{"id":72794,"date":"2019-02-04T23:46:43","date_gmt":"2019-02-04T22:46:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72794"},"modified":"2019-02-04T23:46:43","modified_gmt":"2019-02-04T22:46:43","slug":"immigrati-integrazione-economica-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/immigrati-integrazione-economica-sociale\/","title":{"rendered":"Migranti: dall&#8217;integrazione economica a quella sociale"},"content":{"rendered":"<p>Immigrati sempre pi\u00f9 poveri, soprattutto in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/migranti-allarmismo-poca-informazione\/\">Italia<\/a> <\/strong>e Spagna, dove hanno rispettivamente 7,7% e 13,4% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di trovarsi nel 10% della popolazione con il reddito pi\u00f9 basso.\u00a0\u00c8 questo uno dei dati del terzo <a href=\"http:\/\/dagliano.unimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Executive-summary-Migration-Observatory-ita.pdf\"><strong>Rapporto annuale dell\u2019Osservatorio sulle migrazioni<\/strong><\/a> che dice anche come gli immigrati in Europa abbiano in media un tasso di occupazione inferiore a quello dei nativi di oltre l\u2019 8%, con un peggioramento rispetto al 2016.<\/p>\n<p><strong>Le migrazioni come strumento di ascesa sociale<\/strong><br \/>\nSullo sfondo del report l\u2019effetto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\"><strong>Brexit:<\/strong><\/a>\u00a0Tommaso Frattini, professore dell\u2019 Universit\u00e0 di Milano e del Centro studi d\u2019 Agliano, precisa che \u00e8 prematuro misurare le ricadute della Brexit; tuttavia, gi\u00e0 si registra un calo delle emigrazioni dal resto d\u2019Europa. Da evidenziare anche le conseguenze di politiche d\u2019ingresso restrittive, che oltre ad avere contraccolpi sui diretti interessati provocano un\u2019alterazione di quella fotografia della realt\u00e0 sociale che invece dovrebbe essere d\u2019aiuto a strategie di equilibrio e normalizzazione.<\/p>\n<p>Il quasi azzeramento dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro e la crescita di quelli di ricongiungimento familiare e di asilo per motivi umanitari nasconde un sommerso fatto di marginalit\u00e0 e sfruttamento da un lato e di aspirazioni culturali e sociali frustrate. Ran Abramitzky, professore di economia alla Stanford University, tra i relatori in occasione della presentazione a Torino del Rapporto sulle Migrazioni (assieme a Marco Tabellini dell\u2019Harvard Business School e Lucinda Platt dell&#8217;LSE), ricorda che da sempre le migrazioni sono uno strumento anti-povert\u00e0, un modo per migliorare la propria condizione di vita.<\/p>\n<p>Tutti coltivano questo sogno, compresi coloro che sono in fuga da guerre o persecuzioni. Una ricerca recente del Museo del Risparmio e di Intesa Sanpaolo afferma, invece, che il 20% di un campione rappresentativo di immigrati da 3 a 10 anni in Italia, dichiara di avere lasciato nel Paese d\u2019origine un tenore di vita pi\u00f9 alto. La marginalit\u00e0 economica e quella sociale si sta accentuando e si sbaglia chi pensa che il problema riguardi gli immigrati immortalati nelle immagini di navi e barconi nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Dai report annuali di Universit\u00e0 di Milano, Collegio Carlo Alberto e Centro studi Luca D\u2019Agliano, risulta un trend costante: nell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/migration-partnership-framework-normalizzazione-emergenza\/\">Unione Europea<\/a><\/strong> un residente su 10 \u00e8 immigrato, la maggior parte di questi \u00e8 residente in uno dei Paesi dell\u2019 area Ue15 da pi\u00f9 di 5 anni, i nuovi arrivati aumentano di due milioni all&#8217;anno e per met\u00e0 sono di origine europea. Non ci sono mutamenti significativi. I cittadini dell\u2019Ue rappresentano il 38% della popolazione immigrata; il 16% \u00e8 nato in un Paese europeo al di fuori dell\u2019 Ue; il 19% arriva dall\u2019Africa e dal Medio Oriente; il 16% dall\u2019 Asia; l\u2019 11% da America e Oceania.<\/p>\n<p><strong>Accoglienza dei migranti e giustizia sociale<\/strong><br \/>\nI trend che invece danno segnali negativi riguardano le condizioni di vita. Gli immigrati hanno un tasso di occupazione pi\u00f9 basso dei nativi e in questo panorama spiccano Regno Unito, Italia e Irlanda, dove si registra un differenziale minore tra immigrati e nativi. Ma, diversamente dalle precedenti analisi statistiche, tali differenze nel tasso di occupazione non si spiegano in termini di et\u00e0, genere e istruzione. Ovvero: i profili di et\u00e0-generazione-istruzione degli immigrati sono simili ai nativi in termini di probabilit\u00e0 di trovare lavoro.<\/p>\n<p>E se i differenziali tendono a ridursi con l\u2019aumentare degli anni di residenza, l\u2019Italia, ancora nelle tenaglie della crisi, \u00e8 l\u2019 unica realt\u00e0 dove la probabilit\u00e0 di impiego dei migranti raggiunge quella dei nativi dopo sei anni di residenza e la supera dopo sette. Si assiste, contemporaneamente, a una polarizzazione che spinge verso il basso un intero strato della popolazione, immigrata e non, e verso l\u2019alto lo strato che ha accesso all&#8217;istruzione universitaria e di alto livello di qualificazione. Il primo strato \u00e8 in espansione, il secondo in riduzione.<\/p>\n<p>Basta soffermarsi su questi pochi elementi per capire come il futuro si stia giocando non tanto sull\u2019accoglienza dei migranti, ma sulla giustizia sociale. Non tanto sulla convivenza di etnie diverse, ma sulla coesione di un tessuto sociale lacerato tra chi ha troppo e chi ha troppo poco, con il welfare-catalizzatore in affanno. La trasversalit\u00e0 delle problematiche \u00e8 intra-etnica e post-etnica: ricchi sempre pi\u00f9 ricchi e poveri sempre pi\u00f9 poveri, la cosiddetta classe media praticamente azzerata.<\/p>\n<p><strong>Il rischio ghettizzazione<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 una novit\u00e0; ma sarebbe riduttivo \u2013 avvertono alcuni studi \u2013 se ci si limitasse a leggere il fenomeno in divenire in una chiave puramente economica: risolviamo la povert\u00e0, permettiamo a tutti di essere consumatori di prodotti e servizi e le nostre societ\u00e0 saranno pacificate. Gli studi di Marco Tabellini sulla Grande Migrazione nei primi decenni del Novecento negli Usa evidenziano che l\u2019immigrazione aument\u00f2 l\u2019occupazione e miglior\u00f2 la posizione professionale degli indigeni, ma l\u00e0 dove le diversit\u00e0 etniche erano economicamente vantaggiose c\u2019era anche un\u2019ostilit\u00e0 politica che rendeva difficile gestire quelle diversit\u00e0.<\/p>\n<p>I gruppi etnicamente omogenei e dominanti tendono comunque ad escludere e segregare le minoranze, che a loro volta si organizzano secondo l\u2019appartenenza etnica. La ricerca di Lucinda Platt sul sistema scolastico nel Regno Unito ha mostrato che la coesione sociale inizia tra gli studenti. Scuole monoetniche produrranno una mentalit\u00e0 da apartheid. Il volersi \u2018distinguere\u2019, quindi, \u00e8 una realt\u00e0 umana: distinguersi per censo, per professione, per nazione, per religione o colore della pelle. L\u2019elenco \u00e8 aperto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quest che bisogna da correggere: il collante di una societ\u00e0 non deve dipendere da queste appartenenze. Societ\u00e0 atomistiche pensano all\u2019integrazione come alla convivenza di gruppi tra loro indifferenti; la societ\u00e0 relazionale li mette in comunicazione focalizzandosi su interessi comuni. Quali? \u00a0Individuarli \u00e8 urgente, altrimenti il rischio \u00e8 che le &#8216;diseguaglianze multiple&#8217; &#8211; espressione proposta dal sociologo ed economista Arnaldo Bagnasco &#8211; si strutturino. Interessi comuni di vita dignitosa, ma anche di partecipazione politica.<\/p>\n<p>Il Rapporto sulle migrazioni conferma, invece, che in Italia e in Spagna la naturalizzazione \u00e8 pi\u00f9 lenta rispetto al resto d\u2019Europa, con rispettivamente il 10% e il 16% degli immigrati naturalizzati dopo 10 anni di residenza contro il 74% della Svezia. Presenze attive, ma di non-cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immigrati sempre pi\u00f9 poveri, soprattutto in Italia e Spagna, dove hanno rispettivamente 7,7% e 13,4% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di trovarsi nel 10% della popolazione con il reddito pi\u00f9 basso.\u00a0\u00c8 questo uno dei dati del terzo Rapporto annuale dell\u2019Osservatorio sulle migrazioni che dice anche come gli immigrati in Europa abbiano in media un tasso di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":72798,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[979,475,96,441,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72794"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72794"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72829,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72794\/revisions\/72829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}