{"id":71684,"date":"2018-11-18T09:08:21","date_gmt":"2018-11-18T08:08:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71684"},"modified":"2018-11-27T08:24:02","modified_gmt":"2018-11-27T07:24:02","slug":"libia-conferenza-palermo-interrogativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/libia-conferenza-palermo-interrogativi\/","title":{"rendered":"Libia: Palermo, pi\u00f9 interrogativi che risposte"},"content":{"rendered":"<p>Dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-libia-contributo-stabilizzazione\/\"><strong>Conferenza<\/strong><\/a> di <strong>Palermo<\/strong> sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/libia-italia-consenso-canea\/\"><strong>Libia<\/strong><\/a> nessuno si aspettava risultati immediati, tanto meno i diretti interessati. Infatti, due giorni dopo la conclusione per le strade della periferia sud di Tripoli si combatteva come prima. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/italia-libia-governo-conte\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ha onestamente assolto i suoi doveri; Khalifa <strong>Haftar<\/strong> ha fatto il possibile per apparire l\u2019uomo chiave; il &#8216;premier dell\u2019Onu&#8217; Fayez al-<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/libia-popolo-convitato-pietra\/\"><strong>Sarraj<\/strong> <\/a>ha fatto, al solito, la sua evanescente presenza.<\/p>\n<p>Il &#8216;generalissimo&#8217;, entrato in scena con sussiego, si \u00e8 comportato come il<em> dominus<\/em> della situazione ed \u00e8 riuscito a dimostrare di esserlo per davvero. Nei prodromi lontani e vicini, prima aveva attaccato la nostra politica, facendo sapere che al primo sgarbo avrebbe bombardato la nostra flotta. Successivamente, e senza averne titolo, aveva dichiarato il nostro Ambasciatore a Tripoli \u201cpersona non gradita\u201d. Infine, prima di decidere di partire, si \u00e8 consultato con i suoi alti protettori, a Mosca e al Cairo, mentre con Parigi qualcosa deve essere andato storto.<\/p>\n<p>Da ultimo, ha finto di lasciare tutti in sospeso fino all\u2019ultimo minuto. Poi, in serata, ha fatto ci\u00f2 che aveva deciso fin dall\u2019inizio di questa pantomima: si \u00e8 presentato a Palermo, con volo di andata e ritorno su aereo Vip carinamente offerto dal governo italiano. Il giorno dopo ha stretto la mano a Sarraj, dedicando questo &#8216;regalo&#8217; al volonteroso Conte.<\/p>\n<p>Come va interpretato questo gesto? Un&#8217;apertura buona solo per la foto, e per celebrare in pubblico, dall\u2019alto, la propria condiscendenza e benevolenza.<\/p>\n<p><strong>Haftar dice che riconoscer\u00e0 il ruolo di Sarraj fino alle elezioni<br \/>\n<\/strong>Ha detto cos\u00ec, ma non \u00e8 proprio certo che lo abbia anche pensato. In realt\u00e0 sa benissimo, come tutti, compresi l\u2019inviato dell\u2019Onu Ghassam e l\u2019ineffabile presidente francese Macron, che le condizioni per le elezioni ancora non ci sono e che con fatica e pazienza devono ancora essere create (supposto che qualcuno, oltre la piccola borghesia mercantile di Tripoli, le voglia davvero). E\u2019 da tempo evidente che Haftar mira al doppiopetto grigio di primo ministro plus, e non a quella ornata divisa da felmaresciallo che, a ogni buon conto, si \u00e8 gi\u00e0 fatto assegnare.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dovrebbe bruciarsi prendendo l\u2019iniziativa per delle elezioni al momento impossibili, oltre che inutili? Meglio lasciare cuocere a fuoco lento in questo faticoso esercizio lo sventurato Sarraj, che prima o poi far\u00e0 un passo falso e cadr\u00e0 da solo. O, si pu\u00f2 ipotizzare, per mano di coloro che gli vengono accreditati come amici, quei Fratelli Musulmani che ora lo appoggiano. Solo allora, ma dopo il misfatto, il generalissimo ritrover\u00e0 il suo momento (forse definitivo) da protagonista.<\/p>\n<p><strong>Le elezioni unificanti, prima o poi, ci saranno davvero?<br \/>\n<\/strong>E\u2019 tutto da vedere. Il sud, per il momento, \u00e8 ancora regno incontrastato di islamisti radicali e mercanti di uomini. Come la Gallia di Cesare<em>, Lybia divisa est in partes tres. <\/em>Solo i Romani, e per un breve periodo, erano riusciti a unificare Tripolitania e Cirenaica. Il Fezzan di allora era etichettato <em>hic sunt<\/em> leones, e, a ben vedere, cos\u00ec \u00e8 rimasto. C\u2019era poi quasi riuscito, anche se per breve periodo, quel grand\u2019uomo che \u00e8 stato il governatore Italo Balbo. L\u2019impresa, senza troppe elezioni di mezzo, era invece riuscita per quasi quarant\u2019anni a Muhammar Gheddafi, ma l\u2019Occidente democratico nel 2011 ha posto la parola fin alla sua avventura terrena.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche chi dice che le elezioni in Libia siano impossibili, ma la realt\u00e0 ci ha dimostrato che non \u00e8 affatto vero. Nelle elezioni del luglio 2012 (non molto dopo l\u2019assassinio di Gheddafi) il popolo, forse incuriosito per la novit\u00e0, era stato entusiasta di andare a votare in massa. Con grande sollievo dell\u2019Occidente, il voto popolare che aveva eletto il primo Parlamento aveva assegnato la vittoria alla formazione cos\u00ec detta &#8216;liberale&#8217; di Mahmoud Jibril, mettendo nell\u2019angolo Fratelli Musulmani ed estremisti filo\u2013qaedisti. Ma la sconfitta non \u00e8 stata accettata e si \u00e8 creato il caos attuale.<\/p>\n<p>Proprio quello che la Conferenza di Palermo mirava ad acquietare prima di nuove elezioni. Il laicissimo Haftar aveva cercato, con l\u2019operazione Alba, di ripristinare la sua normalizzazione, in parte riuscendovi. Oggi, il popolo libico ha solo bisogno di qualcuno o qualcosa che gli restituisca speranza e fiducia.<\/p>\n<p><strong>Un bilancio per l\u2019Italia<br \/>\n<\/strong>Al di l\u00e0 delle strette di mano di facciata, l\u2019Italia a Palermo ha fatto ci\u00f2 che doveva (e voleva), uscendo dignitosamente bene da un Vertice forse non sufficientemente inclusivo della componente libica. Il primo ministro Conte ed il ministro degli Esteri Moavero, assicurando lo svolgimento di un vertice breve, fluido ed in sicurezza, hanno certamente guadagnato dei punti. Per\u00f2 \u00e8 stato anche un risiko, perch\u00e9 se tutto fallisse difficilmente ci si offrirebbe una seconda possibilit\u00e0 e l\u2019<em>affaire<\/em> passerebbe di mano.<\/p>\n<p>L\u2019investitura conferita da Trump al Governo italiano (non si comprende a quale titolo) ha certamente contribuito, ma gli attori di rilievo a Palermo sono stati la Russia, che con la delegazione pi\u00f9 importante ha confermato di guardare al Mediterraneo con rinnovata attenzione, e l&#8217;Egitto, con l\u2019influente presidente al-Sisi. I rappresentanti della Turchia dello spocchioso Erdogan, stizziti, hanno battuto in ritirata (e qui occorrer\u00e0 ricucire), mentre la Francia per il momento sembra avere leggermente abbassato la cresta, in attesa di nuove occasioni.<\/p>\n<p>Ah!, dimenticavamo: c\u2019era anche l\u2019Unione europea, ma non se ne sono notati segnali registrabili. Pur essendo presente con personaggi di spicco, come l\u2019Alto Rappresentante Mogherini ed il presidente del Consiglio Tusk, la Ue, in assenza di un comunicato ufficiale, certamente avr\u00e0 preso buona nota di tutto, ma senza dare segno di grande propositivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla Conferenza di Palermo sulla Libia nessuno si aspettava risultati immediati, tanto meno i diretti interessati. Infatti, due giorni dopo la conclusione per le strade della periferia sud di Tripoli si combatteva come prima. L\u2019Italia ha onestamente assolto i suoi doveri; Khalifa Haftar ha fatto il possibile per apparire l\u2019uomo chiave; il &#8216;premier dell\u2019Onu&#8217; Fayez [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71686,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1132,670,96,128,1420,1421],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71684"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71688,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71684\/revisions\/71688"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}