{"id":72675,"date":"2019-01-25T07:17:21","date_gmt":"2019-01-25T06:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72675"},"modified":"2019-02-02T10:26:29","modified_gmt":"2019-02-02T09:26:29","slug":"venezuela-guaido-maduro-presidenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/venezuela-guaido-maduro-presidenti\/","title":{"rendered":"Venezuela: Guaid\u00f3 e Maduro, due presidenti in Paese in ginocchio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019alba del 24 gennaio ha portato un nuovo presidente a Caracas. <strong>Juan Guaid\u00f3<\/strong>, giovane capo dell\u2019Assemblea nazionale del <strong>Venezuela <\/strong>e semi-sconosciuto leader dell\u2019opposizione al governo di <strong>Nicol\u00e1s Maduro<\/strong>, si \u00e8 autoproclamato presidente ad interim, in attesa di nuove elezioni. Il subcontinente latino-americano, che fino a pochi mesi fa era considerato un laboratorio di politiche progressiste, si trova adesso ad affrontare una crisi politica che rischia di diventare una guerra civile.<\/p>\n<p>Rifacendosi direttamente al bolivarismo rivoluzionario degli anni Cinquanta, l\u2019ex leader venezuelano Hugo Ch\u00e1vez promosse un \u201csocialismo\u201d creolo \u2013 il <em>Socialismo del XXI secolo<\/em> \u2013 basato su una esaltazione della democrazia diretta e massicci investimenti sociali tesi all\u2019inclusione delle classi svantaggiate, a cui si associavano un\u2019esplicita posizione <strong>anti-statunitense<\/strong> e un forte <strong>ideale pan-sudamericano<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La parabola del Paese, da Ch\u00e1vez a Maduro<\/strong><br \/>\nCon la morte di Ch\u00e1vez nel 2013, il meno fortunato successore Nicol\u00e1s Maduro \u2013 privo delle stesse doti carismatiche e danneggiato da una situazione internazionale segnata dal <strong>crollo del prezzo del petrolio<\/strong> \u2013 ha continuato a governare il Venezuela di fronte a una crescente ostilit\u00e0 interna ed internazionale, da ultimo insediandosi per un secondo mandato alla presidenza del Paese a inizio gennaio, mentre da pi\u00f9 parti si levavano le contestazioni di un atto illegittimo, dopo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/venezuela-elezioni-maduro-crisi\/\">elezioni<\/a> farsa.<\/p>\n<p>Juan Guaid\u00f3, delfino di Leopoldo Lopez \u2013 storico avversario di Ch\u00e1vez e leader del partito di opposizione <em>Voluntad Popular <\/em>-, ha giurato ieri sulla Costituzione a Caracas, davanti a migliaia di persone, autoproclamandosi presidente ad interim della nazione e ha rivolto un invito alle Forze armate affinch\u00e9 si impegnino a \u201cristabilire la Costituzione\u201d. Maduro, da Palazzo Miraflores, ha di contro bollato l\u2019iniziativa del deputato dell\u2019opposizione come un \u201ccolpo di Stato fascista\u201d, esortando i suoi sostenitori a resistere contro il golpe orchestrato \u2013 secondo lui &#8211; tra le mura della Casa Bianca. Maduro ha anche interrotto i rapporti diplomatici con Washington e ha minacciato gli inviati statunitensi presenti in Venezuela, dando loro poche ore per lasciare il Paese.<\/p>\n<p><strong>Isolamento regionale per Caracas<\/strong><br \/>\nGuaid\u00f3 \u00e8 stato immediatamente riconosciuto dall\u2019amministrazione Trump e dal Canada, nonch\u00e9 da <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/venezuela-almagro-intervento-militare\/\">Luis Almagro<\/a><\/strong>, segretario generale dell\u2019Organizzazione degli Stati americani (Osa) che riunisce 35 Paesi. Se il riconoscimento era prevedibile da paesi quali Brasile, <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/venezuela-crisi-umanitaria-colombia\/\">Colombia<\/a><\/strong> e Argentina, meno scontato era la legittimazione di Guaid\u00f3 da parte dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ecuador-metamorfosi-regione-volto\/\">Ecuador<\/a><\/strong>, Paese vicino al progetto del <em>Socialismo del XXI secolo<\/em> fino a pochi mesi fa.\u00a0Se l&#8217;Unione europea &#8211; dopo aver assegnato il premio Sakharov per la libert\u00e0 di espressione all&#8217;opposizione venezuelana &#8211; dichiara di sostenere l&#8217;Assemblea nazionale e il presidente Guaid\u00f3, da parte sua l&#8217;<strong>Italia<\/strong> non ha ancora preso una chiara posizione, con il ministro degli Esteri atteso in Parlamento soltanto tra alcuni giorni.<\/p>\n<p>Il supporto della maggioranza dei paesi dell\u2019America latina a Guaid\u00f3 \u00e8 una chiara testimonianza dell\u2019isolamento regionale in cui si trova Maduro. Con la fine del ciclo della sinistra latina, culminata con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brasile-bolsonaro-incertezza-futuro\/\">vittoria di Bolsonaro in Brasile<\/a>, il Sudamerica ha virato verso destra.\u00a0 Oggi i Paesi pi\u00f9 influenti dell\u2019area \u2013 tra cui Argentina, Colombia e Brasile \u2013 sono guidati da governi ideologicamente lontani da Maduro, ulteriormente isolato dall\u2019Ecuador post-Correa. \u00c8 proprio il mutamento del contesto geopolitico regionale che rende questo scontro politico interno al Venezuela qualitativamente differente rispetto al 2017.<\/p>\n<p>Se Maduro non pu\u00f2 pi\u00f9 contare su esecutivi amici in America latina, a parte Stati marginali come la Bolivia e il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/nicaragua-ortega-storia-rivoluzione\/\">Nicaragua<\/a>, grandi potenze come la <strong>Cina<\/strong>, la <strong>Russia<\/strong> e la <strong>Turchia<\/strong> hanno invece subito criticato le interferenze statunitensi a Caracas e confermato il loro appoggio al presidente in carica. Il non-allineamento del governo di Maduro rispetto agli Usa ha una rilevanza economica e geopolitica di rilievo per Pechino e Mosca, che temono di perdere un prezioso alleato nel caso in cui il presidente in carica dovesse cadere.<\/p>\n<p><strong>Sofferenze economiche e futuro incerto<\/strong><br \/>\nL\u2019economia del Venezuela \u00e8 precipata nel baratro. Il Pil si \u00e8 contratto del 30% in quattro anni, <strong>l\u2019inflazione \u00e8 giunta a pi\u00f9 di dieci milioni percentuali<\/strong> e la produzione petrolifera \u00e8 crollata da pi\u00f9 di due milioni di barili al giorno a poco pi\u00f9 di un milione al giorno. Le politiche catastrofiche di Maduro hanno poi peggiorato ancora di pi\u00f9 la situazione. Per cercare di mantenere il proprio consenso, il presidente ha continuato a promuovere politiche di assistenzialismo sociale, finanziandole con la monetizzazione del disavanzo pubblico, portando quindi al regime di iperinflazione che sta distruggendo l\u2019economia reale venezuelana.<\/p>\n<p>In aggiunta, l\u2019amministrazione Trump ha promosso dal 2017 delle sanzioni economiche che hanno colpito direttamente l\u2019economia di Caracas. Impedendo alle societ\u00e0 statunitensi di acquisire nuovo debito e nuove obbligazioni sia della Banca centrale venezuelana sia delle societ\u00e0 statali del Paese \u2013 tra cui la compagnia petrolifera statale -, la Casa Bianca ha infatti limitato la possibilit\u00e0 del governo di Maduro di finanziare le casse pubbliche. Nel corso del 2018, Trump ha anche introdotto misure restrittive contro l\u2019importazione di oro venezuelano, una fonte importante di finanziamento statale alternativa al petrolio. Alcune fonti giornalistiche hanno anche riportato la notizia che Trump sia pronto a colpire con nuove sanzioni l\u2019importazione di prodotti petroliferi venezuelani \u2013 per cui Washington \u00e8 il maggiore partner commerciale di Caracas -: una mossa che avrebbe conseguenze gravissime sull\u2019intera popolazione venezuelana, gi\u00e0 colpita da una <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/venezuela-silenzio-crimine-guerra\/\">crisi umanitaria<\/a><\/strong> senza precedenti.<\/p>\n<p>Il governo di Guaid\u00f3 al momento non controlla alcun\u00a0apparato dello Stato\u00a0\u2013 a parte l\u2019Assemblea nazionale &#8211; e non avrebbe neppure l\u2019appoggio degli alti ufficiali dell\u2019esercito. Senza il sostegno di una parte consistente delle Forze armate, Guaid\u00f3 &#8211; che ha infatti garantito l\u2019immunit\u00e0 ai militari che si uniranno a lui per conquistarne l\u2019appoggio &#8211; difficilmente potr\u00e0 consolidare la transizione democratica nel Paese.<\/p>\n<p>Nonostante ancora non sia ben chiaro cosa succeder\u00e0 in Venezuela nel prossimo futuro, \u00e8 innegabile che il potere di Maduro non \u00e8 mai stato in bilico come oggi.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Rafael Hernandez\/DPA via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019alba del 24 gennaio ha portato un nuovo presidente a Caracas. Juan Guaid\u00f3, giovane capo dell\u2019Assemblea nazionale del Venezuela e semi-sconosciuto leader dell\u2019opposizione al governo di Nicol\u00e1s Maduro, si \u00e8 autoproclamato presidente ad interim, in attesa di nuove elezioni. 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