{"id":7280,"date":"2008-02-08T00:00:00","date_gmt":"2008-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/liran-va-alle-urne-verso-una-nuova-sconfitta-dei-radicali\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:01","slug":"liran-va-alle-urne-verso-una-nuova-sconfitta-dei-radicali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/02\/liran-va-alle-urne-verso-una-nuova-sconfitta-dei-radicali\/","title":{"rendered":"L\u2019Iran va alle urne: verso una nuova sconfitta dei radicali?"},"content":{"rendered":"<p>TEHERAN &#8211; Il prossimo 14 marzo si svolgeranno le elezioni del <i>Majlis<\/i>, l\u2019Assemblea consultiva islamica che, pur non avendo gli stessi poteri dei parlamenti occidentali, svolge un ruolo non secondario nel sistema istituzionale iraniano. Si tratta di una scadenza molto sentita sia dai cittadini che dalla classe politica del paese. Le previsioni indicano una possibile sconfitta degli ultraconservatori che fanno capo al Presidente della Repubblica Ahmadinejad, in linea con la tendenza gi\u00e0 emersa a dicembre 2006 nelle elezioni municipali e dell\u2019<i>Assemblea degli Esperti<\/i>, (l\u2019 organo che elegge la Guida spirituale del paese ed esercita  uno stretto controllo sulle leggi e su tutto l\u2019apparato istituzionale, incluso lo stesso Presidente). In quell\u2019occasione la nascente coalizione tra pragmatici e riformisti guidata dagli ex Presidenti <a href= \"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ali_Akbar_Hashemi_Rafsanjani\" target= \"blank\"><b><u>Hashemi Rafsanjani <\/u><\/b><\/a> e <a href= \"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mohammad_Khatami\" target= \"blank\"><b><u> Mohammad Khatami<\/u><\/b><\/a>, \u00e8  tornata a vincere per la prima volta dalle  presidenziali del 2005. La leadership di Ahmadinejad ha subito un ulteriore colpo nel settembre 2007, quando Rafsanjani ha vinto la battaglia contro il candidato del Presidente, l\u2019ayatollah Jannati, per la guida dell\u2019<i>Assemblea degli Esperti<\/i>.<\/p>\n<p><b>Un governo debole<\/b><br \/>L\u2019impopolarit\u00e0 dell\u2019esecutivo ha diverse ragioni di fondo: il governo non ha tenuto fede alla promessa di introdurre nuovi elementi di giustizia sociale attraverso la redistribuzione dei proventi del petrolio, n\u00e9 \u00e8 riuscito a fornire chiari segni di discontinuit\u00e0 nella lotta alla corruzione interna. Punti su cui i conservatori radicali islamici avevano costruito gran parte del successo del 2005. Dal punto di vista economico, l\u2019inflazione ha raggiunto negli ultimi mesi il 18% su base annua e la disoccupazione \u00e8 salita dall\u201911% del 2006 al 15% di quest\u2019anno. L\u2019effetto delle sanzioni internazionali \u2013 particolarmente invasivo visto che il 40% delle entrate pubbliche deriva dalle esportazioni petrolifere \u2013 ha portato a misure di emergenza come il razionamento della benzina, il cui consumo stava superando del 75% la produzione. La popolazione iraniana, inoltre, \u00e8 sempre pi\u00f9 preoccupata che l\u2019insistenza di Ahmadinejad sul programma nucleare possa condurre a nuove sanzioni se non addirittura ad un attacco militare. Le tesi negazioniste dell\u2019Olocausto non sono sostenute n\u00e9 dalla maggioranza della popolazione n\u00e9 dagli alleati politici, i quali distinguono molto nettamente tra l\u2019opposizione alla politica di Israele e la negazione del genocidio nazista.<\/p>\n<p><b>Rischio escalation<\/b><br \/>Dovendo affrontare la campagna elettorale in un contesto cos\u00ec sfavorevole, \u00e8 del tutto prevedibile che Ahmadinejad torni a far leva sulla retorica populista e nazionalista su cui ha tanto insistito negli ultimi anni, contro il \u201cGrande Satana\u201d americano e per il proseguimento del programma nucleare. Potremmo dunque tornare presto ad assistere ad una serie di provocazioni, anche pi\u00f9 gravi di quelle recentemente messe in atto contro le navi americane nello stretto di Hormuz, volte a far salire la tensione e a drammatizzare la minaccia esterna nel tentativo di far recuperare consenso alla maggioranza di governo. Sar\u00e0 dunque necessario, come \u00e8 stato recentemente sottolineato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=725\"><b><u>su questa rivista<\/u><\/b><\/a>, che le autorit\u00e0 internazionali continuino a mantenere i nervi saldi, onde evitare un\u2019escalation di dichiarazioni, se non addirittura di atti, che la leadership iraniana saprebbe abilmente sfruttare a suo favore.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la comunit\u00e0 internazionale ha ritrovato la sua compattezza sull\u2019ipotesi di un terzo round di sanzioni se l\u2019Iran non fornir\u00e0 entro quattro settimane tutte le risposte alle questioni relative alle passate attivit\u00e0 nucleari rimaste in sospeso. Il Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu ha messo a punto una bozza di risoluzione che impone nuove limitazioni al commercio con l&#8217;Iran, chiede che si effettuino controlli sui trasporti via cargo per evitare che arrivino all\u2019Iran prodotti utilizzabili per la costruzione della bomba atomica e ribadisce con un linguaggio pi\u00f9 duro le misure gi\u00e0 varate contro le persone coinvolte nel programma nucleare. Le resistenze di Russia e Cina di fronte ad un possibile terzo round di sanzioni sembrano dunque superate.<\/p>\n<p>\u00c8 un segnale importante, anche alla luce del fatto che la Guida suprema Ali Khamenei ha garantito all\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) la piena disponibilit\u00e0 del paese a collaborare, pur rimanendo irremovibile sul diritto dell\u2019Iran di produrre uranio arricchito destinato alle centrali nucleari. Anche l\u2019ayatollah Khamenei, in passato schierato con Ahmadinejad, ha iniziato a prendere le distanze dal Presidente, dando adito all\u2019ipotesi di un suo riposizionamento in vista della possibile sconfitta elettorale dei radicali.<\/p>\n<p><b>Una comune strategia transatlantica <\/b><br \/>Le forti pressioni internazionali degli ultimi mesi stanno dunque iniziando a dare i loro frutti. Ma sar\u00e0 necessario proseguire con grande fermezza su questa strada. L\u2019amministrazione americana ha recentemente aperto due tavoli importanti in Medio Oriente, in parziale sintonia con le conclusioni dell\u2019<i><a href= \"http:\/\/www.usatoday.com\/news\/pdf\/2006-12-06-studygroup.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Iraq Study Group<\/u><\/b><\/a><\/i> del novembre 2006: uno con l\u2019Iran, per discutere delle ipotetiche interferenze iraniane nel conflitto interno dell\u2019Iraq; l\u2019altro con la Siria, con cui invece sembra orientata ad affrontare questioni politiche pi\u00f9 di fondo. Elementi che hanno positivamente fatto da sfondo sia ai lavori della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=679\" target= \"blank\"><b><u>Conferenza di Annapolis<\/u><\/b><\/a> di fine novembre sul Medio Oriente, sia alla recente visita di Bush nell\u2019area.<\/p>\n<p>L\u2019indebolimento degli ultraconservatori in Iran pu\u00f2 costituire un fatto positivo per le prospettive del Medio Oriente. Le elezioni presidenziali iraniane che si terranno il prossimo anno potrebbero vedere un ritorno al potere dei riformisti, la cui politica estera \u00e8 sempre stata relativamente pi\u00f9 aperta. La strategia delle sanzioni internazionali, da pi\u00f9 parti accusata di inefficacia, sta in realt\u00e0 avendo un impatto sulla situazione interna del paese, anche se al prezzo di un aggravamento delle condizioni di vita della popolazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, Europa e Stati Uniti non hanno ancora raggiunto un punto di vista comune su un aspetto cruciale: come rispondere nel modo pi\u00f9 efficace alle ambizioni regionali dell\u2019Iran. Nel suo piano per lo sviluppo energetico, delineato nel documento \u201cProspettiva a venti anni\u201d, l\u2019Iran si pone l\u2019esplicito obiettivo di diventare la potenza regionale leader in termini di capacit\u00e0 economica, scientifica e tecnologica entro il 2025. Le mire egemoniche iraniane sulla regione hanno per altro origini antiche, esistono fin dai tempi dello Sci\u00e0 e costituiscono dunque un problema di lungo periodo. Anche per questo la prospettiva di un Iran nucleare \u00e8 difficilmente accettabile: verrebbe percepito come una chiara minaccia dagli altri stati della regione. L\u2019arma nucleare in mano a Teheran sarebbe vista come uno strumento di coercizione verso gli stati pi\u00f9 deboli e, come \u00e8 gi\u00e0 stato sottolineato su <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=480\"><u><i>AffarInternazionali<\/u><\/i><\/a>, rischierebbe pertanto di innescare una pericolosissima corsa agli armamenti \u2013 anche di armi non convenzionali \u2013 in molti stati della regione.<\/p>\n<p>Se, come ritengono anche molti analisti americani, con l\u2019Iran si vorr\u00e0 avviare un\u2019iniziativa diplomatica pi\u00f9 consistente di quella perseguita fino ad oggi, Europa e Stati Uniti dovranno fornire rassicurazioni su tre ineludibili questioni di fondo: che non si sta puntando ad un cambiamento del regime iraniano con la forza; che non si sta pianificando un intervento militare; che si \u00e8 pronti a riconoscere al paese un concreto ruolo nella gestione degli affari regionali. Finch\u00e9 questi tre punti non saranno chiariti e posti al centro di una rinnovata e comune strategia transatlantica, l\u2019Iran continuer\u00e0 a costituire il cuore del \u201csecurity dilemma\u201d che oggi paralizza il Medio Oriente.<\/p>\n<p>Su questo tema vedi anche: <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=703\"><b><u>Vali Nasr: Europa e Stati Uniti investano di pi\u00f9 nel dialogo con gli sciiti<\/u><\/b><\/a>, di Raffaello Matarazzo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=677\"><b><u>Iran: troppa ideologia pu\u00f2 scatenare una guerra<\/u><\/b><\/a>, di Emiliano Alessandri<\/p>\n<p><a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=658\"><b><u>Iran: Opzioni militari e saggezza mafiosa<\/u><\/b><\/a>, di Cesare Merlini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TEHERAN &#8211; Il prossimo 14 marzo si svolgeranno le elezioni del Majlis, l\u2019Assemblea consultiva islamica che, pur non avendo gli stessi poteri dei parlamenti occidentali, svolge un ruolo non secondario nel sistema istituzionale iraniano. 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