{"id":72751,"date":"2019-02-01T09:02:50","date_gmt":"2019-02-01T08:02:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72751"},"modified":"2019-02-05T07:06:14","modified_gmt":"2019-02-05T06:06:14","slug":"ue-senso-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/ue-senso-xxi-secolo\/","title":{"rendered":"Ue: una necessit\u00e0 per tutti nel XXI secolo"},"content":{"rendered":"<p>Per i miei genitori, l\u2019Europa \u00e8 stata un <strong>ideale<\/strong>: la <strong>pace<\/strong> che avrebbe messo fine alla morte e alla distruzione generate da due guerre mondiali. \u00c8 pur vero che l\u2019Europa era un sogno di pochi, ma era un sogno che ha avuto il potere di assicurare il periodo ininterrotto di pace pi\u00f9 lungo nella storia di un continente martoriato da secoli di guerre e di violenze. Una pace che ha preso piede dapprima in Europa occidentale, per poi espandersi a est dopo la fine della Guerra fredda.<\/p>\n<p>Per me, l\u2019Europa \u00e8 stata l\u2019<strong>opportunit\u00e0 di una vita<\/strong>: dall\u2019emozione dell\u2019Interrail da adolescente, agli studi in Gran Bretagna, dal primo lavoro a Bruxelles e al matrimonio in Spagna, per finire, pi\u00f9 banalmente, con il sollievo di non dover spegnere il roaming ogni volta che un volo mi portava in una citt\u00e0 dell\u2019Unione. L\u2019Europa, per me e per molti &#8211; ma non per tutti -, \u00e8 stata un lusso.<\/p>\n<p>Ma per mio figlio di sette anni, <strong>quale sar\u00e0 il significato del progetto europeo?<\/strong> Sar\u00e0 semplicemente il ricordo sbiadito delle storie d\u2019infanzia dei nonni? O sar\u00e0 forse il risentimento nei confronti dei suoi genitori, entusiasti di lussi che lui non potr\u00e0 vivere allo stesso modo? Il progetto europeo lo lascer\u00e0 indifferente o addirittura scettico e risentito, visto e vissuto come un relitto di un passato che non ha avuto la fortuna di vivere?<\/p>\n<p><strong>Europa unita a partire dai bisogni fondamentali<\/strong><br \/>\nNon penso. Per mio figlio, cos\u00ec come per ogni cittadino europeo nel ventunesimo secolo, l\u2019integrazione europea sar\u00e0 ancor pi\u00f9 vitale di quanto non lo sia stata per le passate generazioni. Il progetto europeo, dall\u2019essere l\u2019ideale di pochi, e un lusso per molti, diventer\u00e0 <strong>una necessit\u00e0 per tutti<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9. Gli europei sono certamente molto diversi, a volte divisi. I loro interessi specifici a volte convergono, spesso differiscono, e altre volte divergono e si contrastano. La storia e la geografia non possono essere modificate. Eppure condividiamo gli <strong>stessi bisogni fondamentali<\/strong>: la sicurezza, il benessere e la libert\u00e0. Nessuno di questi bisogni basilari pu\u00f2 essere soddisfatto, nel tempo in cui viviamo, senza l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>La nostra <strong>sicurezza<\/strong> non pu\u00f2 essere data per scontata oggigiorno. Siamo minacciati internamente da reti criminali e terroristiche; siamo circondati da Stati fragili o falliti; siamo drammaticamente ripiombati in un\u2019era dominata dalla geopolitica, dall\u2019assertivit\u00e0 russa a est alla crescente competizione tra Stati Uniti e Cina, in cui una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/cina-tregua-stati-uniti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guerra commerciale<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/globalizzazione-rivoluzione-tecnologica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tecnologica<\/a> cela lo spettro di un possibile confronto militare negli anni a venire.<\/p>\n<p><strong>Su scala globale, le dimensioni contano<\/strong><br \/>\nDi fronte a queste sfide, cosa possono fare da sole l\u2019<strong>Italia<\/strong>, o la Francia, la Germania o altri Paesi? Ben poco. In ambito di sicurezza, e ancor pi\u00f9 di <strong>difesa<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-europa-contare-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le dimensioni contano<\/a>. E ogni Stato membro dell\u2019Unione, inclusi i pi\u00f9 grandi, \u00e8 semplicemente troppo piccolo su scala globale per poter proteggere i propri cittadini.<\/p>\n<p>Non a caso, proprio in questi anni, nonostante il divampare di nazional populismi, gli europei, per la prima volta nella loro storia, hanno fatto i primi passi verso un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Europa della difesa<\/a>. Tentare la via verso un\u2019autonomia strategica europea non \u00e8 un vezzo, n\u00e9 tantomeno un insulto agli Stati Uniti, l\u2019alleato principale degli europei. \u00c8 invece una necessit\u00e0, e probabilmente la <em>condicio sine qua non<\/em> per un sano partenariato atlantico nel ventunesimo secolo.<\/p>\n<p>Ciascun europeo tiene al proprio <strong>benessere:<\/strong> alla qualit\u00e0 del proprio lavoro cos\u00ec come del tempo libero, all&#8217;istruzione e alla sanit\u00e0, al cibo che mangia, all&#8217;acqua che beve e all&#8217;aria che respira. In un mondo complesso e interconnesso, niente di tutto questo pu\u00f2 essere garantito da Stati di piccole e medie dimensioni come i nostri. Immaginate di dover negoziare un equo accordo di libero scambio che garantisca il benessere dei cittadini olandesi o italiani se i Paesi Bassi o l&#8217;Italia dovessero trattare da soli con Stati Uniti, Cina o India. Proviamo a immaginare cosa succederebbe se giganti della tecnologia come Microsoft, Amazon o Google non dovessero negoziare tasse e regolamentazione della concorrenza con una Commissione europea che rappresenta 500 milioni di consumatori, ma con Lisbona, Nicosia o Vilnius. E riuscirebbero 28 Paesi europei piccoli e divisi a salvare il pianeta dal cambiamento climatico e dal degrado ambientale? Ovviamente no.<\/p>\n<p><strong>In difesa delle nostre libert\u00e0<\/strong><br \/>\nUltima, ma certamente non meno importante, \u00e8 la nostra <strong>libert\u00e0<\/strong>, sancita nei diritti e nelle regole delle nostre democrazie. Non siamo nemmeno lontanamente giunti alla fine della storia: abbiamo abbandonato l&#8217;illusione di un mondo in cui i Paesi convergono verso la democrazia liberale e in cui l&#8217;Unione europea aveva come missione aiutare gli altri a diventare pi\u00f9 simili a lei. Oggi sappiamo che diffondere generosamente la nostra bont\u00e0 attraverso le politiche di allargamento e di vicinato e la promozione di organizzazioni regionali modellate sulla nostre \u00e8 un sogno irrealizzabile.<\/p>\n<p>Oggi, naturalmente, queste politiche esistono ancora, anche se caratterizzate da un maggiore pragmatismo. Eppure devono affrontare forze contrastanti: non dobbiamo pi\u00f9 solo <strong>proiettare i nostri valori verso l&#8217;esterno<\/strong>, ma anche &#8211; una questione forse ancora pi\u00f9 importante &#8211; <strong>proteggere i nostri diritti e le nostre libert\u00e0<\/strong> dall&#8217;insidioso <em>soft power<\/em> di altri modelli di governance visti con crescente interesse e ammirazione da alcuni segmenti della nostra popolazione. Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che alla base del <em>soft power<\/em>\u00a0si trova, in tutta franchezza, il potere stesso.<\/p>\n<p>Fino a quando sistemi politici illiberali, autoritari e autocratici saranno visti come un successo dai nostri concittadini, sia in termini economici (la <strong>Cina<\/strong>) sia\u00a0strategici (la <strong>Russia<\/strong>),\u00a0tali modelli alternativi costituiranno un&#8217;attrattiva irresistibile per le nostre societ\u00e0. Questa capacit\u00e0 di attrazione \u00e8 aiutata da politiche attive, dalle campagne di <strong>disinformazione<\/strong> condotte dalla Russia alla mastodontica <strong>Nuova Via della seta<\/strong> promossa dalla Cina.<\/p>\n<p>Ma, a volte, il puro potere di attrazione \u00e8 sufficiente: basti pensare a Italia e Russia oggi. Presumibilmente, Mosca non ha bisogno di investire molte risorse per persuadere l&#8217;attuale governo italiano a sostenere le sue politiche e il suo approccio. L&#8217;ammirazione per l'&#8221;uomo forte&#8221; Vladimir Putin basta ad attirare i leader nazionalisti nell&#8217;orbita del Cremlino. Per proteggere i diritti e le regole che garantiscono le nostre libert\u00e0 come individui e come societ\u00e0, ancora una volta, le dimensioni contano. L&#8217;unico modo per proteggere le nostre democrazie liberali e continuare a essere un modello per altri Paesi \u00e8 mostrarci uniti.<\/p>\n<p><strong>Verso un nuovo ordine mondiale<\/strong><br \/>\nQuesto mi porta all&#8217;ultimo punto della mia riflessione, che riguarda la <strong>governance globale<\/strong>. Stiamo vivendo in un&#8217;epoca di profonda trasformazione globale. Il potere si sta spostando da ovest a est, si sta diffondendo oltre i confini nazionali, non risiede pi\u00f9 in determinate entit\u00e0, ma scorre tra di loro, attraversando terra, mare, aria, spazio e cyberspazio grazie a reti e a nodi.<\/p>\n<p>Istituzioni, regole e regimi costruiti secondo la configurazione precedente &#8211; l&#8217;<strong>ordine liberale internazionale<\/strong>, se vogliamo &#8211; dovranno inevitabilmente evolversi per riflettere questo profondo cambiamento del sistema globale. Gli attori statali e non statali che non condividono affatto i nostri interessi avranno per forza di cose un ruolo pi\u00f9 centrale nel plasmare l&#8217;ordine &#8211; o disordine &#8211; che verr\u00e0. Anche qui, le dimensioni contano: solo se saremo uniti come europei ci spetter\u00e0 un posto al tavolo delle grandi potenze. Frammentati e divisi saremo ridotti a una voce sul menu.<\/p>\n<p>E se non restiamo uniti, mio figlio e i vostri figli saranno relegati al ruolo di spettatori, invece che attori, del loro futuro.<\/p>\n<p><em>Articolo tratto dal <\/em>keynote address <em>alla conferenza &#8220;State of the Union&#8221;,\u00a0organizzata dal Clingendael Institute in collaborazione con il ministero degli Esteri olandese e il Parlamento europeo il 25 gennaio scorso a L&#8217;Aia.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Han Yan\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i miei genitori, l\u2019Europa \u00e8 stata un ideale: la pace che avrebbe messo fine alla morte e alla distruzione generate da due guerre mondiali. \u00c8 pur vero che l\u2019Europa era un sogno di pochi, ma era un sogno che ha avuto il potere di assicurare il periodo ininterrotto di pace pi\u00f9 lungo nella storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72761,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72751"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72751"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72751\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72785,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72751\/revisions\/72785"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72751"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72751"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72751"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}