{"id":72683,"date":"2019-01-25T15:58:02","date_gmt":"2019-01-25T14:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72683"},"modified":"2019-01-28T23:36:38","modified_gmt":"2019-01-28T22:36:38","slug":"regeni-fretta-scoprire-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/regeni-fretta-scoprire-verita\/","title":{"rendered":"Regeni: nessuno ha fretta di scoprire la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati esattamente tre anni da quando Giulio <strong>Regeni<\/strong> ha dato per l\u2019ultima volta, con un sms, notizie di s\u00e9 dall&#8217;<strong>Egitto. <\/strong>E\u00a0la situazione per quanto riguarda la ricerca della verit\u00e0 su sparizione, tortura e barbaro omicidio del giovane ricercatore friulano \u00e8 piuttosto scoraggiante.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;indagine giunta prematuramente al capolinea<\/strong><br \/>\nLa parola che meglio esprime lo stato delle indagini portate avanti con determinazione e meticolosit\u00e0 dalla procura di Roma \u00e8 purtroppo, come ha scritto due giorni fa Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, \u201c<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/19_gennaio_23\/regeni-tre-anni-dopo-magistrati-capolinea-ora-tocca-politica-81003474-1f49-11e9-a474-995954c4bc54.shtml\">capolinea<\/a>\u201d. Ci sono degli iscritti al registro degli indagati &#8211; cinque militari egiziani che risultano coinvolti nell&#8217;attivit\u00e0 di sorveglianza della vittima prima del suo sequestro-, ma non \u00e8 prevedibile, al momento, che si possa andare oltre.<\/p>\n<p>Si ripropone quel corto circuito tra azione giudiziaria e azione politica che era evidente sin dall&#8217;inizio: l\u2019azione della nostra magistratura, che non pu\u00f2 raccogliere autonomamente elementi di prova in Egitto, dipende dalla collaborazione fornita da quella egiziana; la collaborazione di quest\u2019ultima, che non \u00e8 indipendente, \u00e8 fortemente condizionata dall&#8217;esecutivo. La palla, dunque, torna inevitabilmente nelle mani del nostro governo, dalla cui azione politica nei confronti di quello egiziano dipende la possibilit\u00e0 che dal Cairo venga fornita quella cooperazione giudiziaria che in questi anni \u00e8 stata a dir poco insufficiente.<\/p>\n<p>Si aggiunga, per completare il quadro, che, se le indagini della magistratura italiana dipendono dagli elementi messi a disposizione da quella egiziana, non risulta neppure che l\u2019azione autonoma di quest\u2019ultima stia andando avanti o che possa dare qualche risultato. Del resto, che cosa aspettarsi da chi, in tre anni, ha dimostrato un certo attivismo solo quando si trattava di confezionare piste false?<\/p>\n<p><strong>La titubanza dell&#8217;Italia nel cercare la verit\u00e0<\/strong><br \/>\nSi torna alla politica, quindi, e all&#8217;azione di governo, che in questi tre anni \u00e8 stata caratterizzata per\u00f2 da titubanza e da una debolezza di fondo. La titubanza \u00e8 quella che ha visto l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/caso-regeni-rapporti-italia-egitto\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> prima ritirare e poi rimandare l\u2019ambasciatore presso l\u2019Egitto, una scelta che abbiamo criticato perch\u00e9, al di l\u00e0 sue delle motivazioni astrattamente comprensibili e condivisibili, finiva a nostro avviso col mandare un segnale sbagliato agli interlocutori egiziani. Il fatto che, nonostante gli sforzi di ottenere risultati attraverso il dialogo, la situazione sia quella descritta sopra conferma che le nostre riserve erano fondate.<\/p>\n<p>Quanto alla debolezza di fondo, questa \u00e8 data dalla circostanza che, mentre nelle dichiarazioni ufficiali si ribadisce continuamente la volont\u00e0 di arrivare a verit\u00e0 e giustizia, si pretende che ci\u00f2 avvenga senza alcun impatto sui rapporti politici ed economici con l\u2019Egitto, senza pagare alcun prezzo, a costo zero.<\/p>\n<p>\u00c8 in fondo quello che esprimeva a suo tempo il ministro degli Esteri Angelino Alfano nell&#8217;accompagnare ogni riaffermazione dell\u2019impegno a ottenere &#8216;verit\u00e0 per Giulio&#8217; con la sottolineatura che l\u2019Egitto \u00e8 in ogni caso un partner ineludibile. In tal modo, otteneva l\u2019effetto di rassicurare quel partner sul fatto che la ricerca di verit\u00e0 sul caso del nostro concittadino non si sarebbe mai spinta oltre un limite insuperabile, fissato dallo stesso governo italiano nell&#8217;assenza di qualunque significativa ripercussione sui rapporti tra i due Paesi.<\/p>\n<p>Meglio sarebbe prendere atto del fatto che portare avanti una politica dei diritti umani &#8211; dei nostri concittadini, ma non solo &#8211; ha inevitabilmente un costo, e mettere in conto di doverlo pagare. Finora cos\u00ec non \u00e8 stato: i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/hedges-tutela-diritti-umani\/\"><strong>diritti umani<\/strong><\/a> sono trattati alla stregua di una componente secondaria, facoltativa, aggiuntiva, quasi ornamentale, della nostra politica internazionale.<\/p>\n<p><strong>Diritti umani in Egitto: un panorama desolante<\/strong><br \/>\nA essere scoraggiante, oltre alla prospettiva di ottenere in tempi brevi verit\u00e0 e giustizia per Giulio Regeni, \u00e8 anche la situazione complessiva dei diritti umani in Egitto, in fase di ulteriore deterioramento. Alcuni giorni fa Amnesty International, nel lanciare una campagna per il rilascio dei sempre pi\u00f9 numerosi &#8216;prigionieri di coscienza&#8217; egiziani, ha definito lo spazio per il dissenso come \u201cinesistente\u201d. Chi esprime critiche, sui temi pi\u00f9 diversi e usando gli strumenti pi\u00f9 disparati, viene arrestato, tenuto in isolamento &#8211; spesso si tratta, tecnicamente, di vere e proprie sparizioni -, accusato di terrorismo e portato davanti a una corte marziale.<\/p>\n<p>Tra i casi segnalati da Amnesty International vi \u00e8 quello di Amal <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/12\/31\/amal-fathy-farsa-giudiziaria-in-egitto-confermata-la-condanna-per-la-moglie-del-consulente-dei-regeni\/4867222\/\"><strong>Fathy<\/strong><\/a>, moglie di Mohamed Lofty, presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libert\u00e0, che ha fornito assistenza al Cairo alla famiglia di Giulio Regeni. Fermata inizialmente assieme al marito e al figlio, \u00e8 stata accusata e condannata a due anni di carcere per aver denunciato in un video l\u2019inazione delle autorit\u00e0 rispetto alle molestie sessuali. \u00c8 ora al centro di un processo per accuse infondate, addirittura ridicole, di terrorismo.<\/p>\n<p>Ritornando al caso Regeni, se la verit\u00e0 storica, \u201cmettendo insieme i pezzi\u201d e \u201cristabilendo la logica\u201d, per citare Pasolini, un po\u2019 alla volta emerge e ha i contorni di un delitto di Stato, la verit\u00e0 giudiziaria appare ancora lontana. Ma c\u2019\u00e8 chi, come la famiglia e la societ\u00e0 civile italiana, non rinuncia a chiederla. Anche quest\u2019anno ci saranno fiaccolate in tutta Italia e, alle 19.41 precise, un minuto di silenzio. Il messaggio che si vuole mandare \u00e8 quello lanciato dalla madre di Giulio Regeni: \u201cnon molliamo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati esattamente tre anni da quando Giulio Regeni ha dato per l\u2019ultima volta, con un sms, notizie di s\u00e9 dall&#8217;Egitto. E\u00a0la situazione per quanto riguarda la ricerca della verit\u00e0 su sparizione, tortura e barbaro omicidio del giovane ricercatore friulano \u00e8 piuttosto scoraggiante. 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