{"id":71795,"date":"2018-11-27T09:27:10","date_gmt":"2018-11-27T08:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71795"},"modified":"2018-11-27T09:27:10","modified_gmt":"2018-11-27T08:27:10","slug":"macedonia-fuga-gruevski-asilo-orban","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/macedonia-fuga-gruevski-asilo-orban\/","title":{"rendered":"Macedonia: la fuga di Gruevski e l&#8217;asilo di Orb\u00e1n"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 13 novembre l\u2019ex primo ministro macedone <strong>Nikola Gruevski<\/strong> ha confermato, dopo giorni che era ricercato dalle autorit\u00e0 giudiziarie della Macedonia, di esser scappato dal suo Paese per recarsi in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ungheria-ucraina-ombra-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a>. Il motivo della fuga va ricercato nella condanna di due anni per aver usato soldi pubblici per fini personali, insieme all\u2019ex ministro dell\u2019Interno e un suo assistente. A Budapest, Gruevski ha chiesto e ottenuto l\u2019asilo politico da parte del premier <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/ue-sargentini-orban-ungheria-ko\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong><\/a>, con la ragione per cui il processo in Macedonia sarebbe stato motivato politicamente.<\/p>\n<p>Come in tutte le vicende giudiziarie, accusa e difesa sono agli antipodi. Per la prima, infatti, nel 2012 l\u2019ex primo ministro Gruevski avrebbe fatto pressioni sull\u2019ex ministro dell\u2019Interno Gordana Jankulovska e sul suo assistente Gjoko Popovski per acquistare per 580.000 euro una Mercedes di lusso, ottenendo dunque dei benefici personali tramite l\u2019utilizzo di soldi pubblici. Per la difesa, invece, la sentenza avrebbe invece un movente politico che affonda le radici nel cambio di potere avvenuto a Skopje negli ultimi anni.<\/p>\n<p>La crisi politica che ha investito la <strong>Macedonia<\/strong> nel 2014 &#8211; e che si \u00e8 risolta con le elezioni anticipate nel 2017 &#8211; avrebbe fatto s\u00ec che l\u2019attuale partito di governo, i socialdemocratici della Sdsm, si servissero delle istituzioni al fine di colpire la Vmro-Dpmne, il partito conservatore di Gruevski ininterrottamente al potere dal 2006. Nel 2015, in piena crisi politica, l\u2019attuale primo ministro <strong>Zoran Zaev<\/strong> aveva pubblicato una serie di trascrizioni di registrazioni secondo cui, da premier, Gruesvki avrebbe intercettato circa 20.000 persone, alimentando una rete di potere illiberale.<\/p>\n<p><strong>Una fuga da film<\/strong><br \/>\nDopo la conferma della sentenza, l\u2019ex premier macedone \u00e8 riuscito a scappare su un\u2019auto diplomatica ungherese e a recarsi a Budapest, passando per l\u2019Albania, il Montenegro e la Serbia. Una fuga rocambolesca che ha preso alla sprovvista le autorit\u00e0 giudiziarie e di polizia della Macedonia. Gi\u00e0 dal giorno della pronuncia si vociferava di una sua probabile fuga, confermata poi attraverso i social network. Le autorit\u00e0 attendevano che si presentasse il 9 novembre per formalizzare la detenzione ma, nonostante il passaporto gli fosse stato ritirato, Gruevski \u00e8 riuscito nel suo intento di lasciare il Paese.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 locali hanno certamente peccato di eccesso di fiducia e le contromisure adottate, come il gi\u00e0 citato ritiro del passaporto, si sono rivelate inefficaci. La sua fuga, tuttavia, non \u00e8 solo un problema interno, ma va a svelare dinamiche anche dal punto di vista regionale e internazionale.<\/p>\n<p><strong>Orb\u00e1n, quali immigrati?<\/strong><br \/>\nGruevski ha scelto l\u2019Ungheria in quanto Paese amico. Fidesz, il partito del primo ministro ungherese (e membro del Partito popolare europeo), aveva espresso la propria contrariet\u00e0 agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/macedonia-soluzione-nome\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Accordi di Prespa<\/strong><\/a> tra Macedonia e <strong>Grecia<\/strong>, con cui quest\u2019estate Skopje e Atene hanno sancito la fine della pi\u00f9 che ventennale disputa sul nome tra i due Paesi. Orb\u00e1n ha accettato di concedere l\u2019asilo politico all\u2019ex primo ministro \u2013 come annunciato dallo stesso Gruevski su Facebook -, ma cos\u00ec facendo ha mostrato le due facce del suo governo in tema di immigrazione.<\/p>\n<p>L\u2019Ungheria si \u00e8 sempre mostrata contraria ad aprire le proprie frontiere ai migranti che passavano dalla rotta balcanica, opponendosi anche a coloro che sono meritevoli di protezione internazionale, e ha a pi\u00f9 riprese rifiutato il sistema di ricollocazione all\u2019interno dell\u2019Unione europea. Orb\u00e1n, cos\u00ec come i leader di altri Paesi dell\u2019Europa centrale e orientale (che oggi in blocco rifiutano il nuovo <strong>Global Compact <\/strong>sulle migrazioni dell\u2019Onu), si \u00e8 sempre eretto a paladino della cristianit\u00e0 e dei valori occidentali, messi a repentaglio dalla crisi dei rifugiati, architettata dalla cosiddetta politica mondialista propugnata dal suo acerrimo nemico, il filantropo <strong>George Soros<\/strong>.<\/p>\n<p>Una narrazione comune anche a Gruevski, che imputava allo stesso Soros di aver finanziato e architettato la cosidderra <em>\u0160arena revolucija<\/em> (rivoluzione colorata), ossia le proteste che in Macedonia portarono al concludersi della crisi politica grazie alla mediazione dell\u2019Ue. Bruxelles, con il commissario europeo Johannes Hahn, ha chiesto chiarimenti a Orb\u00e1n sulla sua politica nei riguardi del diritto d\u2019asilo. Per Gruevski, il soggiorno in Ungheria si annuncia lungo: difficilmente, infatti, Budapest conceder\u00e0 a Skopje l\u2019estradizione dell\u2019ex premier in quanto, secondo il ministro della Giustizia ungherese Laszlo Trocsanyi, Gruevski avrebbe corso dei seri rischi alla propria incolumit\u00e0 se fosse rimasto in Macedonia.<\/p>\n<p><strong>Sotto le macerie della Vmro-Dpmne<\/strong><br \/>\nFuga magiara a parte, il partito di Gruevski esce notevolmente ridimensionato dagli ultimi avvenimenti, a causa degli scandali giudiziari che ha affrontato da un lato e, soprattutto, dalla sconfitta nello scontro ideologico con la maggioranza sull\u2019accordo sul nome.<\/p>\n<p>Nonostante il referendum consultivo sull\u2019accettazione del nuovo nome come risultante dagli Accordi di Prespa &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/macedonia-referendum-occasione-sprecata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Repubblica della Macedonia del Nord<\/strong><\/a> &#8211; non abbia raggiunto il quorum necessario, la maggioranza guidata dal socialdemocratico Zaev e sostenuta dai partiti albanesi ha racimolato in Parlamento i due terzi necessari per approvare la riforma costituzionale, anche grazie al soccorso arrivato da alcuni deputati della Vmro-Dpmne. In risposta, i conservatori hanno optato per epurare i dissidenti; ma ora che il loro ex uomo forte \u00e8 fuggito sar\u00e0 complicato tornare al dominio politico come negli ultimi dieci anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 13 novembre l\u2019ex primo ministro macedone Nikola Gruevski ha confermato, dopo giorni che era ricercato dalle autorit\u00e0 giudiziarie della Macedonia, di esser scappato dal suo Paese per recarsi in Ungheria. 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