{"id":72461,"date":"2019-01-11T08:59:54","date_gmt":"2019-01-11T07:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72461"},"modified":"2019-01-13T21:03:54","modified_gmt":"2019-01-13T20:03:54","slug":"energia-clima-pniec-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/energia-clima-pniec-sole\/","title":{"rendered":"Energia e Clima: Pniec, nulla di nuovo sotto il sole"},"content":{"rendered":"<p>Il Piano nazionale integrato Energia e Clima (<strong>Pniec<\/strong>) proposto dal governo italiano alla Commissione europea con qualche giorno di ritardo rispetto al termine poteva rappresentare una cartina di tornasole dell\u2019indirizzo del nuovo governo in materia di politiche energetiche e climatiche, in un contesto in cui transizione energetica e lotta al surriscaldamento globale la fanno da padrone &#8211; sebbene spesso con insufficiente ambizione &#8211; nell\u2019agenda europea e internazionale.<\/p>\n<p>Al contrario, il documento di 238 pagine si muove nel solco della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/10\/la-strategia-energetica-dellitalia\/\"><strong>Strategia energetica nazionale<\/strong><\/a> (Sen) adottata nel 2017 dal governo precedente che includeva &#8211; tra gli obiettivi principali \u2013 la riduzione delle emissioni attraverso la crescente penetrazione delle rinnovabili e il ritiro del carbone al 2025. Se ne confermano in larga parte il quadro e l\u2019ambizione per il periodo 2021-2030, in linea di continuit\u00e0 con un approccio tutto sommato pragmatico ai temi di politica energetica senza invece i grandi stravolgimenti ipotizzati in base ai proclami del governo. Alcuni punti necessitano infine un livello di dettaglio molto maggiore.<\/p>\n<p><strong>Pniec e la nuova &#8216;governance&#8217; energetica Ue<br \/>\n<\/strong>Rispetto al quadro normativo comunitario 2020 cambiano obiettivi e approccio. Se per esempio nel 2020 la triade degli obiettivi su rinnovabili, efficienza ed emissioni era 20%-20%-20% \u2013 l\u2019ambizione europea aumenta per il 2030 e punta ad un consumo di energia al 32% proveniente da rinnovabili, un aumento del 32.5% nell\u2019efficienza energetica e un taglio alle emissioni del 40% rispetto ai livelli del 1990. La novit\u00e0 dei meccanismi di governance energetica introdotti dalla presidenza Juncker nell\u2019ambito dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/03\/lunione-energetica-alla-prova-dei-28\/\"><strong>Energy Union<\/strong><\/a> prevede poi programmazioni nazionali nei vari ambiti d\u2019intervento e non obiettivi fissi a livello Ue per i singoli Stati.<\/p>\n<p>Le bozze dei Pniec di ogni Stato membro stanno in queste ore arrivando alla Commissione, in previsione della consegna dei piani finali nel dicembre 2019. Nonostante questa volta si lasci pi\u00f9 margine di manovra ai singoli paesi, si prevedono sia la verifica del conseguimento degli obiettivi che l\u2019aggiornamento dei piani nazionali, con la Commissione che se necessario solleciter\u00e0 i governi ad un\u2019azione pi\u00f9 consistente con gli obiettivi decisi congiuntamente a livello comunitario.<\/p>\n<p>I piani seguono tutti lo stesso modello, coprendo le cinque dimensioni dell\u2019Energy Union \u2013 sicurezza, mercato dell\u2019energia, efficienza energetica, decarbonizzazione e ricerca, innovazione e competitivit\u00e0 -, giocando un ruolo cruciale nel raggiungimento degli obiettivi al 2030 e nell\u2019attuazione della tabella di marcia di lungo termine al 2050.<\/p>\n<p><strong>Il sistema al 2030 secondo il piano<br \/>\n<\/strong>Il Pniec italiano al 2030 apre con grande enfasi sulla trasformazione dell\u2019economia, proponendo (o, meglio, auspicando) un\u2019accelerata sulle politiche di decarbonizzazione, il principio dell\u2019economia circolare e la legislazione sui rifiuti, l\u2019efficienza energetica, l\u2019uso razionale ed equo delle risorse naturali, le rinnovabili. Elementi per la maggior parte condivisibili, ma insufficienti.<\/p>\n<p>L\u2019efficienza energetica, che nel regolamento comunitario della governance ricopre il ruolo di protagonista assoluta nell\u2019impostazione delle politiche energetico-ambientali, occupa in effetti abbondante spazio nel piano. Si prevede infatti una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% a fronte del target Ue del 32,5%. Nel piano per\u00f2 il raffronto \u00e8 fatto con lo scenario Primes 2007 (e non con il pi\u00f9 recente scenario del 2016), il che potrebbe trarre in inganno facendo sembrare gli obiettivi nazionali particolarmente ambiziosi.<\/p>\n<p>Si prevede la riduzione delle emissioni del 33% rispetto al 2005 per tutti i settori non-Ets (30% in Ue), un target di penetrazione delle rinnovabili solamente al 30% (superiore a quello del 28% fissato dalla Sen, ma inferiore al target europeo del 32% fissato a livello comunitario) e un minore sviluppo del solare rispetto alla Sen, nonostante i proclami da campagna elettorale.<\/p>\n<p>Solamente qualche mese fa il vicepremier Di Maio commentando il target del 32% riteneva necessario raddoppiare in dieci anni la produzione da rinnovabili, convinzione che non trova riscontro nel piano. Il contributo delle Fer \u00e8 cos\u00ec distribuito: 55,4% nel settore elettrico (che sostanzialmente conferma il contenuto della Sen), 33% nel settore termico e 21.6% nei trasporti, settore nel quale ci si aspetta una diffusione complessiva di quasi sei milioni di veicoli ad alimentazione elettrica di cui circa 1,6 milioni veicoli elettrici puri (Ev).<\/p>\n<p>Per garantire un\u2019elettrificazione sicura e sostenibile viene poi confermata l\u2019intenzione di abbandonare il carbone come delineato dal governo Gentiloni, ma mancano visione, misure e scadenzari sufficientemente chiari per una valutazione definitiva. Si conferma la volont\u00e0 di introdurre meccanismi di mercato basati sulla capacit\u00e0 e si propongono incentivi per gli accumuli distribuiti.<\/p>\n<p><strong>Garantire la sicurezza<br \/>\n<\/strong>L\u2019aumento della produzione da energia rinnovabile e dell\u2019efficienza energetica saranno strumentali &#8211; secondi i piani governativi &#8211; anche a garantire l\u2019incremento dell\u2019indipendenza energetica, concetto dal valore semantico \u2018forte\u2019 ma espresso in modo abbastanza vago dal documento.<\/p>\n<p>In questo contesto, rimane l\u2019attenzione sulla sicurezza degli approvvigionamenti e in particolare sulla stabilit\u00e0 delle forniture internazionali di gas. La necessit\u00e0 di diversificare le fonti e le rotte viene reiterata anche nel Pniec, che conferma il supporto italiano verso il Tap &#8211; nonostante i proclami dell\u2019ultima campagna elettorale &#8211; e identifica nell\u2019Lng una fonte di flessibilit\u00e0 e competitivit\u00e0 nei confronti dei mercati dell\u2019Europa settentrionale, lasciando in stand-by il futuro del gasdotto Eastmed. Emblematico del costante zig-zag del governo in materia \u00e8 anche il recente dietrofront sulle trivelle nello Ionio &#8211; sebbene non toccate dal Piano nazionale &#8211; con un nuovo emendamento al dl Semplificazione.<\/p>\n<p>Viene inoltre sottolineata l\u2019importanza della sicurezza del settore elettrico, elemento per nulla scontato ma di crescente rilevanza, soprattutto alla luce del previsto incremento delle rinnovabili e quindi della necessit\u00e0 di affrontare minore prevedibilit\u00e0 e programmabilit\u00e0 del sistema. Le interconnessioni verso l\u2019estero rappresentano uno degli elementi chiave previsti dal governo e dal Pniec per incrementare i livelli di sicurezza nel sistema, contribuendo tuttavia ad aumentare il tasso di dipendenza (e la relativa incertezza) nei confronti di fornitori terzi di elettricit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Mancano pezzi del puzzle<br \/>\n<\/strong>Da una prima lettura, il documento sembra contenere quasi solamente scenari (simili ai precedenti sviluppati nella Sen) ma poche misure o strumenti per attuarli: rimangono target poco ambiziosi sulle rinnovabili, incertezza sulla strategia per l\u2019eliminazione graduale del carbone oltre che insufficienti passi in avanti su settori con importanti prospettive di sviluppo come le bioenergie, l\u2019idroelettrico e la geotermia. Il piano rappresenta dunque un punto di partenza &#8211; com\u2019\u00e8 comunque normale che sia per una proposta &#8211; ma certo non brilla per ambizione, evidenziando la necessit\u00e0 di apportare migliorie, che speriamo arrivare tramite il confronto tra Bruxelles e Roma durante l\u2019anno prima della sua approvazione definitiva a fine 2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piano nazionale integrato Energia e Clima (Pniec) proposto dal governo italiano alla Commissione europea con qualche giorno di ritardo rispetto al termine poteva rappresentare una cartina di tornasole dell\u2019indirizzo del nuovo governo in materia di politiche energetiche e climatiche, in un contesto in cui transizione energetica e lotta al surriscaldamento globale la fanno da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72465,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[470,86,96,1492,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72461"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72461"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72482,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72461\/revisions\/72482"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}