{"id":72304,"date":"2018-12-29T20:05:56","date_gmt":"2018-12-29T19:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72304"},"modified":"2019-01-01T12:19:28","modified_gmt":"2019-01-01T11:19:28","slug":"spagna-catalogna-indipendentismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/spagna-catalogna-indipendentismo\/","title":{"rendered":"Spagna: Catalogna, il termometro dell&#8217;indipendentismo"},"content":{"rendered":"<p>Succede a volte in politica che gli avvenimenti che si susseguono a distanza di poche ore l\u2019uno dall&#8217;altro contengano il significato di tutta una fase, prefigurando il tempo successivo. E\u2019 quanto \u00e8 accaduto in <strong>Spagna<\/strong> e in <strong>Catalogna<\/strong> nella settimana precedente il Natale, con l\u2019udienza preliminare del processo agli indipendentisti e il primo anniversario delle elezioni catalane convocate da Mariano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/spagna-casado-pp-aznar-rajoy\/\"><strong>Rajoy<\/strong><\/a>. Due giorni che racchiudono l\u2019ultimo anno: l\u2019autunno catalano 2017 nel segno dell&#8217;<strong>indipendentismo<\/strong>, la cacciata dal governo di Mariano Rajoy e il nuovo esecutivo di Pedro<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/spagna-sanchez-incognite-governo\/\"><strong> S\u00e1nchez<\/strong><\/a>, le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/spagna-andalusia-estrema-destra\/\">elezioni andaluse<\/a> con l\u2019exploit dell\u2019estrema destra, l\u2019anormalit\u00e0 della situazione in Catalogna con la leadership indipendentista in carcere o in esilio.<\/p>\n<p><strong>Primi passi della macro causa contro l&#8217;indipendentismo<\/strong><br \/>\nMarted\u00ec 18 dicembre, a Madrid, presso il <em>Tribunal Supremo <\/em>(TS), si sono incontrati per la prima volta accusa e difesa davanti al tribunale che giudicher\u00e0 la leadership del <em>proc\u00e9s<\/em> nella macro-causa contro l\u2019indipendentismo. L\u2019udienza preliminare ha definitivamente concluso la fase previa del procedimento giudiziario, con la conferma da parte della Procura Generale del teorema secondo cui, nell&#8217;autunno dello scorso anno, ci fu un\u2019insurrezione violenta dell\u2019indipendentismo tesa a sovvertire l\u2019ordine costituzionale, da inscriversi perci\u00f2 nel delitto di ribellione.<\/p>\n<p>E per quanto questa udienza fosse convocata per discutere sulla\u00a0 competenza del TS nel processo, contestata dalla difesa perch\u00e9 in contraddizione con il diritto al giudice naturale per legge, \u00e8 parso di assistere a una sorta di preludio di quello che sar\u00e0 il dibattimento vero e proprio che inizier\u00e0 nelle prossime settimane. Tre giorni dopo quell&#8217;avvenimento, il 21 dicembre, ricorreva l\u2019anniversario delle elezioni catalane convocate un anno prima da Rajoy, in virt\u00f9 del commissariamento della <em>Generalitat <\/em>applicato con l\u2019articolo 155 della Costituzione e vinte dallo schieramento indipendentista.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;evoluzione dell&#8217;atteggiamento verso S\u00e1nchez<\/strong><br \/>\nL\u2019annuncio del governo spagnolo, alla fine di agosto, che avrebbe celebrato una propria riunione a Barcellona entro la fine dell\u2019anno, voleva rientrare nella strategia di distensione che S\u00e1nchez aveva offerto alle istituzioni catalane\u00a0 per ottenere il voto dei partiti indipendentisti alla sua mozione di sfiducia a Rajoy. E cos\u00ec fu letta in principio in Catalogna, fino a che tutto cominci\u00f2 a cambiare quando, all&#8217;inizio di novembre, la Procura Generale, dipendente in linea gerarchica dall\u2019esecutivo, emise la propria petizione di condanna per i 18 leader indipendentisti per un totale di 177 anni di carcere, imputandone nove per un delitto di ribellione, con pene pro-capite oscillanti tra i 25 e i 16 anni.<\/p>\n<p>Quello fu un duro colpo per la fiducia dell\u2019indipendentismo sulle sorti del dialogo con il governo spagnolo. Lo scetticismo tra le file catalane aument\u00f2 ancora di pi\u00f9 quando, in seguito all&#8217;esito delle elezioni andaluse e all\u2019exploit dell\u2019estrema destra, basato per gran parte sull&#8217;avversit\u00e0 all&#8217;indipendentismo catalano, il discorso di S\u00e1nchez cambi\u00f2 di tono rispetto ai giorni dell\u2019investitura.<\/p>\n<p>Nel dibattito monografico sulla Catalogna celebrato nel Congresso dei Deputati il 12 dicembre, S\u00e1nchez, stretto tra la destra spagnola ringalluzzita dai risultati andalusi e l\u2019ala moderata del suo partito preoccupata per la perdita dell\u2019ultimo granaio di voti, pronunciava parole dure nei confronti dei partiti indipendentisti. Cominci\u00f2 cos\u00ec a crescere in Catalogna l\u2019avversione per l\u2019arrivo del governo spagnolo vissuto come una provocazione, tanto pi\u00f9 perch\u00e9 coincidente con l\u2019anniversario delle elezioni.<\/p>\n<p><strong>La vigilia e la giornata del 21 dicembre<\/strong><br \/>\nLe ore precedenti il 21 dicembre sono di attesa, per sapere se ci sar\u00e0 o meno l\u2019incontro tra i presidenti dei governi spagnolo e catalano; di timore, per ci\u00f2 che potr\u00e0 succedere in piazza, con la destra a preconizzare sangue e guerre civili; di gesti, con l\u2019approvazione dell\u2019obiettivo di deficit della finanziaria 2019 grazie al voto dei partiti indipendentisti.<\/p>\n<p>Nella maggioranza che sostenne la mozione di S\u00e1nchez contro Rajoy al principio di giugno, sembra ora prevalere la preoccupazione del precipitare del quadro politico spagnolo senza controllo, in piena auge dell\u2019estrema destra che i sondaggi danno con il vento in poppa e con la destra parlamentare intenta a scatenare gli istinti pi\u00f9 reazionari dell\u2019elettorato. E S\u00e1nchez, che a gennaio porter\u00e0 al Congresso la finanziaria concordata con Podemos, comincia a crederne possibile l\u2019approvazione con il concorso degli indipendentisti catalani.<\/p>\n<p>E alla fine arriva il 21 dicembre. Preceduto il giorno prima dall\u2019incontro tra i presidenti dei governi spagnolo e catalano S\u00e1nchez e Quim Torra nel Palau de Pedralbes di Barcellona, al termine del quale un comunicato congiunto propone alcune formulazioni sufficientemente ambigue perch\u00e9 ci si possano ritrovare tutti, mentre parla dell\u2019impegno a un \u201cdialogo effettivo\u201d per una proposta politica \u201cche conti con un ampio appoggio nella societ\u00e0 catalana\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, il governo spagnolo riunito a Barcellona presso la Llotja del Mar, approva l\u2019aumento a 900 euro del Salario minimo interprofessionale. Poi fa una serie di gesti simbolici, decidendo, senza per\u00f2 concordarlo con la <em>Generalitat<\/em>, di aggiungere al nome dell\u2019aeroporto di Barcelona-El Prat quello del <em>president <\/em>Josep Tarradellas, in esilio dal 1954 al 1977. Quindi stila una dichiarazione istituzionale di riabilitazione politica di Llu\u00eds Companys, condannato a morte da un tribunale franchista e ucciso per fucilazione nel 1940, senza tuttavia annullarne la sentenza per cui sarebbe necessario un provvedimento di legge.<\/p>\n<p>Fuori, il centro della citt\u00e0 \u00e8 invaso per tutto il giorno da manifestazioni e cortei promossi dal movimento indipendentista contro la presenza del governo spagnolo. La mobilitazione \u00e8 pacifica come sempre; solo un gruppo di incappucciati crea qualche disordine, caricati a tratti dalla polizia, ma per lo pi\u00f9 isolati dal resto dei manifestanti, o dai pompieri che si frappongono tra loro e i <em>Mossos d\u2019Esquadra<\/em>. Alla fine non si apprezza nessuna catastrofe, nessun bagno di sangue. Solo una mobilitazione popolare per rivendicare il diritto all&#8217;autodeterminazione che nessun governo spagnolo sembra, fino a questo momento, voler riconoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Succede a volte in politica che gli avvenimenti che si susseguono a distanza di poche ore l\u2019uno dall&#8217;altro contengano il significato di tutta una fase, prefigurando il tempo successivo. 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