{"id":71905,"date":"2018-12-03T10:51:38","date_gmt":"2018-12-03T09:51:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71905"},"modified":"2018-12-17T07:10:43","modified_gmt":"2018-12-17T06:10:43","slug":"g20-occidente-riscatto-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/g20-occidente-riscatto-declino\/","title":{"rendered":"G20: Occidente, riscatto cercasi da un lento declino"},"content":{"rendered":"<p>A <strong>Buenos Aires<\/strong>, sabato scorso si \u00e8 conclusa la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/07\/g20-istruzioni-luso\/\">sessione plenaria<\/a> del <strong>G20<\/strong> 2018. Pochi sanno che le riunioni, in formati diversi a seconda della materia, si svolgono durante tutto il corso dell\u2019anno. I media non ne parlano, \u00a0focalizzandosi solo sull&#8217;ultima, quella a livello di capi di Stato e di governo. Nostalgia del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/07\/lincerto-passaggio-di-consegne-tra-g8-e-g20\/\">G8<\/a>, quando anche la Russia faceva parte del nocciolo duro e il consesso era seguito, ascoltato e dettava legge?<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle decisioni decotte (non vincolanti) e dei pochi incontri bilaterali (che, al solito, surclassano i temi in agenda), l\u2019affollata<em> kermesse <\/em>del G20 anche quest\u2019anno ha lasciato la sgradevole sensazione che la nostra parte del mondo si stia incagliando, e con essa la civilt\u00e0 di cui \u00e8 stata a lungo portatrice. Gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/g7-canada-trump-conte\/\"><strong>Usa<\/strong><\/a>, si sa, si limitano a tutelare i loro interessi. Rassegnato a un lento declino, l<strong>\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/brics-occidente-cellophane-colonialismo\/\">Occidente<\/a><\/strong> ha perso capacit\u00e0 di attrazione e reagisce solo in seconda battuta. Eppure, con la forza delle idee e con quell&#8217;inventiva per trasformarle in realt\u00e0 che oggi chiamiamo tecnologia, ha dominato per secoli gli eventi del pianeta.<\/p>\n<p><strong>Un passato di grandezza<br \/>\n<\/strong>Una sola cultura, prevalente, era stata in grado di contagiare il resto del mondo. Nominalmente lo \u00e8 ancora, perch\u00e9 la globalizzazione si \u00e8 sviluppata con strumenti inventati e diffusi proprio dall&#8217;Occidente. Ormai per\u00f2, gli sono sfuggiti di mano. Tornano di attualit\u00e0 le intuizioni espresse dallo scrittore, filosofo e storico Oswald Spengler nel <em>Tramonto dell\u2019Occidente<\/em> (ricorre proprio quest\u2019anno il centesimo anniversario della prima edizione) e nel successivo <em>L\u2019Uomo e la<\/em> <em>tecnic<\/em>a, dove puntava il dito contro i mercanti che, diffondendola anche tra le \u2018razze di colore\u2019, avrebbero finito per danneggiare l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Sono parole che, se non rapportate all&#8217;epoca, oggi\u00a0 potrebbero destare ripugnanza. Ma i concetti generali no, quelli appaiono decisamente attuali, anche alla luce del G20 in Argentina. Ormai ci \u00e8 difficile comprendere appieno se la trasformazione cui stiamo assistendo sia davvero l\u2019inizio del nostro tramonto, l\u2019alba di un\u2019epoca nuova, o entrambe le cose. Se si pensa che nel 1500 le potenze occidentali detenevano appena il dieci per cento della superficie terrestre e contavano non pi\u00f9 del 16 per cento della popolazione, questo mezzo millennio di supremazia ha davvero dello straordinario. Allora, a nulla vale storcere il naso di fronte alla globalizzazione, che ne \u00e8 la conseguenza diretta.<\/p>\n<p>Nel 1400, la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del mondo era Pechino, con 700 mila abitanti. In Europa, soltanto Parigi raggiungeva i 200 mila. Londra, insalubre, sporca, fangosa e insicura, ne contava 50 mila e Roma 30 mila. Ma gi\u00e0 nel 1913, una decina di Stati occidentali controllavano i tre quinti della popolazione mondiale e oltre tre quarti della produzione. Oggi, \u00e8 triste accorgerci che tra non molti anni i nuovi Paesi del G20, assieme ad alcuni loro scalpitanti invitati, potrebbero davvero surclassare quelli del G7 e G8.<\/p>\n<p><strong>I fattori del successo<br \/>\n<\/strong>Secondo un gruppo di ricercatori che fanno capo a Niall Ferguson, professore di Storia Moderna ad Harvard (cfr. <em>Occidente<\/em>, Mondadori, 2012), alcune App (applicazioni, come nel web) hanno fatto da motore. La prima \u00e8 stata la <em>competitivit\u00e0<\/em> derivata dalla decentralizzazione, che ha fatto da piattaforma prima agli Stati-Nazione, poi al capitalismo. La <em>scienza,<\/em> invece, intesa come modo di comprendere e trasformare il mondo naturale, ha dato all&#8217;Occidente un netto vantaggio di capacit\u00e0, anche militare. Identica cosa per lo <em>stato di diritto<\/em>, condizione indispensabile per realizzare una Societ\u00e0 sicura e ordinata.<\/p>\n<p>La <em>medicina<\/em> \u2013 intesa come scienza, e non pi\u00f9 come superstizione \u2013 assieme all&#8217;igiene, ha innalzato l\u2019aspettativa di vita non solo nella societ\u00e0 occidentale, ma anche nelle lontane colonie. Il <em>consumismo<\/em>, sviluppato in Occidente molto prima che altrove, \u00e8 stato di stimolo per la Rivoluzione industriale. Da ultimo \u00e8 finalmente arrivata <em>l\u2019etica del lavoro<\/em>, che ha fornito il collante indispensabile per catalizzare la dinamica delle altre \u2018applicazioni\u2019.<\/p>\n<p><strong>Un futuro a rischio<br \/>\n<\/strong>Accettato ci\u00f2, si pu\u00f2 a ragion veduta affermare che il punto di vantaggio dell\u2019Occidente sul resto del mondo \u00e8 stato l\u2019essere arrivato prima degli altri a un pi\u00f9 funzionale assetto istituzionale, mentre parallelamente si verificava l\u2019implosione dei suoi possibili competitori.<\/p>\n<p>In Cina, ad esempio, per una lunga serie di concause la dinastia dei Ming era gi\u00e0 al collasso verso la met\u00e0 del 1600. E\u2019 poi iniziato il declino del colosso del mondo musulmano, l\u2019Impero ottomano. Se le nuove istituzioni politiche nord-americane sono state coronate dal successo, l\u2019America latina \u2013 nonostante i lodevoli sforzi di Simon de Bolivar \u2013 \u00e8 invece rimasta al palo. L\u2019Africa non ha mai decollato, nemmeno dopo la caduta del colonialismo.<\/p>\n<p>Oggi tutto ci\u00f2 sembra invertirsi: riuscir\u00e0 l\u2019Occidente ad evitare che sensazioni sgradevoli diventino realt\u00e0? Forse si, ma dovr\u00e0 impegnarsi molto, ritornando forte ed unito. Winston Churchill, in <em>Civilization, <\/em>scriveva: <em>\u201cLa civilt\u00e0 non durer\u00e0, la libert\u00e0 non sopravvivr\u00e0, la pace non si conserver\u00e0, se una vasta maggioranza dell\u2019umanit\u00e0 non si unir\u00e0 per difenderle e mostrarsi in pieno possesso di una potenza coercitiva di fronte alla quale le forze barbare e retrograde si inchineranno con soggezione\u201d. <\/em>Le anime candide non si scandalizzino, come sicuramente hanno gi\u00e0 fatto con Spengler. Occorre saper contestualizzare e storicizzare.<\/p>\n<p><strong>Serve una sveglia<br \/>\n<\/strong>Ci serve una sveglia, ma sembra che il crollo delle Twin Towers non sia stato sufficiente<em>. <\/em>Il lettore andr\u00e0 con la mente alla pressione delle masse asiatiche ed al risveglio di quelle islamiche, all&#8217;indigenismo sudamericano ed alle migrazioni dall&#8217;Africa nera. E, se ha letto almeno qualche brano di Spengler, si accorger\u00e0 di quanto il suo pensiero \u2013 se non il linguaggio &#8211; stia ritornando attuale.<\/p>\n<p>Infatti, nell\u2019Assemblea generale dell\u2019Onu (che, come il G20, per fortuna nostra conta assai poco) sono proprio queste le forze che, originate alle decine di frammentazioni seguite al tramonto del colonialismo, si sono costituite in colorata maggioranza. Quindi, non sar\u00e0 per merito del Palazzo di Vetro, e nemmeno dell\u2019ipocrisia buonista della quale \u00e8 permeato, che dobbiamo aspettarci la salvezza dell\u2019Occidente. Anzi, \u00e8 da l\u00ec che arriveranno nuove condanne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Buenos Aires, sabato scorso si \u00e8 conclusa la sessione plenaria del G20 2018. Pochi sanno che le riunioni, in formati diversi a seconda della materia, si svolgono durante tutto il corso dell\u2019anno. I media non ne parlano, \u00a0focalizzandosi solo sull&#8217;ultima, quella a livello di capi di Stato e di governo. 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