{"id":72708,"date":"2019-01-28T17:15:03","date_gmt":"2019-01-28T16:15:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72708"},"modified":"2019-01-28T17:19:28","modified_gmt":"2019-01-28T16:19:28","slug":"medioriente-militari-primavere-arabe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/medioriente-militari-primavere-arabe\/","title":{"rendered":"Medio Oriente: il ruolo stabilizzatore dei militari"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcuno che vorrebbe paragonare, in astratto, le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/dialogo-islam-crescita-identita\/\"><strong>Primavere arabe<\/strong><\/a> e le loro conseguenze ai moti della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento europeo, che affondavano le radici nell&#8217;Illuminismo francese e nella rivoluzione del 1789. Il paragone \u00e8 azzardato, ma non sbagliato, se ricordiamo che ci sono voluti parecchi decenni per arrivare a qualche forma di democrazia meritevole di questo nome.<\/p>\n<p>Tutto il processo \u00e8 stato attraversato da guerre, occupazioni militari e restaurazioni. Ma il seme della libert\u00e0 &#8211; chiamarla democrazia era prematuro &#8211; stava germogliando. Oggi, quando le Primavere arabe sono ormai un\u2019occasione perduta, la storia sembra ripetersi.<\/p>\n<p><strong>Militari e democrazia<\/strong><br \/>\nLe nuove democrazie hanno dato risultati che spesso non piacciono. Era facile immaginarlo, ma \u00e8 esattamente ci\u00f2 che continua ad accadere in <strong>Nordafrica<\/strong> ed in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/petrolio-strategico-decisioni-politiche\/\"><strong>Medio Oriente<\/strong><\/a>. Mentre le monarchie in qualche modo si salvano, sono le repubbliche a farne le spese. In ogni caso, comunemente si presume che le <strong>forze armate<\/strong> dovrebbero fare da elemento stabilizzatore.<\/p>\n<p>Ma &#8211; questa domanda \u00e8 rivolta sia all\u2019Occidente, sia al mondo arabo &#8211; cosa si vuole veramente, stabilit\u00e0 o democrazia? La stabilit\u00e0 c\u2019era e <em>manu militari<\/em>, per un certo tempo, sarebbe forse ripristinabile. Ma la democrazia no, richiede tempi lunghi, specie quando non si sa bene cosa sia.<\/p>\n<p>In Occidente i militari hanno un ruolo di supporto alla politica estera, oltre che di difesa esterna. Al contrario, in Medio Oriente e in Nord Africa &#8211; sia per le monarchie che per le repubbliche -, il ruolo delle forze armate sinora \u00e8 stato ed \u00e8 ancora pi\u00f9 specificatamente rivolto all&#8217;interno. Lo scopo \u00e8 mantenere stabilit\u00e0 nelle monarchie, e crearne le condizioni nelle repubbliche. Nessuno, da quelle parti, ha mai davvero pensato che loro compito \u2013 nonostante alcune idee avanzate, il continuo contatto con l\u2019Occidente e un minimo di laicit\u00e0 \u2013 fosse quello di portare democrazia.<\/p>\n<p><strong>Militari e rovesciamento di regimi<\/strong><br \/>\nVenticinque anni fa, in Algeria, con il sostegno di larga parte della popolazione, i militari avevano stroncato l\u2019ascesa al potere dei fondamentalisti, che nel secondo turno elettorale avrebbero ottenuto \u2018democraticamente\u2019 la maggioranza. Nel 2010, la rivolta nel Sahara occidentale era stata repressa dall&#8217;esercito marocchino a tutela di una monarchia \u2018illuminata\u2019, ma severa. In Tunisia, la neutralit\u00e0 dell\u2019esercito aveva costretto alla fuga il dittatore Ben Ali; e ora vigila sugli equilibrismi di un governo moderato, ma non laico.<\/p>\n<p>In Libia, l\u2019esercito si \u00e8 frantumato con la caduta di Gheddafi e ancora annaspa per ritrovare una struttura e un ruolo che nessuno gli vuole riconoscere. In Egitto, l\u2019acquiescenza dell\u2019esercito verso la piazza aveva favorito la caduta di Mubarak, per intervenire poi non contro la protesta, ma contro Morsi, presidente confessionale \u2018democraticamente\u2019 eletto, ma condizionato dal&#8217;\u2019invasivit\u00e0 di chi ne aveva favorito l\u2019ascesa. Potremmo continuare con la guerra in Yemen e la repressione in Bahrein, mentre ci\u00f2 che succede in Siria \u00e8 materia di cronaca.<\/p>\n<p><strong>Il caso dell\u2019Egitto<\/strong><br \/>\nNella dicotomia tra Golfo e Nord Africa, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/egitto-legge-generali\/\"><strong>Egitto<\/strong><\/a> rappresenta la cerniera tra due mondi che, pur accomunati dall\u2019Islam, presentano pi\u00f9 diversit\u00e0 che similitudini.\u00a0In modo diverso dall\u2019Arabia Saudita, in quella parte del mondo il Paese dei faraoni \u00e8 visto come un polo di riferimento culturale, economico e religioso.\u00a0\u00c8 normale, quindi, che i militari abbiano fatto scuola, pur in una cattiva interpretazione di quanto Kemal Ataturk aveva realizzato in Turchia.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0su questo esempio che dobbiamo ricordare le mosse del generale Neguib e del colonnello Nasser in Egitto, del generale Kassem e dello stesso Saddam in Iraq, del generale Hafez al-Assad in Siria, del colonnello Gheddafi in Libia, del generale Sadat dopo la morte di Nasser e del generale Mubarak dopo l\u2019uccisione di Sadat in Egitto. E del generale Saleh nello Yemen.<\/p>\n<p>Tutti loro hanno\u00a0travalicato il pensiero kemalista. Arriviamo cos\u00ec a quando il capo di stato maggiore egiziano <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/egitto-rielezione-al-sisi\/\">al-Sisi<\/a><\/strong>, dopo non pochi preavvisi, estromette il presidente eletto Morsi, imprigiona i Fratelli Musulmani, nomina un presidente ad interim, un governo provvisorio e conferma se stesso come ministro della Difesa, vicepremier e capo delle forze armate. Situazione che ci riporta pari pari alla \u2018stabilizzazione\u2019 algerina, quando il Fronte Islamico di Salvezza (Fis), vincitore delle elezioni con quasi il 50% dei suffragi, venne sciolto e sanguinosamente represso.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, a differenza dal modello turco-kemalista &#8211; poi smontato senza troppi riguardi da Erdogan -, tutti gli eserciti arabi prima o poi hanno debordato dalla propria missione laica e repubblicana, mostrando un&#8217;irresistibile tendenza a trasformarsi in caste che difendono interessi corporativi e gestiscono buona parte dell\u2019economia nazionale.<\/p>\n<p>In Egitto al-Sisi, dopo la brusca uscita di scena dei Fratelli Musulmani, restituendo il ruolo di guida dell\u2019Islam alla moschea di al-Azhar, controlla di fatto anche il potere religioso. I militari, quindi, non hanno solo una missione istituzionale, ma anche di gestione dietro le quinte della politica, compresa quella confessionale, dell\u2019economia, della finanza e degli affari.<\/p>\n<p>Finora l\u2019economia egiziana confidava sui rapporti con l\u2019Europa e con gli Usa, ma oggi la miopia del&#8217;Ue e di alcuni suoi membri e il disinteresse di Trump stanno spingendo i militari egiziani a valutare offerte alternative.<\/p>\n<p><strong>Stabilit\u00e0 vs. democrazia<\/strong><br \/>\nSe desideriamo favorire la stabilit\u00e0, cosa che per l\u2019Occidente \u00e8 importante, in Nord Africa e Medio Oriente dobbiamo almeno provare a evitare di demonizzare i militari, sempre e comunque. In fondo, anche se alle nostrane anime candide non piacciono, sono il minore dei mali.<\/p>\n<p>Se invece andiamo in cerca di favorire lo sviluppo di nuove democrazie, allora l\u2019indirizzo e il numero di telefono dei Fratelli Musulmani sembrerebbero fuori luogo. Questo lo dovr\u00e0 tenere bene in mente anche al-Sarraj in Libia, se vorr\u00e0 davvero misurarsi o riconciliarsi con Haftar di Cirenaica, il generale mangia-islamisti sostenuto dal collega egiziano al-Sisi, gi\u00e0 da un pezzo in doppiopetto grigio.<\/p>\n<p>Per quanto sia ormai evidente che le primavere arabe non abbiano apportato sostanziali progressi, oggi qualcuno anche l\u00e0 comincia a dubitare se la giaculatoria \u201cla soluzione sta nella sharia\u201d sia davvero una panacea per tutti i mali. E questo, a noi, sembra gi\u00e0 un progresso di qualche rilievo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcuno che vorrebbe paragonare, in astratto, le Primavere arabe e le loro conseguenze ai moti della prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento europeo, che affondavano le radici nell&#8217;Illuminismo francese e nella rivoluzione del 1789. 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