uso delle lingue straniere in televisione, liste nere sui libri e sui film russi sono solo alcuni degli esempi dei tentativi, a volte schizofrenici, del governo ucraino di limitare l\u2019uso della lingua russa nel Paese. La questione dei diritti della minoranza ungherese rientra, cos\u00ec, in un contesto pi\u00f9 ampio in cui il Paese sembra aver intrapreso la via dell\u2019ucrainizzazione dello spazio socio-culturale.<\/p>\n<p><strong>La crescente influenza di Budapest<\/strong><br \/>\nLa crescente tensione tra i due vicini ha per\u00f2 profonde radici interne che risiedono in entrambi i Paesi. Se \u00e8 vero che da una parte la politica di ucrainizzazione promossa da Kiev rischia di mettere in pericolo la gi\u00e0 ridotta autonomia della minoranza ungherese in Transcarpazia, \u00e8 altrettanto vero che il terzo governo Orb\u00e1n ha segnato una definitiva svolta in chiave nazionalista per l\u2019Ungheria. Il governo magiaro ha annunciato lo scorso luglio, ad esempio, l\u2019introduzione di un commissario ministeriale per lo sviluppo della Transcarpazia, non badando evidentemente al fatto che questa sia una regione ucraina.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019influenza di Budapest sulla regione \u00e8 in costante aumento, fattore che preoccupa non poco Kiev. L\u2019Ungheria continua a promuovere ad esempio aiuti finanziari alla diaspora tramite il ruolo attivo sul territorio di numerose fondazioni come l\u2019\u201cEgan Ede Foundation\u201d. Inoltre, grazie al supporto del governo appena qualche mese fa un\u2019associazione culturale locale \u00e8 stata in grado di acquistare il 50% di un canale televisivo regionale, promettendo di trasmettere anche in ungherese.<\/p>\n<p>Ma a provocare maggiore preoccupazione a Kiev \u00e8 la politica della concessione della cittadinanza da parte di Budapest. Negli ultimi anni infatti l\u2019Ungheria ha distribuito circa un milione di passaporti alla propria diaspora nel mondo, di cui pi\u00f9 di 90 mila in Ucraina. Un argomento che rimane delicato nelle relazioni con Kiev, non solo perch\u00e9 la legislazione ucraina proibisce la doppia cittadinanza, ma soprattutto perch\u00e9 secondo le recenti accuse di Kiev (e dei\u00a0video circolati in rete), lo stesso personale consolare avrebbe continuato ad istruire coloro che ricevevano il passaporto ungherese a nascondere il fatto alle autorit\u00e0 ucraine. La reazione non si \u00e8 fatta attendere, tanto che a inizio ottobre Kiev ha deciso di espellere il console ungherese in Transcarpazia.<\/p>\n<p><strong>Scontro tra nazionalismi<\/strong><br \/>\nLa crisi tra i due Paesi per\u00f2 rischia di riverberarsi ben oltre le diatribe diplomatiche. Alla crescita della tensione politica ha fatto da contraltare un aumento di episodi d\u2019intolleranza su base etnica. Se dalla parte ungherese il partito di estrema destra Jobbik ha iniziato a parlare con maggiore insistenza di una vera e propria annessione della Transcarpazia, a partire dal 2017 sono drasticamente aumentati gli attacchi ai danni della comunit\u00e0 ungherese da parte dei nazionalisti ucraini. A febbraio, ad esempio, la sede del partito ungherese a Uzhgorod \u00e8 stata colpita da attacchi incendiari a colpi di molotov. Mentre pi\u00f9 di recente il sito Myrotvorets, database legato ufficiosamente al ministero degli Interni che espone dati personali di persone accusate di attivit\u00e0 anti-ucraina (tra cui anche giornalisti occidentali), ha pubblica una lista nera di 300 persone che hanno di recente ottenuto il passaporto ungherese.<\/p>\n<p>Sullo sfondo rimane ad osservare, ovviamente, il convitato di pietra. Il rallentamento del gi\u00e0 di per s\u00e9 difficile e lungo processo di avvicinamento di Kiev alle istituzioni euro-atlantiche rimane uno dei principali obiettivi geopolitici della <strong>Russia <\/strong>di Vladimir Putin. Proprio l\u2019Ungheria di Orb\u00e1n, grazie al recente riallineamento sullo scacchiere europeo, rimane l\u2019interlocutore chiave del Cremlino all&#8217;interno dell\u2019Unione europea, da un punto di vista sia economico sia politico. Anche se la tensione tra Kiev e Budapest ha pi\u00f9 a che fare con le numerose contraddizioni interne ai due Paesi, a trarne i maggiori benefici politici potrebbe essere proprio Mosca.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Russian Look via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra Istituto Affari Internazionali e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. Una versione \u00e8 stata originariamente pubblicata su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Ucraina\/Tra-lingua-e-autonomia.-Cresce-la-tensione-tra-Ucraina-e-Ungheria-191036\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">OBCT<\/a>.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sembra stemperarsi la spirale di tensione tra Kiev e Budapest, innescata di recente da un crescendo di accuse reciproche. L\u2019Ungheria promette di bloccare l\u2019integrazione euro-atlantica dell\u2019Ucraina, mentre Kiev ha da poco espulso il console magiaro. 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