{"id":72613,"date":"2019-01-21T00:28:42","date_gmt":"2019-01-20T23:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72613"},"modified":"2019-01-25T07:12:38","modified_gmt":"2019-01-25T06:12:38","slug":"insularita-americane-criticita-euro-mediterranee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/insularita-americane-criticita-euro-mediterranee\/","title":{"rendered":"Insularit\u00e0 Usa, criticit\u00e0 euro &#8211; mediterranee, possibilit\u00e0 italiane"},"content":{"rendered":"<p>Angelo Panebianco sul <em>Corriere della Sera <\/em>del 28 dicembre ha scritto che c\u2019\u00e8 un presidente il quale &#8211; in nome di un malinteso interesse nazionale &#8211; appare volere chiudere l\u2019epoca della <em>leadership <\/em>americana. Secondo il politologo bolognese questo progetto destabilizzer\u00e0 il pianeta, rendendo pi\u00f9 autoritarie Russia, Cina e altre parti del mondo fungendo da calamita di autoritarismo.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019isola a stelle e strisce?<br \/>\n<\/strong>Volendo provare ad approfondire questa affermazione, \u00e8 opportuno partire da alcuni fatti recenti. Sul piano internazionale, grande eco hanno destato le dichiarazioni del presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\">Trump<\/a> di rimodulazione dei contingenti militari da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-turchia-trappola-curdi\/\">Siri<strong>a<\/strong><\/a> (annuncio di progressivo ritiro) e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/usa-trump-siria-shutdown\/\">Afghanistan<\/a> (riferita volont\u00e0 di dimezzamento). Trump osserva forse che \u2013 a 18 anni dall&#8217;evento delle torri gemelle \u2013 potrebbero sussistere oggi altre centralit\u00e0 in relazione a quell\u2019<em>Isola al centro del mondo<\/em> descritta dal geopolitico Manlio Graziano in un suo recente libro<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Le urgenze del nuovo confronto (<em>congagement<\/em>?) con la Cina e la nuova era dell\u2019indipendenza energetica sembrano aver alterato le condizioni al contorno negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Fatto non meno rilevante, diversi accademici principalmente di stampo neorealista (ma non solo) proponevano gi\u00e0 da tempo revisione della <em>grand strategy<\/em> americana nella sua proiezione all&#8217;estero: Si pensi tra gli altri <a href=\"https:\/\/nationalinterest.org\/article\/america-unhinged-9639\">all\u2019articolo apparso nel gennaio 2014 su <em>The National Interest<\/em><\/a> a firma di John Mearsheimer, focalizzato sul caso egiziano e siriano. Dall\u2019altra parte dello schieramento politico, la senatrice democratica Elizabeth Warren ha <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/videos\/politics\/2019\/01\/03\/elizabeth-warren-agree-trump-troops-syria-sot-nr-vpx.cnn\">dichiarato recentemente<\/a> di condividere la decisione di ritirare i contingenti da Siria e Afghanistan, interrogandosi su parametri di valutazione e sui rischi di <em>overstretching<\/em> permanenti per gli Usa.<\/p>\n<p>Una sorta di narrazione paracadute \u00e8 stata comunque veicolata allorquando Trump avrebbe promesso la distruzione definitiva dell&#8217;Isis, il sedicente Stato islamico, prima del ritiro dalla Siria, salvaguardando al contempo &#8216;l\u2019attore\u201d&#8217;curdo. Ma, nella fattualit\u00e0, \u00e8 evidente come queste dichiarazioni potrebbero apparire ardue in condizioni rigidamente <em>time-based <\/em>e considerando la postura ideologica di Ankara<em>. <\/em>Quanto all\u2019Afghanistan, fa riflettere l\u2019osservazione presidenziale-imprenditoriale secondo la quale <em>l&#8217;Unione Sovietica \u00e8 andata in bancarotta combattendo in Afghanistan. \u00e8 diventata\u00a0Russia per colpa dell&#8217;Afghanistan.<\/em><\/p>\n<p><strong>Attorno al lago mediterraneo<br \/>\n<\/strong>Da una prospettiva mediterranea, non protetta da due grandi Oceani &#8211; che interconnettono invece &#8216;sinologicamente&#8217; gli Usa alla proiezione talassocratica di Pechino &#8211; la questione \u201csituazionale\u201d e percettiva appare diversa. Si pensi alle non risolte criticit\u00e0 sociali, ideologiche ed economiche presenti sulla sponda Sud del nostro &#8216;lago&#8217; Mediterraneo: <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2018\/dec\/26\/tunisia-protests-spread-after-journalist-sets-himself-on-fire\">giornalisti si danno fuoco in Tunisia<\/a>, a otto anni dalla rivolta dei Gelsomini. Esplodono ordigni contro bus di turisti in Egitto, anche lontano dall&#8217;epicentro estremista del Sinai. Si assottigliano le riserve di dollari della Banca centrale di Algeria, cos\u00ec come pare inasprirsi la sua politica securitaria.<\/p>\n<p>Nel Medio Oriente, che geograficamente non \u00e8 poi cos\u00ec lontano e disconnesso da noi, le cose non vanno meglio: oltre lo stallo siriano si pensi ad esempio all&#8217;Iraq. Nel nuovo governo iracheno di Abdel Mahdi un parente del ministro della cultura incaricato \u00e8 stato <a href=\"http:\/\/www.dailystar.com.lb\/News\/Middle-East\/2018\/Dec-30\/472943-new-iraq-minister-quits-over-videos-linking-her-brother-to-daesh.ashx\">accusato di essere collegato a Daesh<\/a> e soggetti designati per altri dicasteri vengono congelati poich\u00e9 negli elenchi dei funzionari <a href=\"http:\/\/www.arabnews.com\/node\/1425311\/middle-east\">dell&#8217;ex regime di Saddam Hussein<\/a>. A Baghdad si avverte forse una difficolt\u00e0 ad elaborare una sorta di amnistia &#8216;politico-esistenziale&#8217;, un nuovo patto sociale come avvenne &#8211; per certi versi, e con tutti i suoi limiti &#8211; nell\u2019Italia del 1946 ad opera dell\u2019allora ministro di Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Italia, tra mondo digitale e mondo reale<br \/>\n<\/strong>Restringendo lo zoom e l\u2019angolo visuale all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia,<\/strong><\/a> a 72 anni da quei fatti storici, viviamo oggi in un Paese del tutto diverso. Per problemi e per campi di azione. Alcide De Gasperi rimarrebbe forse perplesso nel leggere che l\u2019Italia odierna, immersa in tempi <em>social<\/em>, \u00e8 indicata nel gruppo degli Stati membri Ue che hanno positivamente dato seguito alla direttiva Nis (<em>network and information security<\/em>), strumento che individua le misure necessarie per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Si parla di energia, trasporti, bancario, infrastrutture dei mercati finanziari, fornitura e distribuzione di acqua potabile. Tutti \u201cgangli vitali\u201d del Paese.<\/p>\n<p>Sul piano fisico-reale, di converso, viviamo e soffriamo di diverse ed eterogenee inefficienze (autoindotte o anche esaltate da dinamiche esterne, da noi non controllabili): il crollo del ponte Morandi, la perdita di patrimonio boschivo nel Nord-Est del Paese, la recrudescenza delle diverse emergenze che attanagliano la Capitale appaiono tutti sintomi di un certo affaticamento del Paese. Il contesto economico dell\u2019ultimo decennio ovviamente non ha aiutato: ancora oggi il Pil nazionale \u00e8 il 5,4% in meno rispetto al massimo storico toccato il primo trimestre 2008, in tempi di precrisi finanziaria globale.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>Quale direzione intraprendere allora? Molti lamentano o denunciano un percepito declino di una (ex?) media potenza, che \u2013 \u00e8 bene ricordare &#8211; \u00e8 pur sempre ancora tra le prime dieci economie del mondo quanto a Pil complessivo. Parallelamente, riaffiorano \u00a0letture inconsuete da tempi antichi. In un testo del 1994, sempre ripreso a dicembre dal <em>Corriere della Sera<\/em>, il politologo \u00a0fiorentino Giovanni Sartori (1924-2017) rifletteva ad esempio sul tema della democrazia quale possibile \u201cnemica di s\u00e9 stessa\u201d, sugli eccessi del video-potere, sul concetto di competenza politica.<\/p>\n<p>Mai come in questi tempi appaiono opportune le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel suo discorso di fine anno ha esortato ad avere fiducia nei possibili modelli a tendere positivi. La cittadinanza onoraria di \u201cfelicizia\u201d, citata dal presidente Mattarella nel suo discorso, pare allora dirci che l\u2019utopia (un volutamente ambiguo neologismo latinizzato dal greco <em>ou-eu topos<\/em>, \u201cnon luogo \/luogo troppo bello per essere vero\u201d, creato dal filosofo inglese Tommaso Moro) \u00e8 creata non tanto per essere effettivamente conseguita, ma per alimentare una tensione ideale che deve sostenere l\u2019Italia, l\u2019Europa e anche lo stesso legame transatlantico visto nel suo complesso, considerando il fondamentale ruolo Usa. Un esercizio di alta politica non da poco. Ma certamente necessario<strong>.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> M. Graziano, <em>l\u2019Isola al centro del Mondo. Una geopolitica degli Stati Uniti<\/em>, Il Mulino, 2018.<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 28 dicembre ha scritto che c\u2019\u00e8 un presidente il quale &#8211; in nome di un malinteso interesse nazionale &#8211; appare volere chiudere l\u2019epoca della leadership americana. 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