{"id":72269,"date":"2018-12-23T23:30:33","date_gmt":"2018-12-23T22:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72269"},"modified":"2019-01-02T12:59:01","modified_gmt":"2019-01-02T11:59:01","slug":"guerra-uomini-macchine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/guerra-uomini-macchine\/","title":{"rendered":"Guerra ieri, oggi, domani: uomini e macchine"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019ultimo secolo, l\u2019impiego di sistemi telecomandati per l\u2019esecuzione di svariati compiti in <strong>guerra<\/strong>, sul campo di battaglia -dall\u2019ingaggio diretto di unit\u00e0 nemiche, al sabotaggio, alla raccolta di informazioni- ha preso largo piede tra gli eserciti delle nazioni tecnologicamente e militarmente pi\u00f9 capaci.<\/p>\n<p>Per molti aspetti, l\u2019utilizzo crescente di questi sistemi autonomi ha decentralizzato la figura dell\u2019uomo nel teatro bellico, attribuendogli in certi casi un ruolo prettamente secondario nello svolgimento delle operazioni. Ciononostante, i recenti sviluppi nel campo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/12\/tecnologia-duale-e-forze-armate\/\"><strong>tecnologia<\/strong> militare<\/a> -e della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/05\/uomini-e-robotica-autonomi-entrambi\/\"><strong>robotica<\/strong><\/a> soprattutto- potrebbero forse invertire questa tendenza e restituire alla figura umana il ruolo fino ad ora contestatole. O forse no?<\/p>\n<p><strong>In prima linea<br \/>\n<\/strong>L\u2019idea di impiegare in battaglia armi e veicoli a guida remota &#8211; noti anche come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/droni-cina-sorpasso-usa\/\"><strong><em>droni <\/em><\/strong><\/a>&#8211; affonda le sue radici nel preludio e nelle prime fasi della Seconda Guerra Mondiale. All\u2019epoca, il terreno di prova per valutare l\u2019efficacia di tali sistemi si rivel\u00f2 essere il fronte orientale, che vide lo schieramento di unit\u00e0 meccanizzate senza equipaggio sia da parte dell\u2019Unione Sovietica che della Germania.<\/p>\n<p>L\u2019Armata Rossa punt\u00f2 all\u2019ingaggio diretto di fanteria e veicoli nemici servendosi dei <em>Teletank<\/em>, unit\u00e0 corazzate modello T-26 comandate a distanza tramite radio. La Wehrmacht opt\u00f2 per azioni di sabotaggio e demolizione impiegando le <em>Goliath B-III<\/em> e <em>B-V<\/em>, veicoli radioguidati su cingoli di dimensioni ridotte caricati con esplosivo e detonanti sia a tempo che a contatto con unit\u00e0 e edifici ostili.<\/p>\n<p>Pur in grado di svolgere con una certa efficacia i propri compiti all\u2019inizio del conflitto, il ruolo di questi primi sistemi autonomi si rivel\u00f2 nel complesso ben lontano dal determinarne le sorti. Ad ogni modo, il loro pionieristico impiego come <em>Unmanned Ground Vehicle<\/em> (UGV) serv\u00ec da trampolino per un rilancio tecnologico ben pi\u00f9 ambizioso -sebbene a tratti stagnante- nel corso dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p><strong>Occhi sul nemico<br \/>\n<\/strong>La conclusione della Seconda Guerra Mondiale pose anche fine all\u2019era dei conflitti industriali di massa, introducendo una nuova, importante tipologia di scenario bellico: il conflitto asimmetrico.<\/p>\n<p>In questa condizione, lo scontro diretto in campo aperto tra eserciti si riduce al minimo e le forze militari delle fazioni coinvolte prediligono azioni di guerriglia e sabotaggio, confrontando il nemico nel modo pi\u00f9 essenziale e rapido possibile. Al fine di garantire l\u2019efficacia di questa strategia, le attivit\u00e0 volte alla raccolta di informazioni &#8211; o di <em>intelligence <\/em>&#8211; assunsero presto un\u2019importanza cruciale e videro lo spazio aereo intra-atmosferico divenire il principale teatro operativo per una nuova generazione di sistemi autonomi, questa volta aeronautici: gli Unmanned Aerial Vehicle (UAV), o Aerei a Pilotaggio Remoto.<\/p>\n<p>Sebbene risulti relativamente poco documentato, sia per segretezza che per mancanza effettiva di informazioni, lo sviluppo e l\u2019impiego degli UAV durante la Guerra Fredda fu condotto da entrambe le super-potenze dell\u2019epoca, vedendo tra i primi droni operativi il <em>Lavochkin La-17<\/em> sovietico e il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ryan_Firebee\"><em>Ryan 147<\/em><\/a> americano (utilizzato anche in Vietnam).<\/p>\n<p>Tuttavia, sar\u00e0 necessario attendere fino ai primi Anni 90 per assistere all\u2019entrata in scena di una nuova classe di UAV in grado di eseguire anche missioni di combattimento, gli <em>UCAV <\/em>(Unmanned Combat Aerial Vehicle), tra i quali \u00e8 incluso il pi\u00f9 conosciuto <em>MQ-1 Predator.<\/em><\/p>\n<p><strong>Parte dell\u2019uomo<br \/>\n<\/strong>Sebbene le unit\u00e0 robotizzate, sia UAV che UGV, continuino a svolgere un ruolo pressoch\u00e9 essenziale nel campo delle operazioni militari moderne, il vento dello sviluppo tecnologico ha recentemente cominciato a soffiare in una diversa direzione negli ultimi due decenni.<\/p>\n<p>Entrano qui in gioco gli esoscheletri, sistemi robotici progettati come integrazione individuale ai soldati di fanteria &#8211; principalmente d\u2019assalto &#8211; che utilizzano una geometria strutturale modellata su quella umana, dovutamente semplificata.<\/p>\n<p>Ad oggi, solamente Stati uniti e Russia sembrano aver compiuto concreti passi in avanti, sviluppando rispettivamente i prototipi -non ancora operativi- di esoscheletro <em>Talos <\/em>(Tactical Assault Light Operator Suit) e <em>Ratnik<\/em> (in russo, &#8216;guerriero&#8217;). Pur realizzati con materiali, specifiche tecniche e design differenti, entrambi i sistemi svolgono la stessa funzione: incrementare le capacit\u00e0 tattiche degli operatori -come velocit\u00e0 di movimento, soglia massima di carico trasportabile e forza fisica-, oltre a fornire loro un buon livello di protezione balistica. Ad integrazione di questa sofisticata parte meccanica non pu\u00f2 inoltre mancare la parte software, comprendente i sistemi di comunicazione, controllo e acquisizione obiettivi.<\/p>\n<p>Tale sistema, di fatto, potrebbe rivoluzionare l\u2019odierna dottrina delle operazioni militari ma, proprio per questa sua sofisticatezza ed alti costi di sviluppo e fabbricazione, si vedrebbe presumibilmente assegnato soltanto a poche unit\u00e0 d\u2019\u00e9lite, limitandone quindi la diffusione globale.<\/p>\n<p><strong>Simbiosi o rimpiazzo?<br \/>\n<\/strong>Tralasciando l\u2019importante valore scientifico della robotica e le sue innumerevoli applicazioni civili, una visione generale di come essa si sia evoluta nel campo militare in questi ultimi decenni porta alla nostra attenzione una serie di quesiti non trascurabili.<\/p>\n<p>In particolare, nel caso degli esoscheletri, potrebbe rivelarsi arduo definire dove la macchina cessi di assistere il soldato e dove effettivamente lo sostituisca, poich\u00e9, \u00e8 bene ricordarlo, lo scopo dei robot \u00e8 sempre stato quello di proteggere l\u2019uomo tenendolo <em>lontano<\/em> dal combattimento. Pertanto, risulterebbe difficile affermare se questa nuova, ravvicinata relazione abbia come fine una duratura simbiosi piuttosto che una futura sostituzione.<\/p>\n<p>Come cambierebbero dunque le esigenze operative se fosse la seconda ipotesi, e non la prima, a realizzarsi un domani? Il concetto stesso di <em>guerra<\/em> resterebbe alterato in un contesto bellico dove la stessa interazione uomo-macchina sembra destinata a farsi sempre meno marcata? Certo \u00e8 che, visti gli attuali ostacoli economici e tecnologici, l\u2019uomo sar\u00e0 destinato a rivestire il proprio ruolo ancora per qualche anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019ultimo secolo, l\u2019impiego di sistemi telecomandati per l\u2019esecuzione di svariati compiti in guerra, sul campo di battaglia -dall\u2019ingaggio diretto di unit\u00e0 nemiche, al sabotaggio, alla raccolta di informazioni- ha preso largo piede tra gli eserciti delle nazioni tecnologicamente e militarmente pi\u00f9 capaci. 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