{"id":71773,"date":"2018-11-25T10:27:14","date_gmt":"2018-11-25T09:27:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71773"},"modified":"2018-11-29T00:28:00","modified_gmt":"2018-11-28T23:28:00","slug":"tunisia-rimpasto-governo-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/tunisia-rimpasto-governo-elezioni\/","title":{"rendered":"Tunisia: rimpasto di governo verso le elezioni politiche"},"content":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 12 novembre il primo ministro della <strong>Tunisia<\/strong> Youssef <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/tunisia-sfida-elezioni-amministrative\/\"><strong>Chahed<\/strong><\/a> ha effettuato un <strong>rimpasto<\/strong> ministeriale, aggiungendo diversi nuovi ministri alla sua compagine governativa. Il rimpasto \u00e8 stato poi sottoposto all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea nazionale, che ha dato la sua fiducia all\u2019esecutivo. Questo solo dopo una serrata <a href=\"https:\/\/www.huffpostmaghreb.com\/entry\/remaniement-les-deputes-accordent-leur-confiance-a-lensemble-des-ministres-proposes-par-le-chef-du-gouvernement_mg_5be9f859e4b0caeec2bc9d32?utm_hp_ref=mg-tunisie\">discussione<\/a>, in particolare sul nuovo ministro del Turismo <a href=\"https:\/\/www.huffpostmaghreb.com\/entry\/rene-trabelsi-nouveau-ministre-du-tourisme-je-pardonne-a-tout-le-monde_mg_5beaad50e4b0caeec2bd9676?utm_hp_ref=mg-tunisie\">Ren\u00e9 Trabelsi<\/a>, accusato di conflitto di interessi essendo egli stato dirigente di agenzie di viaggio.<\/p>\n<p><strong>La contesa arena politica<br \/>\n<\/strong>Nell&#8217;era <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/tunisia-proteste-rivoluzione\/\">post Ben Ali<\/a>, due sono i principali partiti che competono per il potere in Tunisia: l&#8217;islamista moderato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/tunisia-elezioni-indipendenti\/\"><strong><em>Ennahda<\/em><\/strong><\/a> e la contro-coalizione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/tunisia-elezioni-indipendenti\/\"><strong><em>Nidaa Tounes<\/em><\/strong><\/a>, che raccoglie i laici, alcuni dei resti del vecchio partito al potere e il movimento sindacale. I due partiti hanno favorito la transizione dagli eventi del 2011, evitando la polarizzazione ideologica e credendo nel nuovo sistema politico ed elettorale sviluppatosi con la costituzione del 2014.<\/p>\n<p>L&#8217;arena politica in questo periodo \u00e8 stata caratterizzata dalla competizione e dal compromesso, in particolare tra i due attori principali emersi. La &#8216;competizione negoziata&#8217; tra questi due partiti ha in parte impedito l&#8217;istituzionalizzazione delle regole e configurato uno spazio di azione al di fuori delle normali prassi istituzionali. Essi hanno monopolizzato l&#8217;arena politica, impedendo una maggiore inclusivit\u00e0 politica, e hanno ri-orientato le richieste rivoluzionarie in una forma riduttiva di pluralismo di partito che vede gli islamisti contro alcuni ex rappresentanti del regime.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio della Rivoluzione, i partiti di opposizione e i movimenti della societ\u00e0 civile della Tunisia non erano sulla stessa linea se cooperare con ex membri del regime o continuare con la rivoluzione; Ennahda ha spinto per l&#8217;emarginazione dei lealisti, ma allo stesso tempo ha contrattato con loro. Gli islamisti si unirono al Fronte del 14 gennaio e al Consiglio per la Protezione della Rivoluzione da esso formato, che fu riconosciuto dal governo provvisorio nonostante alcune riluttanze. Questo riconoscimento fu necessario per ricanalizzare in un contesto istituzionale alcune iniziative rilevanti che chiaramente non seguivano le consuete regole istituzionali.<\/p>\n<p>Ennahda e il partito conservatore hanno poi avuto successo nella loro proposta di vietare la candidatura a ex alti funzionari dell&#8217;Rcd (<em>Rassemblement Constitutionnel D\u00e9mocratique<\/em>, ex partito di Ben Ali), a cui \u00e8 stato impedito di correre alle elezioni del 2011. Ci\u00f2 in applicazione dell&#8217;art. 15 della legge elettorale proporzionale, in cui si affermava che a tutti gli alti dirigenti del partito Rcd e a coloro che avevano sostenuto pubblicamente la candidatura di Ben Ali nel 2009 era proibito partecipare alle elezioni. <em>Nidaa Tounes<\/em>, che rappresenta un gruppo eterogeneo di persone laiciste, solo alcuni dei quali ex sostenitori del regime, ha comunque sostenuto la scelta.<\/p>\n<p>In seguito, con l&#8217;assassinio del secondo leader dell\u2019opposizione Mohamed Brahmi del Fronte popolare nel luglio 2014, <em>Nidaa Tounes<\/em> fu in grado di esercitare pressioni sul governo di <em>Ennahda<\/em> per farlo dimettere. Tuttavia, la competizione negoziata tra i due principali attori politici non ha portato a un compromesso sulle regole del gioco, ma piuttosto a una costante contrattazione su di esse, incoraggiando una forte polarizzazione nel dibattito politico. Questa polarizzazione del sistema politico tunisino pu\u00f2 tuttavia bloccare l&#8217;accesso alla politica per molti altri attori sociali e potrebbe mettere a repentaglio la trasparenza e la responsabilit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n<p><strong>Dissidi intra e inter-partitici<br \/>\n<\/strong>Il primo governo di Chahed era stato nominato nel 2016 come governo di unit\u00e0 nazionale, appoggiato dunque da entrambi gli schieramenti. Infatti, i ministri facevano parte sia dei due principali partiti sia di altre formazioni. Tuttavia, una crisi politica era stata aperta recentemente, portando il primo ministro a valutare un rimpasto nel governo. In seguito all\u2019approvazione del suo nuovo terzo governo, Chahed ha dichiarato che tale ricomposizione garantir\u00e0 una stabilit\u00e0 politica per la Tunisia, specialmente in vista delle elezioni politiche che si terranno nel 2019. Elezioni al cui centro ci sar\u00e0 la discussione sulle condizioni socio-economiche del Paese che, dalla Rivoluzione a oggi, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/tunisia-proteste-rivoluzione\/\">fatica<\/a> a crescere economicamente e a combattere gli alti tassi di disoccupazione, nonostante si trovi su un sentiero di cambiamento positivo.<\/p>\n<p>Tuttavia, tali dichiarazioni si scontrano con la realt\u00e0 dei fatti, dove il partito di <em>Nidaa Tounes<\/em> \u2013 a cui appartengono al momento sia il presidente della Repubblica Beji Caid Essebsi sia il primo ministro Chahed &#8211; ha dichiarato la propria ostilit\u00e0 a tale rimpasto, invitando i membri del governo facenti capo al partito a dimettersi. Il partito ha invitato anche i suoi parlamentari a uscire durante il voto di fiducia, accusando il primo ministro di non aver rispettato la Costituzione nell\u2019annunciare la scelta del rimpasto, cosa che aveva creato dissidi anche con l\u2019attuale presidente della Repubblica dello stesso partito. Il partito islamico moderato <em>Ennahda<\/em> ha invece sostenuto, insieme ad altre due formazioni minori, il rimpasto e, nel dichiararsi soddisfatto dell\u2019avvenuta approvazione della fiducia e dunque della chiusura della crisi politica, si \u00e8 detto <a href=\"https:\/\/www.huffpostmaghreb.com\/entry\/ennahdha-salue-le-vote-de-confiance-accorde-aux-nouveaux-ministres-et-se-desole-de-la-position-de-nidaa-tounes_mg_5bea8f90e4b044bbb1a83076?utm_hp_ref=mg-tunisie\">dispiaciuto<\/a> della posizione assunta da <em>Nidaa Tounes<\/em>, con il quale spera di continuare a conservare relazioni consensuali.<\/p>\n<p><strong>Le sfide prossime per la Tunisia<br \/>\n<\/strong>La crisi politica e la sua soluzione sembrano essere state legate ad un teso clima elettorale proiettato verso le <strong>elezioni<\/strong> politiche del 2019. Tuttavia, \u00e8 importante che i partiti principali continuino a collaborare e a condividere le regole del gioco. In particolare, essi dovranno eleggere al pi\u00f9 presto il presidente dell\u2019Istanza Superiore per l\u2019Indipendenza delle Elezioni, organo fondamentale per garantire la regolarit\u00e0 dello svolgimento del prossimo voto. Allo stesso modo, i partiti devono lavorare al fine di rendere operative le disposizioni costituzionali che prevedono l\u2019entrata in funzione della Corte Costituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 12 novembre il primo ministro della Tunisia Youssef Chahed ha effettuato un rimpasto ministeriale, aggiungendo diversi nuovi ministri alla sua compagine governativa. Il rimpasto \u00e8 stato poi sottoposto all\u2019approvazione dell\u2019Assemblea nazionale, che ha dato la sua fiducia all\u2019esecutivo. 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