{"id":71779,"date":"2018-11-27T09:38:08","date_gmt":"2018-11-27T08:38:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71779"},"modified":"2018-11-30T08:26:06","modified_gmt":"2018-11-30T07:26:06","slug":"migranti-global-compact-onu-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/migranti-global-compact-onu-italia\/","title":{"rendered":"Migranti: il Global Compact dell&#8217;Onu conviene all&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 settembre 2016 l\u2019Assemblea generale dell&#8217;<strong>Onu<\/strong> ha adottato all&#8217;unanimit\u00e0 la Dichiarazione sui <strong>migranti<\/strong> e rifugiati, riconoscendo la necessit\u00e0 di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\">approccio globale alla mobilit\u00e0 umana<\/a>. A tal fine \u00e8 stato programmato un ampio percorso di consultazione con le pi\u00f9 rilevanti istituzioni pubbliche e private coinvolte, segu\u00ecto da negoziati intergovernativi che hanno prodotto la bozza finale del \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/global-compact-immigrazione-onu\/\">Global Compact<\/a><\/strong> per una migrazione sicura, ordinata e regolare\u201d. In parallelo, con analogo percorso, \u00e8 stato elaborato il \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migrazioni-global-compacts-onu\/\">Global Compact<\/a> sui <strong>rifugiati<\/strong>\u201d. Entrambi i patti saranno adottati dalla comunit\u00e0 internazionale entro il 2018.<\/p>\n<p><strong>Isolarsi significa rimanere isolati<\/strong><br \/>\nSenza un quadro di riferimento comune \u00e8 impossibile governare la mobilit\u00e0 umana nelle sue molteplici forme. \u00c8 una responsabilit\u00e0 che nessun Governo pu\u00f2 sottovalutare, in particolare nel continente europeo, gi\u00e0 in forte declino demografico di fronte a una crescita di popolazioni giovani in aree a noi molto vicine. Isolarsi significher\u00e0 rimanere isolati. Sfidare gli altri Stati significa provocare altrettante reazioni. Abiurare a principi condivisi significa non poterli far valere a nostro vantaggio nei contenziosi internazionali.<\/p>\n<p>Giusta quindi \u00e8 l\u2019esigenza di un quadro di riferimento universale, entro il quale le diverse opzioni politiche possano ritrovarsi nell&#8217;adesione ad alcuni principi comuni, che sono sostanzialmente quelli definiti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e, per quanto ci riguarda, quelli sanciti dalla nostra Costituzione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia non pu\u00f2 permettersi chiusure<\/strong><br \/>\nUn Paese importante nello scenario mondiale come l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> non pu\u00f2 permettersi chiusure, ma deve favorire, nel proprio interesse, e senza ignorare quelli altrui, alcuni comuni denominatori politici sulla cui base esercitare la propria influenza. Su temi complessi e globali, come quello dei migranti, la sovranit\u00e0 dello Stato si esercita pi\u00f9 responsabilmente all&#8217;interno di intese internazionali che, proprio perch\u00e9 tali, possono meglio facilitare risposte convenienti, credibili e sostenibili.<\/p>\n<p>Si tende alla chiusura nell&#8217;immaginaria convinzione della conseguente salvaguardia dei propri valori, cultura, privilegi, sicurezza. Da un lato erigendo muri e barriere di filo spinato contro presunti invasori, oppure mettendo in atto misure discriminatorie e divisive atte a scartare tipologie indesiderate di esseri umani; dall&#8217;altro cercando di stabilire accordi bilaterali con paesi che dovrebbero (perch\u00e9 mai?) mostrarsi compiacenti, disponibili a tradire i propri valori umani, comunitari, i propri cittadini e perfino i propri interessi per favorire le politiche del \u201cprima noi\u201d &#8211; italiani, ungheresi, austriaci, cechi e tutti gli altri abitanti nati nella parte fortunata del pianeta -, che sottendono la chiusura all&#8217;altro, il fastidio per lo straniero e il diverso, talvolta anche il disprezzo dell\u2019essere umano bisognoso di aiuto.<\/p>\n<p><strong>Eliminare \u00e8 impossibile, regolare \u00e8 interesse di tutti<\/strong><br \/>\nSe i movimenti migratori non possono essere eliminati, possono per\u00f2 essere governati e regolati. \u00c8 nell&#8217;interesse di tutti farlo ed \u00e8 compito dei governi provvedervi in modo coordinato, con un\u2019impostazione che abbia elementi comuni perch\u00e9 riguarda tutti e richiede il contributo coerente di tutti.<\/p>\n<p>Allo stato attuale del multilateralismo e di certo malinteso sovranismo, non \u00e8 pensabile definire nuove disposizioni vincolanti, che potrebbero forse essere ancora fissate a livello continentale e regionale sulla base delle realt\u00e0 esistenti. \u00c8 per\u00f2 possibile dotarsi di un approccio comune, coerente, che riprenda i principi fondamentali e le convenzioni che la comunit\u00e0 internazionale ha adottato, che rappresentano le fondamenta e la base giuridica della comune convivenza.<\/p>\n<p><strong>Che cos&#8217;\u00e8 e che cosa prevede il Global Compact<\/strong><br \/>\nIl Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare (tre aggettivi che esprimono quanto l\u2019Esecutivo italiano sta cercando di perseguire) riprende tali principi e norme basilari, riproponendoli in modo corrispondente alla realt\u00e0 migratoria odierna in 10 principi guida e 23 obiettivi per un governo sostenibile dei movimenti migratori.<\/p>\n<p>Il relativo piano di azione, coerente con l\u2019Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, invita gli Stati ad una maggiore cooperazione e solidariet\u00e0 ed alla collaborazione con gli attori coinvolti, nel rispetto del principio di sussidiariet\u00e0. Si tratta di un documento di mediazione tra posizioni differenti, con indicazioni che nella loro sovranit\u00e0 ed autonomia gli Stati possono utilizzare secondo le proprie opzioni politiche, priorit\u00e0, valutazioni e possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si tratta infatti di un patto vincolante, ma la sua adozione il prossimo 10 dicembre a <strong>Marrakech<\/strong> in Marocco (felice \u00e8 la coincidenza con i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani) pu\u00f2 mettere davvero le basi per potere immaginare un governo ordinato, regolare, sicuro della migrazione, togliendola dalle mani di trafficanti e criminali, contenendo i movimenti illegali, dotandosi di regole chiare, precise e giuste, assicurando sicurezza ai cittadini ed agli stessi migranti, garantendo maggiormente il rispetto della dignit\u00e0 e dei diritti della persona umana.<\/p>\n<p><strong>Uno strumento utile all&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nUn recente documento dell\u2019associazione di Ong di cooperazione internazionale e aiuto umanitario \u201c<a href=\"http:\/\/www.link2007.org\/\"><strong>Link 2007<\/strong><\/a>\u201d ha evidenziato questi aspetti, concludendo che il Patto globale sulle migrazioni conviene all&#8217;Italia. In particolare come riferimento per una definizione complessiva, coerente e lungimirante della propria politica migratoria, superando l\u2019approccio emergenziale e settoriale; come strumento per rafforzare le proprie ragioni nelle relazioni e negoziazioni con gli altri Paesi europei; come tramite per facilitare le trattative nella definizione dei necessari accordi bilaterali con i paesi di provenienza e di transito che occorre moltiplicare nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 infatti fornire ai decisori italiani e a quelli europei lo strumento per superare almeno in parte l\u2019inconciliabilit\u00e0 delle posizioni contrapposte sulla questione dei migranti, indicando quel comune filo conduttore su cui poggiare le priorit\u00e0 e le scelte; rafforzando cos\u00ec anche la richiesta italiana di maggiore cooperazione e solidariet\u00e0 e di decisioni politiche maggiormente condivise<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile per mostrare rispetto, credibilit\u00e0 e coerenza nella definizione di accordi bilaterali o regionali con i Paesi di partenza e di transito dei migranti, anche per potere concordare i necessari ritorni. Pu\u00f2 inoltre indicare il percorso per definire quella strategia politica complessiva e lungimirante di cui l\u2019Italia ha da tempo bisogno e nella quale inserire coerentemente e senza improvvisazioni i provvedimenti normativi settoriali.<\/p>\n<p>A Marrakech il Governo italiano ha un ruolo da giocare nell&#8217;interesse del nostro Paese: non chiudendosi a riccio ma guardando in alto e guardando lontano.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 settembre 2016 l\u2019Assemblea generale dell&#8217;Onu ha adottato all&#8217;unanimit\u00e0 la Dichiarazione sui migranti e rifugiati, riconoscendo la necessit\u00e0 di un approccio globale alla mobilit\u00e0 umana. 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