{"id":72858,"date":"2019-02-07T15:40:09","date_gmt":"2019-02-07T14:40:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72858"},"modified":"2019-02-07T15:40:09","modified_gmt":"2019-02-07T14:40:09","slug":"ue-comunicazione-contro-euroscetticismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/ue-comunicazione-contro-euroscetticismo\/","title":{"rendered":"Ue: migliorare la comunicazione contro l&#8217;euroscetticismo"},"content":{"rendered":"<p>Il processo di integrazione europea \u00e8 in grave affanno. A dimostrarlo, pi\u00f9 che la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\">Brexit<\/a><\/strong>, \u00e8 il preoccupante calo di fiducia dei cittadini europei. Eppure i vantaggi di un\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/ue-senso-xxi-secolo\/\">Unione europea<\/a><\/strong> pi\u00f9 coesa sono evidenti. Intere biblioteche lo spiegano in maniera dettagliata. Anche se alla fine basterebbe un po\u2019 di buon senso per capire che un continente fatto di piccoli Stati, con scarse materie prime e che invecchia sempre di pi\u00f9, ha tutto da guadagnare da un\u2019unione pi\u00f9 stretta.<\/p>\n<p><strong>Necessit\u00e0 di strategie di comunicazione efficaci<\/strong><br \/>\nCome \u00e8 possibile, viene da chiedersi quindi, che la soluzione sia l\u00ec davanti agli occhi, ma invece ci si ostini a guardare da un\u2019altra parte? Il difetto sta in una comunicazione europea che, per utilizzare un eufemismo, potremmo definire latitante.<\/p>\n<p>Recenti e paradossali trionfi dimostrano come la comunicazione sia l\u2019arma vincente; quella di cui non si pu\u00f2 fare a meno in qualsiasi importante confronto politico. La stessa Unione europea si \u00e8 resa conto, sebbene tardivamente, che la <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2018\/12\/11\/il-piano-dellunione-europea-contro-le-fake-news-fa-acqua\/\">manipolazione delle informazioni<\/a> \u00e8 uno strumento utilissimo per la costruzione del consenso politico e di come sia difficile sconfiggere tale pratica.<\/p>\n<p>Per queste ragioni, risulta essenziale per l\u2019Europa informare e dialogare con i cittadini. Il punto sconfortante \u00e8 che in questo ambito la Ue praticamente \u00e8 disarmata. Basta dare un\u2019occhiata al budget dell\u2019Unione europea per rendersene conto.<\/p>\n<p><strong>Da potenziare i fondi per la comunicazione<\/strong><br \/>\nIl <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=OJ:L:2018:057:FULL&amp;from=IT\">bilancio<\/a>\u00a0Ue per il 2018 ammonta a 160,113 miliardi di euro. Alla comunicazione, che rientra tra le spese amministrative, sono riservati circa 213 milioni, ossia lo 0,133%.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><\/a><\/p>\n<p>Gi\u00e0 questo dato dovrebbe stupire, visto che, quantomeno a partire dalla Dichiarazione di Laeken del 2001 sul futuro dell\u2019Unione europea, la riduzione della distanza tra le istituzioni di Bruxelles e il cittadino \u00e8 indicata come una delle tre priorit\u00e0 dell\u2019Unione.\u00a0 Come si pensa di riuscirci riservando solo lo 0,1% del bilancio per fargli sapere quello che di buono si sta facendo?<\/p>\n<p>Inoltre, se si guarda alla ripartizione dei fondi, si scopre che solo 41,293 milioni di euro servono a finanziare la cosiddetta \u201cinformazione ai cittadini\u201d; che, \u00e8 bene ricordarlo, riguarda oltre mezzo miliardo di persone che parlano lingue differenti.<\/p>\n<p><strong>Insufficienti i tentativi di comunicare con i cittadini<\/strong><br \/>\nMa il vero limite sta nel modo in cui questi 41 milioni sono spesi. La quasi totalit\u00e0 serve a finanziare le attivit\u00e0 di comunicazione delle rappresentanze della Commissione negli Stati membri e quella della rete <strong><a href=\"https:\/\/europa.eu\/european-union\/contact_it\">Europe Direct<\/a><\/strong>. Nel primo caso, si tratta di una trentina di uffici, presenti nelle capitali europee, dove funzionari della Commissione (circa 700) cercano, attraverso campagne come &#8216;I dialoghi con i cittadini&#8217;, newsletter e piattaforme social, di informare sulle attivit\u00e0 dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>La rete Europe Direct, invece, \u00e8 formata da un migliaio di Centri, presenti nelle principali cittadine europee e coordinati dalle rispettive rappresentanze nazionali della Commissione. Per quel che riguarda la loro gestione, di solito \u00e8 affidata al volenteroso personale che opera in enti locali o nelle universit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo piccolo esercito di comunicatori svolge un\u2019opera meritoria. Ma il risultato, nonostante gli sforzi, \u00e8 poca cosa: agli incontri e ai dibattiti partecipano migliaia e non milioni di persone e la copertura mediatica degli eventi \u00e8 decisamente insufficiente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? In primo luogo, perch\u00e9 le risorse messe in campo dall\u2019Unione sono ridicole. Poi, in entrambi i casi parliamo di comunicazione istituzionale, ossia di informazioni che vengono direttamente dall\u2019ente che si pone il problema di interloquire con l\u2019esterno. Per questo \u00e8 normale che a partecipare agli eventi siano i pochi gi\u00e0 convinti; mentre gli altri &#8211; la maggioranza scarsamente edotta, se non scettica o male informata &#8211; sono portati a snobbare e diffidare di quanto detto, e sottovoce, dalla Ue su s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p><strong>La visione del Parlamento europeo<\/strong><br \/>\nChe questo approccio non potesse funzionare, l\u2019aveva gi\u00e0 capito il <strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/sides\/getDoc.do?pubRef=-\/\/EP\/\/TEXT+REPORT+A7-2010-0223+0+DOC+XML+V0\/\/IT\">Parlamento europeo<\/a><\/strong> il 7 settembre del 2010, quando adott\u00f2 la \u201cRisoluzione sul giornalismo e i nuovi media \u2013 creare una sfera pubblica in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Nell&#8217;illuminato quanto inascoltato documento, il Parlamento affermava che la Commissione europea avrebbe dovuto \u201crafforzare la politica della comunicazione e collocarla ai primi posti della lista delle priorit\u00e0 nel momento in cui si inizier\u00e0 a negoziare il quadro finanziario pluriennale\u201d; che le organizzazioni della societ\u00e0 civile devono avere \u201cun ruolo importante da svolgere nel dibattito europeo; e che tale loro ruolo dovrebbe essere rafforzato mediante progetti di cooperazione mirati nel settore della comunicazione pubblica\u201d.<\/p>\n<p>E ancora che bisogna \u201caprirsi a tutti i mezzi di comunicazione, [&#8230;] sostenere tutti i progetti e le iniziative volti a informare meglio il pubblico sugli affari Ue\u201d; infine e soprattutto, che si deve \u201cdecentralizzare la politica di comunicazione dell&#8217;Ue verso una dimensione locale e regionale, allo scopo di ravvicinare i differenti livelli di comunicazione, e incoraggiare gli Stati membri ad essere pi\u00f9 attivi nell&#8217;informare i cittadini sulle questioni inerenti all&#8217;Ue\u201d.<\/p>\n<p>Niente o quasi di tutto questo \u00e8 stato fatto. I fondi per la comunicazione restano irrisori e non si pu\u00f2 certo parlare di una collocazione di questa politica tra le priorit\u00e0 Ue. Per quel che riguarda la societ\u00e0 civile e la comunicazione decentrata, se si esclude il secondo strand-terza sottomisura del Programma Europa per i\u00a0cittadini, che ha una dotazione di pochi milioni di euro, non esistono strumenti con i quali finanziare iniziative di comunicazione pubblica europea che partano dal basso.<\/p>\n<p><strong>La comunicazione per ridare fiducia all&#8217;Unione<\/strong><br \/>\nGli effetti di questa situazione, come si \u00e8 detto, sono sotto gli occhi di tutti: crollo della fiducia verso l&#8217;Ue, crescita di movimenti e partiti euroscettici, informazione nazionale sull\u2019Unione europea piena di strafalcioni, se non alterata a danno delle istituzioni di Bruxelles.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0quanto basta per capire che il problema c\u2019\u00e8, ed \u00e8 grave. Gravissimo, in particolare se pensiamo alle imminenti elezioni del Parlamento europeo ed al fatto che nel nuovo budget presentato dalla Commissione europea per il 2019, il finanziamento aggiuntivo per coprire mediaticamente questo appuntamento sembra si aggiri intorno ai tre milioni di euro<\/p>\n<p>Tenuto conto di quanto detto, e riprendendo gli ammonimenti del Parlamento di Strasburgo, ecco allora qual \u00e8 la priorit\u00e0 sulla quale dovrebbero concentrarsi gli forzi di tutti quelli che hanno a cuore l\u2019idea di unificazione europea: una comunicazione europea rafforzata e che coinvolga i cittadini.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo di integrazione europea \u00e8 in grave affanno. A dimostrarlo, pi\u00f9 che la Brexit, \u00e8 il preoccupante calo di fiducia dei cittadini europei. Eppure i vantaggi di un\u2019Unione europea pi\u00f9 coesa sono evidenti. 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