{"id":72223,"date":"2018-12-21T07:07:09","date_gmt":"2018-12-21T06:07:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72223"},"modified":"2018-12-24T08:59:26","modified_gmt":"2018-12-24T07:59:26","slug":"yemen-accordo-stoccolma-insorti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/yemen-accordo-stoccolma-insorti\/","title":{"rendered":"Yemen: dopo l&#8217;accordo a Stoccolma tra insorti e governo   \u00a0"},"content":{"rendered":"<p>In <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/yemen-prova-secessionisti-aden\/\"><strong>Yemen<\/strong><\/a>, c\u2019\u00e8 un accordo insperato per il cessate il fuoco a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/yemen-hodeida-equilibri-golfo\/\"><strong>Hodeida<\/strong><\/a>, citt\u00e0 sul mar Rosso di 600 mila abitanti e porto strategico per l\u2019ingresso degli aiuti umanitari: le Nazioni Unite hanno guidato i pre-negoziati in Svezia (6-13 dicembre), cui hanno partecipato sia gli insorti <strong>huthi<\/strong> che il governo riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. \u00c8 un primo, significativo passo verso la ripresa del negoziato diplomatico, bloccato dal 2016: le parti si sono impegnate a riprendere i colloqui alla fine di gennaio.<\/p>\n<p>Lo Yemen rimane per\u00f2 in bilico: i negoziatori yemeniti devono adesso tradurre, sul campo, l\u2019accordo di Stoccolma, non privo di ambiguit\u00e0 semantiche e punti interrogativi. Soprattutto, i tanti attori militari presenti sembrano ormai giocare partite di &#8216;sopravvivenza personale&#8217;, slegate dal quadro dell\u2019&#8217;alta politica&#8217; e dunque difficilmente condizionabili. In un contesto cos\u00ec sfuggente, la metamorfosi degli huthi offre interessanti spunti di riflessione politico-culturale, militare nonch\u00e9 mediatica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo di Stoccolma<br \/>\n<\/strong>Oltre al cessate il fuoco per Hodeida (che si applica anche al vicino porto di Salif e al terminal petrolifero di Ras Isa), l\u2019intesa avvia lo scambio di 15 mila prigionieri e istituisce un comitato per sbloccare l\u2019assedio della citt\u00e0 di Taiz. Dopo la firma, i raid e i combattimenti sono subito ripresi a Hodeida: le Nazioni Unite hanno poi precisato che il cessate il fuoco \u00e8 entrato tecnicamente in vigore solo dal 18 dicembre: ma secondo l\u2019accordo di Stoccolma, siglato e pubblicato il 13 dicembre, esso doveva essere immediato.<\/p>\n<p>Soprattutto, il documento non specifica la natura delle \u201c<a href=\"https:\/\/osesgy.unmissions.org\/sites\/default\/files\/hodeidah_agreement_0.pdf\">forze di sicurezza locali<\/a>\u201d che si dispiegheranno a Hodeida dopo il ritiro di entrambe le fazioni armate (previsto entro 21 giorni), mentre le Nazioni Unite sosterranno l\u2019autorit\u00e0 portuale per monitorare il cessate il fuoco: esse dovrebbero essere miste. Non a caso, sia gli huthi che i loro avversari sostengono versioni contrastanti in merito a chi controller\u00e0 la citt\u00e0: ecco perch\u00e9 l\u2019ipotesi di un\u2019escalation militare non pu\u00f2 ancora essere scongiurata. E la guerra non si \u00e8 mai interrotta in molti altri fronti del Paese.<\/p>\n<p><strong>Huthi: chi sono davvero?<br \/>\n<\/strong>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.thenational.ae\/world\/mena\/yemen-peace-talks-what-we-know-about-the-hodeidah-ceasefire-1.802548\">immagine della stretta di mano<\/a> tra il ministro degli esteri yemenita e il capo negoziatore degli huthi, in Svezia , d\u00e0 la misura della metamorfosi del movimento degli insorti del nord. Come accaduto per tutti i gruppi insurrezionali (come Hamas e Hezbollah), la guerra ha trasformato, e in parte segmentato, la stessa identit\u00e0 politica degli huthi: certo, essi rivendicano ancora potere e risorse per le terre settentrionali (la loro roccaforte \u00e8 Saada) marginalizzate dalla presidenza di Ali Abdullah Saleh, ma il conflitto apertosi nel 2015 ha paradossalmente nazionalizzato il loro ruolo. Infatti, il movimento sciita zaidita fondato da Husayn Al-Huthi nel 2001 ha contribuito a disgregare le istituzioni politiche e militari dello Yemen; ma oggi che gli huthi controllano la capitale Sanaa e gran parte della costa occidentale, essi hanno guadagnato un posto al tavolo delle trattative, ponendosi come attori imprescindibili.<\/p>\n<p>Inoltre, anche il loro profilo sociologico \u00e8 mutato. La famiglia Al-Huthi e le figure apicali del movimento-milizia non sono di origine tribale (a differenza della gran parte degli yemeniti settentrionali), ma appartengono ai <em>s\u00e2da<\/em>, l\u2019\u00e9lite religiosa zaidita che governava il nord dello Yemen durante l\u2019imamato, fino al 1962. Tuttavia, essi hanno progressivamente guadagnato il consenso di \u00a0aree e clan a forte penetrazione tribale (<em>qabili<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Missili, Iran e TV<br \/>\n<\/strong>L\u2019alleanza tattica, finita nel 2017, con il blocco di potere di Saleh, ha trasformato gli huthi da attori periferici a competitor nazionali. Dal punto di vista militare, i miliziani di Saada, un tempo dediti solo alla &#8216;guerriglia carsica&#8217; nelle montagne del nord, hanno imparato a usare le armi pesanti e i missili (seppur con imprecisione). Il rapporto degli insorti con l\u2019Iran si \u00e8 fatto pi\u00f9 stretto proprio dal 2015, a riprova del fallimento strategico dell\u2019intervento militare dell\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n<p>Oltre alle armi, i <em>pasdaran<\/em> e Hezbollah hanno inviato addestratori militari in Yemen, anche se gli huthi continuano a essere gli anelli pi\u00f9 esterni e autonomi del <em>network<\/em> transnazionale sciita iraniano, specie se paragonati alle milizie irachene filo-Teheran. Al-Masirah, la TV degli huthi, trasmette dalla periferia sud di Beirut controllata da Hezbollah, mentre Mohammed Ali Al-Huthi, capo del Consiglio rivoluzionario, ha persino pubblicato un <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/gdpr-consent\/?destination=%2fnews%2fglobal-opinions%2fwp%2f2018%2f11%2f09%2fhouthi-leader-we-want-peace-for-yemen-but-saudi-airstrikes-must-stop%2f%3f&amp;utm_term=.aaa1e3098a81\"><em>op-ed<\/em><\/a> sul Washington Post: la propaganda degli huthi si sta raffinando.<\/p>\n<p><strong>Mediatori e puristi<br \/>\n<\/strong>Inoltre, l\u2019esperienza del \u201cgoverno parallelo\u201d di Sanaa, occupata dagli insorti dall\u2019autunno 2014, ha contribuito a differenziare l\u2019ala pi\u00f9 mediatrice e politica del movimento Ansarullah (\u201cpartigiani di Dio\u201d, come si definiscono gli huthi), da quella pi\u00f9 ideologica e purista, legata alle istanze autonomiste del nord, che non vuole trattare con i sauditi (ma si pu\u00f2 dire lo stesso di Riad nei confronti degli insorti). Chi ha visitato le zone controllate dagli huthi delinea uno &#8216;stato di polizia&#8217; con <em>check-points<\/em>, repressione, arresti arbitrari e arruolamento indiscriminato di combattenti (pure tra i minori). Anche per questo, le speranze diplomatiche di Stoccolma saranno messe a dura prova in patria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Yemen, c\u2019\u00e8 un accordo insperato per il cessate il fuoco a Hodeida, citt\u00e0 sul mar Rosso di 600 mila abitanti e porto strategico per l\u2019ingresso degli aiuti umanitari: le Nazioni Unite hanno guidato i pre-negoziati in Svezia (6-13 dicembre), cui hanno partecipato sia gli insorti huthi che il governo riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. \u00c8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72224,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1257,645,147],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72223"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72223"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72259,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72223\/revisions\/72259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}