{"id":72349,"date":"2019-01-05T06:49:39","date_gmt":"2019-01-05T05:49:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72349"},"modified":"2019-01-08T07:15:06","modified_gmt":"2019-01-08T06:15:06","slug":"ue-idea-sfida-flessibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/ue-idea-sfida-flessibilita\/","title":{"rendered":"Ue: una nuova idea d&#8217;Europa, la sfida delle flessibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/accadde-domani-2019-ue\/\">Passano gli anni<\/a> e la realizzazione del sogno federalista immaginato dai padri fondatori della <strong>Comunit\u00e0 europea<\/strong> sembra allontanarsi sempre pi\u00f9. Gli <strong>Stati Uniti d\u2019Europa<\/strong> restano un obiettivo di lungo termine per un numero sempre pi\u00f9 ristretto di politici visionari, di giovani sognatori, di accademici istituzionalisti e di intellettuali nostalgici. E\u2019 vero che ancora oggi i cittadini chiedono pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-sfide-politica-partiti-comunicazione\/\"><strong>Europa<\/strong><\/a>: il 62 per cento crede che l\u2019appartenenza all\u2019Unione sia una cosa positiva e il 68 per cento ritiene che il proprio Paese ne tragga beneficio. Tuttavia, la stragrande maggioranza di loro non vuole grandi progetti politici ed istituzionali di difficile realizzazione, ma soltanto un\u2019Europa diversa, pi\u00f9 vicina, pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 solidale. Saranno le forze politiche che incarneranno meglio queste esigenze di differenziazione e di flessibilit\u00e0 e che sapranno comunicarla in maniera pi\u00f9 efficace a ottenere pi\u00f9 consensi alle prossime <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-spitzenkandidat-democratizzazione\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a>, che si prospettano pi\u00f9 combattute del solito.<\/p>\n<p><strong>I nuovi assetti del Parlamento europeo<\/strong><br \/>\nI partiti tradizionalmente europeisti perderanno probabilmente alcuni seggi al Parlamento europeo, con l\u2019eccezione dell\u2019Alleanza dei Liberali e Democratici per l\u2019Europa (Alde) che sar\u00e0 probabilmente rafforzato dai membri de La Republique En Marche del presidente francese Emmanuel Macron. I partiti euroscettici ed estremisti, di destra e di sinistra, sembrano destinati a crescere nei consensi, e questo aumenter\u00e0 la frammentazione politica al Parlamento europeo, confermando un trend consolidato nelle ultime elezioni nazionali, da quelle presidenziali francesi dell\u2019aprile 2017 a quelle svedesi del settembre 2018, passando per quelle italiane del marzo scorso.<\/p>\n<p>Queste forze politiche restano divise su tutta una serie di questioni \u2013 come gestire il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\"><strong>fenomeno migratorio<\/strong><\/a>, quali devono essere le priorit\u00e0 di politica estera e quale assetto dare alla governance economica dell\u2019eurozona \u2013 e i loro toni minacciosi nei confronti dell\u2019Europa si sono notevolmente attenuati. Sembra dunque che, qualunque sia il risultato delle urne, le consultazioni del prossimo maggio non metteranno a rischio la sopravvivenza dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>Sopravvivenza Ue non a rischio, ma giorni agitati<\/strong><br \/>\nQuesto non significa che il progetto europeo vivr\u00e0 giorni tranquilli. Le divergenze crescenti tra i governi dei Paesi membri, il nazionalismo che si sta gradualmente imponendo nel dibattito pubblico, il mancato rispetto di principi fondanti come la solidariet\u00e0 e lo stato di diritto, la drammatica decisione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brexit-may-nebbia-accordo\/\"><strong>Gran Bretagna<\/strong><\/a> di abbandonare la casa comune dell\u2019Unione ne hanno scardinato i due assunti cruciali della indivisibilit\u00e0 e della irreversibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Bisogna dunque che in primis i decisori politici e gli esperti vengano a patti con questa nuova realt\u00e0 e ne traggano le opportune considerazioni. Ci\u00f2 non vuol dire riconsiderare il sostegno e l\u2019impegno per la promozione di un\u2019Europa sempre pi\u00f9 stretta e per un processo di integrazione progressivo ed inclusivo. Ma spingersi ad adottare una visione pi\u00f9 ampia e meno dogmatica sull\u2019Unione, volta a sviluppare un modello fondato su modalit\u00e0 di integrazione e cooperazione flessibili nei diversi settori di policy.<\/p>\n<p><strong>Differenziazione e flessibilit\u00e0<\/strong><br \/>\nUn certo grado di differenziazione ha sempre fatto parte del processo di integrazione europeo sin dalle sue origini. L&#8217;area euro e lo spazio Schengen hanno ulteriormente consolidato questa tendenza attraverso progetti a lungo termine di integrazione differenziata tra gli Stati membri dell&#8217;Ue. Di recente, una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\"><strong>Cooperazione strutturata permanente<\/strong><\/a> \u00e8 stata avviata nel settore della <strong>difesa<\/strong>, consentendo a gruppi di Stati membri capaci e volenterosi di unire le forze attraverso accordi nuovi e flessibili.<\/p>\n<p>Tuttavia, di fronte alle sfide interne e alle intemperie di un contesto internazionale sempre pi\u00f9 instabile, questa <strong>flessibilit\u00e0<\/strong> assume nel 2019 un significato diverso, esiziale. Abbandonati progetti altisonanti ed utopistici, la possibilit\u00e0 di aggregare le preferenze di alcuni Stati membri attorno a questioni fondamentali per i cittadini europei, dall\u2019immigrazione alla sicurezza alla gestione dell\u2019economia, con l\u2019obiettivo di trovare soluzioni di policy a beneficio di tutti diventa l\u2019unico antidoto alla frammentazione e financo alla disintegrazione.<\/p>\n<p><strong>Vantaggi in molti settori<\/strong><br \/>\nLa differenziazione potrebbe offrire una soluzione per molti settori chiave all&#8217;interno dell&#8217;Unione, nei quali l&#8217;uniformit\u00e0 non \u00e8 desiderabile o raggiungibile, nonch\u00e9 per la sua azione esterna, offrendo molteplici modelli di cooperazione tra l&#8217;Ue e Paesi candidati all\u2019adesione, del vicinato o partner. L&#8217;idea di base \u00e8 che la differenziazione non \u00e8 solo necessaria, ma anche auspicabile, per affrontare le sfide attuali in modo pi\u00f9 efficace, rendendo l&#8217;Unione pi\u00f9 resiliente e reattiva nel suo rapporto con i cittadini. Ovviamente questo pone delle questioni importanti, che hanno a che fare con la compatibilit\u00e0 di un\u2019integrazione flessibile con la preservazione dell\u2019unit\u00e0 politica e giuridica dell\u2019Unione. Occorre quindi trovare delle soluzioni istituzionali che rendano uno scenario di integrazione differenziata sostenibile in termini di governance e anche legittima dal punto di vista democratico.<\/p>\n<p>La strada per la realizzazione di questa nuova architettura europea pu\u00f2 cominciare nella cornice dei Trattati esistenti, ad esempio lanciando delle cooperazioni rafforzate, ma nel medio periodo richiedera\u0300 una riforma dei Trattati stessi, come e\u0300 stato fatto per l\u2019Unione monetaria. Il raggiungimento di questi risultati risiede nelle mani dei Paesi membri, i quali si muoveranno rispettando le loro identita\u0300, calibrando i loro interessi e valutando gli incentivi. Serve per\u00f2 un lavoro di riflessione e di elaborazione a monte, che deve necessariamente coinvolgere attori istituzionali ed esperti del settore, ma anche fondarsi sulle preferenze dei cittadini, con una particolare attenzione ai giovani, al settore privato, alle diverse organizzazioni della societa\u0300 civile.<\/p>\n<p><strong>Il progetto pluriennale EU IDEA<\/strong><br \/>\nE\u2019 su questa linea che si muovera\u0300 anche il nostro Istituto, che da gennaio si pone alla testa di un consorzio di 15 partner europei ed extra-europei per la realizzazione di un ambizioso progetto pluriennale \u2013 <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/ricerche\/eu-idea\"><strong>EU IDEA<\/strong><\/a> \u2013 finanziato dalla Commissione europea sulle prospettive dell\u2019integrazione differenziata. L\u2019obiettivo e\u0300 quello di offrire un\u2019analisi accurata del contesto politico, istituzionale, giuridico e sociale dell\u2019Unione, consolidare le reti esistenti e le migliori pratiche a livello europeo, sviluppare scenari e proporre idee che portino ad un cambiamento positivo per il processo di integrazione.<\/p>\n<p>Accompagneremo dunque l\u2019Unione in questo suo anno di passaggio e oltre, nella convinzione che la migliore ricetta per non tradire lo spirito dei padri fondatori non e\u0300 quella di restare ancorati a modelli del passato, ma immaginarne di nuovi che sappiano rispondere alle esigenze del presente e assicurare la rilevanza dell\u2019Europa nel mondo di domani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passano gli anni e la realizzazione del sogno federalista immaginato dai padri fondatori della Comunit\u00e0 europea sembra allontanarsi sempre pi\u00f9. 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