{"id":72063,"date":"2018-12-13T01:16:16","date_gmt":"2018-12-13T00:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72063"},"modified":"2018-12-18T09:18:43","modified_gmt":"2018-12-18T08:18:43","slug":"italia-francia-debolezza-forza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/italia-francia-debolezza-forza\/","title":{"rendered":"Italia-Francia: la debolezza fa la forza"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\"><strong>Francia<\/strong> e <strong>Italia<\/strong> stanno sperimentando grandi mutamenti politici interni che influiscono sulla loro politica internazionale e sui rapporti reciproci. In questi due Paesi sono oggi al governo forze politiche \u201cnuove\u201d, che non esistevano quando, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, venne ridisegnato il quadro costituzionale dei due Stati e si consolid\u00f2, con l\u2019attiva partecipazione di Parigi e Roma, l\u2019attuale quadro di riferimento internazionale, incluse l\u2019<strong>Alleanza atlantica<\/strong> e l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>.\u00a0Queste formazioni politiche non hanno vissuto la Guerra Fredda, la distensione, il crollo del blocco comunista e la frammentazione dell\u2019Unione sovietica, n\u00e9 hanno partecipato alle grandi scelte del processo di integrazione europea. Basti pensare al lungo e faticoso processo, che vide fortemente impegnati, spesso su fronti opposti, i governi dei due Paesi, e che port\u00f2 all\u2019ingresso del Regno Unito nelle istituzioni europee: eppure queste \u201cnuove\u201d forze politiche sono oggi impegnate a gestire l\u2019opposto processo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brexit-accordo-rilancio-ue\/\"><strong>Brexit<\/strong>.<\/a><\/p>\n<p class=\"Corpo\">\u00c8 in questo contesto di profonda trasformazione interna e internazionale che deve precisarsi la natura dei futuri rapporti franco-italiani. Non \u00e8 una questione secondaria. <strong>\u00c8 difficile immaginare l\u2019Italia senza la Francia, o viceversa<\/strong>. In oltre duemila anni di storia i rapporti tra queste due realt\u00e0, ben da prima che esistesse uno Stato francese o l\u2019ancora pi\u00f9 tardo Stato italiano, sono stati strettissimi e hanno sperimentato ogni sorta di alto e basso, di dare e avere. Oggi entrambe devono ridefinire i loro ruoli in Europa e nel mondo, le loro alleanze privilegiate, le loro priorit\u00e0. Il rischio \u00e8 che si indirizzino verso opposte direzioni, indebolendosi reciprocamente.<\/p>\n<p><strong>Italia isolata fra gli alleati\u00a0<\/strong><br \/>\nIl punto di vista italiano \u00e8 ancora piuttosto indefinito: gli orientamenti delle forze politiche attualmente al governo non sembrano pienamente coerenti tra loro e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-valori-sovranismi-integrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">forte tendenza <strong>neo-sovranista<\/strong><\/a>\u00a0vede nei Paesi euroscettici del <strong>Gruppo di Vis\u00e9grad<\/strong>\u00a0e nell\u2019<strong>Austria<\/strong> i suoi alleati naturali. D\u2019altro canto, la volont\u00e0 di rilanciare alla svelta la crescita economica e di allargare le coperture dello stato sociale spinge altre componenti della maggioranza ad uno scontro con il consenso di politica economica prevalente in Europa, marginalizzando l\u2019Italia nell\u2019Unione e delineando il rischio di un duro contenzioso.\u00a0Il paradosso \u00e8 che i potenziali alleati euroscettici non si schierano affatto a difesa dell\u2019Italia, ma appoggiano piuttosto il consenso economico europeo, lasciando il nostro Paese in una posizione di isolamento e sostanziale debolezza.<\/p>\n<p>Altrettanto incerto, nei suoi sviluppi futuri, \u00e8 il tentativo italiano di compensare questo suo isolamento europeo puntando a pi\u00f9 stretti rapporti con Washington, grazie ad una certa consonanza ideologica fra il presidente Donald<strong> Trump<\/strong> e le forze neo-sovraniste. A questo tentativo si affianca, da parte italiana, la speranza di un recupero di rapporti economici privilegiati con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/italia-russia-governo-conte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong><\/a> (oggi ostacolati dal regime delle sanzioni) e la ricerca di pi\u00f9 intense relazioni commerciali con la Cina. Nel\u00a0frattempo, per\u00f2, i rapporti tra gli Usa da un lato e la Russia e la Cina dall\u2019altro stanno rapidamente peggiorando, sia in campo politico-strategico che commerciale. \u00c8 difficile immaginare che l\u2019Italia, isolata in Europa, possa facilmente operare in un contesto conflittuale senza dover rinunciare alle sue ambizioni.<\/p>\n<p><strong>Per la Francia l&#8217;ambizione non \u00e8 sufficiente<\/strong><br \/>\nLa Francia, dal canto suo, ha impostato un\u2019ambiziosa politica europea che per\u00f2, malgrado l\u2019appoggio delle istituzioni europee, non ha raccolto sinora sufficienti consensi tra i Paesi membri. Soprattutto \u00e8 mancata l\u2019essenziale partnership con la <strong>Germania<\/strong>, indebolita da una grave crisi politica interna, da un pessimo rapporto con l\u2019alleato americano e dalla difficolt\u00e0 di contenere le iniziative destabilizzanti della Russia in Europa. Si delinea cos\u00ec il rischio che tutto ci\u00f2 favorisca nuovi mutamenti politici a Parigi, capaci di portare al governo del Paese le forze della destra anti europea. Se ci\u00f2 avvenisse, paradossalmente, Francia e Italia potrebbero apparire pi\u00f9 vicine politicamente ed alleate, quanto meno in Europa, ma anche pi\u00f9 isolate sul piano internazionale perch\u00e9 prive di quella copertura europea che sino ad allora aveva agito da moltiplicatore della loro influenza internazionale.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Se questo, a grandissime linee, \u00e8 lo scenario di riferimento degli attuali e futuri rapporti franco-italiani, esso sembra suggerire la massima prudenza e forse anche una maggiore modestia. Dopotutto Francia e Italia rimangono strettamente integrate sul piano industriale ed economico, e hanno interessi di fondo in larga misura convergenti sull\u2019urgenza di favorire un maggiore sviluppo economico, salvaguardare lo stato sociale, proteggersi dai rischi insiti nel processo di <strong>globalizzazione<\/strong> (primo tra tutti il <strong>terrorismo<\/strong>), recuperare margini di concorrenzialit\u00e0 e mantenere fermo il quadro della <strong>sicurezza europea<\/strong>.\u00a0A questi fini, \u00e8 certamente utile mantenere e rafforzare l\u2019Ue, nella misura in cui ci\u00f2 pu\u00f2 contenere la frammentazione continentale e ridurre il gioco delle influenze esterne sugli stati membri. Ma \u00e8 anche necessario accrescere la reattivit\u00e0 e la flessibilit\u00e0 del sistema europeo, per adeguarlo alla complessit\u00e0 delle nuove sfide economiche, tecnologiche e politiche, e per mantenere il consenso politico interno.<\/p>\n<p><strong>Fare delle debolezze un punto di convergenza<\/strong><br \/>\nUna maggiore intesa e cooperazione franco-italiana avrebbe il vantaggio di ridurre l\u2019isolamento del nostro Paese, ma anche quello di incoraggiare un atteggiamento pi\u00f9 cooperativo da parte della Germania. Ci\u00f2 sarebbe tanto pi\u00f9 produttivo e credibile se non avvenisse sull\u2019onda di una nuova <strong>crisi politica interna francese<\/strong>, ma pi\u00f9 rapidamente, quando ancora il governo di Parigi ricerca l\u2019accordo con Berlino per nuove iniziative comuni europee.<\/p>\n<p>In una situazione cos\u00ec confusa \u00e8 soprattutto necessario convincere un piccolo ma influente gruppo di Paesi europei dell&#8217;opportunit\u00e0 di lanciare alcune iniziative, formando un nucleo potenzialmente in grado di aggregare altri consensi, e di compensare i difetti europei in materia di prontezza e flessibilit\u00e0.\u00a0<span lang=\"EN-US\">L\u2019andamento delle molte crisi nell\u2019area mediterranea, e in particolare di quella libica, che massimamente interessa l\u2019Italia, sta dimostrando con chiarezza la <strong>fragilit\u00e0 di ogni approccio non convergente tra Francia e Italia<\/strong>. Malgrado le rispettive debolezze, i due Paesi mantengono una sufficiente capacit\u00e0 di interdizione che blocca le rispettive ambizioni, ma non consente interventi risolutivi. Il riconoscimento delle rispettive debolezze \u00e8 un buon punto di partenza per avviare un processo di convergenza.<\/span><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Muylaert\/Action Press via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francia e Italia stanno sperimentando grandi mutamenti politici interni che influiscono sulla loro politica internazionale e sui rapporti reciproci. 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