{"id":72311,"date":"2019-01-01T11:38:57","date_gmt":"2019-01-01T10:38:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72311"},"modified":"2019-01-05T07:58:40","modified_gmt":"2019-01-05T06:58:40","slug":"ue-italia-francia-procedura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/ue-italia-francia-procedura\/","title":{"rendered":"Ue: Italia\/Francia, no due pesi e due misure su procedura"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019accusa alla <strong>Commissione europea<\/strong> di severit\u00e0 con l\u2019<strong>Italia<\/strong>, indulgenza con la <strong>Francia<\/strong> \u2013 due pesi, due misure &#8211;\u00a0 \u00e8 meno attuale dopo che si \u00e8 fermata la <strong>procedura<\/strong> per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese. Adesso pu\u00f2 dirsi che anche l\u2019Italia si trova a godere di una qualche attenzione benevola della Commissione.<\/p>\n<p><strong>Le accuse e le analogie fra i due casi<\/strong><br \/>\nTuttavia quell&#8217;accusa \u00e8 stata mossa con forza da membri del nostro governo nella fase pi\u00f9 critica del contenzioso con Bruxelles e potrebbe riproporsi nel 2019 se le vicende dei due Paesi dovessero avere sviluppi divergenti. Non sembra quindi fuor di luogo esaminare analogie e differenze fra i casi italiano e francese per verificare se sia fondata l\u2019idea di un trattamento deteriore dell\u2019Italia e anche per riflettere circa la natura delle regole europee di bilancio e il ruolo della Commissione nell&#8217;applicarle.<\/p>\n<p>Le analogie fra i due casi sono presto dette: in ambedue ci troviamo di fronte a sviluppi budgetari in conflitto con le prescrizioni europee; a loro giustificazione sono state invocate fra l\u2019altro ragioni superiori di ordine pubblico e democratico (i disordini dei gilet gialli, per la Francia; il voto elettorale e l\u2019esigenza di prevenire simili disordini, per l\u2019Italia); i due casi sono dichiaratamente sotto lo scrutinio della Commissione, che per\u00f2 non ha attivato per ora procedure sanzionatorie; il temuto peggioramento della congiuntura economica mondiale finir\u00e0 per complicare i problemi di finanza pubblica nell&#8217;area euro nel suo complesso.<\/p>\n<p><strong>Le differenze di procedura e di sostanza<\/strong><br \/>\nIl discorso sulle differenze \u00e8 pi\u00f9 articolato, a partire dagli sviluppi procedurali. La Commissione ha chiesto al governo italiano una revisione del progetto originario di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-def-scommessa-politica\/\"><strong>bilancio<\/strong><\/a>, constatando gravi inosservanze alla disciplina europea. Ha rinnovato un giudizio parimenti negativo sulle modifiche (marginali) inizialmente apportate, muovendo il primo passo di una procedura per deficit eccessivo (relazione ex art. 126.3 Tfue). Ha poi abbandonato questa iniziativa per l\u2019invio <em>in<\/em> <em>extremis<\/em> di una nuova (ben pi\u00f9 sostanziosa) revisione del progetto originario.<\/p>\n<p>Nel caso della Francia, al governo francese sono stati chiesti inizialmente chiarimenti sul progetto di bilancio 2019, non una revisione del medesimo come per l\u2019Italia. Ricevuti i chiarimenti, la Commissione si \u00e8 limitata a rilevare rischi \u00a0di inosservanza della normativa europea, non le gravi inosservanze contestate all&#8217;Italia. Vero \u00e8 che l\u2019aggravamento del bilancio per le &#8216;misure gilet gialli&#8217; \u00e8 venuto dopo: su di esso la Commissione non ha preso ufficialmente posizione, rinviando alle verifiche da effettuarsi nel corso del semestre europeo 2019.<\/p>\n<p><strong>Punti dolenti diversi e considerazioni diverse<\/strong><br \/>\nDiverse sono le regole europee di bilancio in discussione nei due casi, come pure le ragioni che hanno indotto la Commissione a desistere da procedure di infrazione.<\/p>\n<p>Il <em>punctum dolens<\/em> dei conti italiani \u00e8 costituito dal debito accumulato negli anni; ed \u00e8 una procedura per debito eccessivo che la Commissione intendeva far partire, a causa dell\u2019entit\u00e0 del debito (131 % del Pil) e dell\u2019assenza di una sua credibile diminuzione verso il limite prescritto (60 % del Pil). Di contorno, la Commissione lamentava anche deviazioni consistenti a quanto programmato a fine semestre europeo (luglio 2018) in tema di disavanzo nominale e strutturale, nonch\u00e9 una previsione poco realistica della crescita per il 2019.<\/p>\n<p>Se poi la Commissione ha deciso di fermarsi sulla via della procedura, \u00e8 perch\u00e9 il nostro governo, a seguito di un intenso dialogo con Bruxelles, ha modificato sensibilmente la manovra: disavanzo al 2 % del Pil (invece del 2,4%), nessuna variazione del deficit strutturale (anzich\u00e9 un aumento dello 0,8%), previsione di crescita dell\u2019 1% del Pil (anzich\u00e9 1, %), debito in leggera diminuzione (130% del Pil nel 2019, 129% e 128% nei due anni seguenti), clausola di salvaguardia (aumento Iva) per il 2020 e 2021. La Commissione ha considerato sufficienti queste correzioni, anche se continua a ritenere non ideale la situazione e vigiler\u00e0 sul rispetto degli impegni presi dal nostro governo (dichiarazioni del vice-presidente Valdis Dombrovskis dopo la riunione della Commissione del 19 dicembre 2018).<\/p>\n<p>Per la Francia, \u00e8 il disavanzo annuale per il 2019 a essere in discussione. Non lo era rispetto al progetto iniziale di bilancio, nel quale la Commissione ravvisava unicamente qualche rischio in tema di debito e di deficit strutturale. Lo \u00e8 divenuto successivamente, a seguito del &#8216;pacchetto gilet gialli&#8217;, che porter\u00e0 il disavanzo a superare il noto limite del 3%. La Commissione non si \u00e8 ancora pronunciata sulla questione, ma sembra orientarsi nel senso di ritenere lo sforamento giustificabile in quanto temporaneo, eccezionale e limitato (dichiarazioni del commissario Pierre Moscovici, da ultimo il 21 dicembre sulla rete televisiva Public Senat). In effetti, fra le poste di bilancio\u00a0 vi \u00e8 un costo (per la trasformazione di un certo credito di imposta \u2013 Cice) che incide <em>una tantum<\/em> sul 2019 ed \u00e8 destinato poi a scomparire.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;interrogativo dei due pesi e delle due misure<\/strong><br \/>\nTorniamo all&#8217;interrogativo iniziale sui due pesi e due misure. In base ai rilievi che precedono, non sembra che ne abbia sofferto l\u2019Italia. La diversa reazione della Commissione nei confronti dei due originari progetti di bilancio appare giustificata, essendo quello italiano in palese (anzi dichiarata) inosservanza delle regole europee. Successivamente le due manovre hanno formato oggetto di modifiche in senso opposto: si \u00e8 alleggerita quella italiana, appesantita quella francese. La Commissione ha tenuto un atteggiamento salomonico, \u00a0astenendosi nei due casi dal dare attuazione alla procedura di infrazione o dall&#8217;avviarla.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0, l\u2019Italia ne sta beneficiando non meno della Francia, tenuto conto della diversa situazione economica dei due Paesi. Il debito italiano viene da lontano e graver\u00e0 sui conti del nostro Paese a medio-lungo termine; il disavanzo francese potrebbe costituire un problema solo di breve termine, limitato al prossimo esercizio. Aggiungasi che i dati francesi (in particolare quelli relativi alla crescita) testimoniano di una economia strutturalmente pi\u00f9 solida di quella italiana; lo conferma, in termini di credibilit\u00e0 sui mercati, l\u2019enorme divario tra lo spread sul debito pubblico italiano e quello francese (pi\u00f9 di 200 punti base).<\/p>\n<p>Viene a questo punto da fare qualche riflessione, alla luce delle vicende sopra riferite, in ordine alla natura delle regole europee di bilancio e al ruolo della Commissione.<\/p>\n<p><strong>Considerazioni generali<\/strong><br \/>\nLe regole europee sono spesso accusate di eccessiva rigidit\u00e0. Senonch\u00e9 i vincoli\u00a0 sul disavanzo e sul debito \u00a0sono assoggettati nel Trattato a varie eccezioni e deroghe e ammettono il ricorso a procedura sanzionatoria solo nel caso di deviazioni rilevanti. Come specificato nella legislazione secondaria (Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita) e nella prassi della Commissione (comunicazione &#8216;flessibilit\u00e0&#8217;), si deve tener conto di tutta una serie di circostanze: disastri naturali, ciclo economico, riforme, investimenti. C\u2019\u00e8 da chiedersi a questo punto se non rilevino altres\u00ec emergenze di carattere politico e sociale: nei casi qui esaminati, le rivendicazioni di piazza in Francia e le attese degli elettori in Italia. Si tratterebbe di uno sviluppo significativo in tema di flessibilit\u00e0 delle regole\u00a0 di bilancio, con implicazioni anche sul ruolo della Commissione.<\/p>\n<p>La gestione della disciplina budgetaria \u00e8 ripartita dal Trattato tra la Commissione, organo tecnico sovranazionale con funzioni di vigilanza e proposta, e il Consiglio, organo politico intergovernativo dotato di poteri di decisione. Il primo decennio dellUunione monetaria ha visto una netta prevalenza del Consiglio sulla Commissione, ben evidenziata nel 2003 dal blocco in Consiglio della proposta della Commissione di agire per deficit eccessivo contro Francia e Germania.<\/p>\n<p>Proprio al fine di assicurare una gestione pi\u00f9 tecnica, al riparo da interferenze politiche, la revisione del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita nel 2011 (il cosiddetto\u00a0<em>Six Pack<\/em>) ha rafforzato il ruolo della Commissione in virt\u00f9 del <em>reverse majority voting<\/em>. Ora il Consiglio pu\u00f2 solo opporsi alla proposta della Commissione, che acquista in tal modo un potere quasi decisionale.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 con il sistema dello <em>Spitzenkandidat<\/em> e la venuta della presidenza Juncker, la Commissione ha rivendicato per s\u00e9 un ruolo politico, oltre che tecnico. Le vicende italiana e francese qui esaminate lo stanno a dimostrare. C\u2019\u00e8 da chiedersi allora se non possa essere messo in discussione il ruolo della Commissione, con il rischio di un suo ridimensionamento in favore di strutture intergovernative, come ad esempio il Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019accusa alla Commissione europea di severit\u00e0 con l\u2019Italia, indulgenza con la Francia \u2013 due pesi, due misure &#8211;\u00a0 \u00e8 meno attuale dopo che si \u00e8 fermata la procedura per deficit eccessivo nei confronti del nostro Paese. Adesso pu\u00f2 dirsi che anche l\u2019Italia si trova a godere di una qualche attenzione benevola della Commissione. 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