{"id":72118,"date":"2018-12-13T00:51:23","date_gmt":"2018-12-12T23:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72118"},"modified":"2018-12-18T09:20:57","modified_gmt":"2018-12-18T08:20:57","slug":"osce-riunione-milano-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/osce-riunione-milano-meglio\/","title":{"rendered":"Osce: Consiglio di Milano meglio del previsto e del passato"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>diplomazia italiana<\/strong><\/a> ha affrontato il compito di guidare per un anno le attivit\u00e0 dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/presidenza-italiana-dellosce\/\"><strong>Osce<\/strong><\/a> in un contesto di crescenti tensioni tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-ucraina-azov-ue\/\"><strong>Russia<\/strong> e <strong>Occidente<\/strong><\/a>, che per lo pi\u00f9 si traducono in veti incrociati su iniziative di interesse per l&#8217;una o l&#8217;altra parte. Con l&#8217;ulteriore complicazione del cambio della guardia\u00a0 alla Farnesina a met\u00e0 del guado. Eppure la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/osce-bilancio-presidenza-italiana\/\"><strong>riunione ministeriale <\/strong><\/a>di<strong> Milano<\/strong>, conclusasi il 7 dicembre, \u00e8 stata un notevole successo, non solo dal punto di vista organizzativo ma anche per i risultati. In termini di documenti approvati, il raccolto \u00e8 stato migliore che negli anni precedenti; e, cosa rara,\u00a0 si \u00e8 esteso a tutte e tre le &#8216;dimensioni &#8216;: politica e di sicurezza, economico-ambientale e umana (diritti).<\/p>\n<p><strong>La risoluzione sulla sicurezza dei giornalisti<\/strong><br \/>\nParticolarmente significativa \u00e8 giudicata l&#8217;adozione a Milano di una decisione (pi\u00f9 esatto sarebbe dire &#8216;risoluzione&#8217;) sulla sicurezza dei giornalisti, che fra l&#8217;altro riafferma l&#8217;importanza del giornalismo investigativo e invita gli Stati non solo ad astenersi da intimidazioni, ma anche a rilasciare tutti i giornalisti\u00a0 incarcerati arbitrariamente o presi in ostaggio e a mettere fine all&#8217;impunit\u00e0 per crimini commessi contro giornalisti. La Russia ha, prevedibilmente, fatto il possibile per annacquarla, ma senza sabotarla, anzi ha finito per farsene un merito.<\/p>\n<p>Una bella soddisfazione per la delegazione italiana, se si considera che da quattro anni il sistematico ostruzionismo russo aveva bloccato l&#8217;approvazione di qualsiasi documento attinente alla &#8216;terza dimensione&#8217; (quella che ai tempi di Helsinki veniva chiamata &#8216;terzo cesto&#8217;), e da oltre un decennio impediva l&#8217;adozione di una risoluzione di tale rilievo in questo settore.<\/p>\n<p><strong>La decisione sulla violenza contro le donne<\/strong><br \/>\nAltro risultato importante nell&#8217;ambito della &#8216;dimensione umana&#8217; l&#8217;essere riusciti a varare a Milano, dopo un lungo negoziato, una decisione sulla violenza contro le donne; anche se meno controversa. Vi troviamo aspetti non scontati, quali l&#8217;apposita formazione del personale militare, giudiziario e di polizia, o la necessit\u00e0 di prendere misure, d&#8217;intesa con i gestori delle reti, contro minacce e insulti per via informatica.<\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 certo chiedere quale valore abbiano simili documenti, che non impongono obblighi giuridici e tanto meno prevedono meccanismi per garantirne l&#8217;applicazione. Vanno apprezzati per quello che sono, in conformit\u00e0 con la tradizione della Csce: l&#8217;enunciazione solenne, rafforzata dall&#8217;unanimit\u00e0, di standards di comportamento che Ong e Stati potranno invocare in difesa di principi democratici o diritti individuali.<\/p>\n<p><strong>La Dichiarazione sulla cooperazione nel Mediterraneo<\/strong><br \/>\nUn cavallo di battaglia dell&#8217;Italia \u00e8 sempre stata la cooperazione fra Paesi del Mediterraneo, che da 25 anni fa parte delle materie di cui si occupa l&#8217;Osce, ma fin qui essenzialmente a livello declaratorio. La Dichiarazione \u2013 appunto \u2013 approvata a Milano non \u00e8 che un messaggio politico, un tentativo di riequilibrare in senso Nord-Sud una organizzazione imperniata sull&#8217;asse Est-Ovest; e ha il pregio di introdurre in questo dialogo materie quali le migrazioni, la tutela dell&#8217;ambiente e i traffici illeciti di beni culturali.<\/p>\n<p>In campo politico-militare, gli aspri\u00a0 contrasti Est-Ovest sulla crisi ucraina hanno impedito che si raggiungesse l&#8217;accordo sull&#8217;interessante proposta italiana di un testo sulla riduzione dei rischi e la prevenzione di incidenti militari: un documento di cui il grave incidente all&#8217;imbocco del Mare di Azov ha dimostrato l&#8217;attualit\u00e0. Ma il lavoro negoziale fatto in vista della riunione di Milano potrebbe essere portato a termine in futuro.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto della crisi ucraina e i conflitti &#8216;che si protraggono&#8217;<\/strong><br \/>\nNessun progresso ci si poteva aspettare\u00a0 &#8211; con una eccezione \u2013 verso la soluzione di quelli che venivano chiamati conflitti &#8216;congelati&#8217; e che, dopo la fase eruttiva di dieci anni fa, sono stati pi\u00f9 opportunamente ribattezzati &#8216;protracted conflicts&#8217;. Tutti nascono da secessioni appoggiate da Mosca. Effettivamente &#8216;congelati&#8217; possiamo considerare quelli di Abkhazia e Sud-Ossezia, dato che a seguito dell&#8217;intervento militare russo del\u00a0 2008 la loro secessione dalla Georgia appare ormai definitiva, anche se non riconosciuta dal resto del mondo; altrettanto pu\u00f2 dirsi, a malincuore, della Crimea, ma non del Donbass, n\u00e9 della Transnistria.<\/p>\n<p>Le trattative promosse per un quarto di secolo dall&#8217;Osce per il reintegro della Transnistria nella Repubblica\u00a0 Moldova sono anch&#8217;esse rimaste senza esito. Ma sono stati intensificati gli sforzi verso una normalizzazione: sforzi che sotto la regia dell&#8217;ex ministro degli Esteri Franco Frattini hanno portato nel maggio scorso alla firma di un Protocollo su specifiche misure. L&#8217;apposita Dichiarazione adottata dai 57 a Milano non fa che raccomandare l&#8217;attuazione di tali intese.<\/p>\n<p>Un barlume si \u00e8 aperto nell&#8217;altro, pi\u00f9 pericoloso, conflitto cristallizzato ai margini dell&#8217;ex Impero sovietico, quello fra Azerbaigian e Armenia per il Nagorno-Karabagh e i territori circostanti. A Milano si \u00e8 concordato di riprendere il dialogo, con l&#8217;assistenza del solito trio di diplomatici (un americano, un russo, un francese, come nelle barzellette) a nome del &#8216;gruppo di Minsk&#8217;. Un esercizio diplomatico che nel 2007 aveva portato ad una bozza di accordo, poi lasciata cadere per mancanza di volont\u00e0 politica al vertice. Se ora si riaffaccia una speranza di distensione \u00e8 non tanto per la stretta di mano fra i due ministri\u00a0 mediata dalla diplomazia italiana, quanto per i buoni propositi del nuovo premier armeno, grande vincitore delle elezioni di domenica scorsa.<\/p>\n<p><strong>La Dichiarazione della Quadriga surroga la mancata unanimit\u00e0<\/strong><br \/>\nLa discussione sui grandi temi politici \u00e8 stata dominata dalla crisi ucraina e ha visto gli occidentali compatti nel denunciare le violazioni russe, e un ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov niente affatto contrito. Ancora una volta perci\u00f2 non \u00e8 stato possibile approvare all&#8217;unanimit\u00e0 la bozza di Dichiarazione finale su tutta la gamma dei temi Osce, pur in gran parte concordata al termine di pazienti trattative.<\/p>\n<p>Come l&#8217;anno scorso si \u00e8 fatto ricorso ad un surrogato: una Dichiarazione della Quadriga (la trojka delle presidenze 2017-19, pi\u00f9 quella successiva, assegnata su proposta italiana all&#8217;Albania). Non dovendo avere il placet di Mosca, n\u00e9 quello di Washington, \u00e8 un testo pi\u00f9 incisivo, fra l&#8217;altro\u00a0 nel deplorare le flagranti\u00a0 violazioni di norme Osce, nel riaffermare l&#8217;importanza degli impegni in materia di diritti umani e stato di diritto, nel sottolineare il ruolo delle mission, e nell&#8217;auspicare che l&#8217;Organizzazione sia dotata di risorse adeguate.<\/p>\n<p>Una seconda Dichiarazione della Quadriga dedicata unicamente alla crisi ucraina si rivolge ad entrambe le parti perch\u00e9 rispettino gli impegni e non ostacolino il lavoro della Special Monitoring Mission, ma in sostanza si riferisce soprattutto ai russi e ai loro protetti; e inoltre invoca il ristabilimento dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>Nell&#8217;insieme, al di l\u00e0 del successo nel condurre in porto una serie di risoluzioni pi\u00f9 o meno sostanziose, la delegazione italiana\u00a0 ha contribuito in misura rilevante a dare dell&#8217;Osce l&#8217;immagine di una organizzazione non priva di una qualche vitalit\u00e0 e di una sua ragion d&#8217;essere.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Flickr OSCE<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diplomazia italiana ha affrontato il compito di guidare per un anno le attivit\u00e0 dell&#8217;Osce in un contesto di crescenti tensioni tra Russia e Occidente, che per lo pi\u00f9 si traducono in veti incrociati su iniziative di interesse per l&#8217;una o l&#8217;altra parte. Con l&#8217;ulteriore complicazione del cambio della guardia\u00a0 alla Farnesina a met\u00e0 del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72125,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,728,799,1070,108,146],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72118"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72118"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72118\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72135,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72118\/revisions\/72135"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}