{"id":72595,"date":"2019-01-21T22:15:16","date_gmt":"2019-01-21T21:15:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72595"},"modified":"2019-01-25T16:11:04","modified_gmt":"2019-01-25T15:11:04","slug":"francia-trattato-aquisgrana-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/francia-trattato-aquisgrana-quirinale\/","title":{"rendered":"Francia: dal Trattato di Aquisgrana a quello del Quirinale"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/europa\/2018\/01\/18\/news\/nuovo_trattato_dell_eliseo_ecco_il_testo_in_italiano-99576\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trattato franco-tedesco<\/a>\u00a0che viene firmato ad <strong>Aquisgrana\u00a0<\/strong>rinnova il <strong>Trattato dell\u2019Eliseo<\/strong>. Firmato nel 1963, ha rappresentato un passo importante nella riconciliazione tra le due nazioni, illustrando anche la volont\u00e0 di Charles De Gaulle di rilanciare la costruzione europea in chiave inter-statale.<\/p>\n<p>Due tipi di misure hanno conosciuto una particolare fortuna. Prima di tutto, il trattato ha promosso con grande impegno l\u2019insegnamento delle lingue reciproche e lo sviluppo di relazioni culturali con l\u2019opera dell\u2019Ufficio per la giovent\u00f9 franco-tedesca. Il trattato ha anche istituito sistematiche riunioni bilaterali a livello ministeriale, nonch\u00e9 procedure di scambio di informazioni e di alti funzionari.<\/p>\n<p>Molti attori governativi francesi e tedeschi sottolineano l\u2019importanza degli scambi e del <em>modus operandi<\/em> bilaterale: si \u00e8 creato un circuito di cooperazione poi rafforzato dal vero e proprio &#8216;Erasmus di alti funzionari&#8217; sviluppato da Francia e Germania, con i dirigenti di un Paese che lavorano in modo integrato nell&#8217;altro, e non in rappresentanza del loro Paese di origine. Con il passar degli anni, una tale cooperazione ha contribuito a consolidare la conoscenza dei meccanismi del partner, rinforzando la capacit\u00e0 di elaborare posizioni comuni.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto Parigi-Berlino come motore dell&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nLa Francia e la Germania sono due Paesi assai diversi dal punto di vista politico e istituzionale: una repubblica presidenziale centralizzata la prima, mentre la seconda ha un carattere parlamentare e federalista. Rappresentando due culture politiche divergenti, la cooperazione non \u00e8 automatica e molto spesso si presentano tensioni, anche a causa di una storia passata particolarmente difficile. Per\u00f2 possiamo constatare quanto il rapporto fra Francia e Germania sia strutturale per l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>La chiave sta nella ricerca quasi obbligata di un compromesso fra i due Paesi, una posizione mediana spesso capace di trascinare l\u2019intera Europa, sia per il peso specifico dei due Stati membri, sia per la possibilit\u00e0 di esprimere una sintesi fra Europa del Nord ed Europa del Sud. Siamo ben lontani, quindi, da quello che viene descritto da alcuni analisti italiani come un &#8220;asse franco-tedesco&#8221;, ovvero una specie di intesa ferrea mirante a spartirsi il potere escludendo gli altri. In Francia o in Germania si usa il termine &#8220;motore&#8221; per descrivere questo rapporto, insistendo quindi sul suo carattere dinamico.<\/p>\n<p>Il nuovo Trattato di Aquisgrana si presenta in grande continuit\u00e0 con la versione precedente. Possiamo rilevare l\u2019aggiunta di una <strong>clausola di difesa comune<\/strong>:una novit\u00e0 dal punto di vista bilaterale, che non dovrebbe per\u00f2 cambiare l\u2019atteggiamento francese e tedesco all&#8217;interno della <strong>Nato<\/strong>, ma che potrebbe segnare un\u2019ulteriore volont\u00e0 di proseguire la costruzione della <strong>difesa europea<\/strong>, anche tramite l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/ue-idea-sfida-flessibilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>integrazione differenziata<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Molti avrebbero voluto un nuovo trattato pi\u00f9 ambizioso. Invece, il nuovo Trattato di Aquisgrana rimane fondamentalmente un meccanismo di cooperazione senza una vera e propria convergenza politica, il che illustra l\u2019attuale equilibrio fra tendenze europeiste integrazioniste e spinte nazionaliste.<\/p>\n<p><strong>Italia: la grande esclusa verso un accordo con la Francia?<\/strong><br \/>\nIl rinnovo del trattato franco-tedesco pone con forza la questione della posizione italiana in materia. Per decenni l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-europa-contare-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Italia<\/a><\/strong> si \u00e8 sentita esclusa da questa relazione privilegiata e non ha perso occasione per stigmatizzare il rapporto tra Francia e Germania. Il ciclo negativo di relazioni fra Parigi e Roma, iniziato negli anni Duemila, ha portato a un accumularsi di problematiche che richiedono soluzioni pi\u00f9 durature del semplice vertice bilaterale annuale franco-italiano. Per questo motivo \u00e8 stata lanciata durante il summit bilaterale di settembre 2017 l\u2019idea di un trattato detto &#8220;del Quirinale&#8221;, che avrebbe ripreso il meccanismo franco-tedesco adattandolo alla relazione franco-italiana.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del 2018 \u00e8 stata istituita una commissione bilaterale di esperti incaricati di elaborare questo testo, ma l\u2019iniziativa si \u00e8 poi completamente arenata con il cambio di maggioranza in Italia nella primavera del 2018. Fino ad allora, le numerose difficolt\u00e0 settoriali, come ad esempio il problema dell&#8217;acquisto della francese Stx da parte di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/fincantieri-chantiers-anti-trust-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fincantieri<\/a><\/strong>, vedevano i governi <strong>Macron<\/strong> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/bilaterale-francia-italia-fincantieri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gentiloni<\/strong><\/a> opporsi senza tuttavia diventare nemici politici.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento in Italia della maggioranza M5S\/Lega, abbiamo assistito alla crescita di un\u2019opposizione politica spesso espressa da dichiarazioni critiche fra Emmanuel <strong>Macron<\/strong> e Matteo <strong>Salvini<\/strong>. Entrambi i leader hanno utilizzato il rigetto dell\u2019altro come cemento ideologico per il proprio campo. Cos\u00ec siamo anche giunti a uno dei momenti pi\u00f9 difficili in termini di relazioni fra i due Paesi, con l\u2019assenza di un vertice bilaterale nel 2018.<\/p>\n<p>Anche se le acque si sono parzialmente calmate, perlomeno da parte francese, dove Macron si trova impegnato a gestire la crisi dei <strong><em>gilets jaunes<\/em> <\/strong>&#8211; un fattore che porta ormai il governo e le forze politiche a una posizione europea pi\u00f9 circospetta anche dal punto di vista delle future alleanze nel Parlamento europeo -, non si percepiscono segnali di rianimazione di un Trattato del Quirinale ormai quasi in uno stato di morte\u00a0 clinica.<\/p>\n<p><strong>Un accordo vantaggioso per entrambe le parti<\/strong><br \/>\nLa situazione \u00e8 assai contraddittoria. La firma di questo trattato sarebbe estremamente utile, anche per meglio gestire i numerosi dossier in sofferenza fra Parigi e Roma. Non va dimenticato che l\u2019alto numero di problemi tra i due Paesi corrisponde a una relazione di particolare e crescente intensit\u00e0 nel contesto post <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/italia-brexit-legame-non-scontato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>. La firma permetterebbe a Roma di accedere allo stesso tipo di rapporto che esiste tra Francia e Germania, riducendo quindi il risentimento italiano ogni volta che Parigi e Berlino si muovono insieme su determinati dossier.<\/p>\n<p>Sarebbe inoltre auspicabile che Francia e Italia potessero meglio coordinare le loro strategie di politica economica europea, largamente convergenti, anche in una chiave di maggiore dialettica con Berlino, ad esempio per ottenere pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/ue-italia-francia-procedura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">flessibilit\u00e0 budgetaria dall&#8217;Unione europea<\/a>. Politicamente, per\u00f2, sembra difficile pensare oggi che i governi di Roma e Parigi accettino di sedersi intorno a un tavolo per firmare un trattato che altro non pu\u00f2 essere che di amicizia e collaborazione.<\/p>\n<p>Paradossalmente, gli interessi nazionali italiani &#8211; ma anche quelli francesi &#8211; dovrebbero logicamente portare alla firma di un&#8217;intesa che per\u00f2 la difesa di nazionalismi dubbiosi sembra rendere inconcepibile. Per il momento, il Trattato del Quirinale rimane nel coma, anche se basterebbero un paio di scosse per rianimarlo. Speriamo che qualcuno usi il defibrillatore al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Lorena De La Cuesta\/SOPA Images via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo trattato franco-tedesco\u00a0che viene firmato ad Aquisgrana\u00a0rinnova il Trattato dell\u2019Eliseo. 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