{"id":71920,"date":"2018-12-07T07:22:54","date_gmt":"2018-12-07T06:22:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71920"},"modified":"2018-12-07T07:22:54","modified_gmt":"2018-12-07T06:22:54","slug":"usa-iran-sanzioni-neo-cons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-iran-sanzioni-neo-cons\/","title":{"rendered":"Usa-Iran: il ritorno dei neo-cons e la diplomazia coercitiva"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 4 novembre, 39\u00b0 anniversario dell\u2019inizio della &#8216;crisi degli ostaggi&#8217; americani a Teheran, ma anche il 10\u00b0 della vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali del 2008, scadevano i 180 giorni del lasso di tempo di sei mesi dato dagli Stati Uniti ai partner economici dell\u2019Iran per azzerare le transazioni commerciali da e per il Paese, segnatamente quelle relative alle esportazioni di petrolio.<\/p>\n<p>Il 5 novembre venivano reimposte le sanzioni su 700 individui, entit\u00e0 (incluse 50 banche e le rispettive sussidiarie) e aeromobili (nello specifico Iran Air, la compagnia aerea nazionale), nonch\u00e9 su circa 200 personalit\u00e0 legate all\u2019industria marittima che avevano beneficiato, dopo la firma del<strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-ritiro-trump-accordo\/\">Joint Comprehensive Plan of Action<\/a><\/strong> (Jcpoa), cio\u00e8 l&#8217;accordo sul nucleare tra l&#8217;Iran e i &#8216;5+1&#8217; denunciato dagli Stati Uniti, della copertura giuridica offerta dagli &#8216;executive waivers&#8217; presidenziali.<\/p>\n<p>Mai gli Stati Uniti avevano emanato in un singolo giorno cos\u00ec tante misure economiche coercitive nei confronti dell\u2019Iran, segno di come, da due anni a questa parte, il vento a Washington sia virato in direzione contraria rispetto all&#8217;atteggiamento dell\u2019Amministrazione Obama.<\/p>\n<p><strong>I consiglieri che contano di Donald Trump<\/strong><br \/>\nQualsiasi decisione sul piano internazionale presa dagli Stati Uniti obbliga costantemente Washington a un esercizio di valutazione tra diverse opzioni, in cui sono presi in considerazione al contempo interessi economici, politici e militari o convinzioni ideologiche che possono far risaltare, congiuntamente o meno, talvolta il ruolo di alcuni organi, come il dipartimento di Stato o il Pentagono, talora quello di altri, come la Casa Bianca, il Senato o &#8211; ed \u00e8 il caso iraniano &#8211;\u00a0 i think tank.<\/p>\n<p>A tal proposito, un centro studi le cui idee risultano particolarmente influenti presso la Casa Bianca da due anni a questa parte \u00e8 il <strong>Foundation for Defense of Democracies<\/strong>, da cui la dimissionaria ambasciatrice americana presso l\u2019Onu Nikki<strong> Haley<\/strong> ha di recente ricevuto il <a href=\"https:\/\/ktvl.com\/news\/nation-world\/watch-un-amb-nikki-haley-gives-remarks-after-receiving-award\"><strong>premio Jeane Kirkpatrick<\/strong><\/a>, intitolata a un&#8217;icona neo-conservatrice che nel 1979, con un famoso articolo (<strong><a href=\"https:\/\/www.commentarymagazine.com\/articles\/dictatorships-double-standards\/\">Dictatorships and Double Standards<\/a><\/strong>), pubblicato sulla rivista Commentary, si scagli\u00f2 contro quello che considerava il lassismo politico dell\u2019allora presidente Jimmy Carter.<\/p>\n<p><strong>Il movimento neo-conservatore: origini e ideologia<\/strong><br \/>\nSpesso identificato con le scelte militari (vengono impropriamente considerati &#8216;neo-conservatori&#8217; tutti coloro che propugnano politiche basate sull\u2019hard power), questa corrente di pensiero ha radici profonde: nacque come risposta ai movimenti studenteschi per i diritti civili negli anni fra la Great Society del presidente Lyndon B.<strong> Johnson<\/strong> e quelli della distensione di Henry<strong> Kissinger<\/strong>, consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di Stato nell&#8217;Amministrazione <strong>Nixon<\/strong>, e fu da subito caratterizzato da una marcata avversione per qualsivoglia politica di avvicinamento all\u2019Urss. Il presidente <strong>Carter<\/strong> era considerato, come abbiamo visto, un &#8220;wimp&#8221;, un rammollito.<\/p>\n<p>Il neo-conservatorismo acquist\u00f2 una maggiore capacit\u00e0 d\u2019influenza durante l\u2019Amministrazione <strong>Reagan<\/strong> (emblema della narrativa dicotomica bene\/male, racchiusa proprio nel concetto di &#8216;impero del male&#8217;) e, successivamente, ebbe un ruolo ben pi\u00f9 rilevante specie durante il primo mandato di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/il-wilsonianesimo-realista-di-fukuyama\/\"><strong>George W. Bush<\/strong><\/a>. Questi, riproponendo la medesima divisione ideologico-narrativa, tramut\u00f2 il concetto di &#8216;impero del male&#8217; in &#8216;asse del male&#8217;: alcuni dei principali esponenti neo-cons di quegli anni, come Paul Wolfowitz, Dick Cheney o Richard Perle, diedero un contributo rilevante, ad esempio, alla concezione dell\u2019operazione &#8216;Iraqi Freedom&#8217;, l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq nel 2003.<\/p>\n<p>Il neo-conservatorismo \u00e8 un movimento particolarmente attento alla difesa delle ragioni di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/05\/neocons-americani-e-neorevisionisti-israeliani-un-comune-destino\/\"><strong>Israele<\/strong><\/a>: alcuni degli esponenti di spicco, come Norman Podhoretz ed Irving Kristol, provenivano, infatti, da famiglie di immigrati d&#8217;origine ebraico-ashkenazita insediatesi a Brooklyn, uno dei quartieri di New York. L&#8217;ideologia neo-con va di pari passo con l&#8217;eccezionalismo\u00a0americano &#8211; un concetto abbracciato dalla maggior parte degli uomini politici americani, ma con sfumature diverse in termini di ci\u00f2 che questo realmente comporta &#8211; e sostiene la necessit\u00e0 di democratizzare i regimi autoritari, specialmente in Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Influenze neo-con nella politica degli Usa verso l&#8217;Iran<\/strong><br \/>\nLa corrente neo-cons, non tanto in termini di personalit\u00e0 quanto di idee, \u00e8 oggi di nuovo avvertita in modo diverso nei confronti dell\u2019Iran e ha acquisito una ritrovata importanza dopo l&#8217;eclissi negli anni di Obama. Con la nomina di John <strong>Bolton<\/strong> a consigliere per la sicurezza nazionale, poi, le tesi neo-cons hanno trovato un&#8217;eco anche fra i falchi della sicurezza Usa.<\/p>\n<p>Bolton \u00e8 associato all\u2019<strong>American Enterprise Institute<\/strong>, un think-tank conservatore per il quale, pochi mesi prima di entrare nell\u2019Amministrazione Trump, scriveva che \u201cgli americani dovrebbero dichiarare pubblicamente che il loro obiettivo \u00e8 porre fine alla rivoluzione islamica in Iran prima del suo 40\u00b0 anniversario&#8221;. Inoltre, fece parte del <strong>Project for the New American Century<\/strong>, un gruppo di pressione composto da falchi della politica estera americana che nel 1998 esercit\u00f2 pressioni sull\u2019allora presidente Bill Clinton per un\u2019azione militare contro Saddam Hussein.<\/p>\n<p>Bolton \u00e8 un ulteriore tassello nel mosaico pi\u00f9 ampio del retaggio culturale (presunto o reale) cristiano-evangelico e sionista del presidente Trump, del ruolo dei think-tank d\u2019ispirazione neo-conservatrice e della naturale affinit\u00e0 alla destra israeliana, insieme alla storica vicinanza all\u2019Arabia Saudita. Un mosaico che rappresenta le linee direttrici della politica estera americana verso l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 affermare che l\u2019attuale strategia di <strong>diplomazia coercitiva<\/strong>\u00a0sia una politica edulcorata, mitigata, del mero utilizzo dello strumento militare messo in atto nel 2003 contro l\u2019Iraq. Se possibile, gli obiettivi sono pi\u00f9 &#8216;realisti&#8217;, nella misura in cui, pur mantenendo la ferma volont\u00e0 di riformare &#8216;democraticamente&#8217; l\u2019Iran, a oggi non si pensa concretamente a un intervento militare, ma si preferisce, appunto, una politica di diplomazia coercitiva che, fiaccando l\u2019economia di Teheran ed esponendo parallelamente le evidenti lacune in materia di diritti umani del regime attraverso la <strong>public diplomacy<\/strong>, tenta di contenere le azioni del Paese, per far s\u00ec che il regime cambi il proprio atteggiamento &#8216;rivoluzionario&#8217; nella regione (supporto a varie milizie e sviluppo di tecnologia balistica).<\/p>\n<p><strong>Effetti delle nuove sanzioni sull&#8217;economia iraniana<\/strong><br \/>\nSecondo le previsioni della societ\u00e0 di analisi economico-finan<span style=\"color: #333333;\">ziaria Bernstein, nei prossimi mesi si dimezzeranno gli attuali tre milioni di barili giornalieri dell\u2019export petrolifero iraniano, assestando un colpo alla crescita del Paese, gi\u00e0 colpito da un\u2019alta inflazione e dalla svalutazione del rial. L<\/span>a ripresa economica iraniana del 2016, dopo l&#8217;accordo sul nucleare, con\u00a0una crescita del 6.4%, era princiopalmente dovuta all\u2019aumento delle esportazioni di petrolio.<\/p>\n<p>In questa situazione, la &#8216;guerra di attrito&#8217; tra Washington e Teheran potrebbe logorare soprattutto l\u2019Iran: le sanzioni pesano sulla popolazione e indeboliscono l\u2019esecutivo moderato e la sua capacit\u00e0 di influenzare le azioni dell\u2019Ircg, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 4 novembre, 39\u00b0 anniversario dell\u2019inizio della &#8216;crisi degli ostaggi&#8217; americani a Teheran, ma anche il 10\u00b0 della vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali del 2008, scadevano i 180 giorni del lasso di tempo di sei mesi dato dagli Stati Uniti ai partner economici dell\u2019Iran per azzerare le transazioni commerciali da e per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71949,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[93,1119,99,1456,1393,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71920"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71920"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72000,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71920\/revisions\/72000"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}