{"id":71810,"date":"2018-12-01T08:12:42","date_gmt":"2018-12-01T07:12:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71810"},"modified":"2018-12-04T21:43:05","modified_gmt":"2018-12-04T20:43:05","slug":"grande-guerra-eredita-tensioni-odierne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/grande-guerra-eredita-tensioni-odierne\/","title":{"rendered":"Grande Guerra: cento anni dopo, l\u2019eredit\u00e0 nelle tensioni odierne"},"content":{"rendered":"<p>Com&#8217;\u00e8 stato debitamente ricordato nelle scorse settimane, esattamente un secolo fa le armi delle potenze europee tacquero, dopo aver insanguinato il continente per quattro anni nel conflitto pi\u00f9 devastante che la storia avesse conosciuto fino ad allora, per questo rimasto conosciuto come la G<strong>rande Guerra<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma la classica periodizzazione che fissa l\u201911 novembre 1918 come conclusione della prima guerra mondiale appare inadeguata se si pensa agli spargimenti di sangue che avrebbero tormentato gran parte dell\u2019<strong>Europa<\/strong> centrale e orientale, e del <strong>Medio Oriente<\/strong>, negli anni successivi.<\/p>\n<p>Tali ostilit\u00e0 avrebbero impedito la rimarginazione delle ferite provocate dalla Grande Guerra e anzi ne avrebbero aperte di nuove, ponendo le premesse per il secondo conflitto mondiale. Ma non basta: esse avrebbero lasciato una pesante eredit\u00e0, che proprio un secolo dopo sembra riemergere nei focolai di crisi che affliggono sia il nostro continente che la regione mediorientale.<\/p>\n<p><strong>Corsa all&#8217;autodeterminazione<\/strong><br \/>\nLa rivoluzione russa del 1917 e il crollo degli imperi centrali, anche sotto la spinta di convulsioni interne, scatenarono <a href=\"https:\/\/www.history.ac.uk\/reviews\/review\/2045\">una nuova ondata di violenza<\/a> rivoluzionaria e controrivoluzionaria che negli anni seguenti avrebbe investito i territori dell\u2019ex impero russo ma anche parte della Germania e dell\u2019Austria-Ungheria, cos\u00ec come i possedimenti ottomani.<\/p>\n<p>Interpretando la celebre dichiarazione in 14 punti del presidente americano Woodrow Wilson (8 gennaio 1918) come una conferma del diritto all&#8217;indipendenza, le differenti nazionalit\u00e0 che componevano questi imperi si sollevarono rivendicando territori contesi e dai confini incerti.<\/p>\n<p>Le frontiere tracciate dalle potenze vincitrici della grande guerra crearono nuovi stati multietnici e instabili, dalla Polonia ai Balcani, e dalla Palestina all&#8217;Iraq. In Medio Oriente questi Paesi cominciarono subito a opporsi al nuovo giogo imposto loro dalle potenze coloniali europee.<\/p>\n<p>Il neonato Stato ucraino, che speriment\u00f2 la sua prima effimera indipendenza tra il 1918 e il 1919, vide scontrarsi sul proprio suolo nazionalisti e anarchici, ma anche russi, polacchi, tedeschi e forze austro-ungariche. Passata sotto il controllo sovietico, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-ucraina-azov-ue\/\"><strong>Ucraina <\/strong><\/a>avrebbe riunito nel proprio territorio province appartenute all&#8217;Austria asburgica assieme a territori dell\u2019ex impero russo, <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/russian-federation\/2014-04-14\/how-save-ukraine\">covando in seno una frattura<\/a> riemersa nella guerra civile di questi anni.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Europa occidentale le tensioni accumulatesi fra inglesi e irlandesi durante la grande guerra sfociarono nel conflitto anglo-irlandese. Il trattato del dicembre 1921 apr\u00ec la strada all&#8217;indipendenza irlandese, ma la sua conseguenza maggiore fu la divisione dell\u2019isola, in base alla quale le contee nordorientali, protestanti e filo-britanniche, si separarono dall&#8217;Irlanda cattolica rimanendo nel Regno Unito. Questo confine, di fatto abrogato dalla nascita dell\u2019Unione europea, \u00e8 tornato alla ribalta a seguito del sofferto <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/united-kingdom\/2018-11-20\/no-deal-brexit-still-avoidable\">negoziato fra Londra e Bruxelles<\/a> sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brexit-ue-divorzio-gran-bretagna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brexit<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La frattura fra turchi e arabi<\/strong><br \/>\nMa \u00e8 soprattutto in Medio Oriente che gli strascichi della prima guerra mondiale posero le premesse per un secolo di nuovi conflitti. La grande guerra non comport\u00f2 soltanto la disintegrazione dell\u2019impero ottomano, ma anche la fine della secolare alleanza politico-culturale fra la societ\u00e0 turca e quella araba.<\/p>\n<p>I Paesi e i popoli mediorientali non poterono sottrarsi alle forze scatenate dal conflitto e dovettero scegliere se allearsi con gli imperi centrali o con le potenze dell\u2019Intesa. La guerra determin\u00f2 una nuova ondata di colonizzazione europea, ma anche il radicamento del nazionalismo, prima estraneo al mondo mediorientale.<\/p>\n<p>Alle conferenze di pace di Versailles e Parigi, tuttavia, le delegazioni arabe compresero che il diritto all&#8217;autodeterminazione celebrato dalle potenze vincitrici valeva soltanto per l\u2019Europa. La grande insurrezione araba protrattasi fino al 1920 (che aveva visto molti arabi sollevarsi contro i turchi, ma molti altri combattere al fianco di questi ultimi) fu piegata agli interessi anglo-francesi.<\/p>\n<p><strong>Spartizione anglo-francese<\/strong><br \/>\nGrazie alla loro forza militare, le potenze coloniali ridisegnarono i confini regionali. Una regione araba frammentata in piccoli principati sotto un controllo britannico pi\u00f9 o meno diretto era <a href=\"http:\/\/www.mei.edu\/publications\/collection-spotlighta-peace-end-all-peace-fall-ottoman-empire-and-making-modern-middle\">l\u2019obiettivo strategico<\/a> perseguito da Londra, per creare un cuscinetto a protezione dei propri possedimenti d\u2019oltremare.<\/p>\n<p>La Gran Bretagna separ\u00f2 cos\u00ec la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/mo-debolezza-palestinese-hamas-anp\/\">Palestina<\/a> mandataria dalla Transgiordania, mentre incorpor\u00f2 la provincia ottomana di Mosul e le regioni curde di Erbil e Sulaimaniya nei confini iracheni. In questo modo i pozzi petroliferi da Bassora a Kirkuk passarono sotto la gestione unificata della neonata Iraq petroleum company, controllata da Londra.<\/p>\n<p>Dal canto loro, i francesi incoraggiarono il separatismo alawita per indebolire il movimento nazionalista in Siria. Dalla porzione del Levante sotto il loro controllo, essi ricavarono uno Stato alawita nel 1920 in aggiunta al Gebel druso e al Grande Libano, precursore del Libano attuale.<\/p>\n<p><strong>La nuova identit\u00e0 turca<\/strong><br \/>\nLa Turchia ottomana si vide <a href=\"http:\/\/www.hurriyetdailynews.com\/opinion\/william-armstrong\/the-fall-of-the-ottomans-79857\">spogliata dei propri possedimenti imperiali<\/a> e sull&#8217;orlo stesso dell\u2019annientamento, prima che la resistenza turca guidata da Mustafa Kemal liberasse l\u2019Anatolia dalle potenze dell\u2019Intesa.<\/p>\n<p>La presa di Smirne e la cacciata dell\u2019esercito greco nel 1922 portarono a compimento questo processo ponendo fine al sogno neo-bizantino di Atene. Ma il conflitto greco-turco comport\u00f2 un\u2019ulteriore catastrofe, con lo scambio forzato di centinaia di migliaia di cittadini greci e turchi.<\/p>\n<p>La frattura consumatasi con il mondo arabo e la spinta verso l\u2019Europa impressa alla Turchia da Kemal spiegano l\u2019attuale identit\u00e0 ibrida del Paese, ma anche le aspirazioni neo-ottomane dell\u2019attuale presidente Recep Tayyip Erdogan.<\/p>\n<p>La nascita della Repubblica turca fu sancita dal trattato di Losanna del 1923, che\u00a0 fiss\u00f2 inoltre i nuovi confini regionali deludendo le aspirazioni di curdi e armeni. Il carattere arbitrario di questi confini, emerso a pi\u00f9 riprese, si \u00e8 palesato drammaticamente negli attuali conflitti in Siria e Iraq.<\/p>\n<p><strong>La Persia nella morsa anglo-russa<\/strong><br \/>\nMa neanche la Persia \u2013 invasa da russi e inglesi durante il conflitto mondiale in chiave anti-ottomana \u2013 fu risparmiata. Le vicende belliche e la confisca del grano provocarono carestie ed epidemie disastrose, che portarono al crollo della dinastia Qajar e all&#8217;insediamento dei Pahlavi con un golpe appoggiato dagli inglesi nel 1921.<\/p>\n<p>Negli anni successivi, con i russi presi dagli strascichi della rivoluzione comunista, la Gran Bretagna rimase attore egemone in territorio persiano, controllando le risorse petrolifere del Paese e consolidando l\u2019inimicizia fra Londra e il popolo iraniano.<\/p>\n<p>La Grande Guerra, originata dalla smodata competizione fra le potenze dell\u2019epoca e dalle tensioni economiche e sociali irrisolte di un mondo gi\u00e0 allora globalizzato e interconnesso, ci ha dunque trasmesso un lascito che influenza profondamente le attuali dinamiche internazionali, ma che allo stesso tempo dovrebbe costituire un monito da non trascurare nella gestione delle dispute fra Stati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Com&#8217;\u00e8 stato debitamente ricordato nelle scorse settimane, esattamente un secolo fa le armi delle potenze europee tacquero, dopo aver insanguinato il continente per quattro anni nel conflitto pi\u00f9 devastante che la storia avesse conosciuto fino ad allora, per questo rimasto conosciuto come la Grande Guerra. Ma la classica periodizzazione che fissa l\u201911 novembre 1918 come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[637,119,1412,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71810"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71810"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71810\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71866,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71810\/revisions\/71866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}