{"id":72372,"date":"2019-01-08T15:13:33","date_gmt":"2019-01-08T14:13:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72372"},"modified":"2019-01-11T11:48:29","modified_gmt":"2019-01-11T10:48:29","slug":"usa-trump-space-force","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/usa-trump-space-force\/","title":{"rendered":"Usa: Trump, uno Space Command in attesa della Space Force"},"content":{"rendered":"<p>Sotto alcuni aspetti, la politica di Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> potrebbe essere meno discontinua e anche meno improvvisata di quanto il suo modo di proporla ce la faccia apparire. Prima di Natale, il presidente, nella sua capacit\u00e0 costituzionale\u00a0di Comandante Supremo, ha \u00a0dato al capo del Pentagono un ordine perentorio: l&#8217;<strong>Us Space Command<\/strong> s\u2019ha da fare, e subito. Il \u00a0segretario per la Difesa, generale James <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/vi-racconto-mio-amico-jim-mattis\/\"><strong>Mattis<\/strong><\/a>, ha chinato il capo e pochi giorni dopo ha rassegnato le dimissioni, che probabilmente aveva in tasca gi\u00e0 da un pezzo &#8211; i media le hanno generalmente attribuire alla decisione di Trump di ritirare le truppe <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-trump-siria-shutdown\/\"><strong>dalla Siria\u00a0e dall&#8217;Afghanistan<\/strong><\/a>-. La comunicazione ufficiale dell\u2019ordine \u00e8 venuta dal vicepresidente Mike <strong>Pence<\/strong>, delegato per le questioni spaziali. All&#8217;atto dell\u2019annuncio, Pence ha voluto coinvolgere nella decisione Heather <strong>Wilson<\/strong>,\u00a0segretario per l<strong>\u2019<\/strong>Air Force, che &#8211; al Pentagono tutti lo sanno &#8211;\u00a0 \u00e8 concettualmente contraria al progetto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019America ritorna nello spazio<\/strong><br \/>\nCon la ricostituzione dello Space Command, XI comando operativo se si comprendono quelli regionali, si compie il \u00a0passo intermedio per la creazione di quella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/space-force-usa-egemonia\/\"><strong>Space Force<\/strong><\/a> che, di fatto, \u00e8 destinata a diventare<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/spazio-usa-frontiera-fronte\/\"> la sesta forza armata degli Stati Uniti<\/a>. Con questa nuova misura, che ne segue altre (National Space Council, Space Development Agency, road map to Space&#8230;), \u00e8 evidente come l\u2019amministrazione Trump stia invertendo decisamente rotta rispetto al depotenziamento del settore operato da quella precedente. Anche la <strong>Nasa<\/strong>, che ormai dava \u00a0l\u2019impressione di essere un ente decaduto a livello di \u201ccassa integrazione\u201d &#8211; parole testuali di un addetto ai lavori a Houston -, ora sta riprendendo slancio vitale.<\/p>\n<p>L&#8217;annuncio, poi parzialmente rivisto, del ritiro dalla Siria; il rientro di un\u2019ampia componente militare dall\u2019Afghanistan; il progressivo disinteresse per l\u2019Africa a fronte di una concentrazione dello sforzo su nuove strutture squisitamente <em>combat<\/em>, come sar\u00e0 la nuova Space Force: tutte queste decisioni rientrano nella logica trumpiana dell&#8217;America First;<em>\u00a0<\/em>e, sotto questo profilo, si pu\u00f2 anche notare che non sono concetti completamente nuovi. Si tratta anche di razionalizzare e completare attivit\u00e0 che le due precedenti Amministrazioni non erano riuscite a realizzare. Anche Bush jr. aveva dichiarato prematuramente compiuta la missione in Iraq, come poi aveva fatto Obama in Afghanistan; ma erano stati \u00a0ritiri senza un parallelo potenziamento dello strumento militare, con tutta la perdita di credibilit\u00e0 che ne \u00e8 conseguita.<\/p>\n<p><strong>Braccio di ferro con la Cina<\/strong><br \/>\n\u2018The Donald\u2019 invece tira dritto, ha un obiettivo chiaro e procede nonostante le critiche. Molte critiche, soprattutto perch\u00e9 la sua visione \u00e8 composta da tanti pezzi che, prospettati con il suo stile e in tempi differenziati, possono apparire non organici. Le sue decisioni negli affari spaziali, tuttavia, possono essere senz&#8217;altro utili per decrittare il disegno complessivo.<\/p>\n<p>Trump vede un futuro bipolare, potenzialmente ma non necessariamente bellico, dove al posto dell\u2019Unione Sovietica ormai c\u2019\u00e8 la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cina-usa-potenza-imperiale\/\"><strong>Cina<\/strong><\/a>. Una Cina in forte crescita in ogni settore, spazio compreso. <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/usa-america-first-nss\/\">America First<\/a><\/strong> diventa cos\u00ec un concetto globale, prioritario, che reclama risorse ingenti. Tutto il resto \u00e8 un problema minore: siano gli alleati a prendersene cura.<\/p>\n<p>Le critiche sono di molteplice natura. Quelle interne provengono sopra tutto dal Pentagono, sebbene la nuova road map altro non faccia che mettere in ordine realt\u00e0 spaziali \u2018militari\u2019 gi\u00e0 esistenti, razionalizzandole sotto un operational commander e un force provider. Certo qualcuno rischia di perdere dei pezzi importanti, come senza dubbio sar\u00e0 per l\u2019aeronautica militare statunitense, tuttavia subito compensata con una nuova competenza sui \u2018rientri ipersonici\u2019.<\/p>\n<p>Le critiche di carattere strategico, se possono avere qualche fondamento a livello regionale, viste con occhi americani ne sono del tutto prive in termini globali. Chi ha letto il documento non classificato Space Science &amp; Technology in China: a road map to 2050<em>, <\/em>preparato dall&#8217;Accademia Cinese della Scienza ed edito da Beijing Science Press, si accorge che i cinesi non perdono un colpo e conseguono ogni passo successivo con efficiente puntualit\u00e0. Come, nei giorni scorsi, la discesa di una sonda attrezzata sulla faccia non visibile della Luna. Questo proprio in un periodo in cui il sistema spaziale Usa non sembra ancora del tutto uscito dalla stasi dell&#8217;era Obama.<\/p>\n<p><strong>Il trattato sull&#8217;uso dello spazio<\/strong><br \/>\nLa terza serie di critiche viene dalle anime candide, in particolare da quelle della Ue, che hanno come unico riferimento l\u2019 Agenzia Spaziale Europea (Esa), \u2018civile\u2019, pacifica e rispettosa delle regole come di pi\u00f9 non si pu\u00f2. In effetti, tra i cinque trattati dell&#8217;Onu che regolano le attivit\u00e0 spaziali, il capostipite, firmato a Londra, Mosca e Washington il 27 luglio 1967 (<em>Treaty on principles governing the activities of States in the exploration and use of Outer Space, including the Moon and other Celestial Bodies<\/em>), all\u2019articolo IV stabilisce il divieto di porre in orbita o installare armi nucleari e di distruzione di massa nell\u2019<em>Outer Space <\/em>(spazio esterno). Restano anche escluse la sperimentazione di ogni tipo di armamento e la condotta di manovre militari. Per i cinesi la prima firma era stata apposta dal delegato di Taiwan gi\u00e0 nel 1967, ma nel 1971 \u00e8 subentrata senza varianti la Repubblica Popolare.<\/p>\n<p>A oggi sono note solamente tre infrazioni al trattato, una cinese e due americane. Nella met\u00e0 degli Anni 80 un missile anti-satellite lanciato da un F-15 dell\u2019aeronautica americana aveva abbattuto un satellite per comunicazioni obsoleto su un\u2019orbita di 345 miglia. Nel 2007, la Cina colpiva con un missile un proprio satellite non attivo. \u00c8 dell\u2019anno successivo la replica americana, che distruggeva in orbita bassa un satellite fuori controllo.<\/p>\n<p>Con la Space Force, considerando che le semplici predisposizioni a terra non appaiono come violazione esplicita del trattato (che tante cose dice, ma su altre tace), gli Usa stanno cercando di recuperare il tempo perduto. Le tecniche e la tecnologia per ritornare sulla Luna, ad esempio, dopo tanti anni sono tutte da riscrivere. America First\u00a0anche nello spazio, quindi, mentre la competizione con la Cina non \u00e8 pi\u00f9 soltanto economica, ma riassume ormai tutte le quattro classiche dimensioni della difesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto alcuni aspetti, la politica di Donald Trump potrebbe essere meno discontinua e anche meno improvvisata di quanto il suo modo di proporla ce la faccia apparire. Prima di Natale, il presidente, nella sua capacit\u00e0 costituzionale\u00a0di Comandante Supremo, ha \u00a0dato al capo del Pentagono un ordine perentorio: l&#8217;Us Space Command s\u2019ha da fare, e subito. 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