{"id":72652,"date":"2019-01-24T15:37:48","date_gmt":"2019-01-24T14:37:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72652"},"modified":"2019-01-26T22:48:42","modified_gmt":"2019-01-26T21:48:42","slug":"israele-elezioni-netanyahu-favorito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/israele-elezioni-netanyahu-favorito\/","title":{"rendered":"Israele: elezioni, centristi in crescita ma Netanyahu \u00e8 favorito"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la decisione dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/israele-opposizione-crescita-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scioglimento anticipato della Knesset<\/a>, <strong>Israele<\/strong> terr\u00e0 le proprie elezioni politiche il prossimo 9 aprile. Il primo ministro uscente, Benjamin <strong>Netanyahu<\/strong>, leader del partito di centro-destra <strong>Likud<\/strong>, \u00e8 dato ancora per favorito, nonostante una situazione politica in rapida evoluzione dovuta principalmente alla discesa in campo dell\u2019ex capo della Forza di Difesa Israeliana (Idf) Benjamin \u2018Benny\u2019 <strong>Gantz<\/strong>.<\/p>\n<p>Al fine di comprendere gli sviluppi in atto va innanzitutto esaminato il sistema politico ed elettorale di Israele. Un sistema monocamerale, con un\u00a0totale di 120 seggi distribuiti proporzionalmente su un collegio unico nazionale con soglia di sbarramento relativamente bassa (3,25%). Tali fattori fanno s\u00ec che ci sia un forte incentivo alla partecipazione di partiti piccoli per la successiva creazione di coalizioni governative.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, \u00e8 comunque possibile individuare approssimativamente quattro principali aree all&#8217;interno delle quali si possono collocare le diverse forze partitiche: la sinistra, il centro, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/israele-salvini-destra-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">destra<\/a> guidata dal Likud e legata all\u2019estrema destra ultraortodossa, i partiti arabi. Questi ultimi, date la stabile base elettorale di stampo etnico e l\u2019assenza di particolari sviluppi, verranno, per il momento, lasciati da parte in questo articolo.<\/p>\n<p><strong>Le prospettive della destra<\/strong><br \/>\nIl Likud, come detto, \u00e8 il partito leader dell&#8217;attuale coalizione di governo; \u00e8 al potere dal 2009 e la leadership di Netanyahu rimane incontrastata. Il premier si ritrova per\u00f2 a dover affrontare una serie di problemi giudiziari &#8211; in particolare un\u2019accusa di corruzione &#8211; che potrebbero trasformarsi in una formale incriminazione da parte del procuratore generale, il quale ha fatto sapere di voler rendere pubblica la propria decisione in merito prima delle elezioni.<\/p>\n<p>Il motivo principale dell\u2019anticipazione dello scioglimento della Camera israeliana era proprio quello di evitare a Netanyahu di affrontare un\u2019elezione con dei carichi pendenti. Gli effetti, per\u00f2, di questa potenziale azione giudiziaria sono ancora tutti da valutare. I sondaggi sembrano confermare, per il momento, l\u2019indifferenza dell\u2019elettorato di centro-destra rispetto al tema delle inchieste giudiziarie, garantendo al premier uscente circa il 37% dei consensi e un aumento dei seggi per il partito tra una e tre unit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra gli alleati governativi del Likud hanno particolare rilevanza le componenti dell\u2019estrema destra, sia secolare sia ultraortodossa. Si sono fatti notare nel dibattito pubblico due ministri del governo uscente, Naftaly <strong>Bennet<\/strong> e Ayelet <strong>Shaked<\/strong>. Entrambi provengo dal partito\u00a0<strong>Casa Ebraica<\/strong>, che si colloca all&#8217;estrema destra del panorama politico. Hanno per\u00f2 deciso di costituire una nuova forza: <strong>Nuova Destra<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 quella di proporre un partito che associ sia la componente secolare sia quella religiosa dell\u2019elettorato che condivide idee radicali, quali il supporto per i <strong>coloni israeliani in Cisgiordania<\/strong>, il rifiuto netto di qualsiasi prospettiva legata alla potenziale nascita di uno Stato palestinese, l\u2019applicazione di politiche identitarie sempre pi\u00f9 nettamente indirizzate a definire la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">connotazione ebraica<\/a> dello Stato di Israele.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che una novit\u00e0 sul piano dell\u2019offerta politica, questo partito sembra voler strutturare un concorrente del Likud con prospettive ancor pi\u00f9 aggressive di quelle portate avanti da Netanyahu, appellandosi ad un elettorato simile. I sondaggi sembrano premiare le scelte fatte dalla coppia di ex ministri che vedono, potenzialmente, l\u2019assegnamento alla Nuova Destra di 12 seggi alla Knesset.<\/p>\n<p><strong>Sinistra in grave crisi, arriva la Resilienza ebraica<\/strong><br \/>\nLa sinistra occidentale sta affrontando una grave crisi politica ed elettorale, e quella israeliana non fa eccezione. L\u2019<strong>Unione sionista<\/strong>, una forza composta dal <strong>Partito laburista<\/strong> e dall&#8217;<strong>Hatnuah<\/strong>, ha infatti vissuto un inaspettato shock in diretta televisiva. Il leader laburista Avi <strong>Gabbay<\/strong> ha deciso di umiliare pubblicamente la sua partner elettorale, Tzipi <strong>Livni<\/strong>, durante un incontro a Gerusalemme, dichiarando l\u2019impossibilit\u00e0 di portare avanti il progetto politico comune a causa della mancanza di fiducia fra le parti e mettendo fine all&#8217;esperienza dell\u2019Unione sionista.<\/p>\n<p>Tale gesto eclatante ha avuto l\u2019effetto di far calare drasticamente nei sondaggi il Partito laburista e il campo della sinistra in generale, affondando di conseguenza la principale opposizione a Netanyahu e rendendo ancora pi\u00f9 probabile una rinnovata vittoria di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>L\u2019ex capo dell\u2019Idf Benny Gantz ha annunciato lo scorso 27 dicembre che prender\u00e0 parte alle consultazioni con un proprio movimento centrista: <strong>Resilienza per Israele<\/strong>. Questa scelta pu\u00f2 essere inquadrata in una tendenza che ha visto molti ex generali prendere parte alle elezioni in Israele e, in alcuni casi, ottenere sia consensi sia successi politici. L\u2019attenzione riservata a Gantz \u00e8 stata alta, come l&#8217;apprezzamento espresso nei suoi confronti dall&#8217;opinione pubblica. Sembra infatti che il generale costituisca l\u2019unica potenziale alternativa a Netanyahu.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, i sondaggi affermano che se si votasse oggi il leader di Resilienza ebraica otterrebbe solamente 12 seggi, decisamente pochi rispetto ai 32 prospettati per il Likud, rendendo improbabile un cambio di colore &#8211; e di indirizzo politico &#8211; del governo. Per questo motivo, il generale sta cercando alleati con cui ampliare la propria piattaforma politica, come Orly <strong>Levy-Abekasis<\/strong>, capo del partito <strong>Gesher<\/strong> (Ponte), con cui Gantz si \u00e8 incontrato il 17 gennaio. Considerando, per\u00f2, che i sondaggi danno Gesher al di sopra della soglia di sbarramento, un\u2019unione fra le due realt\u00e0 sembra poco probabile.<\/p>\n<p>Altri interlocutori di Gantz sono Gabi <strong>Ashkenazi<\/strong> e Moshe <strong>Ya\u2019alon<\/strong>, entrambi ex capi dell\u2019Idf e quest\u2019ultimo anche leader del partito <strong>Telem<\/strong>. L\u2019idea del fondatore di Resilienza per Israele \u00e8 quella di costituire una forza che abbia ai suoi vertici un\u2019indiscutibile competenza nella gestione della sicurezza dello Stato e al contempo possa diventare sufficientemente grande da attrarre gli altri piccoli partiti centristi, di modo da poter sfidare realmente la destra di Netanyahu alla leadership del Paese.<\/p>\n<p><strong>Futuro incerto<\/strong><br \/>\nLa situazione politica di Israele, nella sua continuit\u00e0 con il passato, nasconde in realt\u00e0 una forte incertezza. Sebbene il Likud e Netanyahu offrano una prospettiva di sicurezza e stabilit\u00e0 per il governo, le accuse indirizzate al premier gettano l\u2019ombra di una possibile crisi della sua leadership.<\/p>\n<p>Se Gantz riuscisse nel suo progetto di strutturazione di un\u2019alternativa centrista per le prossime elezioni a Israele, questa sarebbe la prima volta nella storia politica del Paese in cui una coalizione governativa viene strutturata in assenza di uno dei due partiti storici come guida del gabinetto: il partito laburista ed il Likud.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la decisione dello scioglimento anticipato della Knesset, Israele terr\u00e0 le proprie elezioni politiche il prossimo 9 aprile. 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