{"id":71726,"date":"2018-11-22T18:56:23","date_gmt":"2018-11-22T17:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71726"},"modified":"2018-11-27T08:24:50","modified_gmt":"2018-11-27T07:24:50","slug":"ue-progetti-pesco-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-progetti-pesco-italia\/","title":{"rendered":"Ue: nuovi progetti Pesco, impegno attivo dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 novembre il Consiglio Affari esteri dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> ha discusso gli obiettivi del\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/european-defence-action-plan-un-passo-avanti\/\">Fondo europeo per la difesa<\/a><\/strong>\u00a0(<em>European defence fund<\/em>\u00a0&#8211; Edf) nel bilancio pluriennale 2021-2027 e ha lanciato la seconda ondata di progetti da svolgersi nel quadro della cooperazione strutturata permanente (<em>Permanent structured cooperation\u00a0<\/em>&#8211; <strong>Pesco<\/strong>).\u00a0In maniera analoga a quanto accaduto lo scorso anno con i primi progetti Pesco, l\u2019<strong>Italia<\/strong> conferma la sua attiva partecipazione in iniziative di cooperazione con altri Paesi Ue, con un impegno pi\u00f9 mirato in sei robuste iniziative per lo sviluppo di capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p><strong>Le new entries: Eurodrone e spazio<\/strong><br \/>\nAll&#8217;interno della seconda tornata 2018 di 17 progetti Pesco l\u2019Italia partecipa infatti a sei nuove iniziative, ascrivibili a differenti categorie. Sulla base del documento pubblicato dal Consiglio Ue, i progetti Pesco sono suddivisi nelle seguenti tipologie: training; settore terrestre; dominio marittimo; piattaforme aeree; comunicazioni, intelligence e cyberspace; tecnologie abilitanti; spazio.<\/p>\n<p>L\u2019impegno pi\u00f9 consistente da parte italiana si riscontra nei campi spaziale e aeronautico. Quanto allo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/spazio-asi-scelte-italia\/\">spazio<\/a>, tutte e due le iniziative Pesco appena lanciate vedono la partecipazione dell\u2019Italia, a ulteriore conferma del ruolo attivo e importante tradizionalmente giocato dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/spazio-lanciatori-italia-europa\/\">Paese in questo campo<\/a>. L&#8217;Italia partecipa allo sviluppo delle capacit\u00e0 europee geo-posizionali e di navigazione spaziale \u2013 facendo leva sul programma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/galileo-satelliti-futuro-europa\/\">Galileo<\/a> \u2013 congiuntamente a Belgio, Francia, Germania e Spagna. Roma guida inoltre, con il sostegno di Parigi, l\u2019iniziativa che mira a garantire l\u2019interoperabilit\u00e0 e la progressiva integrazione nel contesto europeo di un autonomo sistema di sorveglianza dello spazio.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le piattaforme aeree, assieme a Francia, Germania, Spagna e Repubblica Ceca, l\u2019Italia partecipa attivamente al progetto Eurodrone, il cui obiettivo \u00e8 sviluppare un velivolo europeo a pilotaggio remoto entro il 2025, principalmente per compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione (Isr). Il programma Eurodrone, gi\u00e0 avviato nel 2015 come iniziativa mini-laterale, si colloca in linea con la volont\u00e0 europea di raggiungere un\u2019autonomia strategica nelle capacit\u00e0 militari chiave; e la sua convergenza nel quadro Pesco \u00e8 indice di un futuro impegno ancora maggiore nonch\u00e9 di un <em>endorsement<\/em> Ue. L\u2019ingresso della Repubblica Ceca in questa iniziativa, inoltre, pu\u00f2 costituire un importante segnale di apertura verso una futura partecipazione di ulteriori Stati membri, che porterebbe ad un mercato pi\u00f9 ampio e quindi a maggiori economie di scala per il progetto europeo.<\/p>\n<p>Nel campo dell\u2019addestramento l\u2019Italia ha deciso di unirsi a Grecia e Romania per lo svolgimento di attivit\u00e0 di training per gli equipaggi in ambito elicotteristico, in vista di operazioni sia civili che militari. La presenza italiana \u00e8 visibile anche nel settore dell&#8217;intelligence, grazie al ruolo guida esercitato nell&#8217;iniziativa bilaterale italo-francese volta a garantire lo sviluppo di piattaforme che svolgono funzioni Isr nei teatri operativi in modo continuativo.<\/p>\n<p><strong>Pesco e l\u2019incentivo del European defence fund<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 un caso che gli Stati membri abbiano discusso nel Consiglio Ue contestualmente di Pesco e di European defence fund. Facendo leva sulle disposizioni previste dal Trattato di Lisbona, la Pesco \u00e8 stata lanciata <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ufficialmente a dicembre 2017<\/a> dagli Stati membri dell&#8217;Ue, e definisce un quadro normativo vincolante per i 25 Stati che hanno accettato di procedere verso una pi\u00f9 decisa integrazione in materia di <strong>difesa<\/strong>. Allo stesso tempo la Commissione europea ha avviato una serie di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/difesa-europea-ora-tocca-agli-stati\/\">finanziamenti nel quadro Edf<\/a> che, con 500 milioni tra il 2018 ed il 2020 e 13 miliardi proposti per il bilancio settennale 2021-2027, rappresentano un forte incentivo economico alla cooperazione tra Stati membri per lo sviluppo di capacit\u00e0 militari.<\/p>\n<p>Uno degli incentivi principali ad accettare i vincoli Pesco e le valutazioni periodiche da parte delle istituzioni europee, risiede nei benefici che scaturiscono dal legame tra quest\u2019ultima e l&#8217;Edf. Mentre, infatti, il Fondo contribuisce a fornire un quinto delle risorse economiche per attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo tecnologico funzionali all&#8217;acquisizione congiunta di capacit\u00e0 militari, la prospettiva di un ulteriore 10 per cento di co-finanziamento in ambito Pesco \u2013 per un totale del 30 per cento dell\u2019importo totale del progetto \u2013 rappresenta una significativa opportunit\u00e0 per la riduzione dell\u2019onere finanziario a carico degli Stati.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell\u2019Italia nella Pesco<\/strong><br \/>\nSu questa falsariga, a marzo 2018 erano stati approvati i primi 17 progetti Pesco, con una notevole presenza dell\u2019Italia. Roma ha infatti deciso di partecipare a ben 15 progetti, impegnandosi a svolgere il ruolo di leader in quattro di essi. In particolare l\u2019iniziativa mirata allo sviluppo di una nuova famiglia di veicoli blindati \u2013 condotta assieme a Grecia e Slovacchia \u2013 ha suscitato grande interesse, soprattutto in vista degli auspicabili ritorni in termini di interoperabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Se si sommano le partecipazioni italiane a tutti i progetti Pesco approvati tra marzo e ottobre 2018, si nota che Roma \u00e8 presente in ben 21 iniziative su 34, collocandosi al primo posto nella speciale classifica, alla pari con Parigi. Sebbene un coinvolgimento in un gran numero di attivit\u00e0 non sia necessariamente sinonimo di efficienza o di rilevanza, perch\u00e9 vi sono differenze importanti tra i progetti in questione in termini sia qualitativi che quantitativi, il dato conferma la volont\u00e0 italiana di partecipare attivamente ad iniziative europee in materia di difesa anche sotto la guida del nuovo governo. Un risultato del genere non \u00e8 da sottovalutare, specie se si considerano le tensioni di quest&#8217;ultimo con Bruxelles, ad esempio riguardo alla legge di bilancio.<\/p>\n<p>Oltre alla prospettiva di sfruttare le sinergie economiche a livello europeo, la spinta all&#8217;interno del quadro Pesco \u00e8 comprensibile alla luce del fatto che l\u2019Italia non fa parte di alleanze regionali o bilaterali come accade invece per molti importanti Paesi europei \u2013 ad esempio Nordefco tra i Paesi scandinavi, Visegrad tra quelli dell\u2019Europa orientale o i trattati dell\u2019Eliseo e di Lancaster House stipulati dalla Francia rispettivamente con Germania e Gran Bretagna.<\/p>\n<p>Proprio per questo, l\u2019Italia ha bisogno di mantenere un peso specifico importante all&#8217;interno della Pesco per favorire l\u2019acquisizione congiunta di capacit\u00e0 militari e la conseguente riduzione della frammentazione, beneficiando del legame che la cooperazione strutturata ha sviluppato con l\u2019Edf e con la revisione coordinata degli investimenti nella difesa condotta annualmente dalla European defence agency.<\/p>\n<p>Alla cooperazione intra-Ue bisogna per\u00f2 continuare ad affiancare anche quella in ambito Nato, nonch\u00e9 tra la stessa Unione e l\u2019Alleanza atlantica. Complice la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-gb-brexit-may\/\">Brexit<\/a>, un ruolo forte dell\u2019Italia in ambito Ue potrebbe consentire un maggiore coordinamento con la Nato, non solo in termini di interoperabilit\u00e0 di piattaforme ma anche per quanto attiene agli impegni sulle spese militari. In definitiva, se ben gestita, di una maggiore cooperazione ed integrazione europea nella difesa beneficiano non solo Ue e Nato, ma soprattutto la sicurezza europea e gli interessi nazionali dell\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 novembre il Consiglio Affari esteri dell&#8217;Unione europea ha discusso gli obiettivi del\u00a0Fondo europeo per la difesa\u00a0(European defence fund\u00a0&#8211; Edf) nel bilancio pluriennale 2021-2027 e ha lanciato la seconda ondata di progetti da svolgersi nel quadro della cooperazione strutturata permanente (Permanent structured cooperation\u00a0&#8211; Pesco).\u00a0In maniera analoga a quanto accaduto lo scorso anno con i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[458,1428,96,682,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71726"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71726"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71748,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71726\/revisions\/71748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}