{"id":71922,"date":"2018-12-07T07:53:32","date_gmt":"2018-12-07T06:53:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71922"},"modified":"2018-12-07T11:20:36","modified_gmt":"2018-12-07T10:20:36","slug":"isis-lotta-allestremismo-linformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/isis-lotta-allestremismo-linformazione\/","title":{"rendered":"Isis: la lotta all&#8217;estremismo parte dall&#8217;informazione"},"content":{"rendered":"<p>Le pi\u00f9 recenti operazioni info-investigative e operative condotte dalle Digos di Cagliari e Nuoro e dai Nocs hanno permesso, il 28 novembre scorso, l\u2019arresto di un cittadino palestinese associato a possibili progettualit\u00e0 ostili su territorio sardo, a mezzo avvelenamento delle acque. Secondo quanto emerge dai comunicati stampa riferiti all\u2019evento, l\u2019azione potrebbe essere stata ispirata da un analogo tentativo perpetrato in Libano.<\/p>\n<p>In tale circostanza, che evidenzierebbe un circolo informativo virtuoso tra intelligence, autorit\u00e0 e polizia giudiziaria libanese e italiana, e Interpol, va richiamata la centralit\u00e0 della dimensione immateriale della comunicazione e dei rispecchiamenti emulativi, nonch\u00e9 la correlata importanza di una <strong>contro-narrativa al proselitismo<\/strong> rispetto ai diversi movimenti jihadisti che mantengono viva e coltivano la loro potenzialit\u00e0 ideologica.<\/p>\n<p><strong>Diffondere la cultura della comunicazione strategica<\/strong><br \/>\nIl generale statunitense <strong>John. R. Allen<\/strong> ricordava appena quattro anni fa i tre capisaldi operativi dell&#8217;<strong>Isis<\/strong>: dimensione militare-territoriale, economico-finanziaria e appunto <strong>ideologica-comunicativa<\/strong>. Sul piano della prassi pi\u00f9 recente, il riferito arresto a fine novembre del numero due del sedicente Stato islamico, Awaid Al-Ibrahim, noto come Abu Zeid, ha evidenziato la persistenza del movimento in sacche areali specifiche. Parallelamente, sul territorio nazionale, l\u2019arresto \u2013 sempre nel mese di novembre &#8211; \u00a0del cittadino egiziano <strong><a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/18_novembre_22\/milano-vita-invisibile-issam-shalabi-ragazzo-isis-casa-moschea-pulizie-fast-food-cb5dc48e-ee23-11e8-862e-eefe03127c3f.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Issam Shalabi<\/a>\u00a0<\/strong>ha confermato la rilevanza operativa della comunicazione per l&#8217;Isis allo scopo di diffondere telematicamente i messaggi delle agenzie jihadiste.<\/p>\n<p>In questo contesto e alla luce della triade di azione sopra indicata, \u00e8 evidente come operazioni cinetiche, misure giudiziarie (arresti) e amministrative (espulsioni), nonch\u00e9 indagini di tipo economico-finanziario &#8211; come le segnalazioni di operazioni sospette- debbano essere affiancate e integrate sempre pi\u00f9 da una analisi qualitativa\u00a0 e consapevole della &#8216;info-sfera&#8217; di riferimento, tra social media intelligence e &#8216;propaganda digitale<em>&#8216;<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Le origini, da Aron allo <em>Sharp Power<\/em><\/strong><br \/>\nPionieri ante litteram in questo campo di indagine immateriale possono essere considerati il francese <strong>Raymond Aron<\/strong> e l\u2019americano <strong>Robert Jervis<\/strong>. Il primo, nel suo libro del 1955 intitolato <em>L&#8217;Opium des intellectuels\u00a0<\/em>denunciava la potenza altamente persuasiva e ristrutturante dell\u2019influenza ideologica, sostanziata &#8211; nella lettura del mondo del suo tempo &#8211; dai <em>groupuscules<\/em> associati all&#8217;estrema sinistra marxista-leninista. Il secondo, con il suo lavoro seminale del 1976 <em>Perception and Misperception <\/em>e successivi approfondimenti (ad esempio <em>Understanding Beliefs<\/em>\u00a0del 2006<em>) <\/em>ha dato risalto alla forza modificatrice costituita dall\u2019ambito percettivo-rappresentativo nelle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>In letteratura corrente, si parla oggi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/sharp-power-cyber-potere-messa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>sharp power<\/em><\/strong><\/a> quale fattore di condizionamento coercitivo-cognitivo, laddove la comunicazione \u00e8 certo uno strumento capace di conseguire obiettivi materiali e concreti. A livello concettuale \u00e8 interessante osservare come lo stesso Allen ha elencato in un recente intervento al Centro Studi Americani\u00a0\u00a0di Roma le dimensioni di guerra<em>\u00a0(domains of warfare)<\/em>: cinque fisiche (sottomarina, marittima, spaziale, d&#8217;aria e di terra)\u00a0e una &#8216;immateriale&#8217; (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cybersecurity-priorita-italiane\/\">cibernetica\/informativa<\/a>). Nella sua valutazione, quello informativo sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 un ambito decisivo di azione, agente sui precedenti cinque domini \u201cper giungere a obiettivi importanti sul campo di battaglia&#8217;.<\/p>\n<p><strong>La percezione diventa realt\u00e0<\/strong><br \/>\nSe questo \u00e8 il trend atteso, non appare allora un caso che, nell&#8217;ambito della comunicazione strategica, il motto adottato dalla Nato presso Shape-Mons in Belgio sia &#8216;<em>perceptions becomes reality&#8217;<\/em>, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/dominare-la-geopolitica-dellemozione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la percezione diventa realt\u00e0<\/a><\/strong>. Ed \u00e8 anche significativo osservare come a capo di questa unit\u00e0 organizzativa sia un ex giornalista e corrispondente di guerra della Bbc di lungo corso, Mark Laity. Facendo sistema, i professionisti dell\u2019informazione e quelli della sicurezza, il mondo accademico e quello militare possono e devono allora impegnarsi sinergicamente in modo incrementale per affrontare le sfide del &#8216;giorno dopo&#8217;.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario fare attenzione da un lato alle trappole rappresentate dalle cosiddette &#8216;camere dell\u2019eco&#8217; (<em>eco-chambers<\/em>) e dalle casse di risonanza inconsapevoli. Dall\u2019altro, bisogna valorizzare e mobilitare risorse cognitive a fini di depotenziamento delle narrative nichiliste e delle sirene jihadiste agenti in determinati tessuti sociali. Sotto questo aspetto, i potenziali campi di indagine, ricerca e contrasto appaiono molteplici: <strong>Hamza Bin Laden<\/strong> \u2013 figlio di Osama \u2013 diventer\u00e0 o meno un nuovo punto di riferimento unificatore per la galassia quaedista? Quanti potenziali nuovi <strong>Mevl\u00fct Alt\u0131nta\u015f<\/strong> ci sono oggi in Turchia, a quasi due anni dall\u2019omicidio ad Ankara dell\u2019ambasciatore russo Andrej Karlov?<\/p>\n<p>In conclusione, sembra utile avere a mente le parole del pilota-ingegnere dell\u2019United States Air Force <strong>John Boyd<\/strong> (1927-1997), un certamente poco conosciuto stratega moderno originariamente affascinato dalle relazioni energetiche tra velivoli: \u201cLe macchine non combattono le guerre. Il terreno, pur con le sue asperit\u00e0, non combatte guerre. Sono gli uomini a combattere. Dunque \u00e8 necessario penetrare nella mente degli uomini. \u00c8 solo l\u00ec che si vincono le battaglie&#8221;.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 U.S. Army\/ZUMA Wire\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pi\u00f9 recenti operazioni info-investigative e operative condotte dalle Digos di Cagliari e Nuoro e dai Nocs hanno permesso, il 28 novembre scorso, l\u2019arresto di un cittadino palestinese associato a possibili progettualit\u00e0 ostili su territorio sardo, a mezzo avvelenamento delle acque. 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