{"id":72483,"date":"2019-01-14T22:38:04","date_gmt":"2019-01-14T21:38:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72483"},"modified":"2019-01-16T13:32:26","modified_gmt":"2019-01-16T12:32:26","slug":"polonia-sicurezza-fort-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/polonia-sicurezza-fort-trump\/","title":{"rendered":"Polonia: garanzia di sicurezza sperasi con Fort Trump"},"content":{"rendered":"<p>Sono in corso i negoziati per la creazione del cosiddetto <strong>Fort Trump<\/strong>, una base militare permanente degli <strong>Stati Uniti<\/strong> in <strong>Polonia<\/strong>, proposta avanzata direttamente dal presidente polacco Andrzej <strong>Duda\u00a0<\/strong>durante la sua visita negli Stati Uniti a settembre. Come prevedibile, il nome suggerito \u00e8 stato apprezzato dal presidente americano Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-trump-siria-shutdown\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, il quale ha dichiarato che prender\u00e0 seriamente in considerazione la proposta.<\/p>\n<p><strong>La Polonia e lo spettro di un&#8217;ennesima spartizione<\/strong><br \/>\nNonostante i dettagli non siano ancora noti, la controparte polacca si \u00e8 offerta di pagare due miliardi di dollari per la costruzione della base. L\u2019iniziativa fa parte di uno sforzo continuativo da parte di Varsavia di garantire la presenza di truppe americane sul suolo polacco in chiave difensiva. L\u2019annessione della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/russia-ucraina-azov-ue\/\"><strong>Crimea<\/strong> <\/a>da parte della <strong>Russia<\/strong> nel 2014 e il conflitto in corso in <strong>Ucraina<\/strong> spingono infatti il Paese a chiedere pi\u00f9 garanzie al suo principale alleato.<\/p>\n<p>L\u2019insistenza polacca su questo punto affonda le proprie radici nella storia del Paese, che ha subito nel corso della seconda parte del XVIII secolo la spartizione del proprio territorio a opera della Prussia e degli imperi russo e austriaco. La Polonia scompare infatti dalla cartina europea e vi fa ritorno solo nel 1918, quando recupera l\u2019indipendenza in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Ma gi\u00e0 nel 1939 il patto Molotov-Ribbentrop sancisce una nuova e insospettabile spartizione del territorio polacco tra Unione sovietica e Germania nazista.<\/p>\n<p>Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e con l\u2019avvento della Guerra fredda, si instaura in Polonia\u00a0 un governo filo-sovietico sotto il controllo dell&#8217;Urss. La dipendenza dal vicino russo finir\u00e0 del tutto solo con la caduta del muro di Berlino e il crollo dell&#8217;Unione sovietica, che portano Varsavia alla richiesta di adesione alla <strong>Nato<\/strong> e all&#8217;<strong>Ue<\/strong>. Si tratta di una scelta di campo strategica volta ad ancorare il Paese ai ricchi e democratici vicini occidentali, ma prima di tutto a un modello politico ed economico alternativo rispetto a quello imposto da Mosca.<\/p>\n<p><strong>La speranza di una <em>special relationship<\/em> con Washington<\/strong><br \/>\nDal punto di vista della sicurezza, l\u2019appartenenza all&#8217;Alleanza Atlantica e all&#8217;Unione europea vengono considerate in quel momento storico come una polizza contro l\u2019influenza russa sul Paese. Se l\u2019ingresso nel 2004 della Polonia nell&#8217;Unione europea sancisce una storia di successo economico, con un vero e proprio decollo dell\u2019economia polacca, l\u2019adesione alla Nato \u00e8 l\u2018inizio di una relazione strategica con gli Stati Uniti\u00a0 che Varsavia aspira a far diventare una <em>special relationship<\/em>. L\u2019alleato a stelle e strisce viene infatti largamente considerato l\u2019unico capace di garantire la sicurezza del Paese. \u00c8 in questa cornice che bisogna leggere la spinta del governo per la costruzione di Fort Trump, ma anche la tiepida accoglienza da parte di Varsavia delle nuove iniziative europee nel settore della difesa.<\/p>\n<p>Se la proposta andr\u00e0 in porto, la mossa della Polonia sembrerebbe essere uno scacco matto di fronte all&#8217;eventualit\u00e0 di un\u2019aggressione russa con il fine di minarne l&#8217;integrit\u00e0 territoriale. La presenza permanente di truppe americane nel Paese fungerebbe infatti da deterrente contro la potenziale minaccia del Cremlino. Con le forze armate americane dispiegate in pianta stabile in Polonia, Mosca dovrebbe tenere conto del fatto che un\u2019azione simile a quella intrapresa in Ucraina rischierebbe di portare a uno scontro aperto con gli Stati Uniti e questo \u00e8 un rischio che non \u00e8 disposta a correre.<\/p>\n<p><strong>La riluttanza americana allo scontro con Mosca<\/strong><br \/>\nTuttavia, pur assicurando ai cittadini polacchi che \u201cFort Trump si far\u00e0\u201d, il presidente Andrzej <strong>Duda<\/strong> si \u00e8 scontrato con una certa riluttanza da parte del Pentagono e degli addetti ai lavori americani. Ci sono infatti diverse problematiche che non convincono gli americani, sia dal punto di vista politico e strategico che logistico e operativo.<\/p>\n<p>In primis, alcuni osservano come questo tipo di iniziativa bilaterale non sia conveniente per gli Stati Uniti, poich\u00e9 comporta lo spiegamento di ingenti risorse umane e finanziarie in un teatro che vede gi\u00e0 un\u2019importante presenza americana. \u00c8 infatti gi\u00e0 presente in territorio polacco, nella citt\u00e0 di Orzysz, un battaglione multinazionale della Nato, nel quadro del rafforzamento dell&#8217;alleanza in Europa orientale\u00a0 (<a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/SMD_\/Eventi\/Pagine\/enhanced-Forward-Presence-verso-completamento.aspx\">NATO Enhanced Forward Presence<\/a>),\u00a0che vede quattro battaglioni dispiegati in Polonia e nei Paesi Baltici, da sommare alle oltre\u00a030 mila unit\u00e0 dispiegate nella vicina Germania.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, una mossa di questo tipo provocherebbe maggiori tensioni con la Russia, che potrebbe rispondere a Fort Trump aumentando la presenza delle sue forze armate lungo il confine europeo, rischiando di portare a una corsa alle armi e a una conseguente escalation militare. Inoltre, dal punto di vista pratico, l\u2019area complessiva ipotizzata per la base \u00e8 stata considerata troppo piccola per raggiungere il pieno funzionamento operativo.<\/p>\n<p><strong>Un altro scacco al multilateralismo<\/strong><br \/>\nIl Fort Trump \u00e8 un\u2019iniziativa bilaterale, intrapresa dunque fuori dalla cornice Nato o Ue e senza il coinvolgimento degli alleati. Questo approccio \u00e8 gradito al presidente <strong>Trump<\/strong>, che predilige format bilaterali e non ama gli assetti multilaterali, ma sicuramente allontana Varsavia dai propri partner europei in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ue-male-oscuro-tenuta-democrazia\/\">una situazione che nel contesto Ue risulta gi\u00e0 tesa<\/a>. Contemporaneamente, nonostante a posteriori\u00a0sia stato fatto uno sforzo in sede Nato per convincere gli alleati della validit\u00e0 del progetto, l\u2019Alleanza atlantica \u00e8 stata bypassata nella fase di proposta, uscendone dunque indebolita.<\/p>\n<p>Le recenti dimissioni del segretario della difesa James <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/vi-racconto-mio-amico-jim-mattis\/\"><strong>Mattis<\/strong><\/a>, scettico verso l\u2019idea di una base permanente degli Stati Uniti in Polonia, potrebbero aprire uno spiraglio in pi\u00f9 a favore del Fort Trump. Per capire quali sono gli umori a riguardo sull&#8217;altra sponda dell\u2019Atlantico occorrer\u00e0 aspettare le prime settimane di marzo, quando verr\u00e0 rilasciato un report con le raccomandazioni del Pentagono\u00a0indirizzate al Congresso in merito a Fort Trump\u00a0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono in corso i negoziati per la creazione del cosiddetto Fort Trump, una base militare permanente degli Stati Uniti in Polonia, proposta avanzata direttamente dal presidente polacco Andrzej Duda\u00a0durante la sua visita negli Stati Uniti a settembre. 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