{"id":72500,"date":"2019-01-15T00:09:59","date_gmt":"2019-01-14T23:09:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72500"},"modified":"2019-01-18T08:20:48","modified_gmt":"2019-01-18T07:20:48","slug":"italia-europa-contare-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-europa-contare-mondo\/","title":{"rendered":"Italia: con l&#8217;Europa per contare sulla scena globale"},"content":{"rendered":"<p>Proviamo per un attimo a prendere le distanze dal frustrante, ripetitivo dibattito che quotidianamente occupa i talk show televisivi e le pagine dei nostri giornali, e guardiamoci intorno per vedere cosa sta succedendo sulla scena internazionale. Vedremo che il mondo che ci circonda \u00e8 caratterizzato da numerosi fattori di incertezza e di instabilit\u00e0, che minacciano la nostra sicurezza, il nostro benessere, la qualit\u00e0 delle nostre vite.<\/p>\n<p><strong>Tra Usa, Russia e Cina<\/strong><br \/>\nAbbiamo a che fare, per la prima volta, con un presidente statunitense imprevedibile, talora contraddittorio, e\u00a0 ossessionato dalla preoccupazione di difendere un presunto interesse nazionale americano. E con un\u2019Amministrazione Usa che non considera pi\u00f9 nell\u2019interesse di Washington la difesa di quel <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-riscossa-5-priorita-multilateralismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sistema multilaterale<\/a><\/strong> di gestione dei rapporti internazionali, che gli stessi Stati Uniti hanno contribuito a creare e sostenere. Ci dobbiamo confrontare con quasi quotidiane divergenze con l\u2019America di Trump in materia di <strong>commercio internazionale<\/strong>, di cambiamento climatico, di politiche ambientali, di controllo degli arsenali nucleari, di gestione di aree di crisi (Iran, processo di pace israelo-palestinese, tanto per citarne alcune). E non sappiamo neppure pi\u00f9 fino a che punto possiamo continuare a fare affidamento sulle garanzie americane in materia di sicurezza.<\/p>\n<p>Dobbiamo fare i conti con un rapporto complicato anche con una <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/la-russia-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Russia<\/a><\/strong> di Putin, caratterizzata da una democrazia autocratica e da un sistema di potere fortemente centralizzato, economicamente debole ma che investe massicciamente in programmi di riarmo anche nucleare, sostanzialmente ostile nei confronti di un\u2019Europa unita, che ha violato principi fondamentali del diritto internazionale e mantiene aperto un conflitto in Ucraina con l\u2019obiettivo di riaffermare una propria sfera di influenza.<\/p>\n<p>Ma sappiamo anche che Mosca resta uno dei protagonisti sulla scena internazionale, interlocutore essenziale per la soluzione di crisi regionali e sfide globali; e che continua ad essere per noi un importante partner economico ed energetico.<\/p>\n<p>Siamo chiamati a confrontarci con una <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cina-usa-potenza-imperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cina<\/a><\/strong> che si appresta a diventare la prima potenza economica del globo, e che si presenta come campione del globalismo e del multilateralismo, ma il cui potenziale economico e tecnologico sembra sempre pi\u00f9 al servizio di una strategia di penetrazione politico-strategica. Senza contare che lo sterminato mercato interno cinese \u00e8 ancora difficilmente accessibile, gli investimenti esteri in Cina non sono sufficientemente garantiti da un effettivo <em>level playing field<\/em>,\u00a0 propriet\u00e0 intellettuale e\u00a0 trasferimenti di tecnologia non sono adeguatamente protetti, e rilevanti settori dell\u2019economia sono ampiamente sussidiati dallo Stato.<\/p>\n<p><strong>Confini (e dossier) caldi<\/strong><br \/>\nIn Europa sono in molti a temere un serio rischio di ritorno ad un clima di Guerra Fredda, con tutte le conseguenze del caso, considerato lo stato dei rapporti fra Usa e Russia. Dobbiamo registrare focolai di tensioni e instabilit\u00e0, o conflitti pi\u00f9 o meno congelati, ai nostri confini orientali (dall\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, alla Moldova, al Nagorno Karabakh). E ai nostri confini meridionali, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, abbiamo a che fare con una \u00a0conflittualit\u00e0 latente fra sciiti e sunniti, con una pericolosa rivalit\u00e0 tra Iran e Arabia Saudita per l\u2019egemonia sulla regione, con la tuttora irrisolta guerra civile in Siria, con il conflitto nello Yemen, con la perdurante incertezza sul futuro della Libia, e con le debolezze strutturali che caratterizzano i maggiori Paesi del <strong>Mediterraneo<\/strong>.<\/p>\n<p>E ancor pi\u00f9 complicato si presenta il quadro se si pensa alla grandi sfide globali e alle minacce ibride che incombono sulle nostre societ\u00e0: dalla gestione dei flussi migratori al terrorismo internazionale, dal cambiamento climatico alla transizione energetica, dalla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, alle minacce cibernetiche, al rapporto con i giganti del web.<\/p>\n<p><strong>Da soli non si va lontano<\/strong><br \/>\nSe questo \u00e8 il quadro internazionale, se ne dovrebbe concludere che vagheggiare oggi un ritorno allo \u201cStato nazione\u201d come quadro di riferimento ottimale per la tutela degli interessi nazionali, \u00e8 al tempo stesso velleitario, pericoloso e anacronistico. Oggi, infatti, neppure il pi\u00f9 grande e ricco dei Paesi europei sarebbe in grado da solo di muoversi con autorevolezza sullo scenario internazionale e confrontarsi da pari con le grandi potenze globali; nessuno Stato europeo da solo sarebbe capace di gestire con successo quei fenomeni complessi che caratterizzano lo scenario internazionale.<\/p>\n<p>Se si parte da queste premesse \u00e8 inevitabile riconoscere che \u00e8 solo all\u2019interno di una dimensione europea che potremo difendere meglio i nostri interessi nazionali. A chi critica l\u2019Unione europea, senza peraltro proporre alternative credibili, si dovrebbe ricordare che per l\u2019<strong>Italia<\/strong>, media potenza caratterizzata da una modesta capacit\u00e0 di proiezione internazionale, da persistenti debolezze strutturali, e da un\u2019economia fin troppo dipendente dalle esportazioni, non conviene allinearsi su una critica aprioristica e strumentale all\u2019Europa.<\/p>\n<p>Per un Paese come l\u2019Italia, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-europa-conviene\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019Europa conviene<\/a> <\/strong>perch\u00e9 costituisce un solido quadro di riferimento per la difesa di valori e principi irrinunciabili e non negoziabili che sono alla base della nostra nozione di democrazia, perch\u00e9 la nostra economia ha bisogno di un grande mercato interno su scala continentale e di una moneta comune necessario complemento di questo mercato, ma anche perch\u00e9 il sistema Paese ha bisogno di un quadro di riferimento condiviso che ci metta a disposizione strumenti efficaci per affrontare le complessit\u00e0 della globalizzazione.<\/p>\n<p>Dovremmo per\u00f2 essere capaci di uno \u201csguardo lungo\u201d che ci consenta di vedere nella dimensione europea una straordinaria opportunit\u00e0 piuttosto che un groviglio di regole e vincoli; un moltiplicatore piuttosto che un limite della nostra sovranit\u00e0. Un fattore di stabilit\u00e0 e uno spazio in cui affrontare al meglio le sfide di un quadro internazionale in cui\u00a0 singoli Stati di media dimensione, da soli, non sono pi\u00f9 in grado di\u00a0 dettare le regole del gioco o di dare risposte soddisfacenti a problemi di crescente complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Per questi motivi dovremmo puntare su\u00a0 un\u2019Europa pi\u00f9 unita, pi\u00f9 autorevole e magari pi\u00f9 solidale come una opportunit\u00e0 per l\u2019Italia,\u00a0 chiarirci le idee su cosa ci aspettiamo dall\u2019Europa, fissare obiettivi realistici e ottenibili, attrezzarci per sostenerli con competenza e credibilit\u00e0 nelle sedi dove si assumono le decisioni, e costruire un sistema di alleanze che corrisponda a verificati interessi nazionali.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 stato originariamente pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.europeainfo.eu\/litalia-leuropa-e-il-quadro-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Europea.<\/a><\/i><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 European Union\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proviamo per un attimo a prendere le distanze dal frustrante, ripetitivo dibattito che quotidianamente occupa i talk show televisivi e le pagine dei nostri giornali, e guardiamoci intorno per vedere cosa sta succedendo sulla scena internazionale. 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