{"id":72402,"date":"2019-01-08T12:10:16","date_gmt":"2019-01-08T11:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72402"},"modified":"2019-01-08T12:10:16","modified_gmt":"2019-01-08T11:10:16","slug":"conoscenza-ricerca-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/conoscenza-ricerca-bene\/","title":{"rendered":"Consapevolezza, conoscenza e faticosa ricerca del nostro bene"},"content":{"rendered":"<p>Siamo come i pesci di Wittgenstein, \u201cgli ultimi ad accorgersi dell\u2019acqua\u201d, gli ultimi a capire veramente quello che accade attorno a noi e gli ultimi a sapere porre rimedio alle criticit\u00e0. Razionali nella <strong>ricerca<\/strong> di sempre nuovi strumenti tecnologici; irrazionali, paradossalmente, nella ricerca di quel che \u00e8 bene per le nostre vite.<\/p>\n<p>Al declinare del 2018, al capezzale del letto dell\u2019umanit\u00e0 malata si sono riuniti esperti da tutto il mondo in occasione della 2a conferenza internazionale di <a href=\"https:\/\/www.unito.it\/eventi\/conferenza-internazionale-science-and-future-2-contraddizioni-e-sfide\"><strong>Science and Future<\/strong><\/a>, ospitata da Politecnico e Universit\u00e0 di Torino. Ne \u00e8 emerso che siamo entrati nell\u2019era del negazionismo.<\/p>\n<p><strong>Emigrazione e cambiamenti climatici, dinosauri e specie in via d&#8217;estinzione<\/strong><br \/>\n\u201cI media vedono solo il fenomeno dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\"><strong>emigrazione<\/strong><\/a> \u2013 ha detto Dina Ionesco dell\u2019 International Organisation for Migration \u2013, ma non quello che ci sta dietro\u201d. Mancano informazioni? No, ci sono, ma si preferisce non prenderle troppo sul serio.<\/p>\n<p>Desertificazione, esaurimento delle risorse idriche e, di conseguenza, mancanza dei basilari mezzi di sussistenza, spingono milioni di persone a cercare nuove terre, ma i pi\u00f9 poveri neppure riescono a migrare.<\/p>\n<p>I <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/clima-ultima-chiamata-politici\/\"><strong>cambiamenti climatici<\/strong><\/a> sono solo uno degli aspetti del degrado ambientale che \u00e8 degrado di un intero sistema globale. \u201cQuando si estinsero i dinosauri \u2013 ha esemplificato il ricercatore Grammenos Mastrojeni, che collabora con il Climate Reality Project lanciato da Al Gore \u2013 nell\u2019arco di 100mila anni si estinsero 8 specie su 10. Noi le vedremo estinte in 250 anni\u201d. \u201cLo stress socio-economico \u2013 ha aggiunto \u2013 porta i popoli ad affidarsi al tiranno di turno\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201cpunto di vista ecologico sul mondo\u201d di cui ha parlato Elise Amil , docente di psicologia industriale all\u2019universit\u00e0 St. Thomas del Minnosota, include non solo nuove politiche ambientali, ma economiche. Ed \u00e8 qui che entra in campo l\u2019umano.<\/p>\n<p><strong>Negazionismo e culto dei consumi<\/strong><br \/>\nNegazionista non \u00e8 soltanto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a>. Stanno prendono piede il fatalismo, l\u2019incredulit\u00e0, le teorie cospirative. Perch\u00e9? \u201cPer paura dei cambiamenti \u2013 ha risposto Roberto Burlando, docente di Finanza etica e microcredito \u2013, per mancanza di valori saldi, per il mito della crescita. Ci sono anche molti economisti negazionisti. Bisognerebbe cambiare la prospettiva economica dominante. Ma ci sono tre ostacoli dottrinali, credere che l\u2019uomo \u00e8 padrone di s\u00e9 stesso, viviamo su un pianeta dalle risorse infinite, il mercato creer\u00e0 sempre valide alternative\u201d.<\/p>\n<p>A reggere l\u2019 impianto ideologico \u00e8 il postulato che una buona vita sia realizzabile attraverso i consumi. Nelle nostre societ\u00e0 il presupposto psico-socio-antropologico \u00e8 che all&#8217;essere umano interessino soltanto reddito e beni di consumo.\u00a0 Il pensiero economico mainstream favorisce istinti di accumulazione, e quindi di avidit\u00e0, facendo credere che questo sia razionale.<\/p>\n<p>Tuttavia produciamo sempre di pi\u00f9 per stare peggio e questo non \u00e8 razionale. La civilt\u00e0 industriale riempie l\u2019uomo di beni nella prospettiva di esaudire ogni suo desiderio senza porre limiti e nell&#8217;assoluta indifferenza etica. Se di fronte alla vastit\u00e0 e complessit\u00e0 dei problemi e a un clima diffuso di precariet\u00e0 l\u2019uomo scappa rintanandosi nelle sue false certezze, i new media non \u00a0stanno aiutando a modificare in meglio i comportamenti.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo delle neuroscienze sulla tolda del Titanic<\/strong><br \/>\nE\u2019 qui che entrano in campo le neuroscienze. L\u2019informazione, tanto abbondante quando contraddittoria, \u00e8 pi\u00f9 accessibile con Internet, \u201cma \u00e8 l\u2019esercizio della consapevolezza che \u00e8 centrale\u201d, ha giustamente osservato la psicoterapeuta Sauro Fornero. La caratteristica principale dell\u2019uomo non \u00e8 ahim\u00e8 il pensiero, ma evitare il dolore.<\/p>\n<p>In un mondo che sembra un Titanic aumentano i comportamenti narcisistici, la ricerca di rendite a tutti i costi nella speranza illusoria che ci mettano al riparo da rischi, che ci evitino la sofferenza della mancanza. I meccanismi di difesa portano a negare l\u2019evidenza. Nel mondo super-tecnologico della razionalit\u00e0, l\u2019 essere umano involve nell\u2019irrazionalit\u00e0: non fa quello che sarebbe bene per lui, non sceglie ci\u00f2 che farebbe bene alla sua vita.<\/p>\n<p>E la conoscenza non \u00e8 sufficiente. Occorre consapevolezza, responsabilit\u00e0 rispetto alle conseguenze del proprio agire e operare, capacit\u00e0 critica. Un complesso di abilit\u00e0 che toccano le parti pi\u00f9 intime e anche nascoste di ogni umano. L\u2019inconscio non \u00e8 un\u2019opinione, entra nella storia e la cambia. Impulsi violenti, distruttivi e auto-distruttivi, rabbia repressa, invidia, sono reali.<\/p>\n<p><strong>Hildago, generare conoscenza \u00e8 determinante<\/strong><br \/>\nCesar Hildago, a Torino per ricevere il Premio Lagrange dalla Fondazione Crt, \u00e8 oggi considerato un\u2019 eccellenza per la sua scienza dei sistemi complessi. Il giovane professore del Mit di Boston muove dal concetto sacrosanto che generare conoscenza \u00e8 determinante per lo sviluppo dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019atlante a cui ha collaborato comprende un kit di mappe e di visualizzazioni che misurano la situazione economica di 128 Paesi. Attraverso la produzione di software \u00e8 possibile mettere in rete organizzazioni, citt\u00e0, nazioni.<\/p>\n<p>L\u2019ambizione \u00e8 rendere accessibili grandi volumi di dati necessari all&#8217;innovazione civile e dei governi. Sar\u00e0 lui la mente della piattaforma Europea di prossima realizzazione. \u201cIl nostro obiettivo \u2013 afferma Hildago \u2013 \u00e8 favorire innovazione, politiche di crescita, ridurre le diseguaglianze. Bisogna cambiare la percezione della realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Si ritorna al punto di partenza: consapevolezza, coscienza di s\u00e9 e della realt\u00e0 circostante, comprensione di ci\u00f2 che fa bene alla vita, ricerca del proprio bene. Troppo difficile, troppo impegnativo, poco rassicurante poich\u00e9 comporta flessibilit\u00e0, auto-valutazione, coraggio delle sfide, ricerca appunto? Potrebbe essere che l\u2019uomo, estraniato da s\u00e9 come le nuove frontiere dell\u2019intelligenza artificiale prospettano, preferisca produrre cloni efficientissimi a cui delegare la fatica di pensare. Al suo bene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo come i pesci di Wittgenstein, \u201cgli ultimi ad accorgersi dell\u2019acqua\u201d, gli ultimi a capire veramente quello che accade attorno a noi e gli ultimi a sapere porre rimedio alle criticit\u00e0. Razionali nella ricerca di sempre nuovi strumenti tecnologici; irrazionali, paradossalmente, nella ricerca di quel che \u00e8 bene per le nostre vite. 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