{"id":72245,"date":"2018-12-27T21:53:05","date_gmt":"2018-12-27T20:53:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72245"},"modified":"2018-12-27T21:53:05","modified_gmt":"2018-12-27T20:53:05","slug":"ue-lotta-pesca-illegale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ue-lotta-pesca-illegale\/","title":{"rendered":"Pesca illegale: l&#8217;Ue leader nel contrasto a livello globale"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>pesca illegale<\/strong>, non dichiarata e non regolamentata, provoca l&#8217;impoverimento delle riserve ittiche, distrugge gli habitat marini, crea distorsioni nella concorrenza, pone in una condizione di svantaggio i pescatori onesti e indebolisce le comunit\u00e0 costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/g7-grandi-futuro-mari\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, come recita il documento <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/fisheries\/cfp\/illegal_fishing_it\">qui<\/a> linkato, \u00e8 impegnata a eliminare le scappatoie che permettono agli operatori illegali di trarre vantaggio dalle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Possono essere commercializzati all&#8217;interno e all&#8217;esterno dell&#8217;Ue soltanto prodotti della pesca in mare dichiarati legali dallo Stato di bandiera o di esportazione. Inoltre, a prescindere dalla zona di pesca e dalla bandiera di appartenenza, gli operatori dell&#8217;Ue che praticano la pesca illegale rischiano pesanti sanzioni in proporzione al valore economico delle catture, con conseguente perdita del ricavo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Ue come modello: la chiusura alla pesca illegale<\/strong><br \/>\nDa quando, nel gennaio 2010, l&#8217;Ue ha dichiarato tolleranza zero nei confronti della pesca illegale, molte cose sono cambiato.\u00a0La pesca illegale non dichiarata e non regolamentata (Inn) \u00e8 una grave questione i cui effetti provocano una crescente preoccupazione in tutto il mondo, poich\u00e9 compromette gli sforzi profusi per conservare e gestire gli stock ittici. La pesca Inn non consente ai Paesi interessati di conseguire i propri obiettivi di sostenibilit\u00e0 a lungo termine, sabotando la competitivit\u00e0 e la redditivit\u00e0 dei pescatori onesti che agiscono in maniera responsabile e nel rispetto della legge. I Paesi in via di sviluppo, che di solito non dispongono dei mezzi per controllare le loro acque e bloccare gli operatori illegali, ne sono particolarmente colpiti. Molte delle loro comunit\u00e0 costiere dipendono largamente dalla pesca e la pesca illegale riduce notevolmente la loro fonte di sostentamento primaria.<\/p>\n<p>L&#8217;Ue \u00e8 il principale importatore di pesce al mondo; di conseguenza, ha un peso di mercato considerevole, che impiega da pi\u00f9 di sei anni per promuovere attivit\u00e0 di pesca responsabili e migliorare la gestione degli oceani a fianco dei suoi partner in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Sono tre gli elementi principali che costituiscono il quadro giuridico dell&#8217;Unione europea per la lotta contro la pesca Inn: innanzitutto, l&#8217;Ue consente l&#8217;accesso al suo mercato solo ai prodotti ittici che siano stati certificati come legali; per entrare, il pesce deve provenire da un Paese autorizzato, disporre degli adeguati certificati sanitari e di cattura e passare l&#8217;ispezione alle frontiere dell&#8217;Ue. Secondo, una rete d&#8217;intelligence consente alla Commissione europea e agli Stati membri di scambiare informazioni in tempo reale sulle attivit\u00e0 di pesca illegali e di contrastarle in maniera congiunta. Terzo: una pi\u00f9 ampia cooperazione con i Paesi terzi in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Questo sistema ha dei vantaggi. All&#8217;interno dell&#8217;Ue, i consumatori hanno la certezza che i prodotti della pesca marina sono stati catturati legalmente e la pesca pu\u00f2 essere tracciata. A livello globale, il sistema aiuta i Paesi terzi a rispettare gli obblighi di conservazione internazionali e crea parit\u00e0 di condizioni per tutti gli operatori. Al momento, oltre 50 Paesi hanno messo in atto riforme strutturali del settore della pesca con il sostegno della Commissione: un passo avanti significativo nella lotta alla pesca illegale.<\/p>\n<p><strong>La comunit\u00e0 internazionale contro la pesca illegale <\/strong><br \/>\nD&#8217;ora in avanti saranno tempi duri\u00a0 per i criminali coinvolti nella pesca illegale. Il 5 giugno \u00e8 diventato vincolante a livello mondiale il primo trattato internazionale volto a combattere specificatamente la pesca illegale. L&#8217;accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo, promosso dall&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/la-carta-di-milano-e-il-diritto-al-cibo\/\"><strong>Fao<\/strong><\/a>), consente ai Paesi di tenere fuori dai propri porti gli operatori non autorizzati, prevenendo lo sbarco di catture illegali.<\/p>\n<p>Questo innovativo accordo \u00e8 entrato in vigore dopo che 30 Stati membri hanno formalmente depositato i loro strumenti di adesione. L&#8217;Ue \u00e8 stata tra i primi a firmare, nel 2011. Secondo i dati Fao, le catture provenienti dalla pesca Inn sono pari annualmente a 26 milioni di tonnellate, per un valore che raggiunge i 23 miliardi di dollari: un tipo di pesca che compromette gli sforzi profusi per garantire una pesca sostenibile e una gestione responsabile delle riserve ittiche di tutto il mondo. La Fao esorta altri Paesi a ratificare l&#8217;accordo che, chiudendo i porti e l&#8217;accesso al mercato agli operatori privi di scrupoli, condurr\u00e0 l&#8217;intero settore della pesca verso una maggiore sostenibilit\u00e0, con un notevole effetto a cascata su tutta la catena di distribuzione.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>L&#8217;Ue come potenza commerciale nei mari<\/strong><br \/>\nI mari e gli oceani rappresentano un&#8217;importante forza propulsiva per l&#8217;economia europea. L&#8217;Unione europea vanta il numero pi\u00f9 elevato di porti commerciali al mondo (1.200) e la flotta mercantile pi\u00f9 grande in assoluto. Il 90% degli scambi con i Paesi extra Ue e il 40% degli scambi all&#8217;interno dell\u2019Unione si svolgono via mare. Questo settore rappresenta circa 5,4 milioni di posti di lavoro e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro all&#8217;anno.<\/p>\n<p>Tuttavia, specie in alcuni comparti, restano ancora da sfruttare vaste potenzialit\u00e0 di innovazione e di crescita, nonch\u00e9 la necessit\u00e0 di nuove norme sul traffico illegale. Pertanto, negli ultimi anni l&#8217;Unione europea ha cercato di intervenire su tutti i tipi di impiego dello spazio marittimo. Per ricordare quanto \u00e8 importante per la nostra vita difendere la salute dei nostri mari e oceani, l&#8217;Ue celebra il 20 maggio\u00a0di ogni anno la Giornata europea del mare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, provoca l&#8217;impoverimento delle riserve ittiche, distrugge gli habitat marini, crea distorsioni nella concorrenza, pone in una condizione di svantaggio i pescatori onesti e indebolisce le comunit\u00e0 costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. 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