{"id":72421,"date":"2019-01-10T21:36:59","date_gmt":"2019-01-10T20:36:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72421"},"modified":"2019-01-15T10:24:23","modified_gmt":"2019-01-15T09:24:23","slug":"italia-trivellazioni-avanzata-algeria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-trivellazioni-avanzata-algeria\/","title":{"rendered":"Italia: il dilemma delle trivellazioni in mare e l&#8217;avanzata dell&#8217;Algeria"},"content":{"rendered":"<p>Con un approccio dissonante rispetto all&#8217;<strong>Ue<\/strong> e al resto del mondo, in <strong>Italia<\/strong> riparte la campagna contro le <strong>trivellazioni<\/strong> in mare gi\u00e0 svoltasi nel 2013 e durante il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/litalia-le-trivelle-e-la-sicurezza-energetica\/\">referendum del 2016<\/a>, dopo che il Ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato permessi di ricerca a sud del Golfo di Taranto. La tesi \u00e8 che le anche semplici prospezioni siano dannose per l&#8217;ambiente marino. Il presupposto \u00e8 che il fossile vada sostituito dalle energie alternative riducendo quindi l\u2019import di gas e petrolio come, peraltro, gi\u00e0 previsto dalla <a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/energia\/strategia-energetica-nazionale\">Strategia energetica nazionale<\/a>.<\/p>\n<p>Non sappiamo se il Governo disporr\u00e0 una moratoria sulle trivellazioni, ma temiamo che rinunciare a sfruttare l\u2019offshore marino possa comportare l\u2019abbandono dei nostri diritti in zone di giurisdizione nazionale. Oltretutto l\u2019Ue continua a sostenere l\u2019<strong>autosufficienza energetica<\/strong> &#8211; in funzione anti-russa &#8211; con la <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/ALL\/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;qid=1407855611566\">Strategia europea di sicurezza<\/a>, basata anche sullo sfruttamento dei giacimenti sottomarini. Il problema \u00e8, dunque, cosa fare degli spazi mediterranei di nostro interesse, soprattutto se oggetto di mire di altri Stati.<\/p>\n<p><strong>Piattaforma continentale e Zona economica esclusiva (Zee)<\/strong><br \/>\nIl fondo del mare e la massa d\u2019acqua sovrastante sono sottoposti a leggi diverse: sul fondo c\u2019\u00e8 la piattaforma continentale con le risorse energetiche; sopra, la Zona economica esclusiva (Zee) con le risorse ittiche e gli habitat naturalistici da proteggere. L\u2019Italia si \u00e8 limitata nel 2011 a istituire, in alternativa alla Zee, una Zona di protezione ecologica (Zpe) nel Tirreno, mentre aveva gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/images\/stories\/energia\/piattaforma_continentale.pdf\">delimitato la propria piattaforma<\/a> con <strong>ex Iugoslavia,<\/strong> <strong>Albania<\/strong>, <strong>Grecia<\/strong>, <strong>Tunisia<\/strong> e <strong>Spagna<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel 2012 abbiamo aperto alla ricerca di idrocarburi una vasta area di piattaforma ad est di <strong>Malta<\/strong> su cui possiamo vantare diritti, in modo da contrastare le pretese de La Valletta, dopo che, in cinquant&#8217;anni di trattative, non si \u00e8 mai raggiunto un accordo: per questo non si \u00e8 potuto nemmeno definire il confine Italia-<strong>Libia<\/strong>. \u00c8 anche nota la vicenda dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/03\/senza-fondamento-ipotesi-cessione-mare-a-francia.html\"><strong>Accordo di Caen <\/strong><\/a>del 2015 tra noi e la <strong>Francia,\u00a0<\/strong>che prevede la delimitazione unica di piattaforma e Zee e che non abbiamo ancora ratificato per la sua presunta iniquit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La creazione unilaterale di una Zee algerina<\/strong><br \/>\nIl gi\u00e0 difficile puzzle delle aree marine mediterranee che, non dimentichiamolo, <strong>Grecia<\/strong>, <strong>Cipro<\/strong> e <strong>Turchia\u00a0<\/strong>giocano di continuo a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/cipro-ambizioni-marittime-levante\/\">complicare<\/a>, \u00e8 divenuto ancora pi\u00f9 intricato lo scorso giugno. L\u2019<strong>Algeria<\/strong>, senza alcuna preventiva informazione, ha difatti istituito una sua Zee con un confine valevole anche per il fondale, che si sovrappone in gran parte alla piattaforma ed alla Zpe italiana a ovest della Sardegna.<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/www.un.org\/Depts\/los\/LEGISLATIONANDTREATIES\/STATEFILES\/ITA.htm\"><strong><u>protesta italiana<\/u><\/strong><\/a>, formalizzata lo scorso novembre alle Nazioni Unite, \u00e8 stata ferma nella sostanza ma moderata nei toni. Sorprende comunque, in ogni caso, che un Paese amico, con cui condividiamo interessi energetici per via del gasdotto Transmed Tunisia-Sicilia, possa, per cos\u00ec dire, calpestare i diritti italiani. Tra l\u2019altro, l\u2019obiettivo algerino non sembra tanto la contestazione delle aree di giurisdizione italiana, quanto di quelle spagnole, la cui legittimit\u00e0 \u00e8 anche contrastata a nord dalla Francia.<\/p>\n<p><strong>Sfruttamento di idrocarburi vs tutela dell&#8217;ambiente marino<\/strong><br \/>\nConciliare gli interessi di<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/non-solo-trivelle-la-protezione-dei-mari-ditalia\/\"> protezione dell\u2019ambiente marino<\/a> con lo sfruttamento degli idrocarburi \u00e8 la sfida che vari Paesi, come la Norvegia, hanno da anni affrontato e risolto. Anche l&#8217;<strong>Ue<\/strong> si \u00e8 attivamente impegnata con una direttiva sulla sicurezza ambientale offshore che il Mise ha recepito creando un\u2019<a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/ministero\/organismi\/comitato-offshore\">organizzazione<\/a> ad hoc.\u00a0In sostanza, nessun Paese ha rinunciato alle trivellazioni per motivi ambientali.<\/p>\n<p>Nel Mediterraneo, la <strong>Grecia<\/strong> ha iniziato a effettuare ricerche di gas a sud di Creta, mentre <strong>Israele<\/strong>, <strong>Egitto<\/strong> e <strong>Cipro<\/strong> si godono i vantaggi che le loro economie traggono dalla scoperta di grandi giacimenti di gas. Quanto a noi, nell&#8217;Adriatico si \u00e8 creato un vero e proprio distretto energetico incentrato su Ravenna. Del nostro disinteresse per i campi metaniferi prossimi alla mediana, trarrebbe vantaggio la <strong>Croazia<\/strong>.<\/p>\n<p><b>La necessit\u00e0 politica e ambientale di tutelare le coste italiane<\/b><br \/>\nLe ricorrenti polemiche italiane sulle trivellazioni sono lo specchio di una spiccata sensibilit\u00e0 ambientale del Paese. La politica ne terr\u00e0 conto nel valutare se continuare o meno a concedere permessi offshore, considerando evidentemente anche i risvolti economico-finanziari dell\u2019attuale dipendenza energetica dall&#8217;estero. A prescindere da questo, \u00e8 necessario decidere se istituire nuove Zpe intorno alle coste nazionali per dimostrare con i fatti che la protezione dell\u2019ambiente marino non si esaurisce solo con una moratoria sulle trivellazioni. La tutela dei delfini stanziati nel Golfo di Taranto &#8211; che si teme possano essere minacciati dalle prospezioni sottomarine con l\u2019<em>air gun <\/em>&#8211; meriterebbe ad esempio attenzioni costanti secondo quanto ipotizzato in documenti programmatici come la <a href=\"http:\/\/www.arpat.toscana.it\/notizie\/arpatnews\/2016\/184-16\/184-16-la-salvaguardia-dei-cetacei-nei-nostri-mari\">Carta di Taranto<\/a>.<\/p>\n<p>Compito della diplomazia \u00e8 infine negoziare con gli altri Paesi i confini di piattaforma e Zee provvedendo a contestare con decisione le pretese di quei Paesi che si arrogano il diritto di appropriarsi di spazi marittimi e che potrebbero iniziare a trivellare davanti alle coste italiane. In definitiva, la scelta di fermare le attivit\u00e0 offshore, che in ogni caso accentuerebbe la nostra posizione anomala rispetto al resto d&#8217;Europa, non pu\u00f2 essere un alibi per non istituire o non reclamare aree di mare che fanno parte del patrimonio della Nazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un approccio dissonante rispetto all&#8217;Ue e al resto del mondo, in Italia riparte la campagna contro le trivellazioni in mare gi\u00e0 svoltasi nel 2013 e durante il referendum del 2016, dopo che il Ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato permessi di ricerca a sud del Golfo di Taranto. 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