{"id":72145,"date":"2018-12-17T07:06:48","date_gmt":"2018-12-17T06:06:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72145"},"modified":"2018-12-20T09:58:05","modified_gmt":"2018-12-20T08:58:05","slug":"clima-cop24-regole-impegni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/clima-cop24-regole-impegni\/","title":{"rendered":"Clima: Cop24, intesa su regole, ma senza impegni ambiziosi"},"content":{"rendered":"<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">I Paesi sono arrivati alla <strong>Cop24<\/strong> di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/clima-salvare-pianeta-obiettivi\/\"><strong>Katowice<\/strong><\/a> in Polonia dopo un anno di forti tensioni geopolitiche, dal commercio alla gestione delle migrazioni, che hanno messo in questione la tenuta dell\u2019ordine multilaterale globale. Nonostante ci\u00f2 le delegazioni hanno trovato nel corso di due lunghe settimane un&#8217;intesa che rende operativo l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/clima-cop23-passi-obiettivo\/\"><strong>Accordo di Parigi<\/strong><\/a> sul clima.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\"><strong>Un sistema di regole condiviso e trasparente<br \/>\n<\/strong>Alla Cop24, per la prima volta i Paesi dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/clima-ultima-chiamata-politici\/\"><strong>Onu<\/strong><\/a> hanno concordato regole che garantiscono la verifica e la trasparenza sui progressi dell\u2019azione per il clima. La conclusione positiva dei negoziati offre cos\u00ec un segnale di speranza e dimostra che anche complessi processi multilaterali possono portare a risultati concreti e condivisi. Il clima diventa sempre di pi\u00f9 il collante della cooperazione internazionale nonostante la divergente, ma mai come oggi isolata, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/clima-la-folle-retromarcia-donald-trump\/\"><strong>scelta di Trump<\/strong><\/a> di abbandonare l\u2019Accordo di Parigi.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">Concordare un sistema condiviso di trasparenza, in vigore dal 2024, su come e quando si dichiarano, misurano e riportano gli sforzi di riduzione delle emissioni e gli aiuti finanziari \u00e8 un passo fondamentale per costruire la fiducia necessaria affinch\u00e9 tutti Paesi si muovano nella stessa direzione. Per molto tempo infatti alcuni Stati, come la Russia, hanno rifiutato di ratificare l\u2019Accordo di Parigi proprio perch\u00e9 non vigeva ancora un sistema di regole chiaro e condiviso. Ora questa scusa non pu\u00f2 pi\u00f9 essere usata.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\"><strong>Il ruolo dell&#8217;Europa e degli altri<\/strong><br \/>\nNella Cop24, l\u2019Europa ha giocato un ruolo chiave nello sbloccare i negoziati attraverso una cooperazione stretta con i Paesi pi\u00f9 vulnerabili e con altri Paesi sviluppati, come Canada, Norvegia e Nuova Zelanda. La Cina e l\u2019India hanno tenuto un profilo pi\u00f9 basso ma il passo importante da parte loro \u00e8 il riconoscimento dell\u2019universalit\u00e0 delle regole. Il Brasile si \u00e8 dimostrato un cliente difficile alla fine dei negoziati, causando il rinvio all&#8217;anno prossimo di una decisione delicata su come operano i mercati delle emissioni.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">Sar\u00e0 importante evitare il conteggio doppio nel momento dello scambio delle quote di emissioni. Come di consueto i Paesi produttori di combustibili fossili, come Arabia Saudita e Russia, hanno cercato di rallentare il pi\u00f9 possibile la ricerca di un compromesso e giocato al ribasso. Se da un lato gli Stati Uniti hanno cercato di essere costruttivi nella ricerca di regole uguali per tutti, dall\u2019altro non si sono di fatto distinti dall\u2019Arabia Saudita dimostrando di tenere di pi\u00f9 a proteggere il mercato e gli interessi dei combustibili fossili che alla sicurezza e al benessere dei loro cittadini.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\"><strong>Necessit\u00e0 di accelerare la decarbonizzazione<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 detto il manuale delle regole della Cop24 non sostituisce, per\u00f2, la necessit\u00e0 di accelerare nella pratica la decarbonizzazione dell\u2019economia e di fissare obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni pi\u00f9 stringenti di quelli attuali. In questo senso, manca nel testo un messaggio forte e chiaro di aumento degli impegni nazionali entro il 2020, data in cui i Paesi dovranno comunicare i nuovi impegni, nonostante vengano riconosciuti gli impatti crescenti degli eventi estremi e il contributo del rapporto Ipcc della comunit\u00e0 scientifica sui rischi del riscaldamento globale di 1,5 gradi.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">Le imprese invece mandano segnali incoraggianti di cambiamento, come l\u2019annuncio dell&#8217;impegno della <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2018\/12\/05\/news\/maersk_cargo_emissioni_inquinanti_climate_change-213461233\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Maersk<\/a>, la pi\u00f9 grande compagnia del mondo nel trasporto di container, di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050 e quello della <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/motori\/2018-12-06\/volkswagen-addio-sviluppo-motori-termici-2026--142443.shtml?uuid=AEWghKuG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Volkswagen,\u00a0<\/a>che dar\u00e0 l\u2019addio allo sviluppo dei motori a benzina e diesel a partire dal 2026.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\"><strong>Le prossime tappe, con l&#8217;Italia candidata a Cop26<\/strong><br \/>\nL\u2019appuntamento ora \u00e8 per settembre 2019, a un vertice speciale sul clima indetto dal segretario generale dell\u2019Onu Antonio Guterres che ha partecipato a pi\u00f9 riprese in prima persona alla Cop24. L\u2019obiettivo \u00e8 quello che pi\u00f9 Paesi possibile vi annuncino nuovi impegni nazionali di riduzione delle emissioni, che siano pi\u00f9 ambiziosi rispetto a quelli presentanti nel 2015 alla Cop21 di Parigi. I nuovi impegni dovranno poi essere formalizzati alla Cop26 nel 2020, per la quale l\u2019Italia ha rilanciato la propria candidatura dopo che l\u2019allora ministro Gianluca Galletti annunci\u00f2 la volont\u00e0 di candidarsi gi\u00e0 nel 2016.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">I Paesi tornano a casa sapendo che i progressi di Katowice non sono sufficienti per stabilizzare il cambiamento climatico a un livello di sicurezza adeguato. C\u2019\u00e8 ancora molta strada da fare soprattutto da parte della politica che stenta a dare all&#8217;azione per il clima quella priorit\u00e0 necessaria per preparare la societ\u00e0 ad affrontare la sfida in modo adeguato prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">Per l\u2019Italia significa innanzitutto mettere in campo <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iai1825.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">misure concrete per l\u2019uscita dal carbone entro il 2025<\/a>, data confermata dal ministro Sergio Costa nel suo intervento a Katowice, e iniziare a pianificare l\u2019uscita dal gas e dal petrolio per raggiungere zero emissioni nette entro le prossime tre decadi. La rivoluzione industriale del XXI Secolo non pu\u00f2 pi\u00f9 attendere, a patto che sia organizzata in modo giusto e di concerto con cittadini e parti sociali e industriali. A questa rivoluzione deve essere affiancato un grande piano di resilienza per mettere in sicurezza il territorio e le infrastrutture dagli impatti sempre pi\u00f9 violenti e frequenti di eventi estremi.<\/p>\n<p class=\"ox-a2dd89f26f-MsoNormal\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Paesi sono arrivati alla Cop24 di Katowice in Polonia dopo un anno di forti tensioni geopolitiche, dal commercio alla gestione delle migrazioni, che hanno messo in questione la tenuta dell\u2019ordine multilaterale globale. Nonostante ci\u00f2 le delegazioni hanno trovato nel corso di due lunghe settimane un&#8217;intesa che rende operativo l\u2019Accordo di Parigi sul clima. 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