{"id":72007,"date":"2018-12-06T06:44:51","date_gmt":"2018-12-06T05:44:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72007"},"modified":"2018-12-12T23:49:23","modified_gmt":"2018-12-12T22:49:23","slug":"debito-sovrano-eurozona-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/debito-sovrano-eurozona-italia\/","title":{"rendered":"Debito sovrano: Eurozona decide e l&#8217;Italia sta a guardare"},"content":{"rendered":"<p>Il dibattito politico sui rapporti tra <strong>Italia<\/strong> e Unione europea (Ue) si \u00e8 polarizzato negli ultimi tempi sulla manovra finanziaria proposta dal governo italiano e sulla possibile attivazione di una procedura di infrazione sulle regole del debito. \u00c8 quasi del tutto assente dalla discussione politica nazionale un confronto sulla riforma della <em>governance<\/em> economica dell\u2019eurozona, nonostante essa sia decisiva per il futuro assetto dell\u2019Unione economica e monetaria (Uem) e per gli interessi nazionali.<\/p>\n<p><strong>I risultati gi\u00e0 conseguiti<\/strong><br \/>\nLa crisi del biennio 2011-2012 aveva evidenziato i limiti dell\u2019Uem: il contagio che ha trasformato la crisi di un\u2019economia di dimensioni ridotte, come quella greca, in una crisi di dimensioni comunitarie ha reso palese l\u2019incompletezza dell\u2019architettura istituzionale europea, priva di strumenti efficaci per contrastare <em>shock asimmetrici<\/em>.<\/p>\n<p>Dal 2012 molto \u00e8 stato fatto: \u00e8 stato istituito il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2010\/10\/i-dilemmi-del-nuovo-patto-di-stabilita\/\"><strong>Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0<\/strong><\/a> (Mes), la supervisione bancaria \u00e8 stata affidata alla Banca centrale europea ed \u00e8 stato creato un meccanismo di risoluzione unico delle crisi bancarie.<\/p>\n<p>Nei prossimi giorni poi il Consiglio europeo molto probabilmente approver\u00e0 alcun proposte per semplificare la ristrutturazione dei debiti pubblici e potenziare gli strumenti a disposizione del Mes a cui verr\u00e0 data la facolt\u00e0 di rifinanziare anche il fondo di risoluzione bancaria.<\/p>\n<p>Tuttavia altre proposte avanzate dalla Commissione europea a fine 2017, come l\u2019istituzione di un sistema di assicurazione dei depositi europeo, la creazione di un bilancio unico europeo, la trasformazione del Mes in un vero e proprio Fondo monetario europeo e l\u2019introduzione della figura del Ministro delle Finanze europeo non sembrano aver avuto alcun seguito.<\/p>\n<p><strong>La controversia sul ruolo del Mes<\/strong><br \/>\nUno dei punti pi\u00f9 controversi riguarda il ruolo che dovrebbe avere il Mes nel gestire le crisi del debito sovrano nel caso in cui un Paese dell\u2019area euro dovesse perdere accesso ai mercati per finanziare il suo debito.<\/p>\n<p>La posizione pi\u00f9 rigida prevede che, per avvalersi del sostegno da parte del Mes, un Paese in difficolt\u00e0 debba prima ristrutturare il proprio debito. Questa proposta \u00e8 pericolosa per vari motivi. Anzitutto \u00e8 molto difficile da un punto di vista tecnico stabilire se un Paese ha un debito sostenibile o no. La decisione, inevitabilmente discrezionale, assumerebbe quindi un connotato fortemente politico, con il rischio di alimentare ulteriormente le posizioni sovraniste ed anti europee oggi sempre pi\u00f9 popolari.<\/p>\n<p>Per evitare questa politicizzazione alcuni propongono di fissare soglie numeriche, superate le quali il debito verrebbe ristrutturato. In questo modo si innescherebbe per\u00f2 una crisi di fuga dai titoli di Stato al solo avvicinarsi del debito alla soglia numerica. Inoltre gran parte del debito \u00e8 ormai detenuto da intermediari finanziari e i privati residenti nel paese, soprattutto in Italia. Una sua ristrutturazione avrebbe pesanti conseguenze sulla domanda interna e porterebbe a un crollo del sistema finanziario del Paese.<\/p>\n<p><strong>I meccanismi delle crisi dei debiti sovrani<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0 le crisi dei debiti sovrani, pur essendo quasi sempre messe in moto da comportamenti irresponsabili dei governi nazionali, sono spesso amplificate dalle aspettative che un Paese non sar\u00e0 in grado di contenere la crescita dei tassi di interesse. Si genera quindi un circolo vizioso secondo cui i tassi salgono perch\u00e9 si teme che il debito sia insostenibile e il debito diventa insostenibile perch\u00e9 i tassi continuano a salire.<\/p>\n<p>Questo meccanismo \u00e8 molto potente specialmente nell\u2019area dell\u2019euro dove i costi per spostare capitali e depositi bancari da un Paese all\u2019altro sono stati minimizzati grazie alla completa liberalizzazione dei movimenti di capitali, l\u2019abolizione del rischio di cambio e la creazione di un sistema integrato dei pagamenti il cui pilastro centrale \u00e8 il sistema elettronico Target2 gestito dalla Banca centrale europea.<\/p>\n<p>Inoltre ogni Paese prende fondi a prestito in euro ma poich\u00e9 nessun Paese membro pu\u00f2 emettere autonomamente euro, la fuga di capitali da un Paese ha un impatto immediato sulla percezione del rischio di <em>default <\/em>o addirittura di uscire dall\u2019euro. I mercati possono diventare rapidamente illiquidi e i Paesi perdere accesso a fonti di finanziamento a condizioni coerenti con le prospettive di crescita del Paese.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi importante che vengano messi in atto meccanismi di finanziamento che abbiano lo scopo di spezzare questa spirale di aspettative perverse. \u00c8 quanto fu fatto dalla Banca centrale europea nel 2012 con il famoso annuncio del \u201c<em>whatever it takes<\/em>\u201d e che ora dovrebbe essere istituzionalizzato nell\u2019ambito del Mes.<\/p>\n<p>Il disaccordo continua a essere sulle tempistiche e la modalit\u00e0 con cui debba avvenire una condivisione del rischio tra i diversi Paesi della zona euro. La dicotomia tra riduzione del rischio e condivisione del rischio \u00e8 in realt\u00e0 artificiosa, essendo i due meccanismi complementari al punto che una maggiore fiducia nella stabilit\u00e0 dell\u2019intera area Euro arginerebbe le crisi e quindi la necessit\u00e0 di interventi pubblici in situazioni di emergenza. Difatti, forme ci condivisione dei rischia caratterizzano tutte le cornici istituzionali delle principali economie \u2013 come Stati Uniti, Giappone e Regno Unito -.<\/p>\n<p>Con l\u2019obiettivo di riportare l\u2019attenzione sul tema della riforma della <em>governance <\/em>economica dell\u2019eurozona, lo IAI ha organizzato <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/eventi\/sovereign-debt-crises-prevention-and-management\">una conferenza<\/a> sulla prevenzione e gestione delle crisi del debito sovrano che vedr\u00e0 la partecipazione dei principali economisti coinvolti nel dibattito e di rappresentati delle istituzioni italiane, europee e del Fondo monetario internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dibattito politico sui rapporti tra Italia e Unione europea (Ue) si \u00e8 polarizzato negli ultimi tempi sulla manovra finanziaria proposta dal governo italiano e sulla possibile attivazione di una procedura di infrazione sulle regole del debito. \u00c8 quasi del tutto assente dalla discussione politica nazionale un confronto sulla riforma della governance economica dell\u2019eurozona, nonostante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72008,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1341,478,96,504,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72007"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72009,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72007\/revisions\/72009"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72008"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}