{"id":72281,"date":"2018-12-24T08:57:31","date_gmt":"2018-12-24T07:57:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72281"},"modified":"2019-01-05T07:59:43","modified_gmt":"2019-01-05T06:59:43","slug":"usa-trump-siria-shutdown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-trump-siria-shutdown\/","title":{"rendered":"Usa: Trump e la tombola delle Feste, Siria, Afghanistan, shutdown"},"content":{"rendered":"<p>Per Natale, Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> ha fatto quaterna, il ritiro a sorpresa delle truppe di terra dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/siria-sviluppi-obiettivi\/\"><strong>Siria<\/strong><\/a> e dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/afghanistan-trump-eredita-obama\/\"><strong>Afghanistan<\/strong><\/a>, le dimissioni di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/vi-racconto-mio-amico-jim-mattis\/\"><strong>Mattis<\/strong><\/a> dopo quelle di Kelly \u2013 gli ultimi generali del suo team \u2013 e lo <strong>shutdown<\/strong>, cio\u00e8 la serrata della pubblica amministrazione, per ottenere i soldi per fare il muro anti-migranti al confine con il Messico.<\/p>\n<p>Avanti di questo passo, per Capodanno rischia di fare cinquina e magari tombola: pensa a licenziare Jerome \u2018Jay\u2019 Powell, il presidente della Federal Reserve, che gli alza i tassi d\u2019interesse, e non gli dispiacerebbe liberarsi del procuratore speciale sul Russiagate Robert Mueller. Due mosse che farebbero deflagrare un conflitto istituzionale gravissimo, forse senza precedenti: le fonti ufficiali s\u2019affannano a smentirle.<\/p>\n<p>Sornione, ma lucido, Vladimir <strong>Putin<\/strong> lo ammonisce: con la denuncia del trattato sugli euromissili, gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/disarmo-inf-trattato-euromissili\/\"><strong>Inf<\/strong><\/a>, c\u2019\u00e8 il rischio che Trump sottovaluti la minaccia di un conflitto nucleare.<\/p>\n<p><strong>Lo shutdown, il terzo in un anno<\/strong><br \/>\nPer lo shutdown, luci accese alla Casa Bianca e luci spente sul Campidoglio nel Congresso: da \u2018forzato del Natale\u2019, il presidente, piantato in asso dalla moglie Melania e dal figlio Barron, che partono per la vacanza d\u2019inverno in Florida, nella tenuta di Mar-a-Lago, twitta le sue pene ai suoi concittadini: &#8221;Sto lavorando duro \u2026 per ottenere i fondi per la sicurezza dei confini&#8221; \u2013 cio\u00e8 per tirare su il muro -. Si commuove solo la \u2018first lady\u2019, che torna a fargli compagnia il giorno di Natale.<\/p>\n<p>Lo shutdown \u00e8 un incubo, ricorrente, per gli americani. Spesso evocato, raramente concretizzato, \u00e8 il blocco delle attivit\u00e0 governative non essenziali: scatta se il Congresso non riesce ad approvare la finanziaria. Stavolta a innescarlo \u00e8 stata la mancanza d\u2019accordo tra il presidente e i democratici sui fondi per il muro alla frontiera con il Messico: un braccio di ferro in cui la rigidit\u00e0 delle posizioni \u00e8 acuita dal fatto che, da gennaio, i democratici avranno la maggioranza alla Camera e quindi ancora pi\u00f9 potere negoziale. Trump ha dimezzato le richieste, da 5 a 2,5 miliardi di dollari, ma il contrasto non s\u2019\u00e8 risolto.<\/p>\n<p>Parziale, lo shutdown \u00e8 scattato alla mezzanotte di venerd\u00ec 21 dicembre (le 06.00 del mattino del 22 in Italia). La serrata \u00e8 la terza del 2018, un calvario di punture di spillo tra presidente e Congresso. Con lo shutdown, l\u2019Amministrazione federale chiude i servizi non essenziali: circa 800 mila dipendenti federali restano senza retribuzione, ma 420 mila di essi devono lo stesso andare al lavoro perch\u00e9 considerati &#8220;essenziali&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il ritiro (parziale) dall\u2019Afghanistan<br \/>\n<\/strong>Dopo 17 anni di guerra, Trump ordina di dimezzare la presenza militare americana in Afghanistan, un Paese grande due volte l\u2019Italia, con 26 milioni di abitanti, montagnoso e brullo. I \u2018ragazzi\u2019 tornano a casa senza potere per\u00f2 sciorinare lo striscione \u2018Mission accomplished\u2019; e l\u2019ultimo \u2018caduto\u2019 americano, finora, del conflitto \u00e8 il generale James \u2018cane pazzo\u2019 Mattis.<\/p>\n<p>Il segretario alla Difesa, in contrasto col presidente sul ritiro dalla Siria e manco informato di quello dall\u2019Afghanistan, lascer\u00e0 l\u2019Amministrazione: Trump, scrive Mattis nella lettera di dimissioni, ha diritto a un capo del Pentagono che abbia \u201cidee allineate alle sue\u201d.<\/p>\n<p>Tra conflitto e ricostruzione, gli Stati Uniti hanno speso, in Afghanistan, oltre 850 miliardi di dollari \u2013 il ritmo attuale \u00e8 di circa 45 miliardi di dollari l\u2019anno -. Complessivamente, la guerra \u00e8 costata quasi mille miliardi di dollari \u2013 otto all\u2019Italia -: 30 mila dollari circa per ogni cittadino afghano, il cui reddito medio annuo si aggira sui 600 dollari . Combattimenti, bombardamenti, attentati hanno fatto circa 150 mila vittime, di cui almeno 30 mila civili, cui si aggiungono 3.500 militari stranieri caduti \u2013 circa 3000 gli americani, 53 gli italiani -, almeno 1700 contractors di varia nazionalit\u00e0 e oltre 300 cooperanti.<\/p>\n<p>Uno sforzo e un sacrificio immani, che non hanno portato n\u00e9 il consolidamento della democrazia nel Paese n\u00e9 l\u2019eradicazione delle coltivazioni d\u2019oppio n\u00e9 la sconfitta dei talebani. Americani e loro alleati non hanno vinto la guerra e non hanno neppure vinto \u201cla battaglia delle menti e dei cuori\u201d, come recitava la retorica dei primi tempi. Ma hanno capito, si spera, tra Iraq e Afghanistan, che la democrazia non si esporta con i carri armati.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento americano sull\u2019Afghanistan \u00e8 stato ondivago. Che la guerra non si sarebbe vinta e che l\u00ec ci si sarebbe impantanati era definitivamente chiaro fin dal 2004. Eletto con propositi di ritiro, Barack Obama, nel 2009, attu\u00f2, invece, il \u2018surge\u2019, cio\u00e8 un rafforzamento delle presenze militari americana e alleata, con l\u2019obiettivo di creare le condizioni per andarsene. L\u2019operazione sostanzialmente fall\u00ec: le forze furono ridotte, ma restarono circa 14 mila uomini. Che, adesso, saranno dimezzati. Sul terreno resteranno 7000 militari e i \u2018contractors\u2019, i mercenari.<\/p>\n<p><strong>Il ritiro (totale) dalla Siria<br \/>\n<\/strong>Due giorni prima di annunciare la ritirata parziale dall\u2019Afghanistan, Trump aveva gi\u00e0 ordinato, via Twitter, quella totale dalla Siria, perch\u00e9 \u2013 dice \u2013 la guerra contro l\u2019Isis, il sedicente Stato islamico, \u00e8 finita.<\/p>\n<p>I militari americani sul terreno sono appena 2000, perch\u00e9 gli Usa quel conflitto lo hanno combattuto soprattutto per via aerea, droni, missili, raid. Il Pentagono non vorrebbe, per\u00f2, abbandonare i curdi, senza i quali gli integralisti sarebbero ancora a Raqqa e a Kobane, alla merc\u00e8 dei turchi: i generali lo giudicano \u201cun tradimento\u201d; e i curdi denunciano \u201cla pugnalata alla schiena\u201d.<\/p>\n<p>Il passo siriano \u00e8 giudicato prematuro e inopportuno dalla stampa di qualit\u00e0 Usa, ma \u00e8 per\u00f2 coerente con la linea di Trump di disimpegno da tutte le aree che non ritiene vitali per gli interessi americani: \u201cNon voglio fare il poliziotto del Medio Oriente\u201d.<\/p>\n<p>La guerra in Siria dura da sette anni e mezzo, 90 mesi: l\u2019Isis prima e gli insorti poi l\u2019hanno persa; e il regime controlla di nuovo gran parte del territorio. Le tre potenze vincitrici, Russia, Turchia e Iran, si sono create loro aree d\u2019influenza. I curdi, che aspirano sempre a maggiore autonomia e sognano un loro Stato, hanno come sempre ottenuto meno di quanto si sono meritato.<\/p>\n<p><strong>Un presidente senza generali<\/strong><br \/>\nLe decisioni di Trump e le dimissioni di Mattis, dopo quelle del capo dello staff della Casa Bianca John Kelly, lasciano il presidente senza generali: tutti quelli entrati nella sua Amministrazione \u2013 i consiglieri per la sicurezza nazionale Flynn e McMaster, Kelly e Mattis \u2013 se ne sono andati. Segno che anche gente usa alla disciplina e ad eseguire gli ordini patisce l\u2019imprevedibilit\u00e0 del magnate.<\/p>\n<p>James \u2018cane pazzo\u2019 Mattis era uno dei pochi \u2018pezzi da novanta\u2019 dell\u2019Amministrazione Trump che avevano finora resistito, tenendo pure testa a Trump in pi\u00f9 di un\u2019occasione, anche sull\u2019Iran \u2013 era contrario alla denuncia degli accordi sul nucleare -. Sulla Siria, i due non s\u2019intendevano proprio: quando Trump ha ordinato azioni di forza dimostrative, bombardamenti missilistici politicamente immotivati e militarmente insignificanti, Mattis non era d\u2019accordo e s\u2019\u00e8 sforzato di limitare i danni, scegliendo obiettivi poco sensibili e riuscendo soprattutto a evitare incidenti con i russi, che hanno nell\u2019area una presenza d\u2019uomini e mezzi ben pi\u00f9 rilevante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Natale, Donald Trump ha fatto quaterna, il ritiro a sorpresa delle truppe di terra dalla Siria e dall\u2019Afghanistan, le dimissioni di Mattis dopo quelle di Kelly \u2013 gli ultimi generali del suo team \u2013 e lo shutdown, cio\u00e8 la serrata della pubblica amministrazione, per ottenere i soldi per fare il muro anti-migranti al confine [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72283,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[68,94,1222,1479,422,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72281"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72281"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72284,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72281\/revisions\/72284"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}