{"id":72664,"date":"2019-01-24T20:36:47","date_gmt":"2019-01-24T19:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72664"},"modified":"2019-02-01T13:11:34","modified_gmt":"2019-02-01T12:11:34","slug":"italia-francia-partner-difesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-francia-partner-difesa\/","title":{"rendered":"Italia\/Francia: partner strategici nel settore della difesa"},"content":{"rendered":"<p>Le ripetute polemiche con la <strong>Francia<\/strong> da parte di ormai non pochi esponenti politici italiani, ripresi da una parte limitata ma significativa dei mass media e soprattutto dai social network, rischiano di provocare pesanti danni nelle relazioni bilaterali ed anche in quelle europee del nostro Paese. Il ruolo e l\u2019influenza della Francia nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/difesa-ue-parlamento-europeo\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> e nelle sue istituzioni, cos\u00ec come le sue alleanze in Europa e oltre, non devono, infatti, essere sottovalutati, soprattutto da parte di chi \u00e8 costretto continuamente a chiedere il sostegno europeo per affrontare una serie di sfide e problemi difficilmente risolvibili a livello nazionale.<\/p>\n<p>Se all&#8217;inizio della polemica si poteva pensare di essere di fronte ad un eccesso di inesperienza, l\u2019apparente ricerca di occasioni di scontro apre la strada al sospetto che, invece, possa esserci una qualche voluta strategia. In questo caso un possibile obiettivo in campo internazionale, per quanto irrealistico, sarebbe quello di staccare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> dal gruppo degli Stati fondatori dell\u2019Unione europea per esasperare le posizioni sovraniste dell\u2019attuale maggioranza. E questo potrebbe essere funzionale non solo ad interessi elettorali, ma anche a favorire un pi\u00f9 stretto rapporto con altri Paesi extra-europei (dagli Stati Uniti alla Russia, da Israele al Regno Unito post-<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 senza tener conto, fra il resto, della tradizionale cooperazione italo-francese nel campo dell\u2019aerospazio, sicurezza e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/difesa-indifesa-italia-tagli\/\"><strong>difesa<\/strong><\/a> che ha caratterizzato gli ultimi venti anni e che rischia ora di essere compromessa. L\u2019Italia ha, infatti, puntato con successo e profitto su due partner europei: il da un lato Regno Unito per i velivoli da combattimento e gli elicotteri, dall\u2019altra la Francia per le unit\u00e0 navali, i sistemi di difesa aerea, i satelliti e i lanciatori.<\/p>\n<p><strong>La cooperazione Italia-Francia nell\u2019industria della difesa.<br \/>\n<\/strong>Il primo programma navale bilaterale italo-francese ha portato allo sviluppo e alla costruzione delle Orizzonte, una delle migliori navi europee in grado di assicurare la protezione anti-aerea e anti-missile, capacit\u00e0 sempre pi\u00f9 importante negli scenari di impiego a tutela delle missioni internazionali. Sulla base di questo successo \u00e8 stata poi realizzata la Fremm che, pur condizionata da una maggiore diversit\u00e0 delle due versioni nazionali, sta portando al maggior numero di unit\u00e0 mai realizzato a livello europeo in un singolo programma, ed ha fatto crescere tecnologicamente e industrialmente le rispettive industrie navali.<\/p>\n<p>Tanto \u00e8 vero che \u00e8 proprio su questa positiva esperienza che \u00e8 iniziata la convergenza fra Fincantieri e Naval Group nella prospettiva di costituire una &#8216;Airbus&#8217; navale: anche se restano numerosi problemi da risolvere (perimetro di attivit\u00e0, coinvolgimento di Leonardo, assetto proprietario, governance, ruolo degli azionisti privati, ecc.), l\u2019iniziativa rappresenta il primo serio tentativo di concentrazione delle capacit\u00e0 navali europee per creare un player in grado di rispondere efficacemente alla sfida della globalizzazione.<\/p>\n<p>Data la dualit\u00e0 di Fincantieri, leader mondiale nel mercato delle navi da crociera (a parte le super-navi), parallelamente si \u00e8 arrivati ad un accordo per il controllo e la gestione dei Chantiers de l\u2019Atlantique da parte di Fincantieri. Se non incontrer\u00e0 ostacoli da parte dell\u2019antitrust europeo e se il pessimo clima dei rapporti italo-francesi non influir\u00e0 negativamente, l\u2019integrazione in campo civile favorir\u00e0 anche quella in campo militare. Nel frattempo la Francia ha deciso di costruire alcune navi logistiche attraverso un accordo bilaterale basato sulla unit\u00e0 capoclasse Nettuno, che Fincantieri sta costruendo per la Marina italiana. Le unit\u00e0 potrebbero essere realizzate presso i Chantiers, consolidando in questo modo anche la collaborazione industriale, oltre a quella militare.<\/p>\n<p>Nel campo della difesa anti-aerea e anti-missile il programma di riferimento \u00e8 lo Fsaf, la Famiglia di sistemi Superficie-Aria Futuri che ha generato la versione navale (a cui partecipa anche il Regno Unito) e la versione terrestre. Anche attorno a questo programma, oltre che al sistema missilistico aria-aria Meteor, si \u00e8 costituito il gruppo europeo Mbda, a cui Leonardo partecipa per il 25%, che dovrebbe nel prossimo futuro sviluppare un consistente aggiornamento e ammodernamento delle capacit\u00e0 europee per far fronte alle nuove minacce missilistiche che incombono sul nostro continente. Mbda \u00e8 il &#8216;campione europeo&#8217; nel campo missilistico, l\u2019unico attore in grado di competere con i maggiori player statunitensi nel mercato mondiale, assicurando al contempo l&#8217;autonomia europea in questo settore.<\/p>\n<p>Nel campo satellitare la collaborazione fra Italia e Francia \u00e8 stata l\u2019unica esperienza in Europa di fruttuosa cooperazione intergovernativa e ha fornito ai due Paesi, attraverso Cosmo-Skymed e Helios, una capacit\u00e0 di sorveglianza del territorio che sarebbe rimasta, altrimenti, appannaggio di americani e russi. Pur con le criticit\u00e0 che si sono verificate nella gestione fra le due difese, questa attivit\u00e0 prosegue ed ha costituito uno dei punti di forza per la costituzione della Space Alliance (Thales Alenia Space e Telespazio) fra Leonardo e Thales, in cui sono confluite le rispettive attivit\u00e0 satellitari e nei servizi. Anche in questo caso vi sono stati errori e frequenti incomprensioni, ma si \u00e8 comunque assicurato il mantenimento di una presenza industriale che non era scontata, con beneficio tanto per Roma che per Parigi.<\/p>\n<p>Infine, nel campo dei lanciatori si \u00e8 realizzato un difficile equilibrio fra grandi e medi lanciatori gestiti dalla societ\u00e0 francese Ariane Group (con la collaborazione fondamentale dell\u2019italiana Avio) e i piccoli-medi lanciatori Vega di quest\u2019ultima. Per altro non va dimenticato che tutti i lanci europei sono effettuati dallo spazio-porto europeo di Korou, nella Guyana francese (un territorio francese d\u2019oltremare). L\u2019intero settore \u00e8 sostenuto dall\u2019Agenzia spaziale europea (Esa), di cui la Francia \u00e8 il primo finanziatore e l\u2019Italia il terzo. Di nuovo, si tratta dell\u2019unica alternativa europea possibile rispetto ai competitori americani, russi e, ormai, cinesi.<\/p>\n<p><strong>I rischi per l\u2019Italia<br \/>\n<\/strong>I rischi di un artificioso scontro politico con la Francia sono, di conseguenza, elevati per le capacit\u00e0 tecnologiche e industriali italiane nel campo della difesa perch\u00e9 nei settori sopra elencati siamo strettamente legati ai nostri partner transalpini da una cooperazione non facile ma fruttuosa per entrambi.<\/p>\n<p>A questi si sommano altri rischi, fra cui:<\/p>\n<ul>\n<li>In questa fase ancora iniziale del processo di integrazione della difesa europea, soprattutto del suo mercato, una collaborazione italo-francese potrebbe consentirci di evitare un eccessivo rafforzamento del legame fra Parigi e Berlino, che finirebbero con il fare la parte del leone nei programmi europei finanziati dall\u2019European Defence Fund (quasi 14 miliardi di euro per ricerca e sviluppo militare). In questa stessa ottica dovremmo cercare di evitare che i due principali paesi europei aumentino il loro gi\u00e0 consistente ruolo nelle Istituzioni europee competenti in materia (soprattutto Commissione e Eda) a scapito di un\u2019Italia che si pone in polemica politica con le capitali e le istituzioni europee.<\/li>\n<li>La affidabilit\u00e0 internazionale di un Paese \u00e8 un valore fondamentale quando sono coinvolte sicurezza e difesa. La continuit\u00e0 delle grandi scelte internazionali e dei legami, soprattutto quelli tradizionalmente pi\u00f9 importanti, ma anche la capacit\u00e0 di far valere le ragioni che tengono uniti superando gli elementi di divisione, sono requisiti indispensabili per essere ritenuti affidabili e credibili. Quando viene messa in discussione questa \u201cqualificazione\u201d finisce per valere con tutti, non solo con il paese coinvolto. In altre parole, da una rottura con Parigi non deriverebbe una maggiore credibilit\u00e0 italiana nel trattare con Londra, Washington o Mosca, ma piuttosto il contrario.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per il futuro c\u2019\u00e8 solo da sperare che in Italia vengano tenuti in maggiore considerazione gli effetti internazionali di dichiarazioni troppo spesso motivate da dinamiche politiche interne; e che oltre le Alpi, ad ovest ma anche a nord, capiscano che, purtroppo, stiamo attraversando un difficile momento di assestamento politico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ripetute polemiche con la Francia da parte di ormai non pochi esponenti politici italiani, ripresi da una parte limitata ma significativa dei mass media e soprattutto dai social network, rischiano di provocare pesanti danni nelle relazioni bilaterali ed anche in quelle europee del nostro Paese. 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