{"id":71824,"date":"2018-11-29T08:42:29","date_gmt":"2018-11-29T07:42:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71824"},"modified":"2018-12-07T10:47:47","modified_gmt":"2018-12-07T09:47:47","slug":"brexit-ue-intesa-lezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brexit-ue-intesa-lezioni\/","title":{"rendered":"Brexit: intesa Ue\/Gb, tre lezioni da imparare per i 27"},"content":{"rendered":"<p>Domenica scorsa 25 novembre una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brexit-ue-divorzio-gran-bretagna\/\">riunione straordinaria a Bruxelles del Consiglio europeo<\/a> ha sancito l\u2019intesa \u00a0tra il governo britannico e i 27 Paesi membri dell\u2019Unione europea sulle modalit\u00e0 del recesso del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-gb-brexit-may\/\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-riforma-parole-fatti\/\"><strong>Ue<\/strong><\/a> e sulle grandi linee delle future relazioni tra Ue e il Regno Unito dopo la <strong>Brexit<\/strong>.<\/p>\n<p>Si \u00e8 chiusa cos\u00ec la prima fase di un complesso negoziato avviato dopo il referendum nel Regno Unito del\u00a0 23\u00a0 giugno 2106 e soprattutto dopo la decisione del Governo di Londra, del 29 marzo 2017, di avviare, sulla base dell\u2019articolo 50 del Trattato sull&#8217;Unione europea, il processo che avrebbe sancito il divorzio.<\/p>\n<p><strong>I contenuti dell&#8217;accordo del 25 novembre<\/strong><br \/>\nCon l\u2019accordo sul recesso si sono definite le condizioni di soggiorno, lavoro e accesso ai regimi previdenziali dei cittadini europei nel Regno Unito e dei cittadini britannici nella Ue; si \u00e8 trovata una intesa sui pagamenti ancora dovuti dal Regno Unito al bilancio dell&#8217;Ue fino alla fine del 2020; si \u00e8 sancita la necessit\u00e0 di un periodo transitorio (in principio fino alla fine del 2020, ma verosimilmente da estendere anche oltre quella scadenza) tra la Brexit e l\u2019entrata in vigore delle nuove relazioni; e soprattutto si \u00e8 trovata una soluzione (sia pure temporanea) alla esigenza di evitare un \u201chard border\u201d tra la Repubblica di Irlanda e l\u2019Irlanda del Nord.<\/p>\n<p>Si \u00e8 poi registrata l\u2019intesa su un quadro di riferimento per il futuro delle relazioni tra l&#8217;Ue e il Regno Unito al di l\u00e0 della Brexit, che prevede in sintesi la creazione di un\u2019area di libero scambio, una cooperazione in materia di regole e standard finalizzata a realizzare il massimo di convergenza in materia di concorrenza, aiuti di stato, protezione ambientale e tutela del lavor, e l\u2019impegno a individuare formule ad hoc di cooperazione in materia di sicurezza interna e esterna e di politica estera.<\/p>\n<p><strong>La parola ai Parlamenti europeo e britannico<\/strong><br \/>\nOra l\u2019accordo sul recesso e la dichiarazione politica saranno sottoposti alla ratifica del Parlamento europeo e del Parlamento britannico. E mentre il Parlamento europeo non dovrebbe avere difficolt\u00e0 ad approvare l\u2019accordo a larga maggioranza,\u00a0 le prospettive, come noto, sono molto pi\u00f9 incerte a Westminster. Il primo ministro britannico Theresa May dovr\u00e0 impegnarsi a fondo per convincere gli stessi parlamentari del suo partito che l\u2019accordo raggiunto era il migliore possibile date le circostanze. Il rischio di un rigetto dell\u2019accordo \u00e8 alto perch\u00e9 \u00a0fra i Tories, e addirittura nello stesso Governo,\u00a0 sono diffuse resistenze e diffidenze nei confronti di una intesa che viene percepita come una resa senza condizioni alla posizioni dell&#8217;Ue o addirittura come un tradimento dello spirito del referendum del giugno 2016.<\/p>\n<p>Allo stato \u00e8 impossibile prevedere quale sar\u00e0 l\u2019esito del voto a Westminster. Gli Stati membri e la Commissione europea attendono fiduciosi che il buon senso prevalga. Ma a Bruxelles nel frattempo sono state predisposte, ad uso dei vari stakeholders nazionali nei 27 Paesi membri, schede informative sulle conseguenze di un \u201cno deal\u201d, nell&#8217;ipotesi che alla scadenza del 29 marzo 2019 non ci sia una intesa sulle modalit\u00e0 del recesso n\u00e9 tanto meno sul futuro delle relazioni Ue &#8211; Regno Unito.<\/p>\n<p><strong>Una vicenda che ha molto da insegnare<\/strong><br \/>\nNell&#8217;attesa di capire come voter\u00e0 il Parlamento britannico, ci sono per\u00f2 alcune lezioni che \u00e8 possibile trarre gi\u00e0 da ora da questa vicenda, che, comunque si concluda, ha segnato e segner\u00e0\u00a0 indubbiamente un momento di grande criticit\u00e0 nella storia dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>La <strong>prima lezione<\/strong> \u00e8 che uniti si vince, o perlomeno si ottiene quello che si aveva in mente di ottenere. Sotto questo profilo, la vicenda della Brexit ha evidenziato una straordinaria, e non scontata, unit\u00e0 dei 27 dall&#8217;inizio del processo fino alla sue battute conclusive. Non era un risultato scontato se si pensa che, nelle prima fasi del negoziato, erano emerse sensibilit\u00e0 differenziate sull&#8217;argomento nelle varie capitali europee; e che si era corso il rischio che Londra volesse giocare la carta di ipotetiche divisioni fra Stati membri per indebolire la posizione comune.<\/p>\n<p>Il merito va certamente all&#8217;abilit\u00e0 e alle capacit\u00e0 del negoziatore europeo, Michel Barnier, e alla sua squadra. Ma il merito va anche al metodo. La vicenda della Brexit sembrerebbe confermare la bont\u00e0 di un metodo (quello che una volta si definiva comunitario) che vede la Commissione in prima linea, naturalmente con il sostegno degli Stati membri, nella gestione di dossier al tempo stesso politicamente delicati e tecnicamente complessi.<\/p>\n<p>La <strong>seconda lezione<\/strong> \u00e8 che lasciare l\u2019Unione europea ha costi molto elevati. Se \u00e8 ancora presto per valutare l\u2019impatto della Brexit sull\u2019economia britannica (ci vorranno vari anni prima di poterne avere un\u2019idea, ma gi\u00e0 si \u00e8 assistito allo spostamento sul continente di importanti attivit\u00e0 e posti di lavoro), i costi per il Regno Unito in termini politici e sociali sono gi\u00e0 enormi, e potrebbero aumentare quando si andr\u00e0 definire nel dettaglio il quadro delle future relazioni. Un Paese diviso non solo tra leavers e remainers, ma anche tra aree metropolitane e campagne, tra giovani e anziani. Un sistema politico scosso dalle fondamenta, con divisioni profonde non solo tra partiti ma anche all&#8217;interno di singoli partiti. Il ritorno di tentazioni separatiste, che sono riemerse in Scozia e che potrebbero riemergere nell&#8217;Irlanda del Nord, con rischi per la stessa integrit\u00e0 del Regno Unito.<\/p>\n<p>La <strong>terza lezione<\/strong> \u00e8 che le regole sono fatte per essere rispettate. L\u2019integrit\u00e0 del mercato interno, l\u2019inscindibilit\u00e0 delle quattro liber\u00e0 fondamentali iscritte nei Trattati, l\u2019impegno a pagare quanto dovuto sulla base di impegni solenni assunti nel passato, il rispetto per i diritti acquisiti dei cittadini, sono tutti aspetti sui quali il Regno Unito ha dovuto piegarsi alla posizione comune dell&#8217;Ue. E non perch\u00e9 abbia prevalso l\u2019intenzione da parte dei 27 di punire il Regno Unito per la scelta di abbandonare il &#8216;club&#8217;. Ma pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 occorreva evitare, grazie al rispetto delle regole, che chi lascia il &#8216;club&#8217; tragga un vantaggio dalla posizione di &#8216;free rider&#8217;.<\/p>\n<p>Questo non significa che la partita sia conclusa. Ammesso che l\u2019accordo sia ratificato dai due Parlamenti occorrer\u00e0 mettersi rapidamente a lavorare per tradurre le linee guida faticosamente individuate nella dichiarazione politica in testi di accordi giuridicamente vincolanti. Sapendo che, almeno per alcuni aspetti non certo secondari, l\u2019accordo sul recesso si \u00e8 raggiunto solo grazie a formule ambigue e rinviando al futuro le definizione di questioni complesse per le quali non c\u2019erano margini per una intesa (come per il problema della frontiera fra Irlanda del Nord e Repubblica di Irlanda). Ma anche sapendo che \u00e8 nell&#8217;interesse anche dell&#8217;Ue definire una relazione autenticamente collaborativa con il Regno Unito dopo che sar\u00e0 diventato un Paese terzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica scorsa 25 novembre una riunione straordinaria a Bruxelles del Consiglio europeo ha sancito l\u2019intesa \u00a0tra il governo britannico e i 27 Paesi membri dell\u2019Unione europea sulle modalit\u00e0 del recesso del Regno Unito dall&#8217;Ue e sulle grandi linee delle future relazioni tra Ue e il Regno Unito dopo la Brexit. 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