{"id":71806,"date":"2018-11-29T00:27:09","date_gmt":"2018-11-28T23:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71806"},"modified":"2018-12-02T19:15:17","modified_gmt":"2018-12-02T18:15:17","slug":"russia-ucraina-azov-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-ucraina-azov-ue\/","title":{"rendered":"Russia-Ucraina: Mare d&#8217;Azov, Ue \u00e8 tempo di maggior chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019acuirsi delle tensioni nel <strong>Mare d&#8217; Azov<\/strong>, il conflitto tra <strong>Ucraina<\/strong> e <strong>Russia<\/strong>, scoppiato nel 2014 con l\u2019annessione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/russia-blinda-mari-azov-caspio\/\"><strong>Crimea<\/strong><\/a> da parte russa e la destabilizzazione del Donbass, entra in una nuova fase. Cosa c\u2019\u00e8 dietro questa escalation?, e come dovrebbe rispondere l\u2019Unione europea?<\/p>\n<p>Secondo le autorit\u00e0 ucraine, il 25 novembre una nave della guardia costiera russa ha attaccato in acque internazionali un rimorchiatore della marina ucraina che si stava dirigendo verso il porto di Mariupol nel Mare d&#8217; Azov. Di l\u00ec a poco, navi militari russe hanno aperto il fuoco su due navi ucraine, ferendo sei marinai.<\/p>\n<p>La Russia ha sequestrato tutte e tre le navi assieme ai 23 marinai ucraini che erano a bordo, in un\u2019operazione che ha coinvolto elicotteri e caccia. Ha anche bloccato il passaggio di navi mercantili nello Stretto di Kerch che collega il Mare d&#8217; Azov al Mar Nero. E ha accusato i marinai ucraini di aver violato i confini marittimi della Federazione russa e di avere svolto manovre pericolose.<\/p>\n<p><strong>La strategia russa<\/strong><br \/>\nPer mesi la Russia ha rinforzato la sua posizione nel Mare d&#8217; Azov, limitando l\u2019accesso dell\u2019Ucraina ai suoi porti orientali. Nel fare ci\u00f2 Mosca sembra perseguire una strategia simile a quella attuata in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/russia-poker-putin-doppio-binario\/\"><strong>Georgia<\/strong><\/a>, dove la graduale annessione dell\u2019Ossezia del Sud ha preso anche la forma di un costante mutamento dei \u2018confini\u2019 con la Georgia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo in Ucraina, la Russia ora persegue il prezioso obiettivo di portare il focus dell\u2019opinione pubblica russa lontana dalle politiche interne per ricondurlo alla guerra nel Donbass, nel momento in cui la popolarit\u00e0 del presidente Vladimir <strong>Putin<\/strong> ha raggiunto il suo punto pi\u00f9 basso dall&#8217;annessione della Crimea, nell&#8217;imminenza della controversa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-riforma-pensioni-proteste\/\">riforma delle pensioni<\/a>. Oggi infatti, secondo un rapporto del Levada Centre pubblicato nell&#8217;ottobre di questo anno, appena il 58% dei russi dichiara il proprio sostegno per Putin, percentuale ben pi\u00f9 bassa rispetto al 75% dello scorso anno.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;introduzione della legge marziale<\/strong><br \/>\nIl 28 novembre l\u2019Ucraina ha introdotto la <strong>legge marziale<\/strong> per 30 giorni in dieci delle sue 27 regioni. Inoltre, l\u2019Ucraina ha anche formalmente programmato l\u2019elezione presidenziale per il 31 marzo 2019. La risoluzione che ha stabilito la data \u00e8 stata firmata dal presidente del Parlamento Andriy Parubiy, come ha riportato il sito web dell&#8217;unica Camera, la Verkhovna Rada. La decisione \u00e8 arrivata dopo che il presidente Petro <strong>Poroshenko<\/strong> ha assicurato che l\u2019imposizione della legge marziale in dieci regioni per un periodo di 30 giorni non comporter\u00e0 un posticipo del voto.<\/p>\n<p>In breve, questa recente escalation nel Mare d&#8217; Azov non implica soltanto un inasprimento del sanguinoso conflitto, ma rischia anche di ostacolare la resilienza dell\u2019Ucraina e il suo travagliato cammino verso la democrazia.<\/p>\n<p><strong>Ue: ripensare la politica delle sanzioni nei confronti di Mosca?<\/strong><br \/>\nL\u2019<strong>Unione europea<\/strong> ha immediatamente risposto esortando Mosca a riaprire lo stretto di Kerch sollecitando tutte le parti a ridurre le tensioni, mentre la <strong>Nato<\/strong> ha invitato il Cremlino a rispettare le norme del diritto internazionale e la libert\u00e0 di navigazione nel Mare d&#8217; Azov e nel Mar Nero. Al di l\u00e0 delle speculazioni su chi abbia provocato chi, e su chi tenter\u00e0 di usare questo incidente per i propri fini politici interni, una cosa \u00e8 chiara: l\u2019incidente nel Mare d&#8217; Azov impone di ripensare da capo la politica delle<strong> sanzioni<\/strong> dell&#8217;Ue nei confronti della Russia.<\/p>\n<p>Fin dal 2014 l&#8217;Ue ha imposto delle sanzioni alla Russia, rinnovandole ogni sei mesi a causa del conflitto in corso in Ucraina e nello specifico della mancata attuazione degli accordi di Minsk. Dal 2016 l&#8217;Ue ha perseguito una duplice strategia nei confronti della Russia: da un lato le sanzioni, dall&#8217;altro un impegno selezionato su questioni di comune interesse. Questa strategia ha avuto il doppio merito di garantire \u2013 con sorpresa di Mosca \u2013 l\u2019unit\u00e0 politica tra gli Stati dell&#8217;U\u00a0 e ha probabilmente prevenuto un ulteriore escalation del conflitto.<\/p>\n<p>L\u2019incidente nel Mare d&#8217; Azov rischia di minare questo secondo risultato, mentre allo stesso tempo rafforza il primo. L\u2019escalation potrebbe consolidare l\u2019unit\u00e0 europea sul rinnovo delle sanzioni, ma fa pure pensare che la politica delle sanzioni attuale potrebbe non risultare a lungo termine sufficiente a contenere e prevenire un ulteriore inasprimento del conflitto.<\/p>\n<p>Nella prossima proroga delle sanzioni al Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre, l\u2019Ue dovrebbe rimanere unita. L\u2019escalation di Putin in Ucraina render\u00e0 probabilmente alcuni governi Ue pi\u00f9 morbidi verso la Russia, a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/italia-russia-governo-conte\/\">Roma<\/a>, Atene, Budapest e altrove, restii ad esporsi a favore di Mosca.<\/p>\n<p>Ma una tale unit\u00e0 politica nella pratica non dipende pi\u00f9 dall&#8217;attuazione o meno dell\u2019accordo di Minsk. Negli anni, infatti, \u00e8 diventato chiarissimo che l\u2019accordo di Minsk non sar\u00e0 pienamente attuato. Apparentemente intrappolati nel dilemma dell\u2019uovo e della gallina, n\u00e9 Mosca n\u00e9 Kiev sono intenzionati a cedere per primi nell&#8217;adempiere alla propria parte del patto. N\u00e9 vedono un interesse nell&#8217;attuazione degli accordi di Minsk.<\/p>\n<p>In pratica, ad ogni intervallo di sei mesi, l&#8217;Ue ha rinnovato le sanzioni. Ma mentre la ragione ufficiale per farlo \u2013 la mancata attuazione di Minsk \u2013 \u00e8 rimasta invariata, la dinamica politica che spiega questa decisione \u00e8 cambiata nel tempo, dall\u2019affare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/affare-skripal-accertamento-fatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Skripal<\/a> a ci\u00f2 che probabilmente sar\u00e0 il Mare d&#8217; Azov. La guerra in Ucraina e il profondo conflitto tra la Russia e l\u2019Occidente persiste, mutando forma durante il tempo. Ci\u00f2 rinnova la questione se il rinnovo delle misure sanzionatorie, nello specifico quelle imposte a seguito dell\u2019incidente del volo MH17 nell&#8217;estate del 2014, non dovrebbe basarsi sul pi\u00f9 chiaro piano del diritto internazionale e dei diritti umani.<\/p>\n<p>Segnalando esplicitamente che questa \u00e8 la logica su cui si fonda il ripristino delle sanzioni si potrebbe aggiungere chiarezza all&#8217;approccio dell&#8217;Ue nei confronti della Russia e rafforzarne l\u2019impatto normativo. Ci\u00f2 potrebbe anche segnalare a Mosca che ulteriori violazioni potrebbero essere seguite da un indurimento delle sanzioni, rispetto al loro contenuto e\/o alla loro durata.<\/p>\n<p><em>L&#8217;originale in inglese di questo articolo \u00e8 comparso su Politico.eu<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019acuirsi delle tensioni nel Mare d&#8217; Azov, il conflitto tra Ucraina e Russia, scoppiato nel 2014 con l\u2019annessione della Crimea da parte russa e la destabilizzazione del Donbass, entra in una nuova fase. Cosa c\u2019\u00e8 dietro questa escalation?, e come dovrebbe rispondere l\u2019Unione europea? 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