{"id":72272,"date":"2018-12-23T23:41:16","date_gmt":"2018-12-23T22:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72272"},"modified":"2018-12-23T23:41:46","modified_gmt":"2018-12-23T22:41:46","slug":"ecuador-metamorfosi-regione-volto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ecuador-metamorfosi-regione-volto\/","title":{"rendered":"Ecuador: la metamorfosi del Paese in una regione che cambia"},"content":{"rendered":"<p>Il dopo-Rafael Correa ha aperto scenari inediti in <strong>Ecuador<\/strong>. Il presidente <strong>Len\u00edn Moreno<\/strong>, in carica dall\u2019aprile 2017, sembra aver preso le distanze dalla linea politica tracciata dal governo del suo predecessore, alla guida del Paese andino per dieci anni (2007-2017).<\/p>\n<p>Sponsorizzato dallo stesso Correa come continuatore della <strong><em>Revoluci\u00f3n Ciudadana<\/em><\/strong> \u2013 progetto politico per un \u201csocialismo del XXI secolo\u201d \u2013, Moreno ha gradualmente virato a destra, finendo per convergere sul programma del banchiere Guillermo Lasso, candidato conservatore battuto al ballottaggio con il 51% delle preferenze.<\/p>\n<p>Se la tendenza a screditare l\u2019operato di Correa si era gi\u00e0 manifestata in pi\u00f9 di un\u2019occasione nel corso degli ultimi mesi, il recente deterioramento dei rapporti con <strong>Venezuela<\/strong> e <strong>Bolivia<\/strong> \u00e8 l\u2019ultimo segno di un orientamento politico teso a ridisegnare radicalmente le politiche attuate dai governi precedenti, con forti conseguenze sugli equilibri politici latino-americani e, in ultima analisi, sulle dinamiche geopolitiche globali.<\/p>\n<p><strong>I numeri della crisi migratoria in Venezuela<\/strong><br \/>\nLe crescenti tensioni tra Ecuador e Venezuela, finora confinate al terreno politico, hanno portato allo scontro diplomatico tra i due Paesi andini. Il 19 ottobre, l\u2019ambasciatrice del Venezuela a Quito, Carol Josefina Delgado, \u00e8 stata espulsa dall\u2019Ecuador a seguito di alcune dichiarazioni contro il presidente Moreno. Il venezuelano Jorge Rodr\u00edguez, a capo del ministero delle Comunicazioni a Caracas, aveva infatti accusato Moreno di gonfiare sistematicamente le cifre dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/venezuela-crisi-umanitaria-colombia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">migranti in fuga dal Venezuela<\/a>. Il governo di Caracas ha cos\u00ec dichiarato l\u2019ambasciatrice ecuadoriana <em>persona non grata<\/em>, intimandole di lasciare il Paese entro 72 ore. Il Venezuela ha risposto con la stessa misura ordinando all\u2019incaricata d\u2019affari ecuadoriana a Caracas, Elizabeth M\u00e9ndez, di lasciare il suolo venezuelano.<\/p>\n<p>Secondo le ultime stime dell\u2019Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l\u2019<strong>Unhcr<\/strong>, sono circa <strong>1,6 milioni<\/strong> i <strong>migranti<\/strong> che hanno abbandonato il Venezuela dal 2015, provocando \u201cuno dei pi\u00f9 grandi movimenti di popolazione nella storia dell\u2019America latina\u201d. Diretti in Per\u00f9 e Cile, secondo le stesse stime sono circa 550 mila i venezuelani che sono entrati in Ecuador passando per la Colombia nel solo 2018. In media 4 mila persone al giorno varcano il confine andino attraverso il ponte di Rumichaca, che collega il comune di Ipiales, in Colombia, a Tulc\u00e1n, citt\u00e0 pi\u00f9 settentrionale dell\u2019Ecuador.<\/p>\n<p><strong>Correa dall\u2019altare alla polvere<br \/>\n<\/strong>Lo scontro diplomatico tra Ecuador e Venezuela si inserisce nel contesto di un pi\u00f9 generale disallineamento politico tra Paesi che, fino a pochi mesi fa, condividevano il progetto del \u201csocialismo del XXI secolo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ecuador non aveva ambasciatori nelle capitali venezuelana e boliviana da luglio, come protesta per le critiche che i presidenti dei due Paesi, Nicol\u00e1s Maduro e Evo Morales, avevano rivolto a Len\u00edn Moreno a seguito del mandato di arresto spiccato nei confronti del suo predecessore Rafael Correa.<\/p>\n<p>Sull\u2019ex presidente ecuadoriano, da allora residente in Belgio, pende infatti un mandato di cattura internazionale emesso a luglio dalla magistratura per il presunto coinvolgimento nel sequestro dell\u2019ex deputato dell\u2019opposizione Fernando Balta, avvenuto nel 2012 a Bogot\u00e0. Maduro e Morales avevano allora accusato Moreno di sottoporre Correa ad azioni giudiziarie con il solo fine di rimuoverlo dall\u2019arena politica, nel contesto di una tradizione consolidata in America Latina che si basa sulla persecuzione politica contro gli ex leader.<\/p>\n<p>Le successioni presidenziali in contesti populisti sono spesso problematiche se non catastrofiche.<br \/>\nLen\u00edn Moreno, vice di Correa dal 2007 al 2013, sembra progressivamente allontanarsi dall\u2019operato politico del suo predecessore, sostenendo misure improntate a una forte discontinuit\u00e0 con il passato.<\/p>\n<p>Sponsorizzato dallo stesso Correa come continuatore del \u201csocialismo del XXI secolo\u201d, Moreno si impose di misura nel voto del 2017, con il 39% al primo turno e poi con il 51% al ballottaggio. Il presidente si trova per\u00f2 ora in aperta guerra con il suo precedessore in quella che \u00e8 un\u2019inedita crisi politica interna a <em>Alianza Pa\u00eds<\/em>, il partito politico che ha permesso a entrambi di essere eletti e da cui Correa \u00e8 uscito a gennaio.<\/p>\n<p><strong>La svolta di Moreno (e del Sudamerica)<\/strong><br \/>\nCon l\u2019elezione di Correa nel 2007, fra le prime misure vi fu la riforma della Costituzione. Nel dicembre 2015, Correa vi inser\u00ec anche la possibilit\u00e0 di rielezione senza limiti di mandati. Ci\u00f2 gli avrebbe permesso di ricandidarsi dopo la parentesi Moreno e un probabile rialzo del prezzo del petrolio, risorsa cruciale per il Paese.<\/p>\n<p>Ma il referendum costituzionale indetto da Moreno nel febbraio scorso ha portato il 64% dei votanti ad approvare la cancellazione della rielezione indefinita, impendendo di fatto a Correa la possibilit\u00e0 di correre nuovamente per la presidenza nel 2021.<\/p>\n<p>Dopo aver rimosso dagli incarichi la maggioranza dei <em>correistas<\/em> approfittando dello scandalo internazionale Odebrecht, Moreno ha infine sostituito il suo vice Jorge Glas, fedelissimo di Correa, e nominato il businessman Richard Mart\u00ednez come ministro dell\u2019Economia, segnalando cos\u00ec la volont\u00e0 di ridisegnare le politiche macroeconomiche del suo precedessore, che puntavano sul ruolo attivo dello Stato e su massicci investimenti nel settore pubblico.<\/p>\n<p>Con il mutamento dell\u2019Ecuador, la difficile situazione venezuelana e Morales fuori gioco in <strong>Bolivia<\/strong> \u2013 il referendum indetto da La Paz nel febbraio 2016 ha sancito che il presidente <em>indio<\/em> non potr\u00e0 essere rieletto per un quarto mandato \u2013, l\u2019esperienza del <em>marea rosa<\/em> latino-americana sembra avviata verso una conclusione.<\/p>\n<p>Dopo aver caratterizzato la regione con un netto <em>giro a la izquierda<\/em> in contrapposizione alle politiche neoliberali volute dal <em>Washington Consensus<\/em>, l\u2019esperienza del progressismo latino si trova ora bloccata in una situazione di stallo, aggravata dalla vittoria a destra di Mauricio Macri in <strong>Argentina<\/strong> e dalla pi\u00f9 recente elezione di Jair Bolsonaro in <strong>Brasile<\/strong>.<\/p>\n<p>Seppure il Messico, con la vittoria di L\u00f3pez Obrador a luglio, sembri porsi in netta controtendenza, la regione appare ora spostarsi verso destra. E gli occhi sono tutti puntati sulle relazioni che i diversi Paesi intratterranno con gli Usa e soprattutto con la Cina, ingombrante ma \u201cnecessaria\u201d presenza nel subcontinente.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dopo-Rafael Correa ha aperto scenari inediti in Ecuador. Il presidente Len\u00edn Moreno, in carica dall\u2019aprile 2017, sembra aver preso le distanze dalla linea politica tracciata dal governo del suo predecessore, alla guida del Paese andino per dieci anni (2007-2017). 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