{"id":72740,"date":"2019-02-01T23:23:31","date_gmt":"2019-02-01T22:23:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72740"},"modified":"2019-02-05T07:07:55","modified_gmt":"2019-02-05T06:07:55","slug":"information-warfare-conflitti-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/information-warfare-conflitti-internazionali\/","title":{"rendered":"Information Warfare: nuova frontiera conflitti internazionali"},"content":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi lo si d\u00e0 per scontato: essere informati \u00e8 facile e veloce, grazie a Internet e ai social. Con un solo click \u00e8 possibile accedere ad aggiornamenti in tempo reale provenienti da migliaia di fonti di tutto il mondo. Spesso, per\u00f2, queste informazioni sono incomplete, fuorvianti e manipolate. Quando ci si imbatte in questo tipo di notizie, si \u00e8 davanti alle cosiddette <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/think-tank-illustri-sconosciuti\/\">fake news<\/a><\/strong>, oggi considerate a tutti gli effetti armi al servizio di politica, economia, mondo militare e terrorismo.<\/p>\n<p><strong>Le ingerenze russe nelle elezioni americane<\/strong><br \/>\nLo scorso dicembre sono stati resi pubblici i due rapporti contenenti le indagini condotte dalla <strong><a href=\"https:\/\/www.intelligence.senate.gov\/press\/new-reports-shed-light-internet-research-agency%E2%80%99s-social-media-tactics\">Commissione intelligence<\/a><\/strong> americana, presieduta dal senatore Richard Burr, nei confronti dell\u2019azienda russa Internet Research Agency (Ira). L\u2019Ira, accusata di aver influenzato l\u2019esito delle elezioni americane del 2016, rappresenta la massima espressione della criticit\u00e0 che le fake news possono assumere.<\/p>\n<p>Infatti, i russi avrebbero operato in svariate piattaforme digitali, tra cui Facebook, Twitter, Youtube, Snapchat e Tumblr. Si tratterebbe, dunque, di un potentissimo attacco, proveniente da un Paese terzo, a una delle pi\u00f9 importanti democrazie globali: gli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Sebbene tale ingerenza sia stata lungamente negata da Donald <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/trump-putin-helsinki-vertice\/\">Trump<\/a><\/strong>, uscito vincente dalle elezioni del 2016, i rapporti non si limitano ad accertare quanto ipotizzato, ma evidenziano addirittura scenari inaspettati.<\/p>\n<p>Non solo il numero di piattaforme sulle quali l\u2019Ira ha operato \u00e8 risultato maggiore, ma questa \u00e8 riuscita ad attuare una campagna di disinformazione cos\u00ec accurata da disincentivare addirittura l\u2019afflusso alle urne di precise categorie di elettori.<\/p>\n<p><strong>Information warfare: condotta e sviluppi<\/strong><br \/>\nGli esperti di cybersecurity richiamano l\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale non solo sulla portata dell\u2019attacco, ma sulla sua efficacia, efficienza e precisione. Si tratta di un attacco mirato e dal profilo ben delineato, che mette a dura prova i sistemi di intelligence e cybersicurezza internazionali. Si \u00e8 di fronte, dunque, a quella che pu\u00f2 essere definita una nuova guerra mondiale: l\u2019information warfare, il cui campo di battaglia \u00e8 il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cybersecurity-priorita-italiane\/\">cyberspazio<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Certamente, l\u2019uso strumentale dell\u2019informazione precede di gran lunga la nascita di Internet e del dominio &#8216;cyber&#8217;. Basti pensare alle tante campagne di disinformazione del Kgb, come l\u2019Operazione Infektion, condotta negli Anni Ottanta al fine di screditare gli Stati Uniti agli occhi dei Sovietici. \u00c8 certo, per\u00f2, che la nascita e la crescente pervasivit\u00e0 della quinta dimensione abbia esponenzialmente aumentato la possibilit\u00e0 di creare fake news e di diffonderle con pi\u00f9 facilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta infatti di un\u2019operazione a basso costo, che valica facilmente i confini nazionali, che pu\u00f2 essere attuata senza l\u2019aiuto di intermediari e che ha trovato nello scenario multiforme del cyberspazio il proprio habitat. Tramite Internet \u00e8 facile ricondividere e diffondere in tempo reale la notizia manipolata e pi\u00f9 questa circola e viene condivisa, maggiori saranno la sua credibilit\u00e0 e la sua eco. Si entra cos\u00ec in un turbinio di disinformazione che rende sempre pi\u00f9 difficoltosa l\u2019individuazione della fonte d\u2019origine e il conseguente contrattacco.<\/p>\n<p>Volont\u00e0, necessit\u00e0 e desiderio di influenzare il dibattito politico di Paesi terzi o di manipolare il pensiero dei propri concittadini non sono nulla di nuovo nuovo: ad esserlo sono le modalit\u00e0, che richiedono uno sforzo collettivo per fronteggiare il problema. La difficile individuazione delle fake news e la velocit\u00e0 con cui queste vengono diffuse sono solo due degli aspetti che gli Stati devono fronteggiare. Infatti, a differenza dei cyber attacchi, la guerra d\u2019informazione ha una profonda influenza sulla psicologia degli individui che fruiscono della notizia, e le conseguenze derivanti da questo impatto psicologico possono essere devastanti.<\/p>\n<p><strong>Russia all&#8217;avanguardia nell&#8217;information warfare<\/strong><br \/>\nMolti sono gli episodi che hanno recentemente richiamato l\u2019attenzione del pubblico internazionale in materia di cybersecurity: le sopracitate manipolazioni russe delle elezioni Usa del 2016, le implicazioni del Russiagate, i sospettati attacchi informatici a Taiwan da parte della Cina, lo scandalo di <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-03-20\/chi-e-e-cosa-fa-cambridge-analytica-societa-che-ha-inguaiato-facebook-083353.shtml?uuid=AETt4mJE\">Cambridge Analytica<\/a>. Nonostante gli esempi siano molti e coinvolgano le pi\u00f9 disparate parti del mondo, la <strong>Russia<\/strong> rimane protagonista indiscussa dell\u2019information warfare, data la lunga tradizione e le operazioni da questa condotte nel campo.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 citato, la tradizione russa della manipolazione di informazione risale agli inizi del ventesimo secolo ed \u00e8 stata ampiamente utilizzata dal Kgb sin dagli Anni Venti. La dottrina russa dell\u2019inganno (<em>maskirovka<\/em>) si \u00e8 evoluta al passo con la tecnologia ed \u00e8 riuscita a costruire una serie di misure per l\u2019inganno militare, dal camuffamento dell\u2019informazione. Con la crisi Ucraina del 2014, la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 resa conto di quanto questo strumento rappresenti una pericolosa arma geopolitica nelle mani della Russia, in grado di influenzare il globo nella sua integrit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Tra cyber warfare e information warfare: il futuro dei conflitti mondiali<\/strong><br \/>\nLa Russia, sullo scacchiere internazionale, non \u00e8 certo l\u2019unica potenza sviluppato nel campo dell\u2019information warfare. Il sopracitato scandalo di Cambridge Analytica evidenzia come societ\u00e0, Stati, piattaforme social e persone fisiche siano coinvolte nella guerra d\u2019informazione. Un intricato labirinto in cui raccolta e analisi di dati online vengono sfruttati con lo scopo di creare campagne di disinformazione.<\/p>\n<p>Cambridge Analytica, societ\u00e0 britannica di analisi dati, avrebbe trafugato i dati di 50 milioni di utenti Facebook e li avrebbe usati per influenzare le elezioni americane del 2016.\u00a0 Un caso che evidenzia quanto scarsa sia l&#8217;educazione digitale e quanto poco regolamentato sia il settore della protezione dati in rete, della diffusione degli stessi e del loro utilizzo una volta ottenuta l&#8217;autorizzazione ad acquisirli.<\/p>\n<p>Se nel cyber warfare gli attacchi vengono condotti ai danni dei dati sensibili di un identificato obiettivo, nella cyber information questi possono venire usati per costruire una campagna di disinformazione basata sulla creazione e sulla diffusione di fake news. Queste ultime, all\u2019interno della quinta dimensione, possono creare impatti psicologici devastanti nei suoi fruitori. Basta pensare, ancora una volta, alle elezioni americane del 2016.<\/p>\n<p>In conclusione, sono imprescindibili per la comunit\u00e0 internazionale l\u2019attenzione e l\u2019attuazione di norme legislative atte a proteggere da queste nuove forme di guerra, sempre pi\u00f9 subdole e dilaganti. \u00c8 necessaria una reazione repentina e coordinata, come si evince dalla Cyber Warfare Conference tenutasi a Milano lo scorso 12 dicembre, in cui i massimi esperti di cyber si sono riuniti per confrontarsi sulle nuove frontiere dei pericoli e delle guerre che percorrono la dimensione cibernetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi lo si d\u00e0 per scontato: essere informati \u00e8 facile e veloce, grazie a Internet e ai social. Con un solo click \u00e8 possibile accedere ad aggiornamenti in tempo reale provenienti da migliaia di fonti di tutto il mondo. Spesso, per\u00f2, queste informazioni sono incomplete, fuorvianti e manipolate. 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