{"id":71878,"date":"2018-12-03T16:08:49","date_gmt":"2018-12-03T15:08:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71878"},"modified":"2018-12-17T07:11:57","modified_gmt":"2018-12-17T06:11:57","slug":"clima-salvare-pianeta-obiettivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/clima-salvare-pianeta-obiettivi\/","title":{"rendered":"Clima: per salvare il Pianeta, obiettivi pi\u00f9 ambiziosi"},"content":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 polacca di <strong><a href=\"http:\/\/www.cop24.katowice.eu\">Katowice<\/a><\/strong> ospita la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/clima-cop23-passi-obiettivo\/\"><strong>Cop24<\/strong><\/a>, il vertice sul clima delle Nazioni Unite che dovr\u00e0 rendere l&#8217;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/international\/negotiations\/paris_it#tab-0-0\"><strong>accordo di Parigi<\/strong><\/a> operativo, definendo cio\u00e8 le regole per raggiungere gli obiettivi siglati nel 2015. Lo ricordiamo: tre anni fa 195 Paesi stabilirono l\u2019impegno a mantenere l\u2019aumento della temperatura sotto i 2\u00b0C rispetto al livello preindustriale, con sforzi per limitarlo a 1,5\u00b0C.<\/p>\n<p><strong>Una strada in salita: serve pi\u00f9 ambizione<\/strong><br \/>\nDopo Parigi la comunit\u00e0 scientifica ha fatto ulteriori progressi e il messaggio \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 forte: dobbiamo procedere verso l\u2019obiettivo 1,5\u00b0C per limitare il rischio di effetti ingestibili. Mezzo grado fa la differenza: sull\u2019intensit\u00e0 e la frequenza di eventi climatici eccezionali, sull\u2019irreversibilit\u00e0 della distruzione degli ecosistemi, sulla sicurezza delle persone, sul raggiungimento degli <strong>obiettivi di sviluppo sostenibile (<a href=\"https:\/\/sustainabledevelopment.un.org\/?menu=1300\">SDGs<\/a>)<\/strong>. Gli eventi pi\u00f9 recenti ci danno un piccolo assaggio della forza distruttiva del cambiamento climatico, dalla California all\u2019India, dal Trentino alla Sicilia. Nel frattempo, siamo lontanissimi dagli obiettivi: dobbiamo triplicare gli sforzi per raggiungere uno scenario di 2\u00b0C e quintuplicarli per limitarci ad una crescita di 1,5\u00b0C.<\/p>\n<p>Gli appelli per un\u2019azione pi\u00f9 decisa si sprecano, anche nell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/trump-sfida-le-scelte-ambientali-globali\/\">America di Trump<\/a><\/strong> nota per l\u2019irresponsabile virata verso la deregolamentazione ambientale. Un importante rapporto scientifico pubblicato da 13 agenzie governative degli <strong>Stati Uniti<\/strong> avverte che il danno dei cambiamenti climatici avrebbe un costo pari al 10% dell&#8217;economia americana entro il 2100. Guardando a casa nostra, un recente aggiornamento della Commissione europea mostra la portata degli impatti del clima nell&#8217;Ue \u2013 con l\u2019Italia tra i Paesi pi\u00f9 vulnerabili. Ultimo in ordine di tempo \u00e8 l\u2019appello del <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/19229\"><strong>Quirinale: <\/strong><\/a>il presidente Sergio Mattarella, insieme ad altri 15 capi di Stato o di governo, parla di \u201cobbligo collettivo nei confronti delle generazioni future di fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 umanamente possibile\u201d per limitare i danni.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ue mostra la via: decarbonizzazione e crescita economica di pari passo<\/strong><br \/>\nLe trasformazioni necessarie sono di proporzioni e con ritmi senza precedenti. Ciononostante la comunit\u00e0 scientifica ci dice che abbiamo i mezzi tecnologici ed economici per farcela. Il fattore discriminante \u00e8 la volont\u00e0 politica. L\u2019Ue si \u00e8 contraddistinta in questi anni per l\u2019impegno a cambiare radicalmente un sistema oggi insostenibile, in cui prevale l\u2019uso di energia da fonti di combustibili fossili, pratiche agricole intensive, sconsiderato uso del suolo e della deforestazione e un modello di consumo insostenibile. Cambiare per\u00f2 non significa crescere di meno come qualche (poco illuminato) leader vorrebbe farci credere, ma esattamente il contrario.<\/p>\n<p>Lo ha capito bene la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/futuro-della-politica-ambientale-europea\/\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a>, che ha appena presentato la sua visione per raggiungere l\u2019obiettivo di emissioni zero al 2050. Per citarne alcuni: vantaggi significativi sulla competitivit\u00e0 industriale e l\u2019innovazione tecnologica, risparmi dell\u2019ordine di due\/tre trilioni sulle importazioni di combustibili fossili, riduzione delle morti per inquinamento (40%) e della relativa spesa sanitaria (200 miliardi all\u2019anno). Insomma, mentre si decarbonizza totalmente, l\u2019economia europea prospera fino a raddoppiare rispetto ai livelli del 1990.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione quindi di scegliere tra clima e crescita economica: possiamo \u2013 e ci conviene \u2013 percorrere le due strade insieme. A livello globale l\u2019azione climatica pu\u00f2 generare 26 trilioni di dollari in benefici economici entro il 2030.<\/p>\n<p><strong>Guerra al carbone<\/strong><br \/>\nPrincipale responsabile del cambiamento climatico \u00e8 il carbone, la fonte pi\u00f9 utilizzata per generare elettricit\u00e0 nel mondo. In molti Paesi comincia a soccombere alle forze di mercato \u2013 come negli Stati Uniti, dove efficienza energetica, ristrutturazione dell\u2019economia, rinnovabili sempre pi\u00f9 convenienti e abbondante presenza di gas naturale infliggono colpi all\u2019industria del carbone tanto cara al presidente Trump.<\/p>\n<p>In Europa non ha pi\u00f9 redditivit\u00e0 economica a lungo termine, frutto dei prezzi delle quote del sistema Ets (Emissions trading system), dello scarso sostegno alla produzione di energia da carbone e della competitivit\u00e0 delle rinnovabili. Arriva cos\u00ec qualche segnale positivo anche da Paesi notoriamente restii a metterlo in discussione, come l\u2019Ungheria, che comincia a parlare di \u201cexit date\u201d per il carbone.<\/p>\n<p>Passi avanti necessari, certo, ma purtroppo non sufficienti e che non costituiscono una tendenza universalmente valida anche nell\u2019ambiziosa Ue, dove la Germania fatica a eliminarlo. Cina e India, nonostante lo sforzo per ridurre l\u2019uso di carbone, ne utilizzano in gran quantit\u00e0 anche per l\u2019importante obiettivo di garantire l\u2019accesso energetico alla loro (crescente) popolazione, ma con conseguenze devastanti sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>Il discutibile modello energetico dei padroni di casa<\/strong><br \/>\nMentre l\u2019Europa disinveste dal carbone, la <strong>Polonia<\/strong> continua a soddisfare circa il 90% della sua domanda di elettricit\u00e0 proprio con carbone e lignite: principali responsabili delle emissioni di gas serra, ma anche un importante datore di lavoro nel Paese, che pone la transizione energetica su un piano sociale ed elettorale non indifferente. A 150 km da Katowice la miniera di Be\u0142chat\u00f3w \u00e8 la pi\u00f9 grande in Europa nonch\u00e9 uno degli emblemi dell\u2019estrazione dell&#8217;oro nero polacco.<\/p>\n<p>Il carbone \u00e8 infatti considerato l\u2019alternativa &#8216;patriottica&#8217; al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-russia-storia-gas\/\">gas russo<\/a>. Si sta per\u00f2 esaurendo, costa sempre di pi\u00f9 e il governo polacco ne importa da altri Paesi \u2013 paradossalmente molto proprio da quella Russia, che Varsavia di contro combatte strenuamente in sede europea per la dipendenza da gas che ci rende vulnerabili -. La Cop24 si tiene quindi in un contesto tendenzialmente ostile alla regolamentazione ambientale: la speranza \u00e8 che questo acceleri e non ostacoli l\u2019azione su questo tema essenziale.<\/p>\n<p><strong>Verso una transizione globale e condivisa<\/strong><br \/>\nIl formato previsto a Parigi, fatto di contributi nazionali e obiettivi condivisi di lungo periodo, unisce un approccio &#8216;bottom-up&#8217; a quello &#8216;top-down&#8217;, in modo da garantire ai singoli Paesi la flessibilit\u00e0 necessaria alle loro specificit\u00e0 e alle <strong>Nazioni Unite<\/strong> la possibilit\u00e0 di verificare se gli sforzi sono sufficienti. Oltre a fungere da catalizzatore per una maggiore ambizione, tra i molti elementi da definire a Katowice ci sono il finanziamento dell&#8217;azione per il clima, le modalit\u00e0 di monitoraggio degli sforzi individuali e la valutazione dei progressi.<\/p>\n<p>Ci siamo tristemente abituati a politiche climatiche con cicli di vita brevi, a cambi di rotta tanto sbagliati quanto anacronistici. In tempi in cui molti guardano altrove, la Cop24 sar\u00e0 fondamentale anche per dimostrare che un deciso approccio multilaterale e lungimirante \u00e8 l&#8217;unico modo per vincere sfide di portata analoga a questa del clima.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 polacca di Katowice ospita la Cop24, il vertice sul clima delle Nazioni Unite che dovr\u00e0 rendere l&#8217;accordo di Parigi operativo, definendo cio\u00e8 le regole per raggiungere gli obiettivi siglati nel 2015. 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