{"id":72357,"date":"2019-01-05T05:43:21","date_gmt":"2019-01-05T04:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72357"},"modified":"2019-01-07T17:45:39","modified_gmt":"2019-01-07T16:45:39","slug":"migranti-italia-ridotto-sbarchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/migranti-italia-ridotto-sbarchi\/","title":{"rendered":"Migranti: come l\u2019Italia ha ridotto gli sbarchi dell\u201980%"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2018, il tema dell\u2019immigrazione ha continuato ad impegnare l\u2019agenda politica italiana ed europea, e per l\u2019<strong>Italia<\/strong> \u00e8 stato l\u2019anno della svolta. Infatti, dopo aver accolto oltre 608.000 tra migranti e richiedenti asilo nei quattro anni precedenti, il nostro Paese ha visto <strong>ridurre gli sbarchi dell\u201980%<\/strong> rispetto al 2017.<\/p>\n<p>Come testimoniato dai <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/cruscotto_statistico_giornaliero_31-12-2018.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati ufficiali<\/a> del ministero dell\u2019Interno, nell\u2019anno appena trascorso sono sbarcati in Italia 23.370 migranti, un numero in netto calco rispetto ai 119.269 del 2017 e ai 181.436 del 2016.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-72358\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti1-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti1-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti1-125x85.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti1.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/>Rispetto al periodo precedente, la diminuzione degli sbarchi era gi\u00e0 iniziata dal luglio 2017 e proseguita fino a maggio 2018, durante il governo di Paolo Gentiloni, ed \u00e8 poi drasticamente accelerata nei mesi estivi successivi all\u2019insediamento dell\u2019esecutivo guidato da Giuseppe Conte.<\/p>\n<p><strong>Governare l\u2019immigrazione \u00e8 possibile<\/strong><br \/>\nI numeri dimostrano che i flussi migratori diretti verso l\u2019Italia non sono qualcosa di inevitabile. Si tratta di un fenomeno che pu\u00f2 essere frenato o accelerato, aumentato o drasticamente ridotto \u2013 in altre parole, affrontato e gestito. La sua complessit\u00e0, drammaticit\u00e0 e portata intercontinentale non sono, e non possono essere, un alibi per rinunciare a governare il fenomeno.<\/p>\n<p>Negli scorsi tre anni non si sono certo arrestati il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/migranti-climatici-reata-preparati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cambiamento climatico<\/a>, la desertificazione o le siccit\u00e0, i conflitti in Africa e Medio Oriente, la curva demografica africana, la porosit\u00e0 dei confini dei Paesi di transito \u2013 in primis la <strong>Libia<\/strong> &#8211; ed in generale tutte le concause strutturali e di lungo periodo che generano i flussi migratori verso l\u2019Italia in quanto \u201cporta d\u2019ingresso\u201d dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>A parit\u00e0 di tutto il resto, l\u2019unica variabile a cambiare radicalmente \u00e8 stata la posizione delle autorit\u00e0 italiane, le quali hanno prima deciso di chiudere gradualmente questa \u201cporta d\u2019ingresso\u201d e poi di sbarrarla costi quel che costi \u2013 fino alla chiusura dei porti italiani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-72359 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti2-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"509\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti2-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti2-125x92.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AIMarroneMigranti2.jpg 695w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/>Fuor di metafora, nel 2017 l\u2019allora ministro degli Interni Marco Minniti inizi\u00f2 a porre dei limiti alle operazioni di ricerca e soccorso da parte delle navi italiane e delle Ong nel Mediterraneo, e a <strong>stringere accordi con gli interlocutori libici e nigerini<\/strong> per filtrare e rallentare il transito di migranti: accordi che hanno visto anche il lancio di missioni militari a sostegno della guardia costiera del governo di Tripoli e delle autorit\u00e0 del <strong>Niger<\/strong>. Nel giugno 2018, poi, appena insediatosi, il suo successore Matteo Salvini \u00e8 passato a una linea pi\u00f9 dura, fino alla <strong>chiusura dei porti<\/strong> alle navi, italiane e non, che trasportassero migranti. L\u2019azione dei due ministri, ed in particolare di Salvini, ha ridotto nel 2018 il numero degli sbarchi in Italia dell\u201980% rispetto all\u2019anno precedente, e dell\u201986% rispetto al 2016.<\/p>\n<p><strong>Il controllo dei confini resta competenza nazionale<\/strong><br \/>\nLa storia di questi tre anni dimostra quindi che la gestione dei flussi migratori ed il controllo dei confini nazionali \u00e8 ancora una competenza dello Stato. Non di organismi internazionali come l\u2019Onu, n\u00e9 di soggetti privati, n\u00e9 di organizzazioni non governative. Poich\u00e9 lo Stato \u00e8 composto da territorio, popolo e autorit\u00e0 politica che governa quel territorio e quel popolo, la decisione se ammettere o meno un cittadino straniero (e non Ue) entro i propri confini resta, giustamente, nelle mani dell\u2019autorit\u00e0 statuale nazionale, e non degli enti locali.<\/p>\n<p>Sarebbe stato meglio se gli Stati membri dell\u2019Ue avessero concordato una politica comune di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, dal controllo dei confini esterni dell\u2019Unione alla valutazione delle domande di asilo e al ricollocamento dei migranti &#8211; come gi\u00e0 avevano definito, nel corso dei decenni, una politica comune sulla libera circolazione dei propri cittadini all\u2019interno dell\u2019Ue. Tuttavia questo risultato non \u00e8 stato raggiunto, nonostante le richieste e le proposte avanzate dall\u2019Italia sin dal 2013, a causa degli egoismi nazionali degli altri Stati membri che si sono affrettati a fermare i migranti a Ventimiglia o sul Brennero, nelle acque maltesi o ai confini dei Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d.<\/p>\n<p>Visto il <strong>fallimento politico dell\u2019Ue<\/strong> nel suo complesso <strong>di fronte alla sfida migratoria nel Mediterraneo<\/strong> centrale \u2013 ben diversa la storia della rotta balcanica, dove l\u2019accordo con la Turchia ha di fatto avuto successo nel fermare i flussi migratori \u2013 lo Stato italiano ha dovuto fare da solo, e da solo ha raggiunto l\u2019obiettivo fissato.<\/p>\n<p>Obiettivo fissato democraticamente dal corpo elettorale italiano. Nelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni del marzo 2018<\/a>, le forze politiche che, in varia misura e con diversi toni, hanno promesso agli elettori di ridurre drasticamente i flussi migratori \u2013 ovvero l\u2019intero centrodestra ed il Movimento 5 Stelle \u2013 hanno totalizzato nel complesso oltre il 70% dei voti. Si tratta di un orientamento politico radicato nella cittadinanza, confermato tanto dai sondaggi quanto dalle elezioni locali, che chiede alla politica di ridurre il flusso migratorio che con oltre 608.000 migranti sbarcati in quattro anni ha messo negativamente sotto pressione la societ\u00e0 italiana dal punto di vista psicologico, sociale, di sicurezza, a livelli mai sperimentati nella storia della Repubblica, con effetti anche a <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/nov\/22\/hillary-clinton-europe-must-curb-immigration-stop-populists-trump-brexit\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">livello europeo<\/a>. Poich\u00e9 questo era il mandato elettorale, il governo ed il Parlamento hanno agito di conseguenza mettendo in secondo piano altre considerazioni, relative ad esempio alle posizioni delle Nazioni Unite o delle Organizzazioni non governative.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019etica della responsabilit\u00e0 che salva vite umane<\/strong><br \/>\nTra gli elementi messi in secondo piano vi \u00e8 stata di fatto, se non concettualmente, la weberiana \u201cetica delle intenzioni\u201d, sostituita dall\u2019\u201cetica della responsabilit\u00e0\u201d. Secondo l\u2019etica delle intenzioni, per principio il rischio della morte in mare di migranti deve spingere il dispositivo di ricerca e soccorso ad agire il pi\u00f9 possibile, spostandosi dalle acque italiane a quelle internazionali, e poi a quelle libiche, per effettuare pi\u00f9 salvataggi.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019etica della responsabilit\u00e0, bisogna considerare non solo i principi ma anche e soprattutto la realt\u00e0, incluse le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni: pi\u00f9 si aumenta il soccorso in mare, pi\u00f9 le reti criminali di trafficanti di esseri umani sono facilitate nell\u2019usare imbarcazioni malridotte per la traversata del Mediterraneo, e pi\u00f9 potenziali migranti sono incentivati a tentare la sorte. Quindi una riduzione delle attivit\u00e0 di ricerca e soccorso, in particolare nelle acque libiche ed internazionali, costituisce di fatto un disincentivo ad imbarcarsi, soprattutto su imbarcazioni malridotte, e indirettamente salva quindi pi\u00f9 vite umane.<\/p>\n<p>Infatti, nel 2016, nel pieno dello sforzo di ricerca e soccorso basato sull\u2019etica delle intenzioni, sono morti nel Mediterraneo centrale oltre <a href=\"https:\/\/openmigration.org\/analisi\/i-morti-in-mare-nel-2016-mai-cosi-tanti-nel-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">4.700 migranti<\/a>. Nel 2018, il <a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Migranti-UNHCR-oltre-2000-morti-nel-mediterraneo-da-inizio-2018-8f6d9b45-9ea3-45af-aed8-996472ebb95f.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">numero di vittime \u00e8 sceso a poco pi\u00f9 di 2.000<\/a>, con una riduzione superiore al 50%. In altre parole, l\u2019etica delle intenzioni ha agito da <em>pull factor<\/em>, da fattore di attrazione dei migranti, prima con l\u2019operazione Mare Nostrum lanciata dal governo italiano a fine 2013 e poi con l\u2019operato delle Ong \u2013 non a caso nel 2013 gli sbarchi di migranti sono stati poco meno di 43.000, e sono poi triplicati dal 2014 in poi. L\u2019etica della responsabilit\u00e0, invece, ha portato non solo ad una drastica diminuzione del numero di migranti arrivati sulle coste italiane, ma ad un dimezzamento delle vittime in mare salvando di fatto pi\u00f9 di 2.500 vite umane. Come dice un vecchio proverbio, di buone intenzioni \u00e8 lastricata la via dell\u2019inferno.<\/p>\n<p>In conclusione, diminuire drasticamente i flussi migratori verso l\u2019Italia \u00e8 stato ed \u00e8 possibile, senza nascondersi dietro l\u2019alibi della complessit\u00e0 del fenomeno. La sua gestione ed il controllo dei confini spetta ancora allo Stato centrale, e non alle organizzazioni internazionali o a quelle non governative. E nel 2018 le autorit\u00e0 italiane hanno dato seguito alla richiesta politica dell\u2019elettorato di ridurre gli sbarchi, contribuendo al tempo stesso a <strong>dimezzare il numero di migranti morti nella traversata<\/strong> del Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2018, il tema dell\u2019immigrazione ha continuato ad impegnare l\u2019agenda politica italiana ed europea, e per l\u2019Italia \u00e8 stato l\u2019anno della svolta. Infatti, dopo aver accolto oltre 608.000 tra migranti e richiedenti asilo nei quattro anni precedenti, il nostro Paese ha visto ridurre gli sbarchi dell\u201980% rispetto al 2017. 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