{"id":71717,"date":"2018-11-22T16:49:04","date_gmt":"2018-11-22T15:49:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71717"},"modified":"2018-11-22T21:57:04","modified_gmt":"2018-11-22T20:57:04","slug":"mo-debolezza-palestinese-hamas-anp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/mo-debolezza-palestinese-hamas-anp\/","title":{"rendered":"MO: la debolezza del fronte palestinese tra Hamas e Anp"},"content":{"rendered":"<p>Il conflitto israelo-palestinese \u00e8 tornato a infiammarsi pi\u00f9 volte nell&#8217;ultimo anno. La decisione di Donald\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> di spostare a Gerusalemme l\u2019ambasciata americana ha dato inizio a una fase di forti tensioni, soprattutto al confine tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/israele-demografia-ebrei-arabi-pari\/\"><strong>Israele<\/strong><\/a> e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/strascia-gaza-hamas-israele\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Striscia di Gaza<\/strong><\/a>. Se l\u2019inflessibile risposta israeliana si inserisce nella tradizionale strategia di un Paese che fa della difesa avanzata l\u2019unica opzione perseguibile, il fronte palestinese ha palesato una volta di pi\u00f9 le debolezze e le contraddizioni interne. Una fragilit\u00e0 che tutt&#8217;ora impedisce ai palestinesi di ottenere un proprio Stato indipendente.<\/p>\n<p><strong>Una leadership divisa<\/strong><br \/>\nAnzi tutto, sono sempre pi\u00f9 evidenti l\u2019inadeguatezza e le divisioni della leadership palestinese, incapace di fare fronte comune e di presentare una posizione unitaria da spendere nei negoziati con Israele. Da una parte Abu Mazen continua a guidare l\u2019<strong>Autorit\u00e0 nazionale palestinese<\/strong> (Anp) privo di un\u2019effettiva legittimazione popolare.<\/p>\n<p>Eletto nel 2005 come successore di Yasser <strong>Arafat<\/strong>, continua a governare nonostante il suo mandato si sia concluso nel 2009. Nel 2016 \u00e8 stato riconfermato alla guida di Al-Fatah, sconfiggendo il suo principale rivale Mohammed Dahlan grazie ai guai giudiziari di quest\u2019ultimo. Abu Mazen deve fare i conti anche con i crescenti problemi di salute che minano la sua tenuta fisica e mentale. La sua immagine internazionale \u00e8 stata, infine, compromessa dalle dichiarazioni colme di antisemitismo di cui \u00e8 stato protagonista negli ultimi mesi.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte <strong>Hamas<\/strong>, al potere a Gaza, si \u00e8 dimostrato incapace di dismettere la lotta armata contro Israele, mantenendo la sua doppia natura di partito politico e movimento para-militare. Sebbene nel maggio 2017, in occasione della Conferenza di Doha, si sia tentato un parziale emendamento allo Statuto del 1988, Hamas non ha ancora riconosciuto il diritto all&#8217;esistenza di Israele, ponendosi quindi al di fuori della posizione ufficiale palestinese espressa con gli Accordi di Oslo. In occasione delle manifestazioni di protesta contro la decisione sull&#8217;ambasciata americana, Hamas si \u00e8 posto alla guida di azioni violente che ne hanno compromesso l\u2019iniziale natura pacifica.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo di Iran ed Egitto<\/strong><br \/>\nInoltre si ritiene che dietro la rinnovata aggressivit\u00e0 di Hamas ci sia un ritrovato feeling con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/mar-caspio-status-convenzione\/\">Iran<\/a>. Dopo la rottura dovuta alla postura anti-Assad di Hamas nel conflitto siriano, i due attori si stanno progressivamente riavvicinando, seppure per ragioni tattiche. L\u2019Iran ha interesse ad alleggerire la pressione israeliana nel sud siriano e potenzialmente potrebbe intravedere nei territori palestinesi un nuovo fronte della pi\u00f9 ampia strategia della deterrenza asimmetrica, caposaldo della sua dottrina militare.<\/p>\n<p>Una &#8216;iranizzazione&#8217; di Hamas invece, seppure ostacolata da profonde differenze ideologico-religiose, pu\u00f2 risultare pi\u00f9 fattibile a causa del recente raffreddamento del legame con la galassia della Fratellanza musulmana, dettato dalla volont\u00e0 di allentare la pressione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/egitto-legge-generali\/\">Egitto<\/a>. Quest\u2019ultimo, infatti, guida dall&#8217;autunno 2017 i negoziati di pace tra Anp e Hamas, i cui rapporti si sono interrotti nel 2007 a seguito della presa militare di Gaza da parte di Hamas.<\/p>\n<p><strong>La sfida di Hamas all&#8217;Anp<\/strong><br \/>\nLa difficolt\u00e0 di arrivare a un compromesso \u00e8 dettata dalla natura della sfida che Hamas porta all&#8217;Anp. Non un confronto di natura politica, come aveva fatto sino alle elezioni legislative del 2006 alla quali aveva partecipato. Bens\u00ec uno di livello superiore, una sfida sul piano istituzionale, mettendo in discussione la legittimit\u00e0 dell\u2019intero impianto proto-statuale uscito dagli Accordi di Oslo. Il risultato paradossale \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di creare uno Stato palestinese a fronte di una doppia entit\u00e0 statuale sedimentatasi tra Gaza e la Cisgiordania.<\/p>\n<p>Tale frattura \u00e8 la conseguenza di un altro fattore di debolezza del fronte palestinese: l\u2019assenza di una societ\u00e0 unitaria. Esistono infatti diverse societ\u00e0 palestinesi. In Cisgiordania, per esempio, \u00e8 radicata una corposa \u00e9lite di commercianti, businessmen e intellettuali benestanti che non hanno alcun interesse a modificare lo status quo. A Gaza, invece, la popolazione \u00e8 molto pi\u00f9 povera, dipendente dal welfare state impiantato da Hamas e dagli aiuti umanitari. Poi ci sono i rifugiati palestinesi presenti negli Stati limitrofi (Libano, Giordania, Siria, Egitto), a loro volta divisi tra coloro che vivono ancora nei campi e quelli che hanno ottenuto la cittadinanza dello Stato ospitante, risultando parzialmente integrati. Infine, vi sono i palestinesi della diaspora, presenti soprattutto negli Usa e in Europa, e gli arabi israeliani che oggi rappresentano il 20 % della popolazione di Israele.<\/p>\n<p>Tale frammentazione ha impedito ulteriormente la produzione di un adeguato livello di coesione statale di cui le societ\u00e0 arabe, a differenza della tradizione turca o persiana, gi\u00e0 tendenzialmente difettano. La lunga traiettoria politica di Arafat sembrava aver consolidato un senso delle istituzioni che invece si \u00e8 rivelato alla sua morte pressoch\u00e9 inesistente. Il leader palestinese, infatti, ha fallito nel tentativo di convertire la fedelt\u00e0 verso la propria persona in un senso di appartenenza verso la carica istituzionale da lui ricoperta &#8211; tentativo svolto attraverso il progressivo passaggio di poteri dall&#8217;Olp all&#8217;Anp alla fine degli Anni \u201890.<\/p>\n<p>Per tale motivo alla morte di Arafat il fronte palestinese \u00e8 tornato a disgregarsi, rallentando notevolmente il percorso di costruzione dello Stato che i palestinesi avevano intrapreso. Dimostrando con ci\u00f2 che le divisioni e le contraddizioni interne sono il primo nemico che i palestinesi stessi dovranno sconfiggere se vorranno portare a compimento il proprio progetto statuale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il conflitto israelo-palestinese \u00e8 tornato a infiammarsi pi\u00f9 volte nell&#8217;ultimo anno. 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