{"id":72326,"date":"2019-01-02T00:30:39","date_gmt":"2019-01-01T23:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72326"},"modified":"2019-01-02T00:30:39","modified_gmt":"2019-01-01T23:30:39","slug":"yemen-guerra-tregua-scontro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/yemen-guerra-tregua-scontro\/","title":{"rendered":"Yemen: tra guerra e tregua, lo scontro sciiti-sunniti"},"content":{"rendered":"<p>Quando, nel 2012, in <strong>Yemen <\/strong>divamparono le proteste sulla spinta delle Primavere arabe e il presidente Saleh fu costretto a lasciare dopo trent\u2019anni il potere, tutti pensarono di trovarsi di fronte ad una guerra civile tra i ribelli huthi di fede sciita \u2013 minoranza nel Paese &#8211; \u00a0e i sunniti filo-governativi.<\/p>\n<p>A partire dal 2015, per\u00f2, il conflitto in Yemen ha acquisito una dimensione regionale, con l\u2019intervento di una coalizione militare multinazionale composta da Arabia Saudita, Egitto e alcuni Paesi del Golfo, a supporto delle forze governative contro i ribelli ufficialmente denominati \u201cAnsar Allah\u201d.<\/p>\n<p>I ribelli controllano la capitale San\u2019a e buona parte dello Yemen settentrionale mentre il presidente Hadi ed il suo governo sono stabiliti ad Aden. Quella che \u00e8 considerata una guerra dimenticata dalla comunit\u00e0 internazionale, vede, da settimane, i ribelli difendersi dall\u2019offensiva della coalizione guidata dai sauditi sulla citt\u00e0 portuale di Hodeida.<\/p>\n<p><strong>Dalla presa di Hodeida alla tregua di Stoccolma<\/strong><br \/>\nHodeida, localit\u00e0 sul Mar Rosso nella parte orientale dello Yemen, ospita un porto fondamentale, da cui arrivano le navi cariche di merci e aiuti umanitari. Nell\u2019inferno di Hodeida ,dal giugno scorso sono intrappolati migliaia di civili in uno scontro, diventato vera e propria emergenza umanitaria, in cima agli sforzi diplomatici delle Nazioni Unite e della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Sforzi che hanno ottenuto un\u2019 insperato successo a Stoccolma, con l\u2019accordo per il cessate il fuoco su Hodeida raggiunto tra ribelli e governativi durante i primi colloqui di pace promossi dall\u2019inviato speciale Onu Martin Griffiths.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, a fronteggiarsi in Yemen, sulla pelle dei civili, sono i duellanti del mondo arabo: Iran e Arabia Saudita, in un pericoloso gioco di potere regionale che pone di fronte il mondo sunnita a quello sciita, con tutte le temibili conseguenze per la regione.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>I record negativi del Paese<\/strong><br \/>\nUbicato in una posizione geografica strategica per la regione, lo Yemen \u00e8 tuttavia lo Stato pi\u00f9 povero del Medio Oriente.<\/p>\n<p>La Repubblica yemenita \u00e8 affacciata ad est sul Mar Rosso e nella parte meridionale sul Golfo di Aden, quello specchio di mare da cui passano tutte le petroliere dirette nel Golfo Persico.<\/p>\n<p>Il campo di battaglia Yemen conta, ad oltre 3 anni dall\u2019inizio dei bombardamenti sauditi e dagli scontri tra ribelli huthi e forze governative, migliaia di morti e una crisi umanitaria che coinvolge soprattutto i bambini. 22 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari, tra cui 120 mila bambini che rischiano di morire per fame, come denunciato da <em>Save The Children<\/em>.<\/p>\n<p>Lo Yemen oltre ad affrontare la crisi alimentare e la guerra, vive nella condizione paradossale di essere anche un approdo di migranti in arrivo via mare dal Corno d\u2019Africa nel tentativo di raggiungere i Paesi del Golfo. 150 mila, secondo l\u2019Organizzazione mondiale per le migrazioni: numeri che rendono lo Yemen uno dei Paesi con pi\u00f9 rifugiati interni ed esterni.<\/p>\n<p><strong>Alle origini del conflitto<\/strong><br \/>\nA tre anni dall\u2019intervento della coalizione multinazionale a sostegno del governo, appare chiaro quali sono i veri attori in campo. Da una parte il mondo sciita, capeggiato dalla Repubblica Islamica di <strong>Iran<\/strong> che finanzia e appoggia &#8211; seppur non ufficialmente &#8211; i ribelli huthi; dall\u2019altra i sauditi, egemoni, da sempre, nell\u2019universo sunnita. Nel mezzo, le strategie di potere e una rivalit\u00e0 tra le due correnti della religione islamica che c\u2019entra sempre meno con la teologia e la dottrina e riguarda solo potere e spazi di influenza.<\/p>\n<p>A spingere la monarchia saudita ad entrare in scena per sostenere il presidente Hadi non \u00e8 stata solo l\u2019avanzata degli huthi sciiti, giunti a controllare met\u00e0 del Paese. Ad intimorire Riad \u00e8 stata piuttosto la risonanza che la vicenda yemenita avrebbe potuto avere sugli sciiti sparsi nella regione; sciiti che considerano Teheran unico protettore per chi \u00e8 da sempre minoranza nel mondo islamico. Una spaccatura, quella tra sciiti e sunniti, capace di destabilizzare il Medio Oriente e che vede l\u2019Iran e l\u2019Arabia Saudita come riferimenti primari rispettivamente per lo sciismo e il sunnismo.<\/p>\n<p>Nella Repubblica Islamica lo sciismo \u00e8 religione di stato. La massima carica istituzionale \u00e8 la Guida Suprema, da quasi 30 anni l\u2019Ayatollah Ali Khamenei. La patria del sunnismo, il Regno Saudita, ospita nei suoi confini i luoghi sacri dell\u2019Islam: la Mecca e Medina, luogo di nascita e morte del Profeta Maometto.<\/p>\n<p>Nell\u2019astio tra Teheran e Riad c\u2019\u00e8 la convivenza tra sunniti e sciiti nei Paesi della regione, con i sunniti che rappresentano l\u201985% dei musulmani. Una differenza che affonda le sue radici nel 632 d.C., anno di morte del Profeta.<\/p>\n<p>Quelli che si chiameranno sunniti scelgono come successore di Maometto la \u201cSunna\u201d, ovvero la tradizione, i compagni e discepoli del Profeta. I futuri sciiti invece, affermano che solo un consanguineo di Maometto pu\u00f2 guidare l\u2019Islam, e per questo designano Ali, cugino e genero del Profeta. A Karbala, in Iraq, nel 680 d.C., il figlio di Ali, Hussain, \u00e8 ucciso dai sunniti. \u00c8 da allora che i percorsi tra le due anime dell\u2019Islam si separano per sempre, con i sunniti che diventano maggioranza ed accentrano nelle loro mani potere politico e religioso.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa del ritorno del 12esimo Iman, discendente diretto di Ali, gli sciiti decidono di farsi guidare dagli Ayatollah, guide spirituali formate nelle pi\u00f9 importanti universit\u00e0 coraniche. I sunniti al contrario, non si affidano a guide spirituali. Solo i compagni del Profeta, coloro che hanno condiviso il suo percorso di vita e ascoltato i suoi insegnamenti \u00a0possono tramandarne il vero messaggio.<\/p>\n<p>Nel mezzo di una rivalit\u00e0 che affonda le sue radici nel 632 d.C. ci sono gli intrecci regionali che vedono Teheran difensore e faro per tutte le minoranze sciite oppresse nella regione, compreso lo Yemen; ma anche il commercio di oro nero e armi che coinvolge gli Stati Uniti, alleati di ferro dell\u2019Arabia Saudita e nemici giurati &#8211; neanche a dirlo, della Repubblica Islamica.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Mohammed Mohammed\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, nel 2012, in Yemen divamparono le proteste sulla spinta delle Primavere arabe e il presidente Saleh fu costretto a lasciare dopo trent\u2019anni il potere, tutti pensarono di trovarsi di fronte ad una guerra civile tra i ribelli huthi di fede sciita \u2013 minoranza nel Paese &#8211; \u00a0e i sunniti filo-governativi. 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